Chi ha paura della tecnologia?

Sento spesso le persone criticare le nuove tecnologie, come se fossero dei mostri da cui scappare.

Paradossalmente però, si tratta delle stesse persone che si lamentano di non avere il tempo per fare tutto ciò che desiderano.

Io credo che la tecnologia in sé non sia né buona, né cattiva. È soltanto un mezzo: tutto dipende dall’uso che ne facciamo noi.

Se facciamo le operazioni bancarie da una postazione home-banking, se facciamo la spesa con il lettore automatico o addirittura on-line, se ci interfacciamo con la Pubblica Amministrazione attraverso i loro siti internet, risparmiamo davvero tantissimo tempo.

La scorsa settimana sono andata al cinema: la sera prima sono andata sul sito, ho prenotato i posti, ho pagato e ho scaricato il QR-code sul telefono. Così, siamo potuti arrivare al cinema solo 5 minuti prima dell’inizio del film, senza fare code e senza l’ansia di non riuscire a trovare un posto decente.

La paura che vedo in molti non è della tecnologia. La paura che vedo è quella di non saperla usare, di dover affrontare qualcosa di troppo impegnativo.

Invece, il tempo e le energie spesi per imparare a usare la tecnologia, sono un investimento. Una volta capito come funziona, la tecnologia diventerà nostra amica e ci semplificherà la vita.

Quindi impariamo a usare questi nuovi strumenti tecnologici – senza lasciare che ci dominino – perché ormai fanno parte del nostro mondo e tanto vale sfruttarli!

 

I ladri di tempo

Nell’ultimo articolo, abbiamo parlato di come “dire di no”.

Ecco, esiste una particolare categoria di persone a cui bisogna abituarsi a dire di no, tagliar corto e scappare via subito: i ladri di tempo!!

Nel libro Guadagnare un’ora al giorno (e vivere felici), l’autore Michael Heppel individua 4 tipologie di ladri di tempo:

  • i chiacchieroni: ci vorrebbero manipolare per ore con i loro blablabla. Il più delle volte non si tratta di discorsi costruttivi, ma di inutili pettegolezzi;
  • i piagnucoloni, sempre in cerca di alleati. Più gli diamo corda e più tornano da noi per cercare conforto e per sentirsi dire che hanno ragione;
  • i principianti. Ci fanno sentire lusingati nel momento in cui chiedono il nostro aiuto, ma forse è il momento che inizino ad essere un po’ più autonomi;
  • gli storici, che riempiono i nostri pochi momenti liberi con esempi e aneddoti ricchi di particolari.

In tutti e 4 i casi è necessario essere fermi e decisi nell’allontanare i ladri di tempo, ma sempre con gentilezza (l’autore nel libro spiega poi nel dettaglio come trattare ogni tipologia)!

Naturalmente è giusto costruire relazioni, ma siamo noi a dover scegliere le persone con cui “investire” il nostro tempo 😉

4 modi per riuscire a dire di no

Vi parlo nuovamente del libro “Organizza al meglio la tua vita di Tony Crabbe.

In particolare, vorrei condividere con voi i consigli che l’autore dà per riuscire a dire di no davanti a proposte che consumano il nostro tempo e le nostre energie e che noi accettiamo soltanto per mancanza di forza di volontà:

  1. fatevi grandi: è stato dimostrato che mettersi in “posizione potente” rende davvero più coraggiosi. Quindi, puntate le mane ai fianchi, aprite le gambe, mettete petto in fuori e testa in altro (tipo Wonder Woman o Superman, per capirci). Fatelo per un paio di minuti in un posticino nascosto, poi andate a dire il vostro “no” con forza e determinazione;
  2. dite sempre la verità: nel dire il vostro no, non inventate scuse. Per 2 motivi: primo perché le bugie vengono sempre a galla. Secondo perché solo in questo modo metterete bene in chiaro le vostre priorità;
  3. riflettete prima di rispondere: dire di sì è più facile e veloce che dire di no (ma poi ne paghiamo le conseguenze). Quindi – davanti a una proposta di cui non siete convinti – prendetevi il vostro tempo, fate la scelta più opportuna con calma e poi affrontate la conversazione;
  4. negoziate un eventuale “sì”: non sempre siete obbligate a accettare un impegno così come vi viene proposto. Potete dire di no alla richiesta come è stata posta, ma lasciate aperto un “sì” ipotetico se l’altra persona è d’accordo nell’aggiustare le condizioni (ad esempio con le amiche “ok, possiamo fare la festa a casa mia, ma soltanto se ognuna porta qualcosa e se poi mi aiutate a pulire”).

 

Il momento giusto per ogni mestiere di casa

“Manuale di pulizie di un monaco buddhista” di Keisuke Matsumoto, è uno di quei libri che ti mette voglia di pulire casa.

Un concetto che mi è molto piaciuto è quello di associare ogni momento della giornata a un tipo diverso di mestiere di casa.

Nello specifico, Matsumoto consiglia di:

  1. cominciare la giornata arieggiando casa. Aprire le finestre e cambiare l’aria dentro casa significa predisporsi alla giornata appena iniziata entrando in contatto con la natura (anche se ciò significa afa in estate e gelo d’inverno);
  2. fare le pulizie di mattina, quando tutto è ancora avvolto dalla calma e dal silenzio. I lavori di pulizia ci doneranno un senso di freschezza e lucidità per affrontare al meglio il resto della giornata;
  3. riordinare la sera, prima di andare a dormire. In questo modo, la mattina seguente ci si sveglierà trovando tutto a posto e quindi ben disposti a iniziare il nuovo giorno.

Per me la mattina è un po’ difficile trovare il tempo per fare le pulizie e quindi le sposto al pomeriggio, però mi piace la logica e cerco di seguire i consigli di Matsumoto almeno il sabato e la domenica 😉.

Da part-time a full-time

Questa è la mia ultima settimana di part-time: dalla prossima comincerò a lavorare a tempo pieno.

Guardando le mie giornate adesso – che iniziano alle 5 e terminano alle 23 – la tentazione è quella di chiedermi come potrò fare a farci stare tutto d’ora in avanti.

Proverò soprattutto a non portare via tempo ai miei figli, né alle mie passioni.

Probabilmente chi ci rimetterà di più sarà l’ordine e la pulizia in casa durante la settimana, ma pazienza:

  • dedicherò parte del week-end alla casa
  • chiederò a marito e figli maggiore collaborazione (già lo fanno, ma ora bisogna davvero rimboccarsi le maniche tutti)
  • cucinerò dosi più abbondanti e metterò gli avanzi in freezer, in modo da avere pasti sempre pronti all’occorrenza
  • non pretenderò di avere la perfezione, consapevole che in questo periodo della mia vita sto dando la mia priorità a altro
  • sfrutterò il più possibile i servizi online, ad esempio per fare la spesa, per prenotare biglietti o escursioni, per comunicare con gli Enti pubblici (pure per le operazioni bancarie, anche se in banca ci lavoro)
  • accetterò l’aiuto di amici e parenti (cosa che mi è sempre difficile) e cercherò di contraccambiare non appena posso
  • cercherò di guardare il lato positivo, ossia la speranza che il tempo pieno mi possa dare più sbocchi in ambito lavorativo.

 

part time