5 cose che ho imparato vivendo in furgone

C’è chi li chiama furgoni camperizzati, chi furgonati, chi van…insomma, sto parlando di quei furgoni allestiti in maniera da poterci cucinare e dormire.

Da pochi mesi ne abbiamo uno e lo stiamo usando per staccare la spina durante i fine settimana (almeno quando possiamo).

Queste esperienze in van mi stanno dando più di quanto mi aspettassi. Non solo mi permettono di viaggiare in libertà, ma mi insegnano anche:

  1. a scegliere l’indispensabile prima di partire: lo spazio a bordo è davvero limitato e bisogna dare priorità all’indispensabile. Anche i bambini hanno “diritto” ad una sola borsina di giochi da portare con sé: la scelta per loro è difficile, perché porterebbero tutto, ma un po’ alla volta stanno imparando;
  2. ad adattarmi a ogni situazione: per essere più liberi, partiamo sempre senza prenotare, ma ciò significa poi adattarsi a quello che si trova. Ma finché non andiamo incontro a situazioni che possano mettere a rischio la nostra incolumità, si può trovare il lato divertente e avventuroso di tutto;
  3. ad apprezzare ciò che do per scontato: ma volete mettere, dopo tot giorni per strada, tornare a casa e poter usare il proprio bagno?
  4. a stare tutti insieme: durante la settimana lavorativo ognuno è preso dalle proprie cose, dalla scuola, dal lavoro, dalle attività extra. Una volta sul furgone, si sta insieme 24 ore al giorno in pochi metri quadrati, condividendo la stessa avventura;
  5. che l’importante non è la meta, bensì il viaggio. E la strada è meglio se la si percorre lentamente ❤️‍

 

So che qualcuno di voi già mi segue sul mio profilo Instagram.

All’arrivo del furgone nelle nostre vite, ne ho creato un altro, per condividere alcuni momenti dei nostri viaggi. Se volete venire a curiosare, mi trovate su NuoveAbitudini in Van.

 

nuove abitudini in van

 

 

Shopping: necessità o pigrizia?

Ci sono tanti motivi per cui si fanno acquisti inutili. Uno di questi è la pigrizia.

Non ce ne rendiamo nemmeno conto: è la società di oggi che ci aiuta a comportarci così.

Apriamo il frigo, vediamo che ci sono dentro solo 3 cose  e allora decidiamo di uscire a fare la spesa.

Tanto, anche se è domenica il supermercato è aperto.

Tanto, abbiamo la macchina che ci permette di muoverci con comodità.

Così compriamo altre cose, che è più facile fare da mangiare se il frigo è pieno.

Fino a qualche decennio fa non era così: i negozi non erano disponibili 10 ore al giorno, 7 giorni su 7. Una volta ci si arrangiava con quel che si aveva. Ci si prendeva il tempo di inventarsi una nuova ricetta. Si pensava a una soluzione alternativa.

Il frigo non era sempre pieno e il cibo non veniva buttato perché andato a male.

E purtroppo è così in ogni ambito di vita. Quante volte ci si è rotta una borsetta, siamo andati a comprarne una nuova (che è più facile e soddisfacente che aggiustare quella vecchia) e poi abbiamo comunque tenuto quella rotta perché “non si sa mai”?

Poco alla volta le nostre case si riempiono sempre di più e noi – per pigrizia – stiamo permettendo che ciò accada.

 

 

Prima di eliminare le cose inutili…

Anche voi, come me, vi guardate attorno e vedete troppe cose in casa che ingombrano il vostro spazio e la vostra mente?

Avete voglia di eliminare tutto il superfluo?

Bene, allora, prima di iniziare, ci sono altre 2 cose che dovete eliminare:

  • i sensi di colpa, per aver permesso alla vostra casa di diventare un deposito, per aver fatto tanti acquisti non necessari, per non aver saputo dire qualche “no” in più, ecc.
  • le etichette, quali ad esempio “io sono sempre stata disordinata e lo sarò sempre”.

 

Non importa come è stata la vostra vita e la vostra casa fino a oggi, siete sempre in tempo per voltare pagina e ripartire!!

Sarà un lungo percorso, ma noi non molleremo!

 

 

 

Scegliere e selezionare

Per millenni abbiamo vissuto in un mondo di risorse scarse.

Tuttavia, negli ultimi decenni i limiti posti dall’ambiente che ci circonda sono stati rimossi: beni materiali, informazioni e stimoli sono ovunque.

Il paradosso – secondo Tony Crabbe nel suo libro Organizza al meglio la tua vita (eNewton Manuali e Guide) – è che ci stiamo comportando ancora come se vivessimo nella scarsità.

Diciamo di sì, arraffiamo e consumiamo tutto ciò che possiamo. Sembra quasi che abbiamo paura di rimanere senza: oggetti, informazioni, impegni,…

La mente umana però non è programmata per reggere questo sovraccarico.

È quindi necessario mettere un freno all’eccesso e sviluppare una cultura dell’abbastanza. Abbiamo sempre a portata di mano di tutto, per ogni possibile esigenza futura: evitiamo quindi di portarci in giro sulle spalle inutili fardelli!

Anche se dire di sì in molti casi è molto più semplice di no, facciamo attenzione a ciò che entra nella nostra vita e impariamo a fare maggiore selezione.

 

Non-organizzare le vacanze

A febbraio solitamente organizzo le vacanze estive.

Ho sempre sentito la necessità di prenotare con largo anticipo un albergo, un campeggio o un villaggio turistico.

L’anno scorso però ho avuto una vacanza leggermente diversa, senza alcun optional: avevo prenotato solo un posto dove dormire e tutto il resto è stato improvvisato. E la verità è che è stata la migliore vacanza di sempre: ogni giorno facevamo una nuova scoperta.

Per questo, quest’anno voglio spingermi ancora più in là. Abbiamo deciso di prendere un furgonato (avete presente quei furgoni con letti e cucina?) e andare all’avventura.

Volendo andare in Sardegna, l’unica cosa che prenoterò – per ovvie ragioni – è il traghetto di andata e ritorno.

Per tutto il resto decideremo giorno per giorno: abbiamo voglia di fermarci in un posto? Ci fermiamo. Abbiamo voglia di spostarci? Ci spostiamo.

Ci faremo indicare zone non troppo turistiche dalla gente del posto e ogni tanto opteremo per le piccole trattorie o i panifici per mangiare.

Ci piace l’idea del furgone rispetto al camper perché è più piccolo e può essere parcheggiato (quasi) ovunque. Ci “obbliga” a portare con noi davvero pochissime cose e quindi ogni volta sarà più facile scaricare, caricare (sedie, tavola, ecc.) e ripartire.

Viaggiare così leggeri ci darà la libertà di decidere ogni cosa al momento.

Sarà una bella lezione anche per i miei figli: spero imparino che – intanto almeno per 2 settimane – si può vivere e stare bene davvero con poco.

In realtà tutta la vita dovrebbe essere così: libera da zavorre, carichi inutili e false ancore di sicurezza. Non è facile lasciare andare: per intanto comincio dalle 2 settimane estive!

La morale della favola è che:

meno “cose” (oggetti, impegni,…) si hanno, meno è necessario organizzare e più si è liberi di vivere.