Come i miei figli mi hanno insegnato a non giudicare

Come recita il titolo di un libro (e di un blog), “ero una brava mamma prima di avere figli“.

Quando ero giovane (tanti anni fa), guardavo le mamme all’opera e fra me e me avevo sempre da criticare il loro operato. Pensavo “quando avrò figli io farò così e così”.

In particolare, una cosa su cui credevo di essere irremovibile era la questione nanna: ognuno dormirà nel proprio letto.

Poi sono arrivati i miei figli. E dopo anni di notti in bianco e coi nervi a fil di pelle, ho cambiato idea: purché mi lasciassero dormire, qualsiasi cosa andava bene. Potevano stare nel letto con noi, sul tappeto per terra, nella vasca da bagno o lungo le scale. Ma io avevo bisogno di dormire.

Morale della favola: a una certa ora imprecisata della notte (io non me ne accorgo nemmeno) la mia piccola arriva nel nostro letto e ci rimane fino al mattino seguente.

Ora, non voglio entrare nel merito della questione lettone-non lettone. Non è questo il punto.

Il punto è che finché non ci si ritrova dentro le situazioni non si ha il diritto, né gli strumenti per giudicare.

Ripenso a quelle mamme viste anni or sono, magari nel momento in cui trattavano in maniera un po’ sgarbata i propri figli. Ora capisco che poteva essere un momento di stanchezza o di stress e che io non lo potevo capire perché non ci ero ancora passata.

Ora cerco sempre di astenermi dal giudicare gli altri e questa è un’altra delle cose che mi hanno insegnato i miei figli. ^_^

Osservo, rifletto e imparo

Ho capito come essere una persona migliore (o almeno provarci).

Osservo gli altri e il loro comportamento. Senza giudicare, né criticare, solo per imparare.

Vedo cose che mi piacciono – come un collega che lavora sodo senza tralasciare le incombenze più noiose – e penso che dovrei essere anch’io così.

Poi osservo anche comportamenti che non approvo, come una mamma – stanca – che al parco giochi perde la pazienza con il proprio bimbo. In questi casi, ciò che mi spaventa è che si tratta quasi sempre di atteggiamenti che riconosco anche a me stessa.

Ci sono aspetti negativi del mio carattere che non sono stata in grado di vedere fintanto che non li ho notati nelle persone accanto a me.

Sto imparando quali sono i miei punti di forza e quali quelli di debolezza, in che modo reagisco alle situazioni esterne e come le mie emozioni influenzano i miei pensieri.

Conoscermi meglio mi sta aiutando sia ad avere relazioni migliori con chi mi sta vicino, che a capire come superare quelli che sono i miei limiti. ^_^