È nella mia natura essere una persona disordinata.

Allo stesso tempo però non mi piace vedere disordine in casa. E quindi è una continua lotta tra la me stessa che vuole una casa bella e in ordine e la me stessa pigra che non ha voglia di rimettere al suo posto una cosa dopo averla usata.

In questi ultimi anni però ho scoperto di avere degli assi nella manica nell’eterna lotta contro il disordine:

  • una buona organizzazione: in casa, ogni cosa deve avere il proprio posto e deve essere comoda da riporre;
  • space clearing: se si possiedono pochi oggetti è più facile tenere la casa in ordine;
  • tornare subito in sella dopo una brutta caduta: ci sono giorni in cui – complici la fretta e la stanchezza – lascio tutto in giro. Il problema è che il disordine chiama altro disordine e in breve tempo la casa si trasforma in un disastro. Quello che ho capito è che è necessario riprendere subito in mano le redini della situazione prima che sia troppo tardi.

Quindi, se anche voi come me avete deciso di cambiare e di diventare più ordinate ricordatevi che:

“Il fattore che determinerà i vostri successi a lungo termine non è il fatto di essere o meno fedeli al 100 percento al vostro piano di cambiamento, ma quanto velocemente e con quanta tenacia sarete tornati in sella dopo una brutta caduta.”

Organizza al meglio la tua vita di Tony Crabbe

 

Cose belle di casa

Dominique Loreau è una delle mie autrici preferite.

Nel sul libro L’arte della semplicità – tra le varie tantissime cose – ci racconta di come alleggerire le nostre case, eliminando tutto ciò che non ci fa stare bene.

Gli oggetti che possediamo dovrebbero arrecarci piacere, conforto, pace e sicurezza.

Quindi, secondo la Loreau, dobbiamo conservare soltanto:

  • ciò che amiamo davvero;
  • oggetti affidabili e duraturi;
  • cose belle e confortevoli, la cui estetica non è fine a se stessa, ma che risponde alle nostre esigenze (non seguiamo le mode del momento);
  • preferibilmente, oggetti in materiali naturali: cotone, legno, pietra, ecc. I materiali vivi trasmettono calore al cuore e con il tempo assumono sempre più fascino;
  • oggetti che si armonizzino tra di loro e che siano valorizzati da una giusta quantità di spazio libero attorno.

Riassumendo quindi:

  • ripromettiamoci di conservare solo ciò che amiamo veramente, perché il resto non ha senso;
  • non permettiamo alla mediocrità e al passato di invadere il nostro universo;
  • impegnamoci a possedere poco, ma quel poco che sia il meglio.

 

Chi ha paura della tecnologia?

Sento spesso le persone criticare le nuove tecnologie, come se fossero dei mostri da cui scappare.

Paradossalmente però, si tratta delle stesse persone che si lamentano di non avere il tempo per fare tutto ciò che desiderano.

Io credo che la tecnologia in sé non sia né buona, né cattiva. È soltanto un mezzo: tutto dipende dall’uso che ne facciamo noi.

Se facciamo le operazioni bancarie da una postazione home-banking, se facciamo la spesa con il lettore automatico o addirittura on-line, se ci interfacciamo con la Pubblica Amministrazione attraverso i loro siti internet, risparmiamo davvero tantissimo tempo.

La scorsa settimana sono andata al cinema: la sera prima sono andata sul sito, ho prenotato i posti, ho pagato e ho scaricato il QR-code sul telefono. Così, siamo potuti arrivare al cinema solo 5 minuti prima dell’inizio del film, senza fare code e senza l’ansia di non riuscire a trovare un posto decente.

La paura che vedo in molti non è della tecnologia. La paura che vedo è quella di non saperla usare, di dover affrontare qualcosa di troppo impegnativo.

Invece, il tempo e le energie spesi per imparare a usare la tecnologia, sono un investimento. Una volta capito come funziona, la tecnologia diventerà nostra amica e ci semplificherà la vita.

Quindi impariamo a usare questi nuovi strumenti tecnologici – senza lasciare che ci dominino – perché ormai fanno parte del nostro mondo e tanto vale sfruttarli!

 

Amare se stessi

Spesso ci lamentiamo perché il resto della famiglia non apprezza ciò che facciamo ogni giorno per loro.

Ma noi invece lo apprezziamo?

Io da questa sera proverò un nuovo “esercizio”, come suggerito nel libro Il codice della mente straordinaria di V. Lakhiani.

L’autore consiglia di pensare ogni sera a una nostra qualità o a un’azione che ci hanno reso orgogliose di noi. Se in quel momento non c’era nessuno a notare o a apprezzare ciò che abbiamo fatto, i complimenti ce li facciamo da sole.

Tutte noi abbiamo una bambina interiore che ha continuamente bisogno di sentirsi amata e coccolata. E chi meglio di noi può farlo? ❤️‍

Non diamo per scontate tante piccole cose che portiamo a termine tutti i giorni: lavare i piatti, incastrare tutti gli impegni nell’arco di una giornata, prendersi cura di un bimbo ammalato o impiegare il doppio del tempo a pulire una cucina perché abbiamo preparato una torta insieme ai nostri bambini.

Siamo straordinarie nella nostra quotidianità, ma troppo spesso che ne dimentichiamo. Ringraziamoci ogni sera per la persona meravigliosa che siamo e per tutto ciò che abbiamo fatto. ❤️‍

Fare per gli altri

Questo fine settimana ero senza mio marito: da venerdì a domenica ero da sola con i bambini.

In questi 2 giorni, io non avevo assolutamente voglia di fare nulla. Avrei trascorso beatamente il fine settimana sul divano con in mano un sacchetto di patatine 😜

Se ho mantenuto un minimo di dignità è stato solo perché c’erano i bambini e quindi ho tenuto un po’ pulito, ognuno ha rifatto il proprio letto e ho cucinato qualcosa (ma nulla che richiedesse più di 10 minuti).

Se non ci fossero stati loro non avrei fatto nemmeno quello.

Però ho riflettuto e ho capito che non sarebbe un modo di vivere di cui andare fiera: starsene a non far nulla, mentre la casa va a rotoli e mangiando cibo spazzatura.

Quindi – visto che a quanto pare non sono capace di stare attiva per me stessa – sono grata di avere una famiglia per cui poterlo fare ❤️‍.

Questo fine settimana mi ha ricordato quanto sia gratificante e motivante fare qualcosa per gli altri. Purtroppo, nella nostra quotidianità vediamo solo il lato stancante e monotono della cosa e ce ne dimentichiamo.