Imparare a rimanere concentrati (grazie ai conigli)

C’è un proverbio russo che dice più o meno così: “se dai la caccia a 2 conigli, non ne prenderai nemmeno uno”.

Vi immaginate mentre correte dietro a 2 conigli che scappano zigzagando qua e là? Tanta fatica e nessun risultato.

L’unico modo per prendere i 2 conigli è quello di correre dietro a uno, prenderlo, e poi occuparsi dell’altro.

Lo stesso identico ragionamento vale per i compiti che dobbiamo portare a termine.

Quante volte vi è capitato di iniziare un lavoro, distrarsi, fare qualcos’altro, poi tornare al lavoro iniziale?

Facciamo solo più fatica, la nostra mente deve ri-concentrarsi e fare ogni volta il punto della situazione a cui eravamo rimasti.

Le tentazioni sono tante (i bambini che chiamano, il timer del forno che suona, ecc.) ma ogni volta che abbiamo un lavoro da fare, cerchiamo di finire ciò che abbiamo iniziato, per non rischiare di passare intere giornate a correre dietro a conigli senza combinare nulla.

 

 

 

La mia agenda 2019

Sento la fine dell’anno che si avvicina e sono arrivata ormai alla conclusione che per avere l’agenda 2019 perfetta per me, me la devo fare da sola.

Non amando le agende digitali e non avendo praticità con gli strumenti di grafica, me la sono fatta “a mano”.

Per prima cosa ho acquistato un taccuino Lemome a righe:

 

taccuino lemome
Taccuino Lemome

 

Ho preferito un Lemome rispetto ai più famosi Moleskine semplicemente perché costano di meno a parità di qualità 😜

Poi ho organizzato l’interno con caratteristiche che non ho trovato in nessun’altra agenda in commercio:

  • ogni pagina corrisponde a un giorno, tranne il sabato e la domenica che sono insieme;
  • ogni giornata va dalle 5 di mattina alle 22 di sera, ossia l’arco di tempo in cui io sono operativa;
  • ogni giorno è diviso in 2 colonne: in quella di sinistra metterò appuntamenti, cose da fare, ecc. Quella di destra invece la userò per il piano editoriale di Nuove Abitudini, di Organizzatips e di Nuove Abitudini in Van;
  • in fondo, mi rimane uno spazio per note e pensieri vari.

 

Questo è l’effetto finale:

 

agenda 2019

 

Naturalmente, ogni mese inizia con 2 facciate di riepilogo:

 

agenda 2019

 

Per fare velocemente tutto il lavoro di compilazione, ho usato i timbri in silicone.

In particolare, ho scelto questi per “scrivere” i giorni

(sì lo so, sono in francese, ma mi piacevano troppo):

 

agenda 2019
Timbri in silicone Crystal

 

e questi per i mesi:

agenda 2019
Timbri in silicone PandaHall Elite

 

Questi timbri di silicone sono semplicissimi da usare: basta staccarli dal foglio di plastica trasparente e attaccarli (senza colla, nè altro) a un supporto di plastica trasparente come questi:

 

agenda 2019
Blocchi per timbri Papermania

 

Il vantaggio della plastica trasparente sta nel fatto che si vede perfettamente dove si sta facendo il timbro!

Una volta finito il lavoro, è sufficiente lavare con acqua il timbro e riattaccarlo al suo foglio di plastica 😊

 

Occupando tutte le pagine, sono riuscita a fare soltanto metà anno. Comunque meglio così: magari trovo qualche miglioramento da fare e potrò costruire la seconda parte del 2019 in maniera ancora più adatta alle mie esigenze!

 

Solitamente faccio i miei acquisti di cancelleria di Amazon, perché non ho tempo di girare per le cartolerie (😭): se cliccate sulle didascalie sotto le foto raggiungete le pagine dei prodotti da me acquistati.

 

 

 

Se non riesci a fare tutto, fallo almeno nel giusto ordine

È impossibile riuscire a fare tutto quello che vorrei.

Vorrei stare con i miei figli, con mio marito, lavorare, devo contribuire ai mestieri di casa, mi piace disegnare, mi piace scrivere, mi piace leggere, mi piace fare attività fisica e mi piace anche starmene sul divano a non fare nulla.

Dormendo 6 ore per notte, me ne rimangono solo 18 per fare tutto, ma non bastano.

In questi casi, quando si cerca di essere il più produttivi possibili, ci si focalizza sul “cosa” fare: “non riesco a fare tutto, quindi, quali cose faccio?”.

In realtà, è importante anche fare attenzione all’ordine in cui portiamo avanti le nostre attività. Per le prime siamo più fresche e riposate. Man mano che la giornata procede, abbiamo sempre meno energia e meno voglia di fare.

Ecco perché è importante fare le cose nel giusto ordine: le cose che scegliamo di fare per ultime, è meno probabile che vengano portate a termine!

Dobbiamo tenerlo presente quando programmiamo la nostra giornata: mettiamo prima le cose più importanti 😉

 

 

Pianificare, ma non troppo

Pianifico sempre le mie giornate, faccio to-do-list, organizzo le mie settimane, programmo il mio lavoro.

Bisogna stare attenti però a non cadere nell’eccesso, perché troppa organizzazione ingessa.

Nell’arco della giornata, molte cose che non dipendono da noi fanno saltare i nostri piani.

Se si ha tutto programmato nei minimi dettagli e càpita l’imprevisto, si rischia la crisi di nervi.

Ecco che allora è necessario:

 

Le nostre giornate sono come gimcane di cui non conosciamo il percorso, quindi ci occorre

  • perfetta consapevolezza di quale è il nostro traguardo (quali sono i nostri obiettivi? cosa voglio ottenere alla fine della giornata?)
  • prontezza nello schivare e superare ogni ostacolo che ci dividerà dal nostro traguardo.

 

 

Perché ci riempiamo di impegni

Sembra paradossale, ma prendersi tanti impegni è la scelta più semplice.

Ce lo spiega Tony Crabbe nel suo libro Organizza al meglio la tua vita. Come ottenere migliori risultati nella gestione degli impegni quotidiani.

Immaginiamo, per esempio, che ci vengano proposte 5 nuove attività (fare volontariato in un’associazione, iscriversi a un corso di spagnolo, partecipare a un torneo di scacchi, ecc.) :

  • possiamo chiederci “mi piace?” per ciascun impegno –> la risposta sarà di tipo sì o no per ciascuna attività;
  • oppure possiamo chiederci “quale impegno scelgo fra questi?” –> la risposta implica la necessità di un confronto tra le 5 attività.

Il primo modo di valutare la questione è meno faticoso, perché non richiede la valutazione dei pro e dei contro di ciascun impegno.

Se ci fermiamo al primo tipo di domanda, diremo di sì molto più spesso di quello che dovremmo perché:

  • non ci fermiamo a pensare le conseguenze del nostro “sì”, ad esempio il fatto che il nuovo impegno preso potrebbe risucchiarci troppa energia e non lasciarci tempo per i successivi;
  • ci sembra sempre di perdere chissà quale fantastica opportunità se diciamo di no.

Come dice Crabbe invece “dobbiamo accettare non solo che non possiamo fare tutto, ma anche che non dovremmo”.

Ogni volta che ci si presenta una nuova attività, non limitiamoci a pensare “mi piace o non mi piace?”; piuttosto, valutiamo attentamente qual è l’impatto che questo nuovo impegno avrà sulle nostre giornate.

La differenza è sottile, ma fondamentale.