Organizzati si nasce o si diventa?

Mi piace seguire Instagram.

Ci sono tutte queste immagini di case perfette, mamme perfette, donne perfette, famiglie perfette e bambini perfetti.

Ogni tanto mi demoralizzo. Penso a quanto mi piacerebbe essere così e al fatto che io non ci riuscirò mai, perché non ho questo dono.

È questo uno degli aspetti pericolosi dei social network (oltre al fatto di essere una grandissima fonte di distrazione): ci fanno credere che tutti coloro che mostrano belle immagini abbiano un talento innato, un dono piovuto dal cielo.

Perché noi vediamo ciò che gli altri decidono di condividere (solitamente una cosa bella), ma non vediamo tutto il lavoro che c’è stato dietro.

Secondo Pietro Trabucchi, autore di Tecniche di resistenza interiore. Sopravvivere alle crisi con la resilienza, la cultura digitale in cui viviamo sta portando infatti alla svalutazione dell’impegno personale quale mezzo per il raggiungimento degli obiettivi.

Come se chi mostra una bella casa in ordine sui social avesse talento e tutti gli altri no. E noi che stiamo a guardare perdiamo le speranze di diventare così.

Invece, dobbiamo tornare alla vita reale e renderci conto che se anche noi vogliamo una casa bella e in ordine ce la possiamo fare.

Sì, tutti possiamo diventare organizzati e ordinati. Non è necessario avere un talento innato. Ciò che occorre – parafrasando Trabucchi – è:

  • la capacità di non mollare e di tenere duro rimanendo motivati di fronte alle difficoltà
  • lo spirito di sacrificio
  • la capacità inesausta di rialzarsi
  • la capacità di riuscire a non smettere di sperare contro ogni evidenza.

 

I nostri 3 secondi più preziosi

In rete ho trovato una storia – risalente in realtà al 2007 – che mi ha fatto riflettere.

La storia è quella di un signore che si è posizionato in una stazione della metropolitana di Washington DC, suonando il suo violino per 43 minuti.

Circa 1.000 persone l’hanno sentito suonare, ma soltanto in 6 si sono fermati ad ascoltare la sua musica (di cui un bambino di 3 anni e una signora che alla fine si è fermata a parlare con lui). Altre 20 persone gli hanno lasciato un’offerta, ma senza nemmeno rallentare.

Alla fine, ha guadagnato circa 32 dollari.

Questo signore era Joshua Bell, uno dei più talentuosi violinisti esistenti al mondo. Alla metro di Washington si è esibito con i brani più complessi di Bach e Schubert, utilizzando un violino che vale 3,5 milioni di dollari.

Soltanto 2 giorni prima aveva riempito il teatro di Boston, per un incasso totale di 270.000 dollari.

Quello che ci fa capire questa storia è che se non è il posto giusto, se non è il momento giusto, troppo spesso ci lasciamo sfuggire le cose belle:

  • aspettiamo il fine settimana per trascorrere del tempo con i nostri bambini
  • ci limitiamo a notare la maestosità di un panorama soltanto se siamo in una rinomata località turistica
  • mangiamo di fretta, senza nemmeno sentire i sapori, se non siamo al ristorante
  • ecc.

Tony Crabbe – nel suo libro Organizza al meglio la tua vita – spiega che il presente dura soltanto 3 secondi (tutto ciò che è al di fuori di questi 3 secondi appartiene al passato o al futuro).

Ma noi sappiamo davvero apprezzare questi 3 secondi di presente? O viviamo perennemente con la testa in un altro luogo, in un altro momento, in un’altra situazione?

Vi lascio il video dell’esibizione di Bell: voi vi sareste fermate?

A me verrebbe da dire di sì, ma forse è troppo facile rispondere così conoscendone già la storia ❤️‍

Diventare organizzati in 5 passaggi

Perché cambiare vita e diventare organizzati è così difficile? Perché ci sono vari passaggi da affrontare e troppo spesso ci si scoraggia prima di arrivare in fondo.

Fermiamoci un attimo a fare il punto della situazione e vediamoli insieme:

  1. capire i propri valori: è il nostro punto di partenza. Non si può avere tutto, quindi dobbiamo capire quali sono le cose (io direi massimo 3-4) più importanti per noi: una famiglia felice e unita? Una carriera brillante? Una casa sempre pulita e in ordine? Un fisico super-atletico? La possibilità di esprimere la propria creatività? Scoprire e imparare sempre cose nuove?
  2. eliminare il resto: una volta che abbiamo deciso quello che vogliamo, eliminiamo dalla nostra vita tutto ciò che non serve al vostro scopo. Parlo di oggetti, ma anche di impegni, abitudini e perfino di persone. Tutto ciò che non ci aiuta a raggiungere gli obiettivi che abbiamo scelto al punto 1, è di intralcio;
  3. organizzare ciò che è rimasto: tutto ciò che abbiamo deciso di tenere deve essere valorizzato. Deve essere sempre a nostra disposizione, comodo e pronto all’occorrenza e deve avere il giusto spazio che si merita;
  4. tenere in ordine: ora che ci sono rimasti meno oggetti sarà più facile tenere in ordine, rimettendo sempre a posto ciò che si è utilizzato. Le nostre giornate fileranno via lisce e incontreremo meno intoppi lungo il cammino. Facciamo ordine non solo tra gli oggetti, ma anche tra i nostri impegni: segnamoli sempre in agenda e dedichiamoci a un compito alla volta;
  5. tenere pulito: nessuna casa (o scrivania, o palestra, o tavolo del cucito, ecc.) potrà mai offrirci benessere e serenità se non è seguita con cura e amore. Quello che noi diamo alla nostra casa, la casa ci restituisce ❤️‍

 

Mollare la zavorra

Mi è capitato spesso di parlare di come eliminare tutto il superfluo che c’è in casa utilizzando il termine “mollare la zavorra”.

La verità però è che non mi ero mai fermata a riflettere sul senso di questa metafora. Me lo ha fatto fare Maria Letizia Polverini nel suo libro L’arte del riordino. Libera la tua casa e dai una svolta alla tua vita.

L’autrice racconta di come la zavorra in passato servisse per mantenere stabili le navi che non avevano un carico durante le traversate.

Nel momento in cui si arrivava in porto, la zavorra veniva eliminata per poter far spazio al nuovo carico.

La zavorra veniva abbandonata in mare anche nel caso in cui la nave per qualche motivo cominciava a imbarcare acqua.

Insomma, se qualcosa entrava, qualcos’altro (di meno valore) doveva uscire.

Una volta stabilito il significato della parola “zavorra”, dobbiamo pensare a come liberarcene e abbandonarla in mare. Se poi vogliamo sentirci leggeri come una mongolfiera, dobbiamo proprio eliminarla tutta.

L’arte del riordino. Libera la tua casa e dai una svolta alla tua vita di Maria Letizia Polverini

Anche nelle nostre case deve essere così: teniamoci strette le cose belle e utili e eliminiamo tutto il resto!! Altrimenti la nostra vita non potrà mai procedere a vele spiegate.

 

 

Nel dolce far nulla

Fare delle pause è importante non solo per ricaricare le energie, ma anche per entrare in contatto con noi stessi.

Invece – in nome della produttività massima – sembra che dobbiamo occupare ogni secondo con qualche attività: controlliamo il telefono in fila alla cassa, sfogliamo una rivista in sala d’attesa, ascoltiamo musica in treno, ecc.

Siamo sempre di corsa e non ci fermiamo mai nemmeno un attimo a pensare, a ragionare, a volare con la fantasia.

Eppure, in momenti di “vuoto” e di noia il nostro cervello avrebbe modo di lavorare tantissimo, elaborando quanto ci è successo e dando un senso alle nostre esperienze (è la c.d. “rete di default”).

Solo così possiamo capire il meglio il mondo che ci circonda e soprattutto capire meglio noi stessi, costruendo le nostre opinioni e il nostro bagaglio di saggezza.

“Gli stimoli e il consumo dei media sono come una gomma da masticare: ci tengono occupati ma offrono poco. La rete di default è come il sistema digestivo: assolutamente essenziale per permettere al cibo di essere assimilato, per permettere la nostra crescita.”

Organizza al meglio la tua vita di Tony Crabbe

Quindi non sentiamoci in colpa se non riempiamo ogni attimo della nostra giornata: servirà a farci capire meglio il percorso di vita che abbiamo fatto finora e – soprattutto – a mostrarci dove vogliamo arrivare.