Riordinare la cucina tutte le sere: un regalo per me

Per tutto il mese di marzo su Organizzatips si parla di come organizzare la cucina.

Quindi pensavo alla mia: dopo aver eliminato parecchie cose inutili, devo dire che ora la trovo piuttosto comoda e funzionale.

Per tanto tempo però ho fatto fatica a riordinarla e pulirla tutte le sere dopo cena.

Quando arrivo a sera stanca dopo mille corse, non è che io sia proprio entusiasta di doverlo fare.

Allora penso a me. O meglio, penso alla me stessa che la mattina successiva si alzerà e troverà una cucina pulita e a posto.

Penso che me lo merito. Mentre pulisco e riordino, penso a come mi sentirò bene il giorno dopo.

E credetemi, quando poi effettivamente la mattina successiva preparo la colazione, mi sono davvero grata (a me stessa, ma anche a mio marito, che la sera mi aiuta 😉 ).

 

 

Superare la fatica

A volte cadiamo in veri e propri circoli viziosi.

Ci sono mestieri che non facciamo mai perché ci sembrano troppo faticosi.

La verità però sta nell’esatto contrario. Noi pensiamo:

  • è troppo faticoso, quindi non lo faccio mai

mentre invece è:

  • non lo faccio mai, quindi è faticoso.

Cioè, in casa in realtà i mestieri davvero faticosi sono davvero pochi. Ci sono lavori che ci sembrano pesanti (per me ad esempio pulire il bagno) fintanto che non ci abituiamo a farli con regolarità.

A quanto pare è solo una questione di allenamento. Quindi, se un mestieri di casa ci sembra faticoso, basta continuare a farlo finché non ci sembrerà più così 😉

Cosa succede se non…?

Non sono una maniaca della casa. Cioè, mi piace che sia pulita e in ordine, ma non sempre ho voglia di mettermi a fare mestieri.

A volte, nemmeno l’idea di pensare a quanto poi si è soddisfatti mi fa muovere.

Allora ho notato una cosa. Su di me, fa molto più effetto pensare a come si riduce la casa se non mi do da fare.

In altre parole: invece di pensare

  • se pulisco e riordino poi la mia casa è a posto

per me funziona meglio

  • se non pulisco e non riordino questa casa sembrerà una discarica.

😁😁

Il momento giusto per ogni mestiere di casa

“Manuale di pulizie di un monaco buddhista” di Keisuke Matsumoto, è uno di quei libri che ti mette voglia di pulire casa.

Un concetto che mi è molto piaciuto è quello di associare ogni momento della giornata a un tipo diverso di mestiere di casa.

Nello specifico, Matsumoto consiglia di:

  1. cominciare la giornata arieggiando casa. Aprire le finestre e cambiare l’aria dentro casa significa predisporsi alla giornata appena iniziata entrando in contatto con la natura (anche se ciò significa afa in estate e gelo d’inverno);
  2. fare le pulizie di mattina, quando tutto è ancora avvolto dalla calma e dal silenzio. I lavori di pulizia ci doneranno un senso di freschezza e lucidità per affrontare al meglio il resto della giornata;
  3. riordinare la sera, prima di andare a dormire. In questo modo, la mattina seguente ci si sveglierà trovando tutto a posto e quindi ben disposti a iniziare il nuovo giorno.

Per me la mattina è un po’ difficile trovare il tempo per fare le pulizie e quindi le sposto al pomeriggio, però mi piace la logica e cerco di seguire i consigli di Matsumoto almeno il sabato e la domenica 😉.

Uomini, donne e mestieri di casa

Credo che per gestire al meglio una casa sia necessaria una chiara divisione dei compiti tra moglie e marito (e figli).

Se ogni membro della famiglia sa ciò che deve fare se ne assume la responsabilità. Quando tutti fanno tutto, troppo spesso va a finire che nessuno fa nulla (tanto lo farà qualcun altro).

Senza averlo deciso a tavolino, ma solo per abitudini che si sono consolidate nel tempo, anche a casa nostra c’è una suddivisione dei mestieri.

Ciò che mi lascia perplessa è che a mio marito toccano perlopiù i mestieri “da uomini” (orto, cantina, giardino, legna, manutenzione degli impianti, ecc.), mentre a me quelli “da donna” (bucato, pulire, ecc.).

Questa suddivisione fa funzionare gli ingranaggi della famiglia, ma mi domando quanto sia educativa per i nostri figli (un maschio e una femmina), a cui vorrei insegnare che chiunque può imparare a fare qualsiasi cosa.

Non credo sia necessario stravolgere le nostre abitudini quotidiane, tuttavia sto attenta a questi piccoli accorgimenti:

  • non dico mai “lo fa il papà perché è un compito da uomini” (ad esempio spaccare preparare la legna per l’inverno), piuttosto spiego loro “lo fa il papà perché ci vuole tanta forza e io impiegherei il doppio”. Allo stesso modo non dico loro “lo faccio io perché è un compito da donne (ad esempio pulire i pavimenti), piuttosto “lo faccio io perché il papà lavora e io sono di più a casa”;
  • anche se i compiti sono divisi, la separazione non deve essere assoluta. Se il papà è impegnato in altro, posso andare io a prendere la legna per accendere il fuoco. E d’estate che il papà è più tempo a casa, li può rifare lui i letti insieme ai bambini;
  • faccio insieme a entrambi i miei figli tutti i mestieri di casa (non solo con la mia bimba) e sono contenta se entrambi seguano il papà nei lavori che solitamente svolge lui.