L’arte della gestione della casa in 30 giorni (di Alison May)

Come vi avevo promesso quando vi ho scritto i principi di economia domestica, queste sono le 30 cose da fare – una al giorno – per imparare a gestire la propria casa con soddisfazione e serenità.

L’elenco è di Alison May e lo trovate nel suo libro “The Art of Home-Making”:

  1. decidi cosa vuoi essere per la tua casa: una donna delle pulizie o la manager che gestisce la casa e la manda avanti con cura e dedizione?
  2. stabilisci quanto tempo vuoi dedicare alla tua casa ogni giorno;
  3. programma la tua settimana, scrivendo cosa va fatto quotidianamente, sia per prenderti cura della tua casa, sia per nutrire il tuo cuore;
  4. coinvolgi la famiglia: non devi fare tutto da sola;
  5. scegli una fragranza-base per la tua casa: sarà una specie di firma e aiuterà a creare memorie;
  6. elimina i prodotti tossici e il cibo spazzatura. Dai un’impronta “verde” alla tua casa;
  7. metti insieme un kit base di prodotti per le pulizie di casa;
  8. crea delle routine giornaliere, settimanali e mensili;
  9. cerca chi possa aiutarti a portare a termine i lavori straordinari, quali imbiancare, fare riparazioni, ecc.;
  10. dedica un’intera giornata per tirare la casa a lucido;
  11. fai spazio in dispensa e frigo eliminando ciò che è scaduto e smaltendo ciò che è a metà;
  12. crea una libreria dedicata ai testi su ricette e gestione della casa;
  13. procurati un raccoglitore a anelli in cui mettere planner, routine, menù settimanale, ecc.;
  14. crea una centrale di comando dove tenere il raccoglitore, un calendario, le bollette, ecc.;
  15. elimina tutto ciò che non è utile e ti obbliga tutti i giorni a fare ordine, spolverare, pulire, ecc.;
  16. rifletti su cosa è importante per te. Cosa ti appassiona quando non stai facendo i mestieri di casa o la mamma;
  17. sistema il tuo comodino con tutte le tue cose personali. Crea un cassetto per il tuo benessere, un cassetto per le tue passioni e un cassetto per i ricordi;
  18. crea dei riti che ti aiutino a mantenere le tue abitudini domestiche;
  19. trova una compagnia virtuale (ad esempio sui social), ossia altre donne come te che si stanno prendendo cura della propria casa con amore e passione;
  20. imposta un allarme pro-memoria sul telefono, per ricordarti delle incombenze noiose: in questo modo libererai spazio mentale;
  21. impara le basi dell’aromaterapia per nutrire e guarire gentilmente la tua casa e la tua famiglia;
  22. studia il menù settimanale, stabilisci quali pasti costituiranno la base di ogni stagione, segna i piatti favoriti da ogni membro della famiglia, ecc.;
  23. allinea la tua casa ai tuoi hobbies: dedica una zona della casa alle tue passioni;
  24. tieni un diario per documentare le memorie della famiglia;
  25. crea un raccoglitore delle cose che ti piacciono: ricette, idee di design, ecc.;
  26. elenca tutte le festività e i compleanni di parenti e amici. Aggiungi i rituali della tua famiglia;
  27. lavora al budget familiare: stabilisci dei budget e prova a programmare le spese;
  28. impara a usare le “liste delle missioni”, per risolvere tutto ciò che va fatto, tutto ciò che va comprato, aggiustato, creato, ecc.;
  29. organizza feste in casa per celebrarla il più spesso possibile;
  30. impegnati nel metterti al di sopra di tutto e di tutti e prenditi del tempo per te stessa!

 

 

Riccio oppure volpe?

Lo psicologo Tetlock – riprendendo la terminologia usata da Isaiah Berlin nel suo saggio “Il riccio e la volpe” – afferma che esistono 2 tipologie di persone:

  • il tipo riccio: ha un unico modo di vedere il mondo, nessuno lo smuove dalla sua idea, non accetta chi lo contraddice e è molto restio a ammettere un errore;
  • il tipo volpe: è un pensatore complesso, versatile, conscio che il futuro è il risultato dell’interazione di più fattori imprevedibili.

 

Il tipo riccio è quello che ha più successo nei dibattiti televisivi, grazie al suo fare sicuro di sé.

Tuttavia, una grande sicurezza soggettiva non implica per forza che il riccio abbia ragione.

Anzi, sono state proprio le volpi – che pensavano di più e prendevano in considerazioni più possibilità – a fare le previsioni più corrette negli studi dello psicologo.

In realtà non esiste un “giusto” e uno “sbagliato”, ma è giusto renderci conto di chi abbiamo davanti per prendere il meglio da ognuno! 😉

 

 

L’effetto dotazione

Ho scoperto l'”effetto dotazione” leggendo il libro “Pensieri lenti e veloci” di Daniel Kahneman.

pensieri lenti e veloci

Per spiegare questo effetto, l’autore fa l’esempio di un professore universitario, collezionista di bottiglie di vino.

Questo professore:

  • compra bottiglie solo se costano meno di 35 $
  • vende le sue bottiglie ad almeno 100 $ l’una.

Perché questa differenza di prezzo? Il professore non fa compra-vendita al fine di avere un ricavo economico!

Ecco cosa succede:

  • quando deve comprare la bottiglia decide quanto valore dà al piacere di procurarsela;
  • quando deve vendere decide quanto valore dà al suo dolore per dovervi rinunciare.

Ma noi esseri umani siamo così: se mettiamo su 2 piatti di una bilancia un piacere e il rispettivo dolore, il dolore ci pesa molto di più.

La conseguenza è che per noi un bene ha molto più valore una volta che è tra le nostre mani e fatichiamo a liberarcene.

Facciamo quindi molta attenzione prima di fare nuovi acquisti, perché rischiamo di essere vittime di questo effetto, senza più riuscire a liberarci delle cose inutili in casa nostra.

Se non riesci a fare tutto, fallo almeno nel giusto ordine

È impossibile riuscire a fare tutto quello che vorrei.

Vorrei stare con i miei figli, con mio marito, lavorare, devo contribuire ai mestieri di casa, mi piace disegnare, mi piace scrivere, mi piace leggere, mi piace fare attività fisica e mi piace anche starmene sul divano a non fare nulla.

Dormendo 6 ore per notte, me ne rimangono solo 18 per fare tutto, ma non bastano.

In questi casi, quando si cerca di essere il più produttivi possibili, ci si focalizza sul “cosa” fare: “non riesco a fare tutto, quindi, quali cose faccio?”.

In realtà, è importante anche fare attenzione all’ordine in cui portiamo avanti le nostre attività. Per le prime siamo più fresche e riposate. Man mano che la giornata procede, abbiamo sempre meno energia e meno voglia di fare.

Ecco perché è importante fare le cose nel giusto ordine: le cose che scegliamo di fare per ultime, è meno probabile che vengano portate a termine!

Dobbiamo tenerlo presente quando programmiamo la nostra giornata: mettiamo prima le cose più importanti 😉

 

 

Altre 5 cose che ho imparato viaggiando in furgone

A maggio vi ho raccontato 5 cose che ho imparato viaggiando in furgone.

Continuando a viaggiare, ne ho scoperte altre 5, con mio grande stupore e piacere. E anche queste mi sono utili nella vita di tutti i giorni.

Per viaggiare e vivere in van devi infatti:

  1. fidarti anche degli altri: arrivando in posti sconosciuti, ci dobbiamo per forza fidare delle indicazioni e delle consigli della gente del posto. E se ci portano fuori strada, pazienza, vediamo qualcos’altro che non ci saremmo aspettati;
  2. rimettere sempre ogni cosa subito a posto: se a casa si può fare finta di non vedere il disordine, qui è assolutamente vietato, perché lo spazio è ridottissimo e se ci sono cose in giro non ci si muove più;
  3. non innervosirti: anche in viaggio, capitano i momenti in cui i bambini non hanno voglia di ubbidire. Qui, più che mai, è importante saperli gestire senza perdere la calma. Bisogna convivere per giorni in pochissimi metri quadri ed è quindi meglio mantenere tutti i rapporti sereni;
  4. non sprecare: elettricità, acqua e spazio sono 3 risorse scarsissime sul van e non si possono dare per scontato come a casa. Noi adulti siamo già attenti a questi aspetti, ma per i bambini è una lezione importante;
  5. saper gestire la noia: non c’è la televisione, non c’è il computer, i telefoni vanno usati con parsimonia perché non sempre si possono ricaricare, i bambini hanno con sé pochi giochi. Anche se in viaggio c’è tanto da fare e da vedere, ci sono comunque i momenti morti, ad esempio mentre il papà prepara la cena. Ecco che allora ognuno trova da fare con quello che si trova 😊