Perché organizzare

Organizzo lo spazio di casa perché mi piace sapere dove si trova ogni cosa ed averla a portata di mano.

Organizzo i miei impegni perché voglio che mi rimanga del tempo libero per me.

Non si organizza un armadio o un cassetto per farci entrare più cose possibili.

Non si organizza l’agenda per farci stare più appuntamenti possibili.

L’organizzazione ha come scopo il nostro benessere attraverso il delicato equilibrio tra vuoto e pieno.

Valorizziamo gli oggetti che abbiamo deciso di tenere e gli impegni che ci siamo presi solo se sono circondati da una giusta dose di “vuoto”.

 

Tenere il ritmo

Abbiamo il ritmo nel sangue, letteralmente. Ma anche nel respiro.

Insomma, il nostro corpo porta avanti in maniera ritmica tutto ciò che è involontario, ossia tutto ciò che facciamo (respirare, far circolare il sangue) senza nemmeno bisogno di pensarci.

Il ritmo permette di mettere il cervello in stand-by e procedere con il pilota automatico.

Ci piace tutto ciò che è costante e prevedibile, che va avanti da sé.

È così che io vedo certe abitudini, ripetute tutti i giorni, magari sempre alla stessa ora: parte il pilota automatico e non ci si pensa più.

Imparare a essere costanti nel rifare i letti tutti i giorni, nel sistemare la cucina tutte le sere, nel passare regolarmente i bagni ecc. può essere difficile all’inizio, ma una volta preso il ritmo, non lo si molla più!

 

 

Godersi il viaggio

A volte arriviamo a sera stanche dopo aver fatto 1000 cose. Ci guardiamo attorno e ci sembra di non aver ottenuto nulla.

Il problema è che i risultati non arrivano subito. E non arrivano tutti i giorni.

E allora tanto vale non aspettare i risultati per essere felici e soddisfatti.

La nostra gratificazione quotidiana la dobbiamo trovare nella consapevolezza di esserci impegnate e di aver dedicato tempo e energia a ciò che conta veramente per noi ❤️‍

 

“Non giudicare ciascun giorno in base al raccolto che hai ottenuto, ma dai semi che hai piantato.”

Robert Louis Stevenson

 

 

Non-organizzare le vacanze

A febbraio solitamente organizzo le vacanze estive.

Ho sempre sentito la necessità di prenotare con largo anticipo un albergo, un campeggio o un villaggio turistico.

L’anno scorso però ho avuto una vacanza leggermente diversa, senza alcun optional: avevo prenotato solo un posto dove dormire e tutto il resto è stato improvvisato. E la verità è che è stata la migliore vacanza di sempre: ogni giorno facevamo una nuova scoperta.

Per questo, quest’anno voglio spingermi ancora più in là. Abbiamo deciso di prendere un furgonato (avete presente quei furgoni con letti e cucina?) e andare all’avventura.

Volendo andare in Sardegna, l’unica cosa che prenoterò – per ovvie ragioni – è il traghetto di andata e ritorno.

Per tutto il resto decideremo giorno per giorno: abbiamo voglia di fermarci in un posto? Ci fermiamo. Abbiamo voglia di spostarci? Ci spostiamo.

Ci faremo indicare zone non troppo turistiche dalla gente del posto e ogni tanto opteremo per le piccole trattorie o i panifici per mangiare.

Ci piace l’idea del furgone rispetto al camper perché è più piccolo e può essere parcheggiato (quasi) ovunque. Ci “obbliga” a portare con noi davvero pochissime cose e quindi ogni volta sarà più facile scaricare, caricare (sedie, tavola, ecc.) e ripartire.

Viaggiare così leggeri ci darà la libertà di decidere ogni cosa al momento.

Sarà una bella lezione anche per i miei figli: spero imparino che – intanto almeno per 2 settimane – si può vivere e stare bene davvero con poco.

In realtà tutta la vita dovrebbe essere così: libera da zavorre, carichi inutili e false ancore di sicurezza. Non è facile lasciare andare: per intanto comincio dalle 2 settimane estive!

La morale della favola è che:

meno “cose” (oggetti, impegni,…) si hanno, meno è necessario organizzare e più si è liberi di vivere.

 

Attenzione e organizzazione

Anche se si vorrebbe una casa più vivibile e piacevole, non sempre si ha tempo (o voglia) di mettere in atto grandi progetti di riorganizzazione.

Tuttavia, non è necessario abbandonare ogni speranza. In questo caso, si può “navigare a vista”.

È sufficiente osservare con attenzione la nostra vita quotidiana per fare caso a quali sono le piccole cose che ci intralciano e ci infastidiscono.

Non trovate mai le chiavi della macchina? Pensate a una soluzione, mettetela in pratica e poi cercate la prossima cosa da sistemare.

I panni sporchi sono sempre per terra? Pensate a una soluzione, mettetela in pratica e poi cercate la prossima cosa da sistemare.

Insomma, se i progetti troppo impegnativi non fanno per voi, procedete a piccoli passi: fate attenzione, trovate ciò che vi infastidisce, organizzate, fate attenzione, trovate ciò che vi infastidisce, organizzate,…

Se incappate in un grosso intralcio (ad esempio un’intera stanza), concentratevi su un piccolo pezzetto alla volta, anche solo una mensola a settimana: procedere lentamente è comunque meglio che stare fermi!!