Le 3 abitudini che mi hanno cambiato vita

La differenza tra la mia vita precedente (caotica e sovraffollata) e quella attuale (non perfetta, non ancora pienamente soddisfacente, ma senza dubbio decisamente migliore), sta in tante piccole abitudini che sono cambiate nel frattempo.

Se dovessi scegliere però quali sono le 3 abitudini che hanno più di tutte contributo al miglioramento qualitativo del mio tenore di vita, direi:

  1. non procrastinare: fare sempre subito tutto ciò che va fatto. Soprattutto quando si tratta di cose poco piacevoli o noiose. Troppo spesso, rimandare un lavoro significa fare ancora più fatica dopo;
  2. minimalismo e focus: sono 2 concetti che per me vanno di pari passo. Ho imparato a focalizzarmi su ciò che è davvero importante per me (sia in termini di oggetti che di impegni) e abbandonare tutto il resto;
  3. resilienza: ogni giorno la vita ci propone nuove sfide da affrontare. Non voglio più esserne spaventata e sfuggire. Voglio prenderle come occasioni per crescere, imparare cose nuove e allargare la mia zona di comfort.

 

 

L’attesa

Nella nostra vita trascorriamo moltissime ore ad aspettare: aspettiamo il treno, aspettiamo una chiamata, aspettiamo una bella notizia.

Durante l’attesa è quasi come se non vivessimo più, cioè viviamo solo in funzione del tanto agnognato momento futuro.

Ma il tempo che abbiamo a disposizione non è infinito. E se l’attesa è solo un aspettare fine a se stesso, buttiamo via minuti, ore, giorni della nostra vita.

È l’atteggiamento durante l’attesa che cambia tutto. L’attesa può trasformarsi in vita vissuta, basta solo saperla cogliere, assaporando ciò che ci sta intorno oppure ponendo attenzione al nostro stato d’animo ❤️‍

Perché ci riempiamo di impegni

Sembra paradossale, ma prendersi tanti impegni è la scelta più semplice.

Ce lo spiega Tony Crabbe nel suo libro Organizza al meglio la tua vita. Come ottenere migliori risultati nella gestione degli impegni quotidiani.

Immaginiamo, per esempio, che ci vengano proposte 5 nuove attività (fare volontariato in un’associazione, iscriversi a un corso di spagnolo, partecipare a un torneo di scacchi, ecc.) :

  • possiamo chiederci “mi piace?” per ciascun impegno –> la risposta sarà di tipo sì o no per ciascuna attività;
  • oppure possiamo chiederci “quale impegno scelgo fra questi?” –> la risposta implica la necessità di un confronto tra le 5 attività.

Il primo modo di valutare la questione è meno faticoso, perché non richiede la valutazione dei pro e dei contro di ciascun impegno.

Se ci fermiamo al primo tipo di domanda, diremo di sì molto più spesso di quello che dovremmo perché:

  • non ci fermiamo a pensare le conseguenze del nostro “sì”, ad esempio il fatto che il nuovo impegno preso potrebbe risucchiarci troppa energia e non lasciarci tempo per i successivi;
  • ci sembra sempre di perdere chissà quale fantastica opportunità se diciamo di no.

Come dice Crabbe invece “dobbiamo accettare non solo che non possiamo fare tutto, ma anche che non dovremmo”.

Ogni volta che ci si presenta una nuova attività, non limitiamoci a pensare “mi piace o non mi piace?”; piuttosto, valutiamo attentamente qual è l’impatto che questo nuovo impegno avrà sulle nostre giornate.

La differenza è sottile, ma fondamentale.

Perché organizzare

Organizzo lo spazio di casa perché mi piace sapere dove si trova ogni cosa ed averla a portata di mano.

Organizzo i miei impegni perché voglio che mi rimanga del tempo libero per me.

Non si organizza un armadio o un cassetto per farci entrare più cose possibili.

Non si organizza l’agenda per farci stare più appuntamenti possibili.

L’organizzazione ha come scopo il nostro benessere attraverso il delicato equilibrio tra vuoto e pieno.

Valorizziamo gli oggetti che abbiamo deciso di tenere e gli impegni che ci siamo presi solo se sono circondati da una giusta dose di “vuoto”.

 

Prima di eliminare le cose inutili…

Anche voi, come me, vi guardate attorno e vedete troppe cose in casa che ingombrano il vostro spazio e la vostra mente?

Avete voglia di eliminare tutto il superfluo?

Bene, allora, prima di iniziare, ci sono altre 2 cose che dovete eliminare:

  • i sensi di colpa, per aver permesso alla vostra casa di diventare un deposito, per aver fatto tanti acquisti non necessari, per non aver saputo dire qualche “no” in più, ecc.
  • le etichette, quali ad esempio “io sono sempre stata disordinata e lo sarò sempre”.

 

Non importa come è stata la vostra vita e la vostra casa fino a oggi, siete sempre in tempo per voltare pagina e ripartire!!

Sarà un lungo percorso, ma noi non molleremo!