Il potere della visualizzazione

Come spesso ho raccontato in queste pagine, il nostro cervello non cerca la nostra felicità, cerca solo di salvaguardarci da ciò che è sconosciuto e quindi potenzialmente pericoloso.

Per questo rifiuta ogni novità e ogni situazione che ci porta fuori dalla nostra zona di comfort.

Magari invece a voi piacerebbe iniziare a essere più costanti con le pulizie di casa. Oppure vorreste cominciare a fare attività fisica. La parte più primitiva del vostro cervello vi dirà sicuramente “ma perché?? Si sta così comodi sul divano…ma chi te lo fa fare?? Risparmia energie, potrebbero servirti per qualcos’altro.”

E purtroppo spesso vince lui.

Una tecnica che ho scoperto funzionare alla grande in questi casi è quella della visualizzazione.

Come si applica questa tecnica? Semplicissimo e per nulla faticoso: se volete provarci non avete davvero nulla da perderci.

Poniamo il caso che dobbiate fare una telefonata importante, ma non ne avete il coraggio. Oppure volete introdurre una nuova sana abitudine, come ad esempio sistemare la cucina ogni sera. Tuttavia non ce la fate, qualcosa vi blocca e non sapete nemmeno voi cosa.

Ecco, prima di addormentarvi, chiudete gli occhi e provate a immaginarvi nella situazione: come vi comportate? come vi muovete? come vi sentite? cosa dite? Pensate a ogni sequenza nei minimi dettagli. Potete anche inventarvi diverse varianti.

Fatelo per più sere. Poco alla volta, il vostro cervello non vedrà più davanti a sé una situazione nuova di cui aver paura, ma uno scenario già noto e vissuto.

Dopo un po’ di giorni vi sentirete finalmente pronte a passare all’azione, senza più nulla che vi potrà fermare!! ✌️✌️

Provate e poi ditemi come è andata!

 

L’inevitabilità delle abitudini (per fortuna!)

Ci sono persone che provano i brividi lungo la schiena a sentire parlare di abitudini: pensano subito a una vita monotona e ripetitiva.

Il fatto è che il nostro cervello è programmato per vivere di abitudini, che lo vogliamo o meno, anche quando non ci sembra.

Vi faccio un esempio con un mestiere di casa: rifare i letti

  • se li faccio tutti i giorni, sono abituata a farli
  • se non li faccio mai, sono abituata a non farli
  • ma se li faccio soltanto qualche volta, ciò non significa che sono libera dalle abitudini: vuol dire invece che sono abituata a farli soltanto quando ne ho tempo e/o voglia.

Mi spiego meglio: non è che la persona del terzo caso, ogni giorno si siede a bordo letto e inizia a meditare se farlo o non farlo, quali sono i pro e quali i contro. Agisce in maniera automatica: ha tempo/voglia lo rifà, è di fretta non lo rifà.

Abbiamo bisogno delle abitudini e dei gesti ripetitivi e automatici per risparmiare tempo e energie.

Se per ogni azione che svolgiamo ogni giorno ci dovessimo fermare ponderandone ogni aspetto, arriveremmo a sera esaurite.

Quindi alle abitudini non si sfugge! Meglio quindi scegliere quelle buone, quali ad esempio le sane routine che ci permettono di sbrigare velocemente e costantemente i nostri doveri e tutto ciò a cui non possiamo sfuggire.

Una volta instaurata una sana abitudine, ci si potrà anche sbizzarrire a trovare le varianti che la rendano più divertente o più efficiente.

Risparmiamo risorse preziose grazie alle abitudini: solo così ci rimarrà tempo libero e energia da dedicare a esperienze nuove e emozionanti!

 

Tempo per sé

La prima regola per trovare del tempo per sé è quella di pianificarlo, come spiega Francesca nel suo blog Attimamente.

La seconda regola invece ve la spiego io 😁: sempre farsi trovare pronte per godersi del tempo libero.

Per quanto ben pianificate, le nostre giornate infatti subiscono spesso improvvisi cambi di programma. A volte si va peggio, con impegni che si moltiplicano e si accavallano. Altre volte invece ci si libera miracolosamente del tempo, che siano 10 minuti oppure un’ora.

Come sfruttare questo tempo libero che ci è stato donato senza preavviso?

Intanto, creiamo una lista delle cose che ci piacerebbe fare, meglio ancora se suddivise per durata, così alla prima occasione favorevole, non perdiamo nemmeno un secondo per pensarci su. Basta predisporre un foglio nella propria agenda e ogni volta che pensiamo “avrei voglia di fare questo” ce lo appuntiamo per la prima occasione buona.

La seconda cosa che possiamo fare è avere il materiale necessario per i nostri passatempi preferiti sempre a portata di mano.

Ecco 2 esempi di come faccio io:

  • visto che mi piace tanto leggere – e per farlo uso un lettore digitale – ho scaricato anche l’applicazione sul telefono. Basta che ci siano 10 minuti da aspettare alla posta oppure un momento in cui i bambini giocano da soli in giardino che voilà, tiro fuori il telefono e leggo;
  • un’altra cosa che mi piace fare è attività fisica. Per poterla fare “al volo” ho messo tutto il necessario (pantaloncini, magliette, ecc.) in una scatola nell’armadio, in modo da trovarli subito appena mi occorrono. Se ho almeno mezz’ora libera corro sul tapis-roulant, se ho meno tempo tiro fuori il mio tappetino e faccio un po’ di esercizi a corpo libero, nuovamente utilizzando un’applicazione del telefono 😉

Insomma, anche noi donne super-impegnate abbiamo il nostro tempo libero, basta saperlo sfruttare al meglio!

Come trovare il giusto equilibrio?

Con la mia attività di Professional Organizer, mi capita spesso di incontrare donne che mi chiedono aiuto perché si sentono pigre, non hanno voglia di fare nulla e tendono a procrastinare.

Tuttavia, oggi ho fatto 2 chiacchiere con un’altra mamma incontrata casualmente, che mi ha fatto molto riflettere sul fatto che può esistere anche il problema contrario.

Aveva la febbre già dal mattino, mal di gola e mal di testa. Ciononostante è andata al lavoro, ha fatto la spesa, ha recuperato i bambini a scuola e poi andava a casa a preparare la cena.

Insomma, se da un lato c’è chi se ne starebbe sempre sul divano, dall’altro c’è chi non ci sta nemmeno da malato.

Perché molte persone (soprattutto donne) si comportano così? Credo che la cause siano più di una:

  1. hanno allenato talmente bene la loro forza di volontà che ne sono sorrette anche durante i giorni di malattia;
  2. soffrono di sensi di colpa, ad esempio nei confronti dei colleghi che senza di loro dovranno lavorare il doppio;
  3. tendono a ritenersi “indispensabili” e a riporre poca fiducia negli altri, negando così loro la possibilità di fare nuove esperienze;
  4. sono “guidate” dalle loro abitudini. Hanno dentro di loro dei meccanismi che ripetono giorno dopo giorno e che non cedono nemmeno davanti alla febbre. Ad esempio, se ci sono i figli da portare a scuola, è più stancante mentalmente trovare una soluzione alternativa che metterli in macchina e portarceli.

Inutile dire che entrambi gli estremi non ci fanno bene. Ma come si fa a trovare il giusto equilibrio? Quando avere un’abitudine consolidata (andare al lavoro, pulire la casa) non ci sostiene più, ma ci rema contro privandoci del rispetto per noi stesse?

Io la risposta non ce l’ho, anche perché pure io tendo a andare avanti finché crollo.

Voi da che parte state? Siete riuscite a trovare il giusto equilibrio? ❤️‍

Effetto Zeigarnik

Secondo gli studi della psicologa lituana Bluma Zeigarnik, la nostra mente tende a tornare e ritornare sulle cose non fatte o che abbiamo lasciato a metà.

Come quando dovremmo telefonare al dentista per fissare un appuntamento e invece continuiamo a rimandare, perché è una di quelle cose noiose e non urgenti.

Oppure dobbiamo terminare una relazione per il nostro capo, ma ci siamo arenate a metà e ci manca lo stimolo per ripartire.

Allora ci mettiamo a fare altro, ma intanto il nostro pensiero continua a tornare a quella telefonata non fatta, o alla relazione lasciata a metà. Tutto ciò a scapito della nostra serenità.

Come fare per combattere l'”effetto Zeigarnik”?

  • il primo modo è il più ovvio: bisogna cercare di non lasciare nulla in sospeso, soprattutto quando si tratta di piccole banalità come una telefonata. Si può seguire in questi casi la regola dei 2 minuti di David Allen: “tutto ciò che può essere svolto in meno di 2 minuti va fatto subito”;
  • facciamo il primo passo per girare l’effetto Zeigarnik a nostro favore: una volta cominciato un compito, la nostra mente sentirà il bisogno di portarlo a termine;
  • altrimenti – se abbiamo davanti un compito lungo e impegnativo che sicuramente non riusciamo a terminare in giornata – si può alleggerire la mente mettendo per iscritto quanto ci rimane da fare, magari segnandoci in agenda il prossimo compito da svolgere.

Una curiosità: avete presente quando un telefilm si interrompe sul più bello? Ecco, l’effetto Zeigarnik è quello che ci “costringe” ad attendere con impazienza per una settimana la puntata successiva 😉😉