ho scritto 24 azioni/momenti da regalarmi, prendendo ispirazione soprattutto dal mese di ottobre di Organizzatips dedicato alla semplicità e al benessere;
infine, metterò un biglietto in ogni bustina, ma senza guardare, così, ogni giorno di dicembre fino a Natale avrò un momento di benessere a sorpresa!
Per scrivere i biglietti mi sono divertita a usare la penna regalata da Viking, proprio come la gomma utilizzata per creare i timbri!!
Scrivere questo articolo mi ha messa un po’ in crisi.
Avrei voluto parlarvi di una nuova buona abitudine per il mio Home Bullet Journal, ossia quella delle merende (e delle colazioni) preparate in casa, soprattutto per i bambini.
La verità è che non ce la faccio: lavoro fuori casa, sto con i miei bambini e con mio marito, pulisco casa, seguo il blog, i social network, Organizzatips, rilego taccuini… 😅
Oh giuro, l’idea di mettermi anche a spadellare, impastare e lavare ciotole proprio mi pesa 😅
Quindi abbasso il tiro: la mia nuova abitudine sarà quella di preparare torte e biscotti in casa almeno ogni tanto.
Per il resto, il mio buon proposito sarà quello di acquistare merende fresche in panificio (o al banco del pane al supermercato) al posto delle merendine industriale confezionate nella plastica.
Almeno sono un po’ più sane e solitamente sono servite in sacchetti di carta. Dai, in fondo anche un panino dolce fatto dal panettiere è buono e sano, soprattutto se sopra c’è la marmellata che ha fatto in casa mio marito (sì, lui è più bravo di me in queste cose).
E così si sostengono anche i fornai della zona.
Intanto, segno anche sul mio Home Bullet Journal le ricette che in casa mia hanno più successo, per bontà e velocità di preparazione.
E vi piacciono questi numeroni che ho usato? Sono timbri che ho fatto io!! 😍😍
Ho ricevuto una bellissima scatola omaggio da Viking e tra le tantissime cose contenute, c’era anche il kit per creare i timbri!!
Il kit è composto da una specie di gomma e da uno scalpellino con più punte. Realizzare i timbri è facile e intuitivo!
Come sapete sono un’amante dei planner e quindi ho deciso di crearmi dei numeri, ma il kit si presta davvero a qualsiasi cosa! E con il Natale che si avvicina, c’è davvero modo di sbizzarirsi. Scropritene di più sul sito di Viking!
Anni fa ci hanno regalato la macchinetta per fare il caffè con le capsule.
Per noi che siamo sempre di corsa era stato un dono molto gradito: voglia di caffè? Accendi un pulsante, metti una capsula e voilà il caffè!
Ora però è il momento di fermarsi a riflettere, prendendo anche il momento del caffè con maggiore consapevolezza.
Probabilmente sì, con la moka ci si impiega più tempo a prepararlo, ma a fronte di ben 10 vantaggi:
si inquina meno: con la moka si producono meno rifiuti, non avendo una capsula da buttare per ogni caffè fatto. Inoltre, è più facile che si rompa una macchina del caffè (che quindi sarà da smaltire) che una semplice moka;
gli scarti del caffè possono essere riutilizzati: il caffè rimasto nel filtro della moka può essere utilizzato per cominciare, come compost, come ingrediente negli scrub per il corpo,…basta cercare online per trovare un sacco di suggerimenti!
se fatto bene è buono uguale: del caffè fatto in capsula ci attira la schiumetta che crea in superficie, ma basta seguire i giusti consigli e anche il caffè in moka è buono uguale (in fondo al post trovate i suggerimenti di Alberto Polojac, vincitore della 1^ Pro Moka Challenge);
è più sano: la capsula, a contatto con l’acqua bollente, può rilasciare sostanze tossiche nel caffè che ci beviamo;
costa meno: il caffè in chicchi o macinato cosa indubbiamente meno delle capsule. Inoltre, anche la moka costa meno della macchina per il caffè e dura molto di più!
la moka occupa meno spazio nella nostra cucina rispetto alla macchina per fare il caffè in capsule, come anche il caffè in chicchi o in polvere è meno ingombrante delle capsule;
con la moka si può più facilmente variare marca di caffè. Con la macchinetta invece si è obbligati a acquistare il caffè nelle capsule con la giusta forma;
non si beve troppo caffè: con le capsule è talmente veloce prepararselo che alla minima voglia scatta la tazzina di caffè. L’idea di dover preparare la moka invece può farci desistere;
la moka è di più facile manutenzione…la macchinetta va pulita sopra, sotto, dietro, dentro, va smontata, va fatto il procedimento anti-calcare,….
la moka crea ricordi unici! Il momento dell’attesa, l’aroma del caffè che si diffonde in casa, il rumore del caffè che sale…sono momenti insostituibili che si fissano nella nostra mente!
E – come anticipato – questi sono i consigli di Alberto Polojac per fare un buon caffè in moka:
usa acqua preriscaldata, così il caffè macinato non si brucia;
utilizza caffè di qualità appena macinato (l’ideale sarebbe acquistare il caffè in grani e avere un macinino per farlo di volta in volta);
usa una corretta proporzione tra acqua e caffè, ossia 70-80 grammi di caffè per ogni litro di acqua.
Come sempre, ho riportato questi consigli nel mio Home Bullet Journal, sia come pro-memoria, sia a scopo motivazionale!! 😊😊
Scrivere a mano con carta e penna aiuta tantissimo a fissare i concetti e a acquisire queste nuove abitudini!
Fatelo anche voi, sfruttando un vecchio quaderno che avete in casa! Oppure potete sceglierne uno realizzato a mano da me: date un’occhiata allo shop su Etsy per trovare il più adatto alle vostre esigenze!
Mi sono fatta in casa la pellicola per alimenti, utilizzando un panno di cotone, cera d’api e olio extra vergine di oliva.
Vi spiego meglio: da un po’ di tempo stavo vedendo ovunque la pubblicità di queste “pellicole”, che sostituiscono quelle inquinanti e poco sane di materiale plastico.
Visto il loro prezzo (un po’ alto) e visto che ho la fortuna di avere gli zii che allevano api, mi sono fatta regalare un po’ di cera e mi sono messa all’opera per realizzarla in casa (se voi non conoscete apicoltori, la potete trovare in erboristeria).
Per prima cosa ho scelto alcuni panni di cotone. Io li ho fatti rettangolari per semplicità, ma potrebbero essere comodi anche rotondi.
Non serve essere troppo precisi nel ritagliarli, né tanto meno cucire gli orli: una volta incerato il tessuto non si sfilaccerà.
Poi, ho “grattugiato” un po’ della mia cera (circa 3 cucchiai per un panno, ma forse era anche troppa perché si è formato qualche grumetto sul panno).
A questo punto si può procedere con il ferro da stiro o con il forno. Avendo paura che mi andasse cera ovunque, ho optato per il forno.
Ho preparato la mia stoffa sopra della carta forno all’interno di una teglia (se siamo davvero brave utilizziamo della carta da forno biodegradabile).
Ho sciolto la cera unita all’olio a bagnomaria. (Ho usato circa 1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva per ogni 3 cucchiai di cera).
Appena sciolta, l’ho versata, nel modo più uniforme che potevo sulla stoffa e ho messo subito la teglia con il suo contenuto nel forno preriscaldato a 120°.
Dopo 10 minuti la stoffa era completamente impregnata di cera e l’ho tirata fuori, lasciandola raffreddare.
Il risultato è questo. Basta un po’ di calore delle mani per modellare il panno attorno all’alimento da incartare o sopra la ciotola da coprire!
Le banane si conservano più a lungo con il picciolo coperto
Il panno, grazie alla cera, è impermeabile e quindi può essere sciacquato tranquillamente sotto l’acqua fredda all’occorrenza.
Ho letto che dovrebbe durare dai 6 mesi a 1 anno, in base all’utilizzo che se ne fa.
Se si formano delle piccole crepe, è sufficiente rimetterlo per qualche minuto in forno. Mentre se si rovina completamente basta ripetere il procedimento daccapo.
Ps: non essendo lavabile con l’acqua calda (che scioglierebbe la cera) è sconsigliabile utilizzare questo panno-pellicola per la carne, soprattutto se cruda!!
Ah, siccome l’età avanza e la mia memoria è labile, ho riportato il procedimento sul mio Home Bullet Journal!!