Conoscere le proprie priorità per programmare al meglio la settimana

Una settimana non ha abbastanza ore per riuscire a fare tutto.

Tra tutti i nostri doveri e piaceri è dunque necessario fare una cernita. Ma come?

Per me, è necessario avere ben chiare le proprie priorità, che in questo modo mi guideranno come un faro nella notte.

Ad esempio, io metterei

  1. al primo posto famiglia e casa (per casa intendo lo stretto necessario per renderla pulita e vivibile);
  2. al secondo lavoro e studio, perché non si finisce mai di imparare e mi piace potermi sempre migliorare;
  3. al terzo attività fisica, che per me è una valvola di sfogo, il mio momento di relax e l’occasione di pensare solo a me stessa.

Avendo chiare in mente queste priorità la programmazione della mia settimana diventa molto più semplice, perché so che devo dedicare

  • un po’ di tempo alla prima categoria tutti i giorni;
  • un po’ di tempo alla seconda categoria quasi tutti i giorni (cioè riposo il sabato e/o la domenica);
  • un po’ di tempo alla terza categoria almeno 2/3 volte a settimana.

Se poi avanzo ancora tempo posso fare anche altro.

Se invece non mi rimane più spazio per fare null’altro non dirò più “non ho tempo”, bensì “non è una mia priorità”. ^_^

In questo modo so di aver dedicato del tempo alle cose davvero importanti e di aver messo da parte quelle secondarie.

E voi come vi programmate? Quali sono le vostre priorità?

Le cose che mi fanno arrabbiare

rabbia controllo

 

Ricordate? A fine marzo vi avevo raccontato che avrei provato a non arrabbiarmi e a non innervosirmi per tutto il mese di aprile.

Non sempre ce l’ho fatta. Non è stato semplice. Molte cose hanno messo a dura prova la mia pazienza.

Tuttavia, anche se non è stato un successo al 100%, sono comunque felice di questo esperimento, perché mi è servito a capire quali sono le cose che più mi irritano. Infatti, ho notato che perdo la pazienza tutte le volte che le cose non vanno come io vorrei:

  • voglio arrivare presto al lavoro la mattina e il vecchietto con il cappello davanti a me guida ai 35 km/h…
  • organizzo le mille cose che devo fare il giorno dopo e solo all’ultimo scopro di dover andare ad un corso di formazione che mi occupa tutto il pomeriggio…
  • allora rimando tutto alla sera, anche se sono più stanca, ma i bambini non ne vogliono sapere di andare a dormire e impiegano un’eternità per preparasi per la nanna…

…e avanti così.

In queste situazioni mi viene istintivamente da dare la colpa agli altri: al vecchietto, al lavoro, ai bambini…ma loro in realtà non hanno colpa. Che ne sanno delle mie intenzioni? Non stanno cercando intenzionalmente di mettermi i bastoni tra le ruote, questo lo devo ammettere.

Ho imparato quindi che quando mi trovo in una di queste situazioni devo fare un respiro profondo, contare fino a 10 e poi dire a me stessa che non sta succedendo niente di grave: le cose stanno andando così e quindi si tratta solo di cambiare programma e adattarsi alla nuova realtà.

Anzi, di più: quello che sto cercando di fare è di accogliere la sfida e di provare a trovare il lato positivo nel cambio di scenario che mi si prospetta.

Insomma, comincio un po’ a sentirmi Pollyanna…. ^_^