Decluttering per scegliere il presente

Lo so, non è facile eliminare il superfluo dalla propria casa (e dalla propria vita).

Tra i tantissimi motivi che ci frenano ci sono:

  • l’eccessivo attaccamento al passato, quando si conservano oggetti per ricordarci di come eravamo;
  • l’eccessivo attaccamento al futuro, quando non si vuole eliminare qualcosa che potrebbe servirci in futuro.

Si tratta di 2 nobili cause, che tuttavia hanno una ripercussione nel presente. Ovvero – dato che avere troppi oggetti in casa è spesso fonte di stress – ci impediscono di vivere in maniera più serena la nostra quotidianità.

Non esiste un giusto e uno sbagliato. Ognuno di noi ha il diritto di dare maggiore peso a ciò che preferisce. L’importante però è che si tratti di una scelta consapevole e ben ponderata.

Io ho preso la mia decisione. E voi a chi volete più bene?

  • al vostro “io” del passato, conservando oggetti come ricordi;
  • al vostro “io” del futuro, mettendo da parte per lui cose che un domani potrebbero tornare utili (ma senza averne la certezza);
  • al vostro “io” del presente, che possiede pochi oggetti a cui dover dedicare tempo, energia e spazio e si gode la vita portando i ricordi del passato e la speranza per un futuro sereno dentro al proprio cuore.

 

Le pulizie dei monaci Buddisti (guest post di Laura)

Da quando ho letto il libro “Manuale di pulizie di un monaco Buddhista” sono rimasta ammaliata dal rapporto che lega questa religione al benessere personale che si può raggiungere attraverso le pulizie di casa.

Non credo di aver presto occasione di andare in Oriente a vivere in prima persona questi aspetti così diversi dalla nostra quotidianità, così ho chiesto alla mia amica Laura di raccontarmeli.

Laura è una Social Web Coach, ossia aiuta piccole e medie imprese a trovare il cliente ideale sul web,  ma la sua più grande passione è viaggiare e raccontare le sue esperienze sul Blog I Viaggi di Serendipity.

Facciamo un tuffo insieme a lei (e alle coinvolgenti fotografie del suo compagno Lorenzo) in questo mondo tanto lontano, ma tanto seducente.

Linda

A volte mi reputo una viaggiatrice. Amo scoprire il mondo, preparare uno zaino veloce, senza pensarci troppo e partire. Poi ci sono i momenti in cui adoro stare a casa, in un ambiente familiare e pensare al mondo là fuori. La mia meta del cuore? Senza dubbio l’Asia per assaporare l’atmosfera quasi surreale dei templi buddisti.

Anche se crediamo di poter vedere tutto, ciò che abbiamo di fronte a noi è solo un piccola rappresentazione della realtà. Nella vita di tutti i giorni non serve affannarsi per riuscire a risolvere tutti i problemi che abbiamo nella mente. Basta iniziare a vivere meglio il momento presente e apprezzare ogni piccola cosa. Questo è l’insegnamento che ho interiorizzato durante gli ultimi anni di viaggi, grazie agli incontri fortuiti con le persone del luogo. C’è chi si è fermato a parlare e chi invece con semplicemente qualche gesto mi ha reso partecipe della sua realtà.

Il Buddismo

Spesso le persone tendono a concepire il Buddismo più come filosofia di vita che come religione. Sono sempre stata affascinata da questo modo di vivere e affrontare le difficoltà della vita. Ho sempre avuto l’impressione che i pensieri buddisti, se interiorizzati e capiti, siano capaci di farci affrontare le difficoltà della vita in maniera diversa. L’animo occidentale in questi luoghi è come bandito. Si perde il concetto di materialità degli oggetti. Non vi è fretta, ma calma e tranquillità. Energia per ricaricare se stessi e vivere in sintonia con il mondo circostante.

Vietnam preparazione pranzo

I templi buddisti e l’organizzazione

Srilanka
Quando sono partita per la prima volta per un paese asiatico, era il 2011 e la mia destinazione si chiamava SriLanka. Ancora non sapevo cosa mi aspettava, una volta scesa dall’aereo. Un paese a dir poco ricco di storia, tesori e soprattutto tradizioni.

Per me è stato un onore poter entrare nel tempio dove si trova lo Sri Maha Bodhi, l’albero nato da un ramo del Ficus dove Siddhartha ha ricevuto l’illuminazione, portato in questo luogo dalla sorella. Erano le 5 del pomeriggio e le persone si stavano avvicinando per la preghiera serale. L’atmosfera è surreale e mi sentivo parte di un progetto più grande, dove tutti i presenti erano con la mente in un’altra dimensione. Seduta in disparte ho lasciato la mia macchina fotografica nello zainetto. Per una volta ho voluto vivere il momento in prima persona e conservare solamente in me stessa il ricordo di un attimo così pulito ed essenziale. Niente pensieri, solamente una sensazione di leggerezza e armonia.

monaco vietnam

Vietnam

In Vietnam ho potuto assistere ai preparativi di un pranzo tra i monaci. Pulizia, ordine e semplicità è il leitmotiv del tempo che anticipa l’arrivo dei monaci senior. Sono i ragazzi più giovani ad occuparsi della tavola. Vestiti con un semplice completo di cotone, casacca larga e dei pantaloni azzurro chiaro, rigorosamente scalzi. Stendono dei tappeti e controllato che tutto sia pulito. Cancellano una piccola macchia per terra, perché non solo la tavola è perfettamente imbandita, ma anche dove si cammina deve essere assolutamente pulito. Il tavolo è dominato dalla semplicità. Piatti bianchi per i monaci e terrine in porcellana bianca con dei piccoli disegni azzurri, ricche di riso e seitan fatto in casa. A breve arriveranno i protagonisti di questo pranzo della domenica. Tutto è ancora così silenzioso e perfetto. La semplicità dell’attesa.

Vietnam Preparazione pranzo1

Vietnam preparazione pranzo2

Cosa ho imparato da queste esperienze sul Buddismo e me stessa

L’idea che in occidente abbiamo dell’organizzazione dei templi buddisti si discosta in parte dalla realtà. Spesso mi è capitato di entrare in templi con all’interno statue raffiguranti il Buddha di dimensioni enormi. Intorno, tantissime statuine più piccole e soprattutto doni. C’è chi lascia del cibo, chi fiori e chi soldi. L’immagine può sembrare a dir poco materiale, ma in realtà se si rimane seduti per terra ad osservare ciò che succede all’interno del tempio ci si rende conto che lo spirito dei monaci è alto, sopra di noi. Non importa la materialità degli oggetti che lasciamo intorno a noi, ma come il nostro spirito è capace di alzarsi e rimanere al di là delle ansie, dei problemi che normalmente attanagliano la vita di noi occidentali. Riparto da questi viaggi quasi azzerata. La mia mente e il mio fisico eliminano il peso dei pensieri. Sono pronta per affrontare un nuovo anno. Sarà per questo che ad ogni nuova partenza la mia mente vola verso l’Asia. Ogni volta, un nuovo inizio mi aspetta.
Hai mai provato un nuovo inizio? Un modo per fare decluttering e ripartire da zero. Spesso Linda ne parla nel blog, per fare ordine bisogna togliere tutto ciò che non è necessario. La mia pulizia più efficace inizia mettendo il piede sulla scaletta di un aereo.

Laura

Partenza viaggio Laos

Conoscere le proprie priorità per programmare al meglio la settimana

Una settimana non ha abbastanza ore per riuscire a fare tutto.

Tra tutti i nostri doveri e piaceri è dunque necessario fare una cernita. Ma come?

Per me, è necessario avere ben chiare le proprie priorità, che in questo modo mi guideranno come un faro nella notte.

Ad esempio, io metterei

  1. al primo posto famiglia e casa (per casa intendo lo stretto necessario per renderla pulita e vivibile);
  2. al secondo lavoro e studio, perché non si finisce mai di imparare e mi piace potermi sempre migliorare;
  3. al terzo attività fisica, che per me è una valvola di sfogo, il mio momento di relax e l’occasione di pensare solo a me stessa.

Avendo chiare in mente queste priorità la programmazione della mia settimana diventa molto più semplice, perché so che devo dedicare

  • un po’ di tempo alla prima categoria tutti i giorni;
  • un po’ di tempo alla seconda categoria quasi tutti i giorni (cioè riposo il sabato e/o la domenica);
  • un po’ di tempo alla terza categoria almeno 2/3 volte a settimana.

Se poi avanzo ancora tempo posso fare anche altro.

Se invece non mi rimane più spazio per fare null’altro non dirò più “non ho tempo”, bensì “non è una mia priorità”. ^_^

In questo modo so di aver dedicato del tempo alle cose davvero importanti e di aver messo da parte quelle secondarie.

E voi come vi programmate? Quali sono le vostre priorità?

Perché a scuola bisogna studiare le poesie a memoria?

Mio figlio sta frequentando la prima elementare.

Per ora le cose stanno andando bene: si impegna e si trova bene.

Anche con i compiti a casa non abbiamo ancora avuto particolari difficoltà…a parte quando si tratta di studiare poesie a memoria!!

Proprio non gli piace, lo trova noioso e poco gratificante.

Ho riflettuto un po’ su questo fatto e sono giunta alla conclusione che si tratta però di un esercizio davvero utile.

Non tanto (o comunque non solo) perché allenano la memoria, ma perché è un modo per imparare che nelle vita

  • anche le cose noiose e ripetitive vanno fatte. Non è possibile fare solo ciò che ci piace e ciò che ci è comodo;
  • se hai un compito ingrato da svolgere, meglio farlo subito e poi non pensarci più;
  • se ciò che hai da fare proprio non ti piace, puoi trovare il modo di renderlo divertente (ad esempio, inventando una melodia per cantare la poesia, o facendo dei disegnini accanto per ricordarla meglio, oppure mimandola);
  • se si lavora in maniera attenta e concentrata – senza distrazioni – si termina più velocemente;
  • le pause sono concesse, anzi consigliate: quando si sente di essere vicini al limite si mette tutto da parte, ci si distrae un po’ e poi si ricomincia;
  • l’impegno e la fatica poi ripagano sempre.

Sto cercando di trasmettere questi messaggi al mio bimbo attraverso lo studio a memoria delle poesie e quello che vedo sul volto di mio figlio il giorno successivo è la felicità e l’orgoglio di aver saputo recitare la poesia alla maestra senza dover guardare il quaderno. ^_^

 

Organizzatips: un quaderno per organizzare

Come sapete, mi piace venire qui a raccontare tutto ciò che imparo in fatto di organizzazione.

Sono pensieri sparsi qua e là, senza molta connessione, perché mi piace scrivere a sentimento (in teoria ho anche un piano editoriale, ma non lo seguo mai).

Sentivo tuttavia il bisogno di fare un po’ di ordine anche qui, ossia di raggruppare in un unico posto tutti quei miei discorsi che fossero sotto uno stesso argomento.

In questo mio desiderio ho trovato il sostegno di un’amica/collega Professional Organizer, Francesca di Attimamente. Con lei è nata l’idea di creare dei piccoli quaderni, ognuno dedicato a un argomento diverso (ma sempre a tema organizzazione).

A inaugurare la serie è il “Quaderno per non procrastinare” dove si potranno trovare le cause di questo fastidioso vizio, come porvi rimedio con tanti suggerimenti e tanti trucchi ( i “tips” appunto), nonché bellissime citazioni che ci motiveranno ogni giorno.

Sia io che Francesca abbiamo un altro lavoro nella vita, una casa da seguire e dei figli da accudire (2 io, 3 lei), ciononostante abbiamo messo cuore, passione, energia e tempo in questo progetto. Abbiamo quindi deciso di proporverlo a pagamento, come piccolo riconoscimento del lavoro che abbiamo fatto, portando via spazio al nostro (poco) tempo libero e alle nostre (già poche) ore di sonno. ^_^

Dunque, se anche voi tendete sempre a rimandare, non fatelo anche questa volta. Non lasciatevi scappare questo prezioso quadernino in formato pdf e dite addio alle vecchie cattive abitudini:

quaderno organizzatips

SMETTERE DI RIMANDARE È IL PRIMO PASSO PER TIRARE FUORI I PROPRI SOGNI DAL CASSETTO!! ^_^