4 modi per riuscire a dire di no

Vi parlo nuovamente del libro “Organizza al meglio la tua vita di Tony Crabbe.

In particolare, vorrei condividere con voi i consigli che l’autore dà per riuscire a dire di no davanti a proposte che consumano il nostro tempo e le nostre energie e che noi accettiamo soltanto per mancanza di forza di volontà:

  1. fatevi grandi: è stato dimostrato che mettersi in “posizione potente” rende davvero più coraggiosi. Quindi, puntate le mane ai fianchi, aprite le gambe, mettete petto in fuori e testa in altro (tipo Wonder Woman o Superman, per capirci). Fatelo per un paio di minuti in un posticino nascosto, poi andate a dire il vostro “no” con forza e determinazione;
  2. dite sempre la verità: nel dire il vostro no, non inventate scuse. Per 2 motivi: primo perché le bugie vengono sempre a galla. Secondo perché solo in questo modo metterete bene in chiaro le vostre priorità;
  3. riflettete prima di rispondere: dire di sì è più facile e veloce che dire di no (ma poi ne paghiamo le conseguenze). Quindi – davanti a una proposta di cui non siete convinti – prendetevi il vostro tempo, fate la scelta più opportuna con calma e poi affrontate la conversazione;
  4. negoziate un eventuale “sì”: non sempre siete obbligate a accettare un impegno così come vi viene proposto. Potete dire di no alla richiesta come è stata posta, ma lasciate aperto un “sì” ipotetico se l’altra persona è d’accordo nell’aggiustare le condizioni (ad esempio con le amiche “ok, possiamo fare la festa a casa mia, ma soltanto se ognuna porta qualcosa e se poi mi aiutate a pulire”).

 

Il momento giusto per ogni mestiere di casa

“Manuale di pulizie di un monaco buddhista” di Keisuke Matsumoto, è uno di quei libri che ti mette voglia di pulire casa.

Un concetto che mi è molto piaciuto è quello di associare ogni momento della giornata a un tipo diverso di mestiere di casa.

Nello specifico, Matsumoto consiglia di:

  1. cominciare la giornata arieggiando casa. Aprire le finestre e cambiare l’aria dentro casa significa predisporsi alla giornata appena iniziata entrando in contatto con la natura (anche se ciò significa afa in estate e gelo d’inverno);
  2. fare le pulizie di mattina, quando tutto è ancora avvolto dalla calma e dal silenzio. I lavori di pulizia ci doneranno un senso di freschezza e lucidità per affrontare al meglio il resto della giornata;
  3. riordinare la sera, prima di andare a dormire. In questo modo, la mattina seguente ci si sveglierà trovando tutto a posto e quindi ben disposti a iniziare il nuovo giorno.

Per me la mattina è un po’ difficile trovare il tempo per fare le pulizie e quindi le sposto al pomeriggio, però mi piace la logica e cerco di seguire i consigli di Matsumoto almeno il sabato e la domenica 😉.

Da part-time a full-time

Questa è la mia ultima settimana di part-time: dalla prossima comincerò a lavorare a tempo pieno.

Guardando le mie giornate adesso – che iniziano alle 5 e terminano alle 23 – la tentazione è quella di chiedermi come potrò fare a farci stare tutto d’ora in avanti.

Proverò soprattutto a non portare via tempo ai miei figli, né alle mie passioni.

Probabilmente chi ci rimetterà di più sarà l’ordine e la pulizia in casa durante la settimana, ma pazienza:

  • dedicherò parte del week-end alla casa
  • chiederò a marito e figli maggiore collaborazione (già lo fanno, ma ora bisogna davvero rimboccarsi le maniche tutti)
  • cucinerò dosi più abbondanti e metterò gli avanzi in freezer, in modo da avere pasti sempre pronti all’occorrenza
  • non pretenderò di avere la perfezione, consapevole che in questo periodo della mia vita sto dando la mia priorità a altro
  • sfrutterò il più possibile i servizi online, ad esempio per fare la spesa, per prenotare biglietti o escursioni, per comunicare con gli Enti pubblici (pure per le operazioni bancarie, anche se in banca ci lavoro)
  • accetterò l’aiuto di amici e parenti (cosa che mi è sempre difficile) e cercherò di contraccambiare non appena posso
  • cercherò di guardare il lato positivo, ossia la speranza che il tempo pieno mi possa dare più sbocchi in ambito lavorativo.

 

part time

Non vivremo per sempre (ma ce ne dimentichiamo)

Il tempo ha conseguenze incredibili sul modo in cui percepiamo e viviamo la nostra vita.

Pensiamo a un momento piacevole: magari siamo in spiaggia, un drink in mano, c’è il sole e una fresca brezza. Stiamo bene.

Ma cos’è che ci fa apprezzare davvero questo momento? Il merito è del fatto che siamo consapevoli che è una concessione limitata nel tempo. Cioè, se si dovesse rimanere lì in spiaggia per sempre fino alla fine dei tempi, non sarebbe una noia? Non renderebbe “meno speciale” il fatto di essere lì?

E allora penso: ma non è così anche la nostra vita in fondo? Anche la nostra esistenza è un dono speciale che ci possiamo godere solo per un periodo limitato di tempo.

Perché allora la viviamo trascurandola, come se ci fosse per sempre?

Certo, se mi metto a pensare che tra 3 giorni potrebbe essere la mia ora, non vivrei bene: mi verrebbe l’angoscia. Oppure – all’opposto – perderei la testa e mi darei alla pazza gioia, facendo follie di cui non mi importerebbero le conseguenze.

Ma se mi concentrassi su una via di mezzo? Io ho 38 anni, potrei immaginare un arco di 20 anni che ancora mi restano da vivere (e qui tocco ferro).

20 anni sono 7305 giorni. Domani diventeranno 7304, dopodomani 7303.

Vedere la cifra che cala mette un po’ di pepe addosso, non trovate?

Viene voglia di sfruttare al massimo ogni giornata, anzi, ogni momento.

Perché anche se non ci pensiamo mai – o facciamo finta di dimenticarlo – la realtà è questa: prima o poi il nostro conto arriverà a 0.

Io intanto mi godo l’attimo, l’apprezzo fino in fondo e faccio del mio meglio per vivere il futuro che mi resta senza rimpianti.

Il flusso dei lavori di casa

Immaginiamo l’insieme dei lavori di casa come un torrente che scorre.

Se il percorso è pieno di ostacoli, fluirà in maniera irregolare, con salti e zone in cui l’acqua ristagna.

Se invece il torrente procede su una superficie piatta e con la giusta inclinazione, tutto scorre via che è una meraviglia.

In casa propria, ognuno dovrebbe sentirsi responsabile di questo torrente, affinché possa viaggiare senza intoppi.

Cosa vuol dire in pratica? Per me significa che ogni volta che c’è un intoppo – ossia che qualcosa non funziona come dovrebbe – è inutile arrabbiarsi con il resto della famiglia o prendersela con se stessi, pensando di non essere in grado di gestire la casa.

Davanti a qualcosa che non funziona, l’unica cosa da fare è fermarsi un attimo, pensare “che cosa non ha funzionato?”, “come posso fare per rimediare?” e trovare il modo di rendere il percorso più scorrevole per il giorno dopo e quello dopo ancora.

Vi faccio alcuni esempi:

  • siete abituate a fare voi la spesa, ma per qualche motivo dovete mandare vostro marito. Naturalmente gli date una lista da seguire. Nella lista c’è scritto di comprare la frutta. Magari è estate, fa caldo, siete in 4 in famiglia, non potrete tornare a fare la spesa prima di una settimana e vostro marito torna con 3 banane 😒. Ecco, prendete nota mentale: la prossima volta, anziché mettere in lista “frutta” scriviamo “1 chilo di pesche e 2 meloni”;
  • la sera prima di andare a dormire, dopo una giornata di scuola, i bambini sono stanchi e non hanno voglia di riordinare. Ogni volta è una litigata. Perché allora non provare a farli riordinare già prima di cena? Dopo mangiato, in attesa di andare a dormire, potranno tirare fuori solo un gioco in scatola o un libro, facili e veloci da rimettere a posto;
  • se non abbiamo mai voglia di svuotare la lavastoviglie, magari è perché la nostra cucina non è ben organizzata e il compito ci sembra troppo faticoso. Facciamo un po’ di decluttering, eliminiamo tutto ciò che non serve e riorganizziamo gli spazi, in modo che ogni cosa poi sia facile da riporre al proprio posto.

Insomma, prendiamo ogni ostacolo come una sfida da risolvere e mettiamo all’opera la nostra logica e la nostra fantasia! Poco alla volta, grazie a tanti piccoli aggiustamenti, in casa scorrerà tutto liscio 😉.