L’organizzazione è un mezzo

Succede sempre che chi mi legge su queste pagina e poi mi incontra “dal vivo” mi domandi della mia passione per l’organizzazione.

La cosa mi fa molto piacere! Tuttavia, quello che mi dispiace è constatare che spesso viene fraintesa.

Ho notato infatti che chi non mi conosce bene, tende ad immaginarmi come una “maniaca dell’ordine”, con una casa impeccabile, che passa le giornate a pulire e mettere a posto.

Beh, non è assolutamente così, anzi!

Quello che mi piace di una vita ben organizzata è che mi permette di fare il mio dovere (ciò che è necessario, nulla di più) con il minor dispendio possibile di tempo e energie. In questo modo, rimango poi libera per fare altre cose che mi interessano e mi appassionano certamente di più (come stare con i miei bambini, studiare cose nuove o fare attività fisica).

Una buona organizzazione in casa non deve essere fine a se stessa. Piuttosto, deve essere semplicemente il mezzo per riuscire a ottenere tanto altro nella propria vita! 😊

E come ogni “mezzo”, anche l’organizzazione va utilizzata con intelligenza, senza diventare ossessiva: dobbiamo essere noi a comandare sulla nostra vita, non la nostra mania per l’organizzazione.

Cerchiamo quindi espedienti che ci facciano risparmiare tempo e che ci facciano guadagnare spazio, ma poi chiudiamo la porta, lasciamoci tutto alle spalle e andiamo al parco con i nostri bambini ❤️‍❤️‍

 

#guidacasa: i colori di casa

Non ho mai avuto occhio per l’arredamento. Di sicuro, estetica e design non sono il mio forte.

Per questo quando decido di sistemare una stanza di casa, parto sempre cercando ispirazioni in Internet.

Una cosa che ho capito è l’importanza della scelta dei colori, perché i giusti toni contribuiscono al benessere dentro casa che per me è sempre fondamentale.

Quindi quello che ho imparato è che:

  • i colori freddi (il bianco, il blu, il verde, il grigio, ecc.) favoriscono l’intimità e rilassano: quindi vanno bene per il bagno, l’ufficio, l’ingresso, la camera da letto, ecc.;
  • i colori caldi (il rosso, il giallo, l’arancione, il crema, ecc.) espandono e stimolano le relazioni sociali: quindi sono adatti a cucina, sala da pranzo, soggiorno ecc.

Io ho scelto il giallo e il verde per la cucina, il rosso e l’arancione per il soggiorno e la sala da pranzo, il blu per la nostra camera da letto.

Il resto è ancora tutto un mix in via di definizione 😉

E voi che colori avete in casa? Per quali motivo li avete scelti? 😊

Le pulizie dei monaci Buddisti (guest post di Laura)

Da quando ho letto il libro “Manuale di pulizie di un monaco Buddhista” sono rimasta ammaliata dal rapporto che lega questa religione al benessere personale che si può raggiungere attraverso le pulizie di casa.

Non credo di aver presto occasione di andare in Oriente a vivere in prima persona questi aspetti così diversi dalla nostra quotidianità, così ho chiesto alla mia amica Laura di raccontarmeli.

Laura è una Social Web Coach, ossia aiuta piccole e medie imprese a trovare il cliente ideale sul web,  ma la sua più grande passione è viaggiare e raccontare le sue esperienze sul Blog I Viaggi di Serendipity.

Facciamo un tuffo insieme a lei (e alle coinvolgenti fotografie del suo compagno Lorenzo) in questo mondo tanto lontano, ma tanto seducente.

Linda

A volte mi reputo una viaggiatrice. Amo scoprire il mondo, preparare uno zaino veloce, senza pensarci troppo e partire. Poi ci sono i momenti in cui adoro stare a casa, in un ambiente familiare e pensare al mondo là fuori. La mia meta del cuore? Senza dubbio l’Asia per assaporare l’atmosfera quasi surreale dei templi buddisti.

Anche se crediamo di poter vedere tutto, ciò che abbiamo di fronte a noi è solo un piccola rappresentazione della realtà. Nella vita di tutti i giorni non serve affannarsi per riuscire a risolvere tutti i problemi che abbiamo nella mente. Basta iniziare a vivere meglio il momento presente e apprezzare ogni piccola cosa. Questo è l’insegnamento che ho interiorizzato durante gli ultimi anni di viaggi, grazie agli incontri fortuiti con le persone del luogo. C’è chi si è fermato a parlare e chi invece con semplicemente qualche gesto mi ha reso partecipe della sua realtà.

Il Buddismo

Spesso le persone tendono a concepire il Buddismo più come filosofia di vita che come religione. Sono sempre stata affascinata da questo modo di vivere e affrontare le difficoltà della vita. Ho sempre avuto l’impressione che i pensieri buddisti, se interiorizzati e capiti, siano capaci di farci affrontare le difficoltà della vita in maniera diversa. L’animo occidentale in questi luoghi è come bandito. Si perde il concetto di materialità degli oggetti. Non vi è fretta, ma calma e tranquillità. Energia per ricaricare se stessi e vivere in sintonia con il mondo circostante.

Vietnam preparazione pranzo

I templi buddisti e l’organizzazione

Srilanka
Quando sono partita per la prima volta per un paese asiatico, era il 2011 e la mia destinazione si chiamava SriLanka. Ancora non sapevo cosa mi aspettava, una volta scesa dall’aereo. Un paese a dir poco ricco di storia, tesori e soprattutto tradizioni.

Per me è stato un onore poter entrare nel tempio dove si trova lo Sri Maha Bodhi, l’albero nato da un ramo del Ficus dove Siddhartha ha ricevuto l’illuminazione, portato in questo luogo dalla sorella. Erano le 5 del pomeriggio e le persone si stavano avvicinando per la preghiera serale. L’atmosfera è surreale e mi sentivo parte di un progetto più grande, dove tutti i presenti erano con la mente in un’altra dimensione. Seduta in disparte ho lasciato la mia macchina fotografica nello zainetto. Per una volta ho voluto vivere il momento in prima persona e conservare solamente in me stessa il ricordo di un attimo così pulito ed essenziale. Niente pensieri, solamente una sensazione di leggerezza e armonia.

monaco vietnam

Vietnam

In Vietnam ho potuto assistere ai preparativi di un pranzo tra i monaci. Pulizia, ordine e semplicità è il leitmotiv del tempo che anticipa l’arrivo dei monaci senior. Sono i ragazzi più giovani ad occuparsi della tavola. Vestiti con un semplice completo di cotone, casacca larga e dei pantaloni azzurro chiaro, rigorosamente scalzi. Stendono dei tappeti e controllato che tutto sia pulito. Cancellano una piccola macchia per terra, perché non solo la tavola è perfettamente imbandita, ma anche dove si cammina deve essere assolutamente pulito. Il tavolo è dominato dalla semplicità. Piatti bianchi per i monaci e terrine in porcellana bianca con dei piccoli disegni azzurri, ricche di riso e seitan fatto in casa. A breve arriveranno i protagonisti di questo pranzo della domenica. Tutto è ancora così silenzioso e perfetto. La semplicità dell’attesa.

Vietnam Preparazione pranzo1

Vietnam preparazione pranzo2

Cosa ho imparato da queste esperienze sul Buddismo e me stessa

L’idea che in occidente abbiamo dell’organizzazione dei templi buddisti si discosta in parte dalla realtà. Spesso mi è capitato di entrare in templi con all’interno statue raffiguranti il Buddha di dimensioni enormi. Intorno, tantissime statuine più piccole e soprattutto doni. C’è chi lascia del cibo, chi fiori e chi soldi. L’immagine può sembrare a dir poco materiale, ma in realtà se si rimane seduti per terra ad osservare ciò che succede all’interno del tempio ci si rende conto che lo spirito dei monaci è alto, sopra di noi. Non importa la materialità degli oggetti che lasciamo intorno a noi, ma come il nostro spirito è capace di alzarsi e rimanere al di là delle ansie, dei problemi che normalmente attanagliano la vita di noi occidentali. Riparto da questi viaggi quasi azzerata. La mia mente e il mio fisico eliminano il peso dei pensieri. Sono pronta per affrontare un nuovo anno. Sarà per questo che ad ogni nuova partenza la mia mente vola verso l’Asia. Ogni volta, un nuovo inizio mi aspetta.
Hai mai provato un nuovo inizio? Un modo per fare decluttering e ripartire da zero. Spesso Linda ne parla nel blog, per fare ordine bisogna togliere tutto ciò che non è necessario. La mia pulizia più efficace inizia mettendo il piede sulla scaletta di un aereo.

Laura

Partenza viaggio Laos

Il Kaizen a casa (+ stampabile)

In occasione della settimana dell’organizzazione indetta da APOI (Associazione Professional Organizers Italia), ho scritto un articolo sul metodo Kaizen (in italiano “miglioramento continuo”), utilizzato per rendere più efficiente l’organizzazione aziendale (lo trovate qui).

Ma quando dobbiamo gestire le nostre case, non è un po’ come gestire una piccola azienda?

Pensavo allora a come sfruttare questa semplice tecnica di origine giapponese per migliorare la nostra organizzazione domestica.

Per applicare il Kaizen anche in casa si può procedere così:

  1. identifichiamo le aree su cui ci sembra più urgente intervenire: la gestione delle pulizie? la programmazione dei pasti? l’ordine in casa?
  2. coinvolgendo tutta la famiglia, stabiliamo qual è il primo piccolo passo che si può fare per migliorare la situazione. Va bene anche un cambiamento minuscolo, l’importante è fare qualcosa. Se ad esempio il vostro problema è il disordine, un piccolo passo potrebbe essere: non lasciare le scarpe in giro, ma riporle nella scarpiera;
  3. insistiamo e supportiamoci l’un l’altro in casa finché la nuova regola diventa un’abitudine;
  4. ripetiamo il ciclo daccapo.

Tanti piccoli miglioramenti – uno dopo l’altro – alla fine hanno un grosso impatto sulla nostra vita quotidiana!!

Ed ecco anche una semplicissima tabellina su cui annotarsi i prossimi passi da fare:

kaizen organizzazione domestica

 

Eliminare i circoli viziosi

Questo fine settimana mi sono dedicata alle pulizie di primavera.

Quando sono arrivata a dovermi occupare delle finestre e in particolare degli scuri mi sono davvero arrabbiata con me stessa: erano sporchi da far paura.

Ma come ho potuto trascurarli per così tanto tempo? Vedevo che erano pieni di polvere, ma trovavo sempre una scusa: fa freddo, nei prossimi giorni è prevista pioggia, ho cose più urgenti, ecc.

Mi appigliavo a qualsiasi cosa pur di scansare un compito che non mi piace.

Pulire gli infissi non mi piace perché lo trovo lungo e faticoso.

Allo stesso tempo però, mi rendo conto che è lungo e faticoso perché aspetto sempre che siano davvero sporchi prima di metterci mano.

E così diventa un circolo vizioso.

Se io invece li pulisco più spesso, impiego poco a farlo e quindi mi pesa di meno. E di conseguenza la prossima volta che dovrò rifarlo mi spaventerà meno, giusto?

Del resto è stato così anche per altre cose: ad esempio, una volta mi pesava pulire la cucina tutte le sere, ora invece lo faccio senza nemmeno pensarci.

Quindi, insomma, si tratta solo di una questione di allenamento e di buone abitudini. 😊

Con questo post mi impegno dunque solennemente a spezzare questo circolo virtuoso vizioso (grazie a Elisa per la correzione) e a riprendere in mano la situazione degli infissi di casa. 😉

 

Ah, a proposito di buone abitudini. Se volete abituare anche i vostri bambini a essere più ordinati, è uscito il secondo quaderno di Organizzatips!! Lo trovate su Etsy:

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