Obiettivi strumentali e obiettivi finali

Viviamo una vita felice quando agiamo in sintonia con i nostri obiettivi.

Il pericolo però è quello di sbagliare il tipo di obiettivi da seguire. Secondo Vishen Lakhiani, esistono infatti:

  • obiettivi strumentali: laurearsi, trovare un lavoro con un buon stipendio, sposarsi, ecc.;
  • obiettivi finali: sentirsi gratificati sul lavoro, avere una vita affettiva felice, ecc.

 

Gli obiettivi strumentali servono solo (ma in realtà non sono nemmeno essenziali) a raggiungere gli obiettivi finali.

Chi punta ai meri obiettivi strumentali sta solo cercando etichette e sicurezza, non sta vivendo davvero.

È il raggiungimento degli obiettivi finali che dà la vera gioia.

 

“Un buon obiettivo dovrebbe spaventarvi un po’ ed entusiasmarvi tanto.”

Joe Vitale

 

Riccio oppure volpe?

Lo psicologo Tetlock – riprendendo la terminologia usata da Isaiah Berlin nel suo saggio “Il riccio e la volpe” – afferma che esistono 2 tipologie di persone:

  • il tipo riccio: ha un unico modo di vedere il mondo, nessuno lo smuove dalla sua idea, non accetta chi lo contraddice e è molto restio a ammettere un errore;
  • il tipo volpe: è un pensatore complesso, versatile, conscio che il futuro è il risultato dell’interazione di più fattori imprevedibili.

 

Il tipo riccio è quello che ha più successo nei dibattiti televisivi, grazie al suo fare sicuro di sé.

Tuttavia, una grande sicurezza soggettiva non implica per forza che il riccio abbia ragione.

Anzi, sono state proprio le volpi – che pensavano di più e prendevano in considerazioni più possibilità – a fare le previsioni più corrette negli studi dello psicologo.

In realtà non esiste un “giusto” e uno “sbagliato”, ma è giusto renderci conto di chi abbiamo davanti per prendere il meglio da ognuno! 😉

 

 

L’effetto dotazione

Ho scoperto l'”effetto dotazione” leggendo il libro “Pensieri lenti e veloci” di Daniel Kahneman.

pensieri lenti e veloci

Per spiegare questo effetto, l’autore fa l’esempio di un professore universitario, collezionista di bottiglie di vino.

Questo professore:

  • compra bottiglie solo se costano meno di 35 $
  • vende le sue bottiglie ad almeno 100 $ l’una.

Perché questa differenza di prezzo? Il professore non fa compra-vendita al fine di avere un ricavo economico!

Ecco cosa succede:

  • quando deve comprare la bottiglia decide quanto valore dà al piacere di procurarsela;
  • quando deve vendere decide quanto valore dà al suo dolore per dovervi rinunciare.

Ma noi esseri umani siamo così: se mettiamo su 2 piatti di una bilancia un piacere e il rispettivo dolore, il dolore ci pesa molto di più.

La conseguenza è che per noi un bene ha molto più valore una volta che è tra le nostre mani e fatichiamo a liberarcene.

Facciamo quindi molta attenzione prima di fare nuovi acquisti, perché rischiamo di essere vittime di questo effetto, senza più riuscire a liberarci delle cose inutili in casa nostra.

Se non riesci a fare tutto, fallo almeno nel giusto ordine

È impossibile riuscire a fare tutto quello che vorrei.

Vorrei stare con i miei figli, con mio marito, lavorare, devo contribuire ai mestieri di casa, mi piace disegnare, mi piace scrivere, mi piace leggere, mi piace fare attività fisica e mi piace anche starmene sul divano a non fare nulla.

Dormendo 6 ore per notte, me ne rimangono solo 18 per fare tutto, ma non bastano.

In questi casi, quando si cerca di essere il più produttivi possibili, ci si focalizza sul “cosa” fare: “non riesco a fare tutto, quindi, quali cose faccio?”.

In realtà, è importante anche fare attenzione all’ordine in cui portiamo avanti le nostre attività. Per le prime siamo più fresche e riposate. Man mano che la giornata procede, abbiamo sempre meno energia e meno voglia di fare.

Ecco perché è importante fare le cose nel giusto ordine: le cose che scegliamo di fare per ultime, è meno probabile che vengano portate a termine!

Dobbiamo tenerlo presente quando programmiamo la nostra giornata: mettiamo prima le cose più importanti 😉

 

 

Altre 5 cose che ho imparato viaggiando in furgone

A maggio vi ho raccontato 5 cose che ho imparato viaggiando in furgone.

Continuando a viaggiare, ne ho scoperte altre 5, con mio grande stupore e piacere. E anche queste mi sono utili nella vita di tutti i giorni.

Per viaggiare e vivere in van devi infatti:

  1. fidarti anche degli altri: arrivando in posti sconosciuti, ci dobbiamo per forza fidare delle indicazioni e delle consigli della gente del posto. E se ci portano fuori strada, pazienza, vediamo qualcos’altro che non ci saremmo aspettati;
  2. rimettere sempre ogni cosa subito a posto: se a casa si può fare finta di non vedere il disordine, qui è assolutamente vietato, perché lo spazio è ridottissimo e se ci sono cose in giro non ci si muove più;
  3. non innervosirti: anche in viaggio, capitano i momenti in cui i bambini non hanno voglia di ubbidire. Qui, più che mai, è importante saperli gestire senza perdere la calma. Bisogna convivere per giorni in pochissimi metri quadri ed è quindi meglio mantenere tutti i rapporti sereni;
  4. non sprecare: elettricità, acqua e spazio sono 3 risorse scarsissime sul van e non si possono dare per scontato come a casa. Noi adulti siamo già attenti a questi aspetti, ma per i bambini è una lezione importante;
  5. saper gestire la noia: non c’è la televisione, non c’è il computer, i telefoni vanno usati con parsimonia perché non sempre si possono ricaricare, i bambini hanno con sé pochi giochi. Anche se in viaggio c’è tanto da fare e da vedere, ci sono comunque i momenti morti, ad esempio mentre il papà prepara la cena. Ecco che allora ognuno trova da fare con quello che si trova 😊