Legge di Parkinson vs. Linda (armata di timer)

La settimana scorsa ero in ferie.

Da settimane stavo raccogliendo in una to-do-list tutte le cose che dovevo fare, ma che non avevo mai tempo di fare.

Pensavo di approfittarne nei giorni in cui sarei rimasta a casa dal lavoro, tuttavia, sono riuscita a portare a termine soltanto la metà delle cose che mi ero programmata.

Perché??? Io credo di essere cascata in pieno in quanto predetto da Cyril Northcote Parkinson:

Il lavoro si espande fino a occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo.

In altre parole: se abbiamo un lavoro da fare e un’ora di tempo per farlo, ci impieghiamo un’ora. Se invece abbiamo lo stesso lavoro, ma 2 ore di tempo, ci impieghiamo 2 ore!!

Com’è possibile? Se sappiamo di avere più tempo, partiamo più rilassate, ci facciamo qualche pausa in più, diventiamo più perfezioniste e sprechiamo tanto tempo dietro ai dettagli secondari.

Questo è quello che è successo anche a me. Uff….

A metà settimana me ne sono accorta e ho rimediato usando un semplicissimo timer.

In pratica, ho utilizzato la tecnica del pomodoro: 25 minuti di lavoro senza distrazioni + 5 minuti di pausa. Avanti così finché non avevo terminato.

Il timer ci rende più consapevoli dello scorrere del tempo, ci mette un po’ di pepe e ci fa rimanere concentrati sul compito che dobbiamo portare avanti.

Sono una persona fondamentalmente pigra e se non ho una scadenza imminente non mi muovo. Sapere che entro pochi minuti suonerà il bip-bip-bip del timer è quello che ci vuole per me! ^_^

La mia percezione (errata) del tempo

Ho sempre paura che il tempo scorra troppo velocemente, sicuramente a causa di una mia percezione errata.

Ogni volta che devo fare una stima a proposito della durata di qualcosa, sbaglio per eccesso.

Questo – insieme a tanti altri – è uno dei motivi che mi ha sempre portato a procrastinare i lavori di casa. Devo scaricare la lavastoviglie? Uff…ci vuole minimo un quarto d’ora. Devo rifare i letti? Eh, impiego almeno 20 minuti.

E chi aveva voglia di mettersi a fare lavori così lunghi (oltre che noiosi)?

L’utilizzo del timer è stata la mia salvezza. Se per riordinare la cucina la sera calcolo di impiegarci mezz’ora, lo setto sui 20 minuti pensando “mezz’ora è lunga, ma 20 minuti li posso reggere”.

Alla fine, la cosa divertente è che magari dopo 12-15 minuti ho già terminato. ^_^

Insomma, ho sempre rimandato lavori immaginandomeli più lunghi e pesanti di quello che in realtà erano.

Ormai la lezione l’ho imparata e procedo senza timer. Ogni volta, davanti a un nuovo compito penso solo “dai, impiegherai meno di quello che credi”!  E una volta fatto il primo passo (è questa la parte più difficile), procedo tranquillamente finché non ho terminato.