I ladri di tempo

Nell’ultimo articolo, abbiamo parlato di come “dire di no”.

Ecco, esiste una particolare categoria di persone a cui bisogna abituarsi a dire di no, tagliar corto e scappare via subito: i ladri di tempo!!

Nel libro Guadagnare un’ora al giorno (e vivere felici), l’autore Michael Heppel individua 4 tipologie di ladri di tempo:

  • i chiacchieroni: ci vorrebbero manipolare per ore con i loro blablabla. Il più delle volte non si tratta di discorsi costruttivi, ma di inutili pettegolezzi;
  • i piagnucoloni, sempre in cerca di alleati. Più gli diamo corda e più tornano da noi per cercare conforto e per sentirsi dire che hanno ragione;
  • i principianti. Ci fanno sentire lusingati nel momento in cui chiedono il nostro aiuto, ma forse è il momento che inizino ad essere un po’ più autonomi;
  • gli storici, che riempiono i nostri pochi momenti liberi con esempi e aneddoti ricchi di particolari.

In tutti e 4 i casi è necessario essere fermi e decisi nell’allontanare i ladri di tempo, ma sempre con gentilezza (l’autore nel libro spiega poi nel dettaglio come trattare ogni tipologia)!

Naturalmente è giusto costruire relazioni, ma siamo noi a dover scegliere le persone con cui “investire” il nostro tempo 😉

4 modi per riuscire a dire di no

Vi parlo nuovamente del libro “Organizza al meglio la tua vita di Tony Crabbe.

In particolare, vorrei condividere con voi i consigli che l’autore dà per riuscire a dire di no davanti a proposte che consumano il nostro tempo e le nostre energie e che noi accettiamo soltanto per mancanza di forza di volontà:

  1. fatevi grandi: è stato dimostrato che mettersi in “posizione potente” rende davvero più coraggiosi. Quindi, puntate le mane ai fianchi, aprite le gambe, mettete petto in fuori e testa in altro (tipo Wonder Woman o Superman, per capirci). Fatelo per un paio di minuti in un posticino nascosto, poi andate a dire il vostro “no” con forza e determinazione;
  2. dite sempre la verità: nel dire il vostro no, non inventate scuse. Per 2 motivi: primo perché le bugie vengono sempre a galla. Secondo perché solo in questo modo metterete bene in chiaro le vostre priorità;
  3. riflettete prima di rispondere: dire di sì è più facile e veloce che dire di no (ma poi ne paghiamo le conseguenze). Quindi – davanti a una proposta di cui non siete convinti – prendetevi il vostro tempo, fate la scelta più opportuna con calma e poi affrontate la conversazione;
  4. negoziate un eventuale “sì”: non sempre siete obbligate a accettare un impegno così come vi viene proposto. Potete dire di no alla richiesta come è stata posta, ma lasciate aperto un “sì” ipotetico se l’altra persona è d’accordo nell’aggiustare le condizioni (ad esempio con le amiche “ok, possiamo fare la festa a casa mia, ma soltanto se ognuna porta qualcosa e se poi mi aiutate a pulire”).

 

Dal controllo al dominio delle nostre vite

Gli strumenti organizzativi che utilizziamo (calendari, timer, agende, to-do-list,…) creano un grande equivoco: l’illusione di poter controllare la propria vita.

Bene, rassegnatevi: nessuno può controllare la propria vita. È impossibile, perché troppe cose dipendono da persone e fatti esterni a noi.

E allora va a finire che ci arrabbiamo, ci innervosiamo e ci sentiamo stressate. Come quando programmiamo una serie di appuntamenti uno dietro l’altro – tutto incastrato alla perfezione – ma poi rimaniamo bloccati in tangenziale a causa di un brutto incidente poco più avanti.

La nostra vita non può essere controllata.

Tuttavia, la nostra vita può essere dominata.

Nel suo libro Organizza al meglio la tua vita Tony Crabbe usa la figura del surfista per spiegare questo concetto. Se fai surf non puoi controllare l’onda che arriva: non ne puoi scegliere altezza, velocità e forza. Ti fermi per un secondo, prendi atto di ciò che hai davanti, ti fai coraggio e parti, decidendo ogni istante come muoverti a seconda di come si muove l’acqua sotto il tuo surf.

Ma cosa significa fuori di metafora? Un altro libro –Il segreto delle persone felicidi Yvon Delvoye – lo spiega bene. Significa fare 2 cose:

  1. accettare ciò che ci sta accadendo, anche se si tratta di qualcosa che ci dà fastidio o ci mette paura
  2. agire di conseguenza, ma senza reagire. Cioè pensare a qual è la cosa migliore da fare in quel momento – data quella situazione – senza farsi trasportare dalla rabbia e dalla paura.

Insomma, calma e sangue freddo.

Proseguendo nell’esempio di prima, una volta intrappolate nel traffico, anziché farci prendere dal nervoso e dalla rabbia, possiamo prendere atto che il nostro prossimo appuntamento è saltato e trovare il modo migliore per rimediare e riprogrammarlo. Diventa quasi una sfida divertente con noi stesse.

Certo, ogni tanto cadremo e berremo un po’ di acqua. Ma con il tempo e l’esperienza diventeremo sempre più brave. Non pensate anche voi che la vita possa essere bellissima e entusiasmante, se vissuta sulla cresta dell’onda con il vento tra i capelli, con la certezza che qualsiasi cosa accada, noi saremo in grado di affrontarla?

I 10 Rituali della Vita Radiosa

Oggi vi vorrei riportare i 10 Rituali della Vita Radiosa che Robin S.Sharma elenca nel suo libro “Il monaco che vendette la sua Ferrari: Una favola spirituale“.

Il protagonista della storia è Julian, un avvocato di successo – ma stressato – che dopo un attacco di cuore cambia completamente vita grazie a un viaggio sull’Himalaya.

Finalmente in pace con se stesso, ci svela tutto ciò che ha imparato durante questo cammino, tra cui appunto anche i 10 Rituali:

  1. Rituale del Silenzio: ogni giorno ritagliati almeno 15 minuti di tranquillità, lasciandoti avvolgere da solitudine e silenzio;
  2. Rituale del Movimento: fai almeno 5 ore a settimana di attività fisica. Se rinvigorisci il corpo rinvigorisci anche la mente;
  3. Rituale dell’Alimentazione Vitale: scegli un’alimentazione sana, che ti faccia stare bene e che non comporti inutili sprechi di energia;
  4. Rituale della Ricca Conoscenza: continua a leggere e studiare per tutta la durata della tua vita;
  5. Rituale della Riflessione Introspettiva: fermati a riflettere sulle cose che hai fatto e sui pensieri che ti hanno attraversato la mente nel corso di una giornata;
  6. Rituale del Risveglio Mattutino: svegliati e inizia la giornata nel migliore dei modi. Quello che fai nei primi 10 minuti condiziona notevolmente il resto della tua giornata;
  7. Rituale della Musica: dedica un po’ di tempo alla musica, perché fa ridere, cantare e danzare;
  8. Rituale della Parola: recita dei mantra tutti i giorni (ad esempio “io sono forte, abile e tranquillo” o qualunque altra cosa). Le parole esercitano un enorme potere sulla mente, influenzandola e condizionandola;
  9. Rituale della Coerenza del Carattere: ogni giorno devi cercare di compiere azioni che rafforzino il tuo carattere. Le azioni positive ripetute formano le buoni abitudini e le buoni abitudini ti guidano verso il tuo destino;
  10. Rituale della Semplicità: vivi una vita semplice riducendo le tue necessità e gli eccessi.

Ecco, forse alla fine si tratta solo di tanto buon senso, ma in questo elenco ci sono cose di cui troppo spesso ci dimentichiamo e quindi un ripasso non può che farci del bene 😊.

Un nuovo modo per pulire i sanitari

Mi piace sperimentare nuovi modi di pulire. Soprattutto quando c’è qualcosa che non mi piace e mi pesa.

Ad esempio non mi piace pulire i sanitari in bagno, con la pezza che si inzuppa, sposta lo sporco qua e là e va continuamente sciacquata.

La conclusione a cui sono arrivata è quella quindi di pulire direttamente senza pezza, ma solo con mani protette da guanti.

Spruzzo il detergente, lo spalmo bene con le mani, poi sciacquo.

Io mi trovo benissimo! I vantaggi sono più di uno:

  • trovo meglio lo sporco: sui sanitari bianchi il calcare non si vede, ma si sente sotto le dita;
  • riesco ad arrivare meglio negli angolini;
  • i guanti puliscono via bene lo sporco grazie al loro tratteggio anti-scivolo;
  • non ho una pezza che porta in giro residui di sporco e/o di detergente;
  • non ho una pezza da manovrare e sciacquare;
  • infine, mi piace il contatto più diretto. È un po’ come lavarsi la faccia il mattino.

 

Solo alla fine, dopo aver pulito e sciacquato con le mani, passo con un panno asciutto per asciugare e lucidare dentro e fuori 😁 .

Ps: per il WC mi fa un po’ impressione usare le sole mani e quindi utilizzo la carta igienica  😜