Le 3 abitudini che mi hanno cambiato vita

La differenza tra la mia vita precedente (caotica e sovraffollata) e quella attuale (non perfetta, non ancora pienamente soddisfacente, ma senza dubbio decisamente migliore), sta in tante piccole abitudini che sono cambiate nel frattempo.

Se dovessi scegliere però quali sono le 3 abitudini che hanno più di tutte contributo al miglioramento qualitativo del mio tenore di vita, direi:

  1. non procrastinare: fare sempre subito tutto ciò che va fatto. Soprattutto quando si tratta di cose poco piacevoli o noiose. Troppo spesso, rimandare un lavoro significa fare ancora più fatica dopo;
  2. minimalismo e focus: sono 2 concetti che per me vanno di pari passo. Ho imparato a focalizzarmi su ciò che è davvero importante per me (sia in termini di oggetti che di impegni) e abbandonare tutto il resto;
  3. resilienza: ogni giorno la vita ci propone nuove sfide da affrontare. Non voglio più esserne spaventata e sfuggire. Voglio prenderle come occasioni per crescere, imparare cose nuove e allargare la mia zona di comfort.

 

 

L’attesa

Nella nostra vita trascorriamo moltissime ore ad aspettare: aspettiamo il treno, aspettiamo una chiamata, aspettiamo una bella notizia.

Durante l’attesa è quasi come se non vivessimo più, cioè viviamo solo in funzione del tanto agnognato momento futuro.

Ma il tempo che abbiamo a disposizione non è infinito. E se l’attesa è solo un aspettare fine a se stesso, buttiamo via minuti, ore, giorni della nostra vita.

È l’atteggiamento durante l’attesa che cambia tutto. L’attesa può trasformarsi in vita vissuta, basta solo saperla cogliere, assaporando ciò che ci sta intorno oppure ponendo attenzione al nostro stato d’animo ❤️‍

Godersi il viaggio

A volte arriviamo a sera stanche dopo aver fatto 1000 cose. Ci guardiamo attorno e ci sembra di non aver ottenuto nulla.

Il problema è che i risultati non arrivano subito. E non arrivano tutti i giorni.

E allora tanto vale non aspettare i risultati per essere felici e soddisfatti.

La nostra gratificazione quotidiana la dobbiamo trovare nella consapevolezza di esserci impegnate e di aver dedicato tempo e energia a ciò che conta veramente per noi ❤️‍

 

“Non giudicare ciascun giorno in base al raccolto che hai ottenuto, ma dai semi che hai piantato.”

Robert Louis Stevenson

 

 

Scegliere e selezionare

Per millenni abbiamo vissuto in un mondo di risorse scarse.

Tuttavia, negli ultimi decenni i limiti posti dall’ambiente che ci circonda sono stati rimossi: beni materiali, informazioni e stimoli sono ovunque.

Il paradosso – secondo Tony Crabbe nel suo libro Organizza al meglio la tua vita (eNewton Manuali e Guide) – è che ci stiamo comportando ancora come se vivessimo nella scarsità.

Diciamo di sì, arraffiamo e consumiamo tutto ciò che possiamo. Sembra quasi che abbiamo paura di rimanere senza: oggetti, informazioni, impegni,…

La mente umana però non è programmata per reggere questo sovraccarico.

È quindi necessario mettere un freno all’eccesso e sviluppare una cultura dell’abbastanza. Abbiamo sempre a portata di mano di tutto, per ogni possibile esigenza futura: evitiamo quindi di portarci in giro sulle spalle inutili fardelli!

Anche se dire di sì in molti casi è molto più semplice di no, facciamo attenzione a ciò che entra nella nostra vita e impariamo a fare maggiore selezione.

 

Non-organizzare le vacanze

A febbraio solitamente organizzo le vacanze estive.

Ho sempre sentito la necessità di prenotare con largo anticipo un albergo, un campeggio o un villaggio turistico.

L’anno scorso però ho avuto una vacanza leggermente diversa, senza alcun optional: avevo prenotato solo un posto dove dormire e tutto il resto è stato improvvisato. E la verità è che è stata la migliore vacanza di sempre: ogni giorno facevamo una nuova scoperta.

Per questo, quest’anno voglio spingermi ancora più in là. Abbiamo deciso di prendere un furgonato (avete presente quei furgoni con letti e cucina?) e andare all’avventura.

Volendo andare in Sardegna, l’unica cosa che prenoterò – per ovvie ragioni – è il traghetto di andata e ritorno.

Per tutto il resto decideremo giorno per giorno: abbiamo voglia di fermarci in un posto? Ci fermiamo. Abbiamo voglia di spostarci? Ci spostiamo.

Ci faremo indicare zone non troppo turistiche dalla gente del posto e ogni tanto opteremo per le piccole trattorie o i panifici per mangiare.

Ci piace l’idea del furgone rispetto al camper perché è più piccolo e può essere parcheggiato (quasi) ovunque. Ci “obbliga” a portare con noi davvero pochissime cose e quindi ogni volta sarà più facile scaricare, caricare (sedie, tavola, ecc.) e ripartire.

Viaggiare così leggeri ci darà la libertà di decidere ogni cosa al momento.

Sarà una bella lezione anche per i miei figli: spero imparino che – intanto almeno per 2 settimane – si può vivere e stare bene davvero con poco.

In realtà tutta la vita dovrebbe essere così: libera da zavorre, carichi inutili e false ancore di sicurezza. Non è facile lasciare andare: per intanto comincio dalle 2 settimane estive!

La morale della favola è che:

meno “cose” (oggetti, impegni,…) si hanno, meno è necessario organizzare e più si è liberi di vivere.