Acquisire una nuova abitudine

acquisire una nuova abitudine

Una nuova abitudine non è facile da acquisire.

Prima, è necessario attraversare 2 fasi:

  • nella prima, siamo caricati dall’adrenalina, la voglia di fare è a mille e l’entusiasmo ci può portare addirittura a esagerare. In questa prima fase, bisogna stare attenti a non strafare ed a conservare un po’ di energia per la seconda fase;
  • nella seconda fase, l’eccitazione per la novità è passata e noi andiamo avanti sostenuti solo dalla forza di volontà. Si tratta del momento più difficile, in cui è facile mollare e tornare alle nostre vecchie abitudini. Qui saltano fuori tutte le difficoltà che non avevamo previsto inizialmente. Mettiamoci in testa che si tratta solo di una fase di passaggio, stringiamo i denti e non molliamo.
    Se riusciamo a superare questa seconda fase, l’abitudine è nostra, diventa un’azione per noi usuale e la svolgiamo senza più sentirne il peso.

 

Acquisire una nuova abitudine è come correre una maratona: bisogna superare il nostro chilometro di piombo per arrivare al traguardo dell'”immortalità”:

“Ho sempre avuto una fascinazione segreta per quei fachiri in movimento che sono i maratoneti. La loro corsa è un viaggio in cui si incontrano culmini di onnipotenza e strapiombi di disperazione. Chiunque affronti il percorso troverà in agguato un chilometro di piombo, durante il quale i pensieri si appesantiscono assieme alle gambe e la mente si rifiuta di sopportare il dolore: vorrebbe soltanto arenarsi al bordo della strada.

In quel momento il maratoneta decide se ritirarsi o resistere. La crisi lo sovrasta e nessuno in coscienza può dirgli quando finirà. Ma l’atleta fa una scommessa con il proprio destino e rinvia la resa di un metro, di un altro, e poi di un altro ancora: finché le gambre ricominciano a respirare un’aria più leggera.

Tagliato il traguardo, scoprirà che il chilometro di piombo lo ha trasformato. Avendo oltrepassato la morte, è diventato immortale.”

Tratto da “Avrò cura di te” di Chiara Gamberale e Massimo Gramellini

Lasciamoli litigare

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I miei figli: lui 5 anni, lei 3 anni.

Sono sempre stati abituati a trascorrere molto tempo insieme, anche grazie alla vicinanza di età.

Come è normale che sia, ogni tanto litigano.

Nonostante le occhiatacce di chi mi disapprova, io li lascio fare. Per me significa permettere loro di trovare da soli la maniera di giungere ad un accordo.

Intervengo nei loro litigi solo per ricordare che non serve alzare la voce, non serve arrabbiarsi. Basta parlare e spiegarsi.

Sarà una capacità preziosa per quando saranno grandi, noi genitori non saremo più in grado di aiutarli e loro potranno contare uno sull’altro, ma solo se sapranno ascoltarsi e capirsi a vicenda.

Credo che l’Amore tra fratelli sia un valore inestimale, ma va insegnato fin da piccoli.

Vantaggi e svantaggi del piano cottura ad induzione

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Da qualche settimana sto utilizzando in cucina il piano cottura a induzione.

Ecco i principali vantaggi e svantaggi che ho riscontrato.

Vantaggi:
– è velocissimo a scaldare: una pentola d’acqua per la pasta per 4 persone (se non ho altre pentole sul piano) arriva a bollore in 7 minuti;
– va a corrente, quindi ci permette di sfruttare l’energia dei pannelli fotovoltaici;
– è programmabile: posso impostare che dopo 10 minuti si spenga da solo;
– se tolgo la padella dal piano e mi dimentico di spegnerlo, si spegne da solo;
– la dispersione del calore è ridotta al minimo: a pochi millimetri dalla pentola il piano è completamente freddo;
– è stra-super comodo e veloce da pulire;
– la temperatura si alza e si abbassa nel momento in cui si agisce sui pulsanti (cosa che invece non succede con il piano a piastre elettriche).

Svantaggi:
– è molto scivoloso, per cui se ho una mano occupata e cerco di mescolare il sugo senza tener fermo il pentolino, quest’ultimo va in giro per tutto il piano;
– consuma corrente, quindi se ho bisogno di cucinare 2-3 padelle a temperatura elevata non posso farlo mentre sta andando – ad esempio – la lavatrice;
– funzionando ad energia elettrica, se salta la corrente possiamo rassegnarci ad un panino freddo col prosciutto….
– costa abbastanza, soprattutto se si cerca un prodotto di qualità;
– non tutte le pentole/padelle vanno bene per l’induzione.

Per noi la scelta dell’induzione è stata obbligata (perché non potevamo portare le tubature del gas nella nuova cucina), ma tutto sommato direi che i vantaggi compensano gli svantaggi.

Voi avete mai provato l’induzione? Vi piacerebbe?

La tecnica del salame

tecnica del salame

 

Spesso ci lasciamo spaventare da compiti che ci sembrano lunghi e faticosi e così prendiamo l’abitudine a procrastinare.

In questi casi io ricorro alla cosiddetta “tecnica del salame”, ossia suddivido l’impresa apparentemente insormontabile in tanti piccole attività facilmente affrontabili.

Una volta che il mio compito è scomposto in tante belle fettine, ne affronto una alla volta, senza mai preoccuparmi di quella successiva finché non ho terminato quella in corso.

Dopo una cena con gli amici la casa è sottosopra? Ok, intanto penso solo a sparecchiare la sala da pranzo.

Una volta portato tutto in cucina, ci vuole un attimo a buttare tutto in lavastoviglie.

Mentre questa è in funzione, sciacquo tutto ciò che è da lavare a mano.

Tovaglie e tovaglioli li porto nella cesta delle cose da lavare.

Una volta che cucina e sala da pranzo sono sgombre dalla confusione, dò una passata a tavola e pavimento.

Mai farsi spaventare guardando a tutto il lavoro che ci aspetta: preoccupiamoci di smaltirne una fetta alla vota.

E voi? Avete l’abitudine di procrastinare?

Fare il bucato

 

bucato panni

Indossare abiti puliti e profumati significa avere cura di noi.

Circondarci di biancheria fresca di bucato significa avere cura della nostra casa.

La lavatrice (o il ferro da stiro) non è il nemico, bensì un prezioso alleato nelle nostre mani.

Occupiamoci del bucato giornalmente, godendoci i piccoli piaceri che ci dà: il profumo, il senso di ordine e di pulito, la consapevolezza di regalarci una coccola quando indosseremo i nostri abiti appena lavati.

Aiutiamoci in questo compito tenendo solo quei capi che davvero amiamo (regaliamo tutto ciò che non indossiamo mai e che non ci fa stare bene): sarà davvero più facile prendercene cura!