Smettere di paragonarsi agli altri

Mentre sto cercando di riorganizzare la mia casa, mi rendo sempre più conto dell’inutilità di paragonarsi agli altri.

Ci sono troppi aspetti della vita altrui che ignoriamo per poterci reputare superiori o inferiori a qualcun altro.

Eppure cerchiamo continuamente il confronto. E lo inseguiamo proprio per quegli aspetti su cui non abbiamo molta fiducia in noi stessi.

È come cercare un sostegno morale. Come a voler dire “Lo sto facendo meglio di quella mamma lì, quindi lo sto facendo bene”.

Il problema è che da qui nasce l’arroganza. Oppure – quando al contrario ci sentiamo inferiori – nasce l’invidia.

Entrambe le cose non portano da nessuna parte.

Per questo motivo ho deciso che i paragoni li farò soltanto con la “me stessa di ieri”:

  • ogni volta che mi renderò conto di essere migliorata in qualcosa ne guadagnerò in autostima;
  • ogni volta che mi renderò conto di essere invece peggiorata in qualcosa, lo prenderò come un punto di partenza per rimboccarmi le maniche e darmi da fare.

L’effetto finale – che non mi aspettavo – è che da quando ho smesso di giudicare gli altri, mi sento al tempo stesso meno giudicata. Vado avanti così, per la mia strada, cercando di fare tutto ciò che è nelle mie possibilità e rispettando chi mi sta attorno.

Essere flessibili

A volte si cade in un eccesso di organizzazione.

Il nostro desiderio di avere tutto sotto controllo e di eliminare ogni incertezza che il futuro potrebbe riservarci ci spinge a esagerare e a programmare la giornata minuto per minuto.

Tuttavia, questa totale rigidità non ci fa bene in quanto ci porta:

  • frustrazione e delusione, quando le nostre aspettative non si realizzano;
  • rabbia oppure ansia, se dobbiamo affrontare un cambio di programma inaspettato.

È impossibile avere sempre tutto sotto controllo, perché ciò che ci accade non dipende solo da noi.

Dunque, che fare?

  • programmiamo le nostre giornate in linea di massima;
  • non occupiamo ogni minuto di tempo, ma lasciamo degli “spazi” che ci aiutino a assorbire gli imprevisti;
  • se durante la giornata accade qualcosa che ci scombina i piani, facciamo un bel respiro, cancelliamo quanto deciso e pensiamo ad un nuovo programma;
  • se ciò accade, non reagiamo con rabbia o timore, ma prendiamola come una sfida con cui divertirsi a trovare una soluzione;
  • non dimentichiamoci infine che un cambiamento – solo perché inaspettato – debba per forza essere in peggio 😉;
  • qualsiasi cosa accada, concentriamoci su ciò che abbiamo (e non su ciò che ci manca) e esprimiamo gratitudine.

 

L’organizzazione è un mezzo

Succede sempre che chi mi legge su queste pagina e poi mi incontra “dal vivo” mi domandi della mia passione per l’organizzazione.

La cosa mi fa molto piacere! Tuttavia, quello che mi dispiace è constatare che spesso viene fraintesa.

Ho notato infatti che chi non mi conosce bene, tende ad immaginarmi come una “maniaca dell’ordine”, con una casa impeccabile, che passa le giornate a pulire e mettere a posto.

Beh, non è assolutamente così, anzi!

Quello che mi piace di una vita ben organizzata è che mi permette di fare il mio dovere (ciò che è necessario, nulla di più) con il minor dispendio possibile di tempo e energie. In questo modo, rimango poi libera per fare altre cose che mi interessano e mi appassionano certamente di più (come stare con i miei bambini, studiare cose nuove o fare attività fisica).

Una buona organizzazione in casa non deve essere fine a se stessa. Piuttosto, deve essere semplicemente il mezzo per riuscire a ottenere tanto altro nella propria vita! 😊

E come ogni “mezzo”, anche l’organizzazione va utilizzata con intelligenza, senza diventare ossessiva: dobbiamo essere noi a comandare sulla nostra vita, non la nostra mania per l’organizzazione.

Cerchiamo quindi espedienti che ci facciano risparmiare tempo e che ci facciano guadagnare spazio, ma poi chiudiamo la porta, lasciamoci tutto alle spalle e andiamo al parco con i nostri bambini ❤️‍❤️‍

 

Il Kaizen a casa (+ stampabile)

In occasione della settimana dell’organizzazione indetta da APOI (Associazione Professional Organizers Italia), ho scritto un articolo sul metodo Kaizen (in italiano “miglioramento continuo”), utilizzato per rendere più efficiente l’organizzazione aziendale (lo trovate qui).

Ma quando dobbiamo gestire le nostre case, non è un po’ come gestire una piccola azienda?

Pensavo allora a come sfruttare questa semplice tecnica di origine giapponese per migliorare la nostra organizzazione domestica.

Per applicare il Kaizen anche in casa si può procedere così:

  1. identifichiamo le aree su cui ci sembra più urgente intervenire: la gestione delle pulizie? la programmazione dei pasti? l’ordine in casa?
  2. coinvolgendo tutta la famiglia, stabiliamo qual è il primo piccolo passo che si può fare per migliorare la situazione. Va bene anche un cambiamento minuscolo, l’importante è fare qualcosa. Se ad esempio il vostro problema è il disordine, un piccolo passo potrebbe essere: non lasciare le scarpe in giro, ma riporle nella scarpiera;
  3. insistiamo e supportiamoci l’un l’altro in casa finché la nuova regola diventa un’abitudine;
  4. ripetiamo il ciclo daccapo.

Tanti piccoli miglioramenti – uno dopo l’altro – alla fine hanno un grosso impatto sulla nostra vita quotidiana!!

Ed ecco anche una semplicissima tabellina su cui annotarsi i prossimi passi da fare:

kaizen organizzazione domestica

 

Bellezza, ordine e organizzazione

Da quando ho cominciato a fare decluttering sono veramente cauta nel fare nuovi acquisti: compro soltanto ciò che mi piace e mi serve davvero.

È una sensazione bellissima, perché mi rendo conto che mi sto circondando non più semplicemente di “cose”, bensì di veri e propri tesori (e soltanto quelli).

Con questi tesori ho un rapporto reciproco: loro mi fanno stare bene, mi gratificano i sensi e mi donano pace. Io me ne prendo cura pulendoli e riordinandoli.

Il secondo punto non è poi così scontato, perché io ho sempre visto i lavori di casa come un dovere. Tuttavia mi rendo conto che più mi circondo di cose belle, e più è piacevole prendermene cura.

Ad esempio il mio ultimo acquisto sono state 2 pentole che ho amato a prima vista. Peccato che non possano andare in lavastoviglie…. Eppure, io che detesto lavare a mano, con queste 2 pentole non mi pesa affatto. Le sciacquo, le lavo, le asciugo e le ripongo con cura sul loro ripiano a vista in cucina totalmente persa nella loro contemplazione.

Stessa cosa vale per i vestiti: da quando ne ho pochi e tutti che mi piacciono e mi fanno stare bene, il ciclo del bucato non è più un peso.

Quando ho cominciato a eliminare da casa mia tutto ciò che era brutto o inutile non avrei mai immaginato questo “effetto collaterale”, ma devo ammettere che è stata una sorpresa davvero gradita!