Quello che si vede è l’unica cosa che c’è?

Il nostro cervello è pigro: quando dispone di poche informazioni, lui salta alle conclusioni.

Siamo insensibili sia alla qualità che alla quantità di informazioni di cui disponiamo, perché siamo soggetti a una distorsione chiamata WYSIATI (“What you see is all there is” ossia “quello che si vede è l’unica cosa che c’è”).

Sarà successo anche a voi di esserne vittine: siete sole (a casa o al lavoro), lavorate come matte e quando finalmente vi sedete un attimo a riposare arriva vostro marito o un vostro collega che non ha visto tutto quello che avete fatto e che vi guarda (o commenta) come se ve ne foste state tutto il giorno sul divano. Che nervoso!

Vi parlo di questa distorsione – che ho scoperto nel libro “Pensieri lenti e veloci” di Daniel Kahneman – perché penso sia fonte di molte discussioni in casa come in ufficio.

Quindi prima di giudicare, prima di pensare “ecco, io ho fatto un sacco di lavoro, mentre lui/lei non ha fatto nulla” fermiamoci un attimo a pensare se non ci sia qualcosa in più oltre a quello che abbiamo visto.

E se pensiamo di non essere abbastanza apprezzate per quello che facciamo? Prepariamo un elenco scritto di tutte le cose da fare, appendiamolo in bella vista la mattina e durante il giorno depenniamo le cose fatte. La sera tutti noteranno quante cose abbiamo fatto!! 😉

 

2 pensieri riguardo “Quello che si vede è l’unica cosa che c’è?

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