La parola “taciturno” deriva dalla radice tak-, il cui significato è “essere quieto, acquietato, contento”. In sanscrito, tucyati significa “soddisfare”. Stando all’etimologia quindi, il taciturno, al contrario di quello che comunemente si pensa, si trova in una condizione di pacificazione ed è contento perché le sue necessità sono state appagate: chi tace sta bene.
(Tratto da “La felicità del meno” di Maria Chiara Giorda e Sara Hejazi)
Siamo abituati a pensare a silenzio (e solitudine) come ad elementi negativi nella nostra vita: viviamo il silenzio come un vuoto, come qualcosa da riempire.
Quanti di noi accendono la televisione quando soli a casa perché ci faccia compagnia?
Cominciamo invece a guardare al silenzio come ad un prezioso alleato.
Il silenzio ci consente di far riposare la mente e di osservare ciò che ci sta attorno.
Concediamoci ogni giorno almeno 5 minuti di totale silenzio, godendo di questa sensazione di appagamento in cui non abbiamo bisogno di creare rumore per esprimere un bisogno o una mancanza.




