Legge di Parkinson vs. Linda (armata di timer)

legge di parkinson(1)

 

La settimana scorsa ero in ferie.

Da settimane stavo raccogliendo in una to-do-list tutte le cose che dovevo fare, ma che non avevo mai tempo di fare.

Pensavo di approfittarne nei giorni in cui sarei rimasta a casa dal lavoro, tuttavia, sono riuscita a portare a termine soltanto la metà delle cose che mi ero programmata.

Perché??? Io credo di essere cascata in pieno in quanto predetto da Cyril Northcote Parkinson:

Il lavoro si espande fino a occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo.

In altre parole: se abbiamo un lavoro da fare e un’ora di tempo per farlo, ci impieghiamo un’ora. Se invece abbiamo lo stesso lavoro, ma 2 ore di tempo, ci impieghiamo 2 ore!!

Com’è possibile? Se sappiamo di avere più tempo, partiamo più rilassate, ci facciamo qualche pausa in più, diventiamo più perfezioniste e sprechiamo tanto tempo dietro ai dettagli secondari.

Questo è quello che è successo anche a me. Uff….

A metà settimana me ne sono accorta e ho rimediato usando un semplicissimo timer.

In pratica, ho utilizzato la tecnica del pomodoro: 25 minuti di lavoro senza distrazioni + 5 minuti di pausa. Avanti così finché non avevo terminato.

Il timer ci rende più consapevoli dello scorrere del tempo, ci mette un po’ di pepe e ci fa rimanere concentrati sul compito che dobbiamo portare avanti.

Sono una persona fondamentalmente pigra e se non ho una scadenza imminente non mi muovo. Sapere che entro pochi minuti suonerà il bip-bip-bip del timer è quello che ci vuole per me! ^_^

 

6 thoughts on “Legge di Parkinson vs. Linda (armata di timer)

  1. Anche io ho notato che riesco a fare un sacco di cose se ho i minuti contati, lavoro di più se sono sotto pressione, sarà che ormai mi sono abituata ad un certo ritmo, e se ho molto tempo a disposizione mi “perdo”. Ad esempio, questo we siamo andati fuori con una coppia di amici. Preparare il bagaglio per una notte e due giorni non è un granchè, come impegno, ma ci credete che la maggior parte del lavoro l’ho fatta in pochi minuti la mattina della partenza? E non per pigrizia (o non solo…..) ma perché sapevo che facendolo la mattina avrei fatto prestissimo e con maggiore concentrazione. Quando l’orologio ti corre dietro si rende di più, non c’è niente da fare!

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    1. No, beh, ansia no.
      Se suona il timer che non ho finito non succede mica nulla. Faccio 5 minuti di pausa e lo faccio ripartire.
      Mi aiuta solo a rimanere concentrata, altrimenti tendo a distrarmi continuamente…. 😦

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