La mia scrivania

Ta-dàààà, e finalmente ho una scrivania!

Ho trascorso gli ultimi mesi girando da una filiale all’altra, in sostituzione di colleghi assenti, ma da adesso ho nuovamente un posto.

Questo periodo in giro mi ha insegnato principalmente 2 cose:

  1. anche quando le procedure dovrebbero essere uguali per tutti, esistono diversi modi di lavorare. Per me è stata quindi una fortuna poter osservare gli altri colleghi al lavoro per “rubare” tutto ciò che funzionava al meglio dal punto di vista operativo;
  2. cambiare filiale quasi ogni giorno implicava ogni volta un piccolo trasloco. All’inizio mi spostavo da un posto all’altro con una borsa di appunti, poi con il tempo ho imparato a ridurre l’essenziale in una piccola agendina.

Premesso quindi che sono stata contenta di questa fase in cui ero addetta alle sostituzioni, ora sono super-contenta di avere una scrivania tutta per me.

Lavorare in mezzo alle cose degli altri non è semplice, soprattutto per me che amo molto lo stile minimalista.

La prima cosa che ho fatto quindi, quando me ne sono impossessata, è stato ridurre all’osso tutto ciò che c’è sopra e riorganizzarla (in realtà non c’è voluto molto, perché Paola, la collega che la occupava prima di me, me l’ha lasciata in ottime condizioni).

Adesso – anche se comunque non sarò sempre seduta lì, perché ancora ogni tanto dovrò sostituire i colleghi all’interno della stessa filiale – sento di avere una base di appoggio, un angolino tutto per me.

Con solo l’essenziale a portata di mano, la mente rimane più concentrata sul proprio lavoro e tutto scorre più facilmente 😊 

 

 

 

Al lavoro senza stress

Vi parlo spesso di come sto cercando di riordinare la mia casa e le mie abitudini.

Tuttavia, per avere una vita più semplice e leggera, è necessario essere organizzati anche in ufficio.

Io lavoro in banca, allo sportello. Vi assicuro che si tratta di un lavoro ad alto carico di stress, per tutti questi motivi:

  • è un lavoro a contatto con il pubblico ed il cliente – come è giusto che sia – ha sempre ragione;
  • non è un tipo di lavoro programmabile: io eseguo ciò che mi viene chiesto dai clienti di volta in volta;
  • ricevo richieste dai clienti davanti a me, da quelli che chiamano per telefono e da quelli che scrivono via mail (spesso contemporaneamente);
  • molti dei miei clienti sono ben organizzati, ma altri non lo sono e così arrivano in banca all’ultimo con richieste che vanno eseguite prima di subito;
  • per lavorare ho bisogno di molti “strumenti del mestiere” (computer, timbri, penne, calcolatrice, stampante, contabanconote, cassaforte, telefono…) che creano parecchia confusione attorno a me;
  • gestire denaro è una grande responsabilità: non mi posso distrarre un solo secondo. Se al momento della chiusura giornaliera mancano soldi ce li rimetto io;
  • lavoro in un ambito disciplinato da normative di vario livello e quindi devo sempre essere attenta che ogni mia operazione sia trasparente e consentita.

Ricordo che i primi mesi di lavoro tornavo a casa sfinita dalla tensione.

Ora, fortunatamente, ho imparato a gestirmi meglio e vorrei condividere con voi i miei “segreti”:

  • dovendo lavorare con molti oggetti, tengo accanto a me solo lo stretto indispensabile in modo da potermi muovere con più facilità. A fine giornata, ogni cosa poi torna al proprio posto, per poter ripartire più serenamente il giorno successivo;
  • ho rinunciato a fare affidamento sulla mia memoria. Per ogni richiesta che mi arriva dai clienti ho 3 alternative:
  1. se è urgente e se ne ho la possibilità, la eseguo subito;
  2. se devo eseguirla in giornata, mi scrivo cosa devo fare su un biglietto che tengo accanto alla tastiera del PC finché non la porto a termine;
  3. se devo eseguirla entro una scadenza futura, prendo un appunto e lo metto alla data corrispondente nell’apposito scadenzario che tengo sulla scrivania.
  • sapendo di avere scritto tutto ciò che devo ricordare, la mia mente è libera di concentrarsi solo sull’operazione che sto svolgendo in quel momento, riducendo in questo modo la possibilità di fare errori;
  • cerco la collaborazione dei miei colleghi. Purtroppo non è così semplice e scontato. Negli ultimi anni ho lavorato in diverse filiali dove ho trovato colleghi più o meno disponibili. In questo periodo, ho la fortuna di essere in una filiale in cui ci sono persone meravigliose sempre pronte ad aiutare;
  • sfrutto i momenti tranquilli per portarmi avanti – magari stampando dei moduli che so che mi serviranno nei giorni successivi – oppure per archiviare e fare ordine accanto a me.

Ogni mestiere ha le proprie caratteristiche e le proprie necessità organizzative. Queste sono le mie; quali sono le vostre? ^_^