La prima routine: il riordino serale della cucina

Le nostre abitudini possono essere una prigione.

Quando facciamo una cosa “per abitudine” la facciamo con il pilota automatico, senza vivere veramente il momento.

Le abitudini però hanno anche un vantaggio: sono infatti un escamotage del nostro cervello per risparmiare energia.

Ad esempio, quando la mattina usciamo per andare al lavoro non dobbiamo ogni volta pensare a che strada fare: accendiamo l’auto e partiamo.

Non sarebbe bello sfruttare questo potere che hanno le abitudini per la nostra casa?

Ci sono infatti mestieri che se fatti quotidianamente danno una svolta all’ordine e alla pulizia della nostra casa!

Non serve cercare la perfezione, non serve diventare maniacali, basta solo essere costanti!

Pochi minuti, ma tutti i giorni!

Per assimilare bene le nostre nuove abitudini, consiglio di introdurne una a settimana.

Vorrei cominciare dalla mia preferita: il riordino serale della cucina!

Sì, lo so come ci si sente la sera.

Siamo sveglie dalle 6 di mattina, abbiamo girato tutto il giorno come delle trottole e quando finalmente abbiamo terminato di cenare l’unico desiderio è quello di spalmarsi sul divano.

Sparecchiare, riordinare la cucina e dare una pulita è proprio l’ultima cosa di cui abbiamo voglia, perché ci sembra un lavoro lungo ed infinito.

Ma se questa operazione diventasse una routine che ci porta via soltanto 10 minuti?

Che ne dite? Se fosse così, un ultimo sforzo prima di arrivare al divano si potrebbe fare…

Solo 10 minuti di lavoro e in cambio avremmo la soddisfazione di trovare ogni mattina una cucina pulita ed ordinata a darci il buongiorno!

Vogliamo far diventare nostra questa abitudine serale, anziché trovarci una volta a settimana con le pile di piatti da lavare ed il lavello da scrostare?

Proviamo già da questa sera, però non cediamo alla tentazione di fare di più di 10 minuti: faremmo solo una faticaccia che la sera successiva non avremmo più voglia di ripetere.

Ora, in questa fase di inserimento della routine, lo scopo non è avere una cucina perfetta, ma acquisire una abitudine che ci rimarrà per sempre.

I risultati arriveranno con il tempo.

Già dopo pochi giorni, ci accorgeremo che nei nostri 10 minuti riusciremo a fare sempre più cose: sparecchiare, fare i piatti, pulire il lavello ed il piano cottura…quasi quasi ci verrà voglia di preparare già la colazione per il giorno dopo!

(Se proprio non avete idea di cosa fare durante questi 10 minuti seguite la check list!)

Quindi, apriamo il nostro Home Bullet Journal nella prima pagina libera e disegniamo una semplicissima tabellina come questa qui sotto, con 7 caselle (una per ogni sera di questa prima settimana) da depennare.

pulizia serale cucina

 

Ogni sera – appena finito di riordinare la cucina – sarà sufficiente fare una X sulla casella corrispondente al giorno della settimana!

Io condividerò i miei progressi sulla pagina Facebook e su Instagram! Voglio vedere anche i vostri risultati!

E se proprio proprio non volete disegnare, ho preparato un pdf per voi. Lo potete stampare nelle dimensioni che preferite, ritagliare e incollare al vostro taccuino.

Il pdf è già completo con la tabellina per la cucina e tutte le altre 5 routine che andremo a inserire nelle prossime settimane.

Cliccate sull’immagine per accedere a Etsy (dove troverete in vendita i taccuini realizzati a mano)!

introduzione delle routine home bullet journalPs: oh, mi raccomando, per il resto continuate a fare quello che stavate già facendo…non limitatevi al solo riordino serale della cucina! Procedete come siete abituate e poi un po’ alla volta sistemeremo anche il resto 😉

 

 

Le routine per le pulizie di casa

Poco tempo fa, vi ho raccontato di come io abbia introdotto nel mio Bullet Journal una tabella con le routine di casa, ossia tutti quei piccoli mestieri che vanno fatti tutti i giorni.

Ho commesso però un enorme errore. Strana questa mia leggerezza visto che studio l’argomento abitudini da anni 😆

Una delle prime regole è – infatti – che le nuove abitudini vanno introdotte una alla volta, mai tutte insieme.

È vero che io non parto da zero con queste routine, ma comunque – visto che voglio fare le cose per bene – è giusto cominciare come si deve.

Quindi anch’io introdurrò un’abitudine alla volta, iniziando dalla pulizia serale della cucina (forse perché memore della scuola FlyLady).

Cioè, ciò non significa che non faccio tutto il resto, eh. Significa che per questo periodo iniziale, cascasse il mondo, la pulizia serale della cucina la devo fare!

Quindi sono partita da ieri sera, con il primo maggio. In realtà ho fatto anche il resto (ehm, quasi tutto), ma quello che deve interessarmi e importarmi per il momento è completare la riga della voce “cucina”.

Introdurrò una nuova abitudine a settimana, o ogni 2 settimane…vediamo come va!

routine pulizie di casa

 

 

abitudini pulizie di casa

 

 

Sfruttare l’effetto IKEA

Conoscete l’“effetto IKEA”?

Uno studio – intitolato “Effetto IKEA: quando il lavoro genera amore” – ha dimostrato che si rimane più legati alle cose quando sono state costruite con le proprie mani. Come quando si assembla un mobile IKEA.

Sentiamo di averci messo “del nostro” e ne siamo orgogliosi ❤️‍

Avete presente quei preparati per torte che si comprano al supermercato? Sono nati negli Stati Uniti negli anni ’40. Inizialmente bastava aggiungere solo acqua, perché tutto il resto era già presente in forma disidratata. Eppure nessuno li comprava, nonostante il sapore finale fosse buono.

Sembrava che le donne americane si vergognassero quasi a offrire qualcosa che voleva sembrare fatto in casa ma non lo era.

Per risolvere il problema, la ditta produttrice tolse le uova e il latte in polvere e rimise il prodotto sul mercato. Ora, le massaie dovevano aggiungere uova fresche, olio e latte, percependo una maggiore partecipazione nella preparazione del prodotto. Fu un successone e questi preparati infatti si trovano ancora sugli scaffali dei nostri supermercati.

Perché vi parlo dell’effetto IKEA? Perché possiamo usarlo a nostro vantaggio!

Quando facciamo ordine in casa, quando la sistemiamo e la riorganizziamo, mettiamoci sempre qualcosa di nostro: un contenitore fatto a mano, una piantina scelta e curata da noi, o anche solo una semplice etichetta.

Avremo più voglia di prendercene cura e di continuare a proteggere il nostro angolino di casa appena riordinato. 😊

 

Ikea

 

Ps: qui trovate lo studio originale in lingua inglese pubblicato sull’Harvard Business Review.

 

 

 

 

Le case di una volta

A casa dei miei genitori c’è una vecchia “enciclopedia della donna“.

Ho sfogliato più volte questi volumi risalenti agli anni ’70 e ho trovato consigli di tutti i tipi in tema di economia domestica (pulizie di casa, galateo, cucina, rammendi, ecc.)

All’interno di una quindicina di tomi, però, non ho trovato alcun accenno al tema del disordine.

A quanto pare, 40 anni fa il problema non esisteva.

Probabilmente, nella maggior parte delle case italiane si trovava solo lo stretto indispensabile e non oggetti di ogni marca e fattura come adesso.

Stoviglie, biancheria, abiti, utensili e poco altro.

Ma come abbiamo fatto a ridurci così? In un mondo dove gli oggetti – anziché le persone e i valori – riempiono le nostre case e le nostre vite? 😓

 

 

Molto rumore per nulla

Avete presente quando siete in mezzo alla confusione e non sopportate più il rumore?

Fastidioso vero?

E quanto si sta bene quando finalmente cala il silenzio?

Il disordine dentro casa crea lo stesso effetto di “rumore”.

Ogni oggetto fuori dal suo posto è come se ci chiamasse: “ehi sono qui!”

Quante cose abbiamo in casa che ti fissano e ti domandano “quando mi metterai a posto?”, “lo sai, vero?, che mi hai comprato inutilmente?”, “quando ti decidi a buttarmi?”

Non è fastidiosissimo? Non viene voglia di mettere a posto?

Fare ordine può essere faticoso e continuiamo quindi a procrastinare, ma anche vivere con tutto questo rumore inutile di sottofondo non ci fa stare di certo bene.