2 ostacoli da superare per diventare organizzati

Chi è stanco di una vita allo sbaraglio e vorrebbe diventare più organizzato deve superare 2 tipi di problematiche:

  • questioni di tipo pratico/tecnico: ossia, capire come organizzare meglio gli spazi con cassetti e divisori, munirsi di un’agenda e di un timer, ecc.
  • questioni di tipo adattivo: ossia, superare ostacoli che implicano un profondo cambiamento delle nostre credenze, della nostra mentalità e delle nostre abitudini.

Troppo spesso ci si focalizza solo sulle prime questioni: si pensa di diventare più organizzati semplicemente acquistando scatole, contenitori e cambiando l’ordine delle padelle in cucina.

Ma non è così. Bisogna affrontare anche gli ostacoli del secondo tipo. Questi sono solo alcuni esempi:

  • lasciar andare ciò che ingombra inutilmente le nostre case
  • non farsi cogliere dalla pigrizia quando è il momento di darsi da fare
  • instaurare delle sane abitudini
  • imparare a procedere a piccoli passi senza pretendere di ottenere tutto e subito
  • rispettare le volontà di chi condivide la casa con noi
  • ecc.

Le questioni di tipo adattivo sono le più difficili da gestire, perché non esiste una soluzione uguale e valida per tutti e perché richiedono una grande forza di volontà. Tuttavia, se si vogliono risultati duraturi, è necessario affrontarle di petto una volta per tutte.

 

È nella mia natura essere una persona disordinata.

Allo stesso tempo però non mi piace vedere disordine in casa. E quindi è una continua lotta tra la me stessa che vuole una casa bella e in ordine e la me stessa pigra che non ha voglia di rimettere al suo posto una cosa dopo averla usata.

In questi ultimi anni però ho scoperto di avere degli assi nella manica nell’eterna lotta contro il disordine:

  • una buona organizzazione: in casa, ogni cosa deve avere il proprio posto e deve essere comoda da riporre;
  • space clearing: se si possiedono pochi oggetti è più facile tenere la casa in ordine;
  • tornare subito in sella dopo una brutta caduta: ci sono giorni in cui – complici la fretta e la stanchezza – lascio tutto in giro. Il problema è che il disordine chiama altro disordine e in breve tempo la casa si trasforma in un disastro. Quello che ho capito è che è necessario riprendere subito in mano le redini della situazione prima che sia troppo tardi.

Quindi, se anche voi come me avete deciso di cambiare e di diventare più ordinate ricordatevi che:

“Il fattore che determinerà i vostri successi a lungo termine non è il fatto di essere o meno fedeli al 100 percento al vostro piano di cambiamento, ma quanto velocemente e con quanta tenacia sarete tornati in sella dopo una brutta caduta.”

Organizza al meglio la tua vita di Tony Crabbe

 

Chi ha paura della tecnologia?

Sento spesso le persone criticare le nuove tecnologie, come se fossero dei mostri da cui scappare.

Paradossalmente però, si tratta delle stesse persone che si lamentano di non avere il tempo per fare tutto ciò che desiderano.

Io credo che la tecnologia in sé non sia né buona, né cattiva. È soltanto un mezzo: tutto dipende dall’uso che ne facciamo noi.

Se facciamo le operazioni bancarie da una postazione home-banking, se facciamo la spesa con il lettore automatico o addirittura on-line, se ci interfacciamo con la Pubblica Amministrazione attraverso i loro siti internet, risparmiamo davvero tantissimo tempo.

La scorsa settimana sono andata al cinema: la sera prima sono andata sul sito, ho prenotato i posti, ho pagato e ho scaricato il QR-code sul telefono. Così, siamo potuti arrivare al cinema solo 5 minuti prima dell’inizio del film, senza fare code e senza l’ansia di non riuscire a trovare un posto decente.

La paura che vedo in molti non è della tecnologia. La paura che vedo è quella di non saperla usare, di dover affrontare qualcosa di troppo impegnativo.

Invece, il tempo e le energie spesi per imparare a usare la tecnologia, sono un investimento. Una volta capito come funziona, la tecnologia diventerà nostra amica e ci semplificherà la vita.

Quindi impariamo a usare questi nuovi strumenti tecnologici – senza lasciare che ci dominino – perché ormai fanno parte del nostro mondo e tanto vale sfruttarli!

 

Dal controllo al dominio delle nostre vite

Gli strumenti organizzativi che utilizziamo (calendari, timer, agende, to-do-list,…) creano un grande equivoco: l’illusione di poter controllare la propria vita.

Bene, rassegnatevi: nessuno può controllare la propria vita. È impossibile, perché troppe cose dipendono da persone e fatti esterni a noi.

E allora va a finire che ci arrabbiamo, ci innervosiamo e ci sentiamo stressate. Come quando programmiamo una serie di appuntamenti uno dietro l’altro – tutto incastrato alla perfezione – ma poi rimaniamo bloccati in tangenziale a causa di un brutto incidente poco più avanti.

La nostra vita non può essere controllata.

Tuttavia, la nostra vita può essere dominata.

Nel suo libro Organizza al meglio la tua vita Tony Crabbe usa la figura del surfista per spiegare questo concetto. Se fai surf non puoi controllare l’onda che arriva: non ne puoi scegliere altezza, velocità e forza. Ti fermi per un secondo, prendi atto di ciò che hai davanti, ti fai coraggio e parti, decidendo ogni istante come muoverti a seconda di come si muove l’acqua sotto il tuo surf.

Ma cosa significa fuori di metafora? Un altro libro –Il segreto delle persone felicidi Yvon Delvoye – lo spiega bene. Significa fare 2 cose:

  1. accettare ciò che ci sta accadendo, anche se si tratta di qualcosa che ci dà fastidio o ci mette paura
  2. agire di conseguenza, ma senza reagire. Cioè pensare a qual è la cosa migliore da fare in quel momento – data quella situazione – senza farsi trasportare dalla rabbia e dalla paura.

Insomma, calma e sangue freddo.

Proseguendo nell’esempio di prima, una volta intrappolate nel traffico, anziché farci prendere dal nervoso e dalla rabbia, possiamo prendere atto che il nostro prossimo appuntamento è saltato e trovare il modo migliore per rimediare e riprogrammarlo. Diventa quasi una sfida divertente con noi stesse.

Certo, ogni tanto cadremo e berremo un po’ di acqua. Ma con il tempo e l’esperienza diventeremo sempre più brave. Non pensate anche voi che la vita possa essere bellissima e entusiasmante, se vissuta sulla cresta dell’onda con il vento tra i capelli, con la certezza che qualsiasi cosa accada, noi saremo in grado di affrontarla?

Il flusso dei lavori di casa

Immaginiamo l’insieme dei lavori di casa come un torrente che scorre.

Se il percorso è pieno di ostacoli, fluirà in maniera irregolare, con salti e zone in cui l’acqua ristagna.

Se invece il torrente procede su una superficie piatta e con la giusta inclinazione, tutto scorre via che è una meraviglia.

In casa propria, ognuno dovrebbe sentirsi responsabile di questo torrente, affinché possa viaggiare senza intoppi.

Cosa vuol dire in pratica? Per me significa che ogni volta che c’è un intoppo – ossia che qualcosa non funziona come dovrebbe – è inutile arrabbiarsi con il resto della famiglia o prendersela con se stessi, pensando di non essere in grado di gestire la casa.

Davanti a qualcosa che non funziona, l’unica cosa da fare è fermarsi un attimo, pensare “che cosa non ha funzionato?”, “come posso fare per rimediare?” e trovare il modo di rendere il percorso più scorrevole per il giorno dopo e quello dopo ancora.

Vi faccio alcuni esempi:

  • siete abituate a fare voi la spesa, ma per qualche motivo dovete mandare vostro marito. Naturalmente gli date una lista da seguire. Nella lista c’è scritto di comprare la frutta. Magari è estate, fa caldo, siete in 4 in famiglia, non potrete tornare a fare la spesa prima di una settimana e vostro marito torna con 3 banane 😒. Ecco, prendete nota mentale: la prossima volta, anziché mettere in lista “frutta” scriviamo “1 chilo di pesche e 2 meloni”;
  • la sera prima di andare a dormire, dopo una giornata di scuola, i bambini sono stanchi e non hanno voglia di riordinare. Ogni volta è una litigata. Perché allora non provare a farli riordinare già prima di cena? Dopo mangiato, in attesa di andare a dormire, potranno tirare fuori solo un gioco in scatola o un libro, facili e veloci da rimettere a posto;
  • se non abbiamo mai voglia di svuotare la lavastoviglie, magari è perché la nostra cucina non è ben organizzata e il compito ci sembra troppo faticoso. Facciamo un po’ di decluttering, eliminiamo tutto ciò che non serve e riorganizziamo gli spazi, in modo che ogni cosa poi sia facile da riporre al proprio posto.

Insomma, prendiamo ogni ostacolo come una sfida da risolvere e mettiamo all’opera la nostra logica e la nostra fantasia! Poco alla volta, grazie a tanti piccoli aggiustamenti, in casa scorrerà tutto liscio 😉.