Tutto a posto!

Andando in biblioteca con i miei bambini ho trovato per caso questo libro:

tutto a posto“Tutto a posto! La grande guida per organizzare la vita una volta per tutte” di Lissanne Oliver.

 

Ora, io non credo che questo libro possa cambiare davvero la vita.

In realtà molto consigli contenuti sono già noti. Ma Lissanne ha il merito di averlo scritto molto prima del fenomeno-Konmari (ancora una volta a sottolineare che non ha inventato tutto la Kondo) e offre comunque spunti su cui è interessante fermarsi a riflettere.

Ad esempio, nel capitolo in cui parla delle cianfrusaglie, l’autrice usa questa frase:

“Accumulare significa non essere capaci di scegliere e scegliere è necessario per essere consapevoli di noi stessi.”

 

tutto a posto

Ed è vero. Quando accumuliamo oggetti inutili è perché non sappiamo scegliere

  • tra passato e presente (quando riempiamo la nostra casa di ricordi)
  • tra futuro e presente (quando riempiamo la nostra casa di “non si sa mai”)
  • tra ciò che è importante e ciò che non lo è
  • tra ciò che ci fa stare davvero bene e ciò che ci dà solo una momentanea illusione di felicità (pensiamo a un capo di abbigliamento acquistato perché in super-offerta e poi lasciato a prendere polvere nell’armadio)
  • tra ciò che aiuta a essere la persona che vorremmo diventare e ciò che invece ci fa solo perdere tempo.

 

Quindi, conclude Lisanne:

“La questione è che cosa tenere, non che cosa buttare”

 

 

 

Come organizzo i miei tesori

Non sono molto gli oggetti che conservo per il loro valore affettivo: per lo più sono i disegni dei bambini, qualche loro vestitino fatto dalle nonne appena erano nati, fotografie e qualche vecchio diario.

Quando si ha a che fare con questi tesori di famiglia, per me esistono 2 modi – completamente opposti, ma ugualmente validi – per organizzarli:

  • in bella vista, esposti sulle pareti o sui ripiani: ad esempio si possono appendere fotografie e disegni dei figli;
  • in una scatola riposta in fondo ad un armadio, per riscoprire periodicamente meraviglie ormai dimenticate.

Che si scelga un metodo oppure l’altro, in entrambi i casi, almeno una volta all’anno è necessario fare una bella pulizia, per togliere la polvere ed eliminare eventuali pezzi che non hanno più valore per noi. In questo modo, ci sarà spazio per nuovi ricordi e rimarrà con noi soltanto ciò a cui teniamo veramente.

 

 

Giochi con me, mamma?

Mi piacerebbe che i miei figli imparassero a mettere sempre a posto i loro giocattoli dopo averli usati. Purtroppo non sempre è così.

Ho trovato però uno stratagemma che funziona e quindi lo voglio condividere con voi.

Spesso i miei bambini mi chiedono “giochi con me, mamma?”. Ecco che allora io rispondo “quando vedo che hai messo tutti i giocattoli a posto allora gioco con te”.

Non deve suonare come un ricatto.

Spiego loro che per giocare serenamente con loro, a me piace che sia tutto bello in ordine, perché ad esempio c’è più spazio e ci si può muovere più liberamente e per ora funziona tutte le volte.

In realtà, questo trucchetto mi dà un secondo vantaggio, ossia quello di poter terminare quello che stavo facendo durante quei 5-10 minuti che loro impiegano per riordinare 😉.

 

Abitudini sincronizzate

Ci sono abitudini che sembrano essere fatte apposta per incastrarsi tra di loro come pezzi del Tetris.

Ad esempio, la sera dopo cena si fa partire la lavastoviglie.

Poi la mattina si prepara il caffè.

E mentre si attende che il caffè sia pronto, c’è giusto il tempo per svuotare la lavastoviglie.

Tutto torna. Tutto fila liscio e armonioso come in una coreografia di nuoto sincronizzato.

Ps: che poi, chissà perché, siamo tutte convinte che per svuotare la lavastoviglie ci vogliano ore!!

 

 

Sfide e mestieri di casa

Ecco un’altra cosa che mi motiva molto quando si tratta di fare i mestieri di casa: trovare l’elemento di sfida.

Alcuni esempi:

  • pulire il bagno entro tot minuti
  • far venire il bucato profumato
  • inventare un modo diverso per rifare il letto
  • ecc.

In questo modo non dobbiamo più aspettare che la motivazioni cali dall’alto come una benedizione divina. Sarà il desiderio di superare la sfida a darci quella spintarella in più. Quando poi si supera la sfida, ci sentiamo capaci, competenti e motivati per il lavoro successivo.

Più ci si sente bravi e più si ha voglia di fare. Più si fa e più si diventa bravi. Insomma, è il modo migliore per innescare un proficuo circolo virtuoso 😉