Le attività che voglio/devo fare

Durnate questo fine settimana mi sono divertita a compilare l’inventario mentale sul mio nuovo Bullet Journal.

Ne è venuto fuori che le cose importanti a cui voglio e/o devo dedicare tempo sono:

  • la mia famiglia
  • la mia casa e la sua gestione
  • il lavoro
  • i blog (Nuove Abitudini naturalmente e Organizzatips), nonché le relative pagine social
  • il disegno e le arti creative
  • lo studio e la lettura.

Queste in realtà sono attività a cui sto già dedicando del tempo.

 

Ho capito però che dovrei dedicare più tempo anche a:

  • l’attività fisica (la prova costume si avvicina 😜)
  • la riorganizzazione e l’alleggerimento (space clearing) di alcuni spazi della casa
  • l’autoproduzione, sia di generi alimentari (più torte, biscotti, pane, pasta, ecc. fatti in casa) che di detersivi.
  • la gratitudine, fermandomi ogni sera per pensare a tutto ciò che di bello mi è successo durante la giornata.

 

Non so dove troverò il tempo per queste altre cose nelle mie giornate belle piene, ma spero che il BuJo mi possa aiutare!!

Tantissime di queste sono cose che mi fanno stare bene, che mi rilassano e che mi mettono in pace con me stessa e non voglio sprecare il mio tempo in altro ❤️‍

 

Bullet Journal: da dove cominciare?

Una volta capito perché è utile e cosa serve per tenere un Bullet Journal (vedi i post precedenti), bisogna capire da dove iniziare.

L’importante è non farsi prendere dal panico davanti alla pagina bianca come succedeva per i temi di italiano a scuola.

Io, per rompere il ghiaccio, ho scelto qualche frase di Ryder Carroll, da riportare sul taccuino.

citazione ryder carroll

 

Nel libro che spiega il metodo, Carroll suggerisce invece di iniziare da una sorta di inventario mentale.

L’inventario andrebbe fatto su un foglio di carta a parte. Io invece l’ho fatto direttamente sul BuJo, poi vi spiego perché.

Per creare l’inventario è sufficiente suddividere il foglio in 3 colonne:

  1. nella prima vanno elencate tutte le cose a cui ci stiamo dedicando in questo periodo della nostra vita;
  2. nella seconda tutte le cose a cui dovremmo lavorare;
  3. nella terza tutte le cose a cui vorremmo lavorare.

inventario mentale

 

Poi si rileggono gli elenchi e per ogni attività bisogna chiedersi: è davvero importante? C’è un motivo valido per farla?

Se la risposta è no, significa che si tratta di una distrazione e va depennata.

A questo punto rimarranno solo 2 tipi di attività:

  • le nostre responsabilità, ossia le cose che dobbiamo fare;
  • le nostre passioni, ossia le cose che vogliamo fare.

Entrambe le attività andranno riportate sul Bullet Journal.

Per questo Carroll consiglia di fare questo esercizio su un foglio a parte, in modo da riportare sul BuJo soltanto ciò che è importante e aggiunge valore alle nostre vite.

Io ho preferito farlo direttamente sul Bullet Journal perché ho pensato che mi avrebbe fatto piacere – tra qualche mese o tra qualche anno – tornare indietro e vedere come sono cambiare (o come sono rimaste uguali) le mie risposte nel tempo 😊

 

 

Produttività, mindfulness e intenzionalità con il Bullet Journal

Vi ho raccontato i 10 motivi per tenere un Bullet Journal secondo il suo ideatore Ryder Carroll.

Tutti questi risultati si raggiungono grazie al fatto che il Bullet Journal permette di lavorare su 3 aspetti fondamentali per la qualità della nostra vita:

  1. produttività: siamo tartassati da un flusso continuo di informazioni (spesso anche distorte). Prendendoci cura del nostro BuJo mettiamo in pausa questa continua ondata e iniziamo a fare chiarezza. In questo modo individuiamo le nostre priorità e ci concentriamo su di esse per poterle raggiungere;
  2. mindfulness: ciò che conta non è l’obiettivo a cui vogliamo arrivare, ma il viaggio che facciamo per cercare di raggiungerlo. Grazie al BuJo capiamo a che punto siamo rispetto al nostro viaggio e in che direzione stiamo andando. Scrivere a mano su carta riporta la nostra mente al qui e ora: solo così ci rendiamo conto di cosa sta succedendo dentro di noi e attorno a noi;
  3. intenzionalità: vi è mai successo di avere delle convinzioni (“devo tenere la casa sempre in ordine” ad esempio), ma poi comportarvi in tutt’altro modo? Questo è perché abbiamo la tendenza a seguire la strada meno faticosa (quindi a sdraiarci sul divano anziché riordinare casa) anche se ci allontana da ciò a cui teniamo. Il BuJo invece ci aiuta a riallineare le nostre convinzioni con le nostre azioni.

 

Io non vedo l’ora di ottenere tutti questi risultati. E non avendo ancora ben capito da che parte partire, comincio segnandomi le frasi di Carroll che più mi piacciono 😊

 

metodo bullet journal(1)

 

 

 

 

 

10 motivi per usare il Bullet Journal

Come vi avevo anticipato a inizio gennaio, voglio imparare a usare il Bullet Journal.

Babbo Natale mi ha portato il libro “Il metodo Bullet Journal” scritto dall’ideatore del metodo – Ryder Carroll – e quindi il mio studio non poteva che partire da lì.

il metodo bullet journal

Solitamente, io preferisco farmi regalare gli e-book, ma in questo caso ho voluto la versione cartacea per poter sottolineare e prendere appunti.

Ho letto attentamente e mi sono segnata le cose più importanti sullo stesso taccuino che poi sarebbe diventato il mio primo bujo.

Il taccuino in realtà è durato pochissimo, meno di 2 mesi, visto che poi me l’hanno rubato.

Comunque non mi sono persa d’animo. Ho preso un altro taccuino (sono un’accumulatrice compulsiva e in casa mia non mancano mai) e ho ricominciato.

metodo bullet journal

 

Ecco quindi a cosa serve il metodo secondo Carroll:

  1. ad avere – in unico supporto – agenda, diario, lista delle cose da fare e blocco da disegno;
  2. a sgomberare e organizzare la mente, diventando così meno distratti e meno sopraffatti;
  3. a dare chiarezza, concentrazione e direzione alle nostre giornate;
  4. a individuare ciò che conta davvero e a concentrarsi su di esso;
  5. a coltivare un’idea più precisa della nostra identità, prestando attenzione a ciò che ci colpisce e risveglia il nostro interesse;
  6. a non farci distrarre dal flusso ininterrotto dei mass media, che ci forniscono dei modelli distorti a cui aspirare;
  7. a agire in linea con i propri principi;
  8. a diventare più innovativi, creativi e presenti a noi stessi;
  9. a lavorare di più e in maniera più intelligente;
  10. a imparare dalle esperienze passate.

 

Per la mia esperienza passata, molti di questi risultati si ottengono anche con la tradizionale agenda, ma visto che il Bullet Journal ha tutto questo successo, voglio approfondire ulteriormente la tecnica e provare a metterla in pratica.

Nel prossimo articolo, vi racconto in meglio cosa di ottiene con il BuJo in termini di produttività, mindfulness e intenzionalità!

 

La forza della disciplina

Molti vedono la disciplina come una prigionia.

Invece, la disciplina è nostra amica e ci regala libertà e benessere.

Glenn Livingstone nel libricino “Never binge again” di cui vi ho parlato qui fa l’esempio della patente. Ottenere (e mantenere) la patente richiede disciplina (bisogna studiare i cartelli stradali, rispettare il codice della strada, assicurare la macchina,…), ma ciò ci regala in cambio la possibilità di andare dove si vuole.

Allo stesso modo, la disciplina nella nostra vita quotidiana –  a fronte di un po’ di fatica – ci porta grandi vantaggi.

Vi faccio solo alcuni esempi:

  • se quotidianamente ci prendiamo cura della nostra casa, anche se con poco ogni giorno, il fine settimana saremo più libere;
  • se ci dedichiamo regolarmente all’attività fisica, potremo dedicarci qualche sgarro senza sensi di colpa e senza danni per la nostra salute;
  • se segniamo sempre i nostri appuntamenti in agenda, avremo la mente più libera e non dimenticheremo nulla;
  • se in casa ogni membro della famiglia fa la sua parte, le giornate saranno più piacevoli per tutti e il clima domestico sarà più sereno.

 

“Taluni considerano la disciplina un peso. Per me, è una sorta di ordine che mi dà la libertà di volare”
Julie Andrews