Gli strumenti per il Bullet Journal

Una delle cose che mi piace del Bullet Journal è che non richiede tanti strumenti. Alla fine, quello che serve è soltanto un taccuino e una penna.

Per quanto riguarda il taccuino ho cercato qualcosa che avessi già in casa. Ho preso quindi un taccuino Moleskine dalla copertina rigida e le pagine puntinate. Il formato è un A6: forse sarà un po’ troppo piccolo, ma come dicevo non volevo fare altri acquisti.

taccuino bullet journal

 

Per quanto riguarda la penna invece sono andata un po’ in crisi.

Io amo follemente la penna stilografica con l’inchiostro nero, ma ha lo svantaggio di non essere cancellabile. Mi piace tantissimo anche la matita Perpetua, soprattutto – ho scoperto – per disegnare.

Ho anche una penna Mitama, di quelle cancellabili. Funziona bene come le più famose Frixion, ma costa meno, ha un design più elegante e è più morbida al tatto.

penne bullet journal

Per intanto penso che userò un po’ tutte e tre – a seconda del bisogno e dell’occasione – e poi con il tempo vedrò.

Infine, al momento sto usando altri 2 accessori optional:

  • un righello per tirare le righe dritte (anche se mi affascina l’imperfezione delle righe tirate a mano)
  • una matita gialla per dare un po’ di vivacità al mio BuJo che sarà molto minimal (avendo letto il libro “Il metodo Bullet Journal” associo questo strumento alla coppia di colori nero-giallo, ma non è detto che con il tempo io possa cambiare idea).

 

Per il momento non ho davvero bisogno di altro. Giovedì – con il prossimo post – inizierò con il primo vero passo per impostare il mio Bullet Journal!

 

Produttività, mindfulness e intenzionalità con il Bullet Journal

Vi ho raccontato i 10 motivi per tenere un Bullet Journal secondo il suo ideatore Ryder Carroll.

Tutti questi risultati si raggiungono grazie al fatto che il Bullet Journal permette di lavorare su 3 aspetti fondamentali per la qualità della nostra vita:

  1. produttività: siamo tartassati da un flusso continuo di informazioni (spesso anche distorte). Prendendoci cura del nostro BuJo mettiamo in pausa questa continua ondata e iniziamo a fare chiarezza. In questo modo individuiamo le nostre priorità e ci concentriamo su di esse per poterle raggiungere;
  2. mindfulness: ciò che conta non è l’obiettivo a cui vogliamo arrivare, ma il viaggio che facciamo per cercare di raggiungerlo. Grazie al BuJo capiamo a che punto siamo rispetto al nostro viaggio e in che direzione stiamo andando. Scrivere a mano su carta riporta la nostra mente al qui e ora: solo così ci rendiamo conto di cosa sta succedendo dentro di noi e attorno a noi;
  3. intenzionalità: vi è mai successo di avere delle convinzioni (“devo tenere la casa sempre in ordine” ad esempio), ma poi comportarvi in tutt’altro modo? Questo è perché abbiamo la tendenza a seguire la strada meno faticosa (quindi a sdraiarci sul divano anziché riordinare casa) anche se ci allontana da ciò a cui teniamo. Il BuJo invece ci aiuta a riallineare le nostre convinzioni con le nostre azioni.

 

Io non vedo l’ora di ottenere tutti questi risultati. E non avendo ancora ben capito da che parte partire, comincio segnandomi le frasi di Carroll che più mi piacciono 😊

 

metodo bullet journal(1)

 

 

 

 

 

10 motivi per usare il Bullet Journal

Come vi avevo anticipato a inizio gennaio, voglio imparare a usare il Bullet Journal.

Babbo Natale mi ha portato il libro “Il metodo Bullet Journal” scritto dall’ideatore del metodo – Ryder Carroll – e quindi il mio studio non poteva che partire da lì.

il metodo bullet journal

Solitamente, io preferisco farmi regalare gli e-book, ma in questo caso ho voluto la versione cartacea per poter sottolineare e prendere appunti.

Ho letto attentamente e mi sono segnata le cose più importanti sullo stesso taccuino che poi sarebbe diventato il mio primo bujo.

Il taccuino in realtà è durato pochissimo, meno di 2 mesi, visto che poi me l’hanno rubato.

Comunque non mi sono persa d’animo. Ho preso un altro taccuino (sono un’accumulatrice compulsiva e in casa mia non mancano mai) e ho ricominciato.

metodo bullet journal

 

Ecco quindi a cosa serve il metodo secondo Carroll:

  1. ad avere – in unico supporto – agenda, diario, lista delle cose da fare e blocco da disegno;
  2. a sgomberare e organizzare la mente, diventando così meno distratti e meno sopraffatti;
  3. a dare chiarezza, concentrazione e direzione alle nostre giornate;
  4. a individuare ciò che conta davvero e a concentrarsi su di esso;
  5. a coltivare un’idea più precisa della nostra identità, prestando attenzione a ciò che ci colpisce e risveglia il nostro interesse;
  6. a non farci distrarre dal flusso ininterrotto dei mass media, che ci forniscono dei modelli distorti a cui aspirare;
  7. a agire in linea con i propri principi;
  8. a diventare più innovativi, creativi e presenti a noi stessi;
  9. a lavorare di più e in maniera più intelligente;
  10. a imparare dalle esperienze passate.

 

Per la mia esperienza passata, molti di questi risultati si ottengono anche con la tradizionale agenda, ma visto che il Bullet Journal ha tutto questo successo, voglio approfondire ulteriormente la tecnica e provare a metterla in pratica.

Nel prossimo articolo, vi racconto in meglio cosa di ottiene con il BuJo in termini di produttività, mindfulness e intenzionalità!