Pulizie di casa: come sta andando

Tempo fa vi avevo mostrato il mio planner per le routine di casa giornaliere.

Vi avevo detto che avrei voluto concentrarmi su di esse una alla volta. Ecco allora come sta andando.

Ho cominciato con il riordino serale della cucina, per non ritrovarmela poi la mattina dopo.

Le prime 2 settimane sono filate via lisce come l’olio (è normale all’inizio, sostenuti dall’entusiasmo per la novità), poi ho avuto qualche battuta d’arresto, ma nemmeno poi tanto grave. In realtà, un paio di quei quadratini vuoti sono dovuti al fatto che abbiamo mangiato fuori casa e quindi alla cucina non ho dovuto mettere mano.

Ho introdotto la routine delle lavatrici abbastanza presto, perché è una cosa su cui vado piuttosto bene (fare il bucato in realtà non mi pesa troppo). Anche qui ci sono giorni saltati, ma può dipendere dal fatto che sono stata tutto il giorno fuori casa, oppure perché il giorno prima ho fatto 2-3 lavatrici e ho gli stendini pieni.

Soltanto a 10 giorni dall’inizio mi sono concentrata anche sui letti. Anche qui non ho avuto troppe difficoltà. Alla fine si tratta solo di una questione mentale, perché per rifare il letto mi ci vuole davvero meno di un minuto.

Ora sono pronta per introdurre una 4^ routine…devo solo decidere quale!

routine pulizie di casa(1)

 

 

Le routine per le pulizie di casa

Poco tempo fa, vi ho raccontato di come io abbia introdotto nel mio Bullet Journal una tabella con le routine di casa, ossia tutti quei piccoli mestieri che vanno fatti tutti i giorni.

Ho commesso però un enorme errore. Strana questa mia leggerezza visto che studio l’argomento abitudini da anni 😆

Una delle prime regole è – infatti – che le nuove abitudini vanno introdotte una alla volta, mai tutte insieme.

È vero che io non parto da zero con queste routine, ma comunque – visto che voglio fare le cose per bene – è giusto cominciare come si deve.

Quindi anch’io introdurrò un’abitudine alla volta, iniziando dalla pulizia serale della cucina (forse perché memore della scuola FlyLady).

Cioè, ciò non significa che non faccio tutto il resto, eh. Significa che per questo periodo iniziale, cascasse il mondo, la pulizia serale della cucina la devo fare!

Quindi sono partita da ieri sera, con il primo maggio. In realtà ho fatto anche il resto (ehm, quasi tutto), ma quello che deve interessarmi e importarmi per il momento è completare la riga della voce “cucina”.

Introdurrò una nuova abitudine a settimana, o ogni 2 settimane…vediamo come va!

routine pulizie di casa

 

 

abitudini pulizie di casa

 

 

Le 10 abitudini delle persone in gamba

Il magazine online Inc. si è divertito a scovare le 10 abitudini che accomunano le persone in gamba.

Potete leggere l’articolo originale (in inglese) qui, oppure vi scrivo io una versione tradotta e riassunta:

  1. hanno fatto cose meravigliose che nessuno conosce: spesso delle persone in gamba conosciamo i risultati ottenuti, ma non vediamo tutto il lavoro fatto dietro le quinte;
  2. non si preoccupano dell’equilibrio fra vita e lavoro, semplicemente vivono. Le persone in gamba trovano il modo per includere la famiglia, i loro interessi e le loro passioni nella loro vita professionale;
  3. non scattano foto di personaggi famosi, perché sono consapevoli che non aggiungerebbe nulla di più al loro essere;
  4. cercano incessantemente nuove esperienze. Ciò permette loro di essere più sani, di avere più amici, di essere più soddisfatti della vita…e di essere sempre più in gamba!
  5. compiono atti di gentilezza non dovuti: le persone in gamba sono belle persone anche quando nessuno si aspetterebbe che lo siano;
  6. cercano costantemente di dimostrare qualcosa a se stessi. Il loro percorso di crescita, il loro impegno e la loro dedizione nascono dal desiderio di dimostrare qualcosa alla persona più importante di tutte: loro stessi;
  7. sono felici per il successo degli altri: gioiscono per i risultati altrui così come per i propri;
  8. vedono il denaro non solo come una ricompensa, ma anche come una responsabilità, ossia come un modo per far crescere la propria attività, per premiare e far crescere i propri dipendenti, per restituirlo alla comunità. Quindi non solo come un modo per migliorare la propria vita, ma per migliorare anche la vita delle altre persone. E lo fanno senza richiamare l’attenzione su se stessi – perché la vera ricompensa è sempre nell’atto, non nel riconoscimento.
  9. sono imprenditori, sia di fatto che di spirito. Le persone in gamba non credono che le persone di successo posseggano talenti o doni speciali. Vedono persone di successo e pensano: “È fantastico – e se può farlo lui, perché non io?”
  10. non pensano di essere fantastici. Le persone in gamba sanno che il loro successo si basa sul duro lavoro, sulla persistenza e sull’azione, ma riconoscono anche che i loro mentori, i loro migliori dipendenti e un’enorme dose di fortuna giocano un ruolo importante nel loro successo.
    Ecco perché sono umili. Ecco perché continuano a fare domande. Ecco perché cercano consigli. Ecco perché riconoscono e lodano gli altri.

 

 

L’Habit Plan (semplificato e stampabile) di Leo Babauta

Conoscete Leo Babauta, il celeberrimo autore del blog (in inglese) Zen Habits e di tanti, tantissimi altri libri che io adoro?

 

4 anni fa ha creato un video in cui spiega come usa il suo Habit Plan, uno strumento utile ad acquisire e rafforzare nuove abitudini.

In realtà, il concetto è piuttosto simile ad altri 2 strumenti di cui vi ho già raccontato:

ma ne voglio parlare ugualmente perché offre alcuni spunti interessanti.

 

Potete guardare il video in originale (in inglese), oppure ve lo spiego io con il suo stesso esempio (almeno la prima parte, quella che lui chiama “base”).

habit plan

 

Stampate il vostro Habit Plan (basta cliccare sull’immagine oppure qui per scaricare il pdf) e compilatelo così:

  1. “data di inizio”: molto banalmente, va segnato il giorno in cui volete cominciare a mettere in atto la vostra nuova abitudine;
  2. “abitudine nuova”: si tratta dell’abitudine da voi scelta. Babauta scrive “fare un minuto di stretching ogni mattina”. Fate quello che volete, l’importante è che sia qualcosa di facile e alla vostra portata (eventualmente potete alzare il tiro con il passare del tempo);
  3. “grilletto”: il “grilletto” è quella “cosa” che fa scattare la nuova abitudine. Nel concetto di “ciclo delle abitudini”, il termine inglese trigger viene solitamente tradotto con stimolo, ma io ho preferito lasciare il termine originale. Nell’esempio di Babauta il grilletto è la preparazione della moka per fare la colazione. Deve diventare automatico questo meccanismo: preparo la moka (azione quotidiana a cui sono già abituata) e mentre aspetto che salga il caffè faccio il mio minuto di stretching. In questo modo si àncora una nuova abitudine (nuova e quindi poco stabile) a una vecchia ben salda e collaudata! Questo punto è importantissimo!!
  4. “promemoria”: soprattutto nei primi giorni, in cui potreste dimenticarvi dei vostri buoni propositi, potete mettere un bigliettino con scritto “fai stretching” accanto alla moka;
  5. “giorno di controllo”: periodicamente, ad esempio una volta a settimana, è meglio fare il punto della situazione. Come state andando? Un minuto di stretching è troppo? Oppure troppo poco?
  6. “responsabilità”: assumetevi la responsabilità dell’impegno preso. Condividete il vostro intento con gli amici o su un gruppo Facebook che tratta di argomenti pertinenti e tenete aggiornati tutti con i vostri progressi (o anche con le vostre mancanze);
  7. “obiettivo finale”: deve essere semplice, misurabile e alla vostra portata. In realtà non sarà un vero obiettivo finale, ma il primo di tanti obiettivi intermedi 😉 ;
  8. “il mio assistente”: è quell’amico, socio, parente, chi volete voi, disponibile a darvi una pacca sulle spalle e una parola di incoraggiamento nel momento in cui vi verrà voglia di abbandonare!

 

Per comodità, ho aggiunto sotto la tabellina delle 4 settimane che potrete compilare con le X come in “Non spezzare la catena” o coi colori come nell’Habit tracker.

A voi la scelta!

 

 

 

 

Chi semina raccoglie?

Dice il detto “chi semina raccoglie”.

Ma è davvero così? Cioè, voglio dire, detta così sembra sia sufficiente mettere un semino sottoterra, tornare dopo qualche mese e trovare una pianta rigogliosa.

Non mi pare funzioni così nella vita reale.

Io la vedo più “chi semina e poi cura diligentemente ogni giorno, raccoglie“.

Credo sia inutile dire “vorrei una casa bella e in ordine”, ammazzarsi di lavoro per un intero fine settimana e poi tornare a fare la vita di prima: la casa tornerà esattamente come prima.

È inutile dire “questo è il mio traguardo”, oppure “questa cosa per me è davvero importante”, se non le si dona ogni giorno attenzione.

I gesti eclatanti fanno scena, colpiscono e possono anche fare piacere, ma è la cura quotidiana che dedichiamo a ciò che ha valore per noi che farà la differenza ❤️‍❤️‍

E a 2 giorni dal nostro anniversario di nozze (il 17 ottobre) questo post lo voglio dedicare a mio marito, perché la nostra vita – sia la nostra di coppia che quella di famiglia con i bambini – possa proseguire così, con Amore e attenzione reciproci giorno dopo giorno.