Sfide e mestieri di casa

Ecco un’altra cosa che mi motiva molto quando si tratta di fare i mestieri di casa: trovare l’elemento di sfida.

Alcuni esempi:

  • pulire il bagno entro tot minuti
  • far venire il bucato profumato
  • inventare un modo diverso per rifare il letto
  • ecc.

In questo modo non dobbiamo più aspettare che la motivazioni cali dall’alto come una benedizione divina. Sarà il desiderio di superare la sfida a darci quella spintarella in più. Quando poi si supera la sfida, ci sentiamo capaci, competenti e motivati per il lavoro successivo.

Più ci si sente bravi e più si ha voglia di fare. Più si fa e più si diventa bravi. Insomma, è il modo migliore per innescare un proficuo circolo virtuoso 😉

 

 

Chi ha in mano il controllo?

Questa è un’altra cosa che ho imparato leggendo “Tecniche di resistenza interiore. Sopravvivere alle crisi con la resilienza di Pietro Trabucchi.

Secondo lo psicologo James Rotter, esistono 2 tipi di persone:

  • il primo tipo, ritiene che la propria vita sia determinata da fattori esterni, quali la fortuna, il caso, ecc.
  • il secondo tipo invece ritiene che gli eventi della propria vita dipendano da loro stessi, dal modo in cui agiscono, pensano e reagiscono.

La distinzione non è da poco:

  • chi appartiene al primo tipo, è convinto che tutto sia già scritto: rimarrà passivo e immobile nell’attesa che il suo destino si compia;
  • chi appartiene al secondo tipo è invece spinto a impegnarsi, perché sa che “farcela o non farcela” dipende dalla propria volontà e dal proprio impegno.

 

L’appartenenza a una categoria piuttosto che all’altra è determinata da questioni culturali e caratteriali, ma – con un po’ di determinazione – anche chi appartiene alla prima categoria può spostarsi poco alla volta nella seconda e riprendere in mano il controllo della propria vita 😊

 

 

Cosa succede se non…?

Non sono una maniaca della casa. Cioè, mi piace che sia pulita e in ordine, ma non sempre ho voglia di mettermi a fare mestieri.

A volte, nemmeno l’idea di pensare a quanto poi si è soddisfatti mi fa muovere.

Allora ho notato una cosa. Su di me, fa molto più effetto pensare a come si riduce la casa se non mi do da fare.

In altre parole: invece di pensare

  • se pulisco e riordino poi la mia casa è a posto

per me funziona meglio

  • se non pulisco e non riordino questa casa sembrerà una discarica.

😁😁

2 ostacoli da superare per diventare organizzati

Chi è stanco di una vita allo sbaraglio e vorrebbe diventare più organizzato deve superare 2 tipi di problematiche:

  • questioni di tipo pratico/tecnico: ossia, capire come organizzare meglio gli spazi con cassetti e divisori, munirsi di un’agenda e di un timer, ecc.
  • questioni di tipo adattivo: ossia, superare ostacoli che implicano un profondo cambiamento delle nostre credenze, della nostra mentalità e delle nostre abitudini.

Troppo spesso ci si focalizza solo sulle prime questioni: si pensa di diventare più organizzati semplicemente acquistando scatole, contenitori e cambiando l’ordine delle padelle in cucina.

Ma non è così. Bisogna affrontare anche gli ostacoli del secondo tipo. Questi sono solo alcuni esempi:

  • lasciar andare ciò che ingombra inutilmente le nostre case
  • non farsi cogliere dalla pigrizia quando è il momento di darsi da fare
  • instaurare delle sane abitudini
  • imparare a procedere a piccoli passi senza pretendere di ottenere tutto e subito
  • rispettare le volontà di chi condivide la casa con noi
  • ecc.

Le questioni di tipo adattivo sono le più difficili da gestire, perché non esiste una soluzione uguale e valida per tutti e perché richiedono una grande forza di volontà. Tuttavia, se si vogliono risultati duraturi, è necessario affrontarle di petto una volta per tutte.

 

La mia lotta contro il disordine

È nella mia natura essere una persona disordinata.

Allo stesso tempo però non mi piace vedere disordine in casa. E quindi è una continua lotta tra la me stessa che vuole una casa bella e in ordine e la me stessa pigra che non ha voglia di rimettere al suo posto una cosa dopo averla usata.

In questi ultimi anni però ho scoperto di avere degli assi nella manica nell’eterna lotta contro il disordine:

  • una buona organizzazione: in casa, ogni cosa deve avere il proprio posto e deve essere comoda da riporre;
  • space clearing: se si possiedono pochi oggetti è più facile tenere la casa in ordine;
  • tornare subito in sella dopo una brutta caduta: ci sono giorni in cui – complici la fretta e la stanchezza – lascio tutto in giro. Il problema è che il disordine chiama altro disordine e in breve tempo la casa si trasforma in un disastro. Quello che ho capito è che è necessario riprendere subito in mano le redini della situazione prima che sia troppo tardi.

Quindi, se anche voi come me avete deciso di cambiare e di diventare più ordinate ricordatevi che:

“Il fattore che determinerà i vostri successi a lungo termine non è il fatto di essere o meno fedeli al 100 percento al vostro piano di cambiamento, ma quanto velocemente e con quanta tenacia sarete tornati in sella dopo una brutta caduta.”

Organizza al meglio la tua vita di Tony Crabbe