Riccio oppure volpe?

Lo psicologo Tetlock – riprendendo la terminologia usata da Isaiah Berlin nel suo saggio “Il riccio e la volpe” – afferma che esistono 2 tipologie di persone:

  • il tipo riccio: ha un unico modo di vedere il mondo, nessuno lo smuove dalla sua idea, non accetta chi lo contraddice e è molto restio a ammettere un errore;
  • il tipo volpe: è un pensatore complesso, versatile, conscio che il futuro è il risultato dell’interazione di più fattori imprevedibili.

 

Il tipo riccio è quello che ha più successo nei dibattiti televisivi, grazie al suo fare sicuro di sé.

Tuttavia, una grande sicurezza soggettiva non implica per forza che il riccio abbia ragione.

Anzi, sono state proprio le volpi – che pensavano di più e prendevano in considerazioni più possibilità – a fare le previsioni più corrette negli studi dello psicologo.

In realtà non esiste un “giusto” e uno “sbagliato”, ma è giusto renderci conto di chi abbiamo davanti per prendere il meglio da ognuno! 😉

 

 

Altre 5 cose che ho imparato viaggiando in furgone

A maggio vi ho raccontato 5 cose che ho imparato viaggiando in furgone.

Continuando a viaggiare, ne ho scoperte altre 5, con mio grande stupore e piacere. E anche queste mi sono utili nella vita di tutti i giorni.

Per viaggiare e vivere in van devi infatti:

  1. fidarti anche degli altri: arrivando in posti sconosciuti, ci dobbiamo per forza fidare delle indicazioni e delle consigli della gente del posto. E se ci portano fuori strada, pazienza, vediamo qualcos’altro che non ci saremmo aspettati;
  2. rimettere sempre ogni cosa subito a posto: se a casa si può fare finta di non vedere il disordine, qui è assolutamente vietato, perché lo spazio è ridottissimo e se ci sono cose in giro non ci si muove più;
  3. non innervosirti: anche in viaggio, capitano i momenti in cui i bambini non hanno voglia di ubbidire. Qui, più che mai, è importante saperli gestire senza perdere la calma. Bisogna convivere per giorni in pochissimi metri quadri ed è quindi meglio mantenere tutti i rapporti sereni;
  4. non sprecare: elettricità, acqua e spazio sono 3 risorse scarsissime sul van e non si possono dare per scontato come a casa. Noi adulti siamo già attenti a questi aspetti, ma per i bambini è una lezione importante;
  5. saper gestire la noia: non c’è la televisione, non c’è il computer, i telefoni vanno usati con parsimonia perché non sempre si possono ricaricare, i bambini hanno con sé pochi giochi. Anche se in viaggio c’è tanto da fare e da vedere, ci sono comunque i momenti morti, ad esempio mentre il papà prepara la cena. Ecco che allora ognuno trova da fare con quello che si trova 😊

 

Le scelte nascoste

Quando facciamo scelte consapevoli, quasi sempre stiamo facendo anche scelte inconsapevoli.

Se scegliamo di mangiare una pizza surgelata per cena anziché prepararla in casa, abbiamo scelto di risparmiare tempo, ma abbiamo scelto anche di mettere in secondo piano la nostra salute.

Se scegliamo di tenere in casa oggetti inutili “perché non si sa mai”, abbiamo deciso di concederci una (falsa) sicurezza per il futuro, ma abbiamo scelto anche di ridurre la nostra qualità di vita presente.

Ogni volta che scegliamo qualcosa, rinunciamo a qualcos’altro.

Non esistono scelte giuste o sbagliate.

La cosa più importante è avere ben chiaro in mente quali sono le cose più importanti per noi (vivere il presente? risparmiare denaro? stare con i bambini?…) e poi scegliere ogni volta in maniera coerente con questi valori.

Se per voi la cosa più importante – quanto meno in questo periodo della vostra vita – è avere più tempo per stare con i vostri bambini, allora ben venga la pizza surgelata 😉

 

 

 

Siamo davvero liberi?

Ho trovato questo trafiletto in un’enciclopedia del 1963.

Parla di come maschi e femmine vivano diversamente l’adolescenza.

E mi sono chiesta: è ancora vero? Quali di queste differenze erano dettate dalla cultura di allora e quali invece sono davvero insite nella natura umana?

Quali sono le cose a cui ci dobbiamo rassegnare perché “siamo fatti così” e quali invece possiamo cambiare?

Niente, io la risposta non l’ho trovata.

 

nuoveabitudini.com

 

A cosa diamo valore?

È facile diventare accumulatori di oggetti quando si dà troppa importanza ai beni materiali.

Ma perché il materialismo ci attrae così tanto?

  • un po’ perché così fan tutti ed è facile seguire il gregge;
  • un po’ perché i beni materiali sono misurabili e confrontabili. Ci danno quindi una gratificazione immediata (possiamo pensare “il mio è più bello del tuo”).

Dare valore ai beni immateriali è invece molto più complesso: inseguire una priorità personale è molto più faticoso. E non è nemmeno facile avere chiari i propri obiettivi.

 

“Ama le persone.

Usa le cose.

Il contrario non funziona.”