Organizzati si nasce o si diventa?

Mi piace seguire Instagram.

Ci sono tutte queste immagini di case perfette, mamme perfette, donne perfette, famiglie perfette e bambini perfetti.

Ogni tanto mi demoralizzo. Penso a quanto mi piacerebbe essere così e al fatto che io non ci riuscirò mai, perché non ho questo dono.

È questo uno degli aspetti pericolosi dei social network (oltre al fatto di essere una grandissima fonte di distrazione): ci fanno credere che tutti coloro che mostrano belle immagini abbiano un talento innato, un dono piovuto dal cielo.

Perché noi vediamo ciò che gli altri decidono di condividere (solitamente una cosa bella), ma non vediamo tutto il lavoro che c’è stato dietro.

Secondo Pietro Trabucchi, autore di Tecniche di resistenza interiore. Sopravvivere alle crisi con la resilienza, la cultura digitale in cui viviamo sta portando infatti alla svalutazione dell’impegno personale quale mezzo per il raggiungimento degli obiettivi.

Come se chi mostra una bella casa in ordine sui social avesse talento e tutti gli altri no. E noi che stiamo a guardare perdiamo le speranze di diventare così.

Invece, dobbiamo tornare alla vita reale e renderci conto che se anche noi vogliamo una casa bella e in ordine ce la possiamo fare.

Sì, tutti possiamo diventare organizzati e ordinati. Non è necessario avere un talento innato. Ciò che occorre – parafrasando Trabucchi – è:

  • la capacità di non mollare e di tenere duro rimanendo motivati di fronte alle difficoltà
  • lo spirito di sacrificio
  • la capacità inesausta di rialzarsi
  • la capacità di riuscire a non smettere di sperare contro ogni evidenza.

 

Diventare organizzati in 5 passaggi

Perché cambiare vita e diventare organizzati è così difficile? Perché ci sono vari passaggi da affrontare e troppo spesso ci si scoraggia prima di arrivare in fondo.

Fermiamoci un attimo a fare il punto della situazione e vediamoli insieme:

  1. capire i propri valori: è il nostro punto di partenza. Non si può avere tutto, quindi dobbiamo capire quali sono le cose (io direi massimo 3-4) più importanti per noi: una famiglia felice e unita? Una carriera brillante? Una casa sempre pulita e in ordine? Un fisico super-atletico? La possibilità di esprimere la propria creatività? Scoprire e imparare sempre cose nuove?
  2. eliminare il resto: una volta che abbiamo deciso quello che vogliamo, eliminiamo dalla nostra vita tutto ciò che non serve al vostro scopo. Parlo di oggetti, ma anche di impegni, abitudini e perfino di persone. Tutto ciò che non ci aiuta a raggiungere gli obiettivi che abbiamo scelto al punto 1, è di intralcio;
  3. organizzare ciò che è rimasto: tutto ciò che abbiamo deciso di tenere deve essere valorizzato. Deve essere sempre a nostra disposizione, comodo e pronto all’occorrenza e deve avere il giusto spazio che si merita;
  4. tenere in ordine: ora che ci sono rimasti meno oggetti sarà più facile tenere in ordine, rimettendo sempre a posto ciò che si è utilizzato. Le nostre giornate fileranno via lisce e incontreremo meno intoppi lungo il cammino. Facciamo ordine non solo tra gli oggetti, ma anche tra i nostri impegni: segnamoli sempre in agenda e dedichiamoci a un compito alla volta;
  5. tenere pulito: nessuna casa (o scrivania, o palestra, o tavolo del cucito, ecc.) potrà mai offrirci benessere e serenità se non è seguita con cura e amore. Quello che noi diamo alla nostra casa, la casa ci restituisce ❤️‍

 

Quello che si vede è l’unica cosa che c’è?

Il nostro cervello è pigro: quando dispone di poche informazioni, lui salta alle conclusioni.

Siamo insensibili sia alla qualità che alla quantità di informazioni di cui disponiamo, perché siamo soggetti a una distorsione chiamata WYSIATI (“What you see is all there is” ossia “quello che si vede è l’unica cosa che c’è”).

Sarà successo anche a voi di esserne vittine: siete sole (a casa o al lavoro), lavorate come matte e quando finalmente vi sedete un attimo a riposare arriva vostro marito o un vostro collega che non ha visto tutto quello che avete fatto e che vi guarda (o commenta) come se ve ne foste state tutto il giorno sul divano. Che nervoso!

Vi parlo di questa distorsione – che ho scoperto nel libro “Pensieri lenti e veloci” di Daniel Kahneman – perché penso sia fonte di molte discussioni in casa come in ufficio.

Quindi prima di giudicare, prima di pensare “ecco, io ho fatto un sacco di lavoro, mentre lui/lei non ha fatto nulla” fermiamoci un attimo a pensare se non ci sia qualcosa in più oltre a quello che abbiamo visto.

E se pensiamo di non essere abbastanza apprezzate per quello che facciamo? Prepariamo un elenco scritto di tutte le cose da fare, appendiamolo in bella vista la mattina e durante il giorno depenniamo le cose fatte. La sera tutti noteranno quante cose abbiamo fatto!! 😉

 

2 ostacoli da superare per diventare organizzati

Chi è stanco di una vita allo sbaraglio e vorrebbe diventare più organizzato deve superare 2 tipi di problematiche:

  • questioni di tipo pratico/tecnico: ossia, capire come organizzare meglio gli spazi con cassetti e divisori, munirsi di un’agenda e di un timer, ecc.
  • questioni di tipo adattivo: ossia, superare ostacoli che implicano un profondo cambiamento delle nostre credenze, della nostra mentalità e delle nostre abitudini.

Troppo spesso ci si focalizza solo sulle prime questioni: si pensa di diventare più organizzati semplicemente acquistando scatole, contenitori e cambiando l’ordine delle padelle in cucina.

Ma non è così. Bisogna affrontare anche gli ostacoli del secondo tipo. Questi sono solo alcuni esempi:

  • lasciar andare ciò che ingombra inutilmente le nostre case
  • non farsi cogliere dalla pigrizia quando è il momento di darsi da fare
  • instaurare delle sane abitudini
  • imparare a procedere a piccoli passi senza pretendere di ottenere tutto e subito
  • rispettare le volontà di chi condivide la casa con noi
  • ecc.

Le questioni di tipo adattivo sono le più difficili da gestire, perché non esiste una soluzione uguale e valida per tutti e perché richiedono una grande forza di volontà. Tuttavia, se si vogliono risultati duraturi, è necessario affrontarle di petto una volta per tutte.

 

La mia lotta contro il disordine

È nella mia natura essere una persona disordinata.

Allo stesso tempo però non mi piace vedere disordine in casa. E quindi è una continua lotta tra la me stessa che vuole una casa bella e in ordine e la me stessa pigra che non ha voglia di rimettere al suo posto una cosa dopo averla usata.

In questi ultimi anni però ho scoperto di avere degli assi nella manica nell’eterna lotta contro il disordine:

  • una buona organizzazione: in casa, ogni cosa deve avere il proprio posto e deve essere comoda da riporre;
  • space clearing: se si possiedono pochi oggetti è più facile tenere la casa in ordine;
  • tornare subito in sella dopo una brutta caduta: ci sono giorni in cui – complici la fretta e la stanchezza – lascio tutto in giro. Il problema è che il disordine chiama altro disordine e in breve tempo la casa si trasforma in un disastro. Quello che ho capito è che è necessario riprendere subito in mano le redini della situazione prima che sia troppo tardi.

Quindi, se anche voi come me avete deciso di cambiare e di diventare più ordinate ricordatevi che:

“Il fattore che determinerà i vostri successi a lungo termine non è il fatto di essere o meno fedeli al 100 percento al vostro piano di cambiamento, ma quanto velocemente e con quanta tenacia sarete tornati in sella dopo una brutta caduta.”

Organizza al meglio la tua vita di Tony Crabbe