I 12 principi di economia domestica

Ho iniziato da poco a leggere questo libro:

L’autrice racconta come donare bellezza e benessere alla nostra casa in 30 giorni.

Quando avrò terminato la lettura vi elencherò quello che la May ci concisiglia di fare giorno per giorno per un intero mese. Per ora, mi limito a elencarvi quelli che lei chiama “i 12 principi dell’economia domestica“:

  1. sii costante: ci vogliono costanza e azioni ripetute (abitudini) per rendere una casa confortevole;
  2. scegli per la tua casa prodotti realizzati a mano: farai del bene al prossimo e ridurrai l’impatto del consumismo di massa;
  3. stai di più a casa: non scappare dalla tua casa, goditela;
  4. apprezza il silenzio della casa, c’è troppo rumore nel resto del mondo;
  5. sii consapevole del tipo di persona che vuoi essere;
  6. fai della tua salute una priorità;
  7. ogni giorno, regalati qualcosa di speciale;
  8. fai sempre scelte che siano rispettose della natura e dell’ambiente che ci circonda;
  9. cura le relazioni familiari;
  10. sii presente, vivi profondamente ogni momento e prendi consapevolezza di ciò che è importante qui e ora;
  11. invita altre persone a casa tua, perché ogni giorno va festeggiato e condiviso;
  12. trascorri del tempo da sola, per essere semplicemente te stessa.

Fine settimana senza mestieri di casa

Durante i fine settimana siamo spesso in giro con il nostro van.

Naturalmente, non mi piace partire sapendo di avere la casa in cattive condizioni.  Non sarei serena.

Avendo una casa piuttosto grande, non avendo un aiuto esterno per le pulizie di casa ed avendo un lavoro a tempo pieno e 2 bambini che chiedono la mia attenzione, non mi resta che fare i mestieri la sera durante la settimana.

Non è facile, perché arrivo davvero stanchissima. Ma la prospettiva di avere il fine settimana libero mi è di grande stimolo.

Mi aiuta anche il fatto di avere una tabella di marcia fissa da seguire:

  • il lunedì stiro e cambio le lenzuola
  • il martedì faccio la polvere e i vetri
  • il mercoledì mi dedico ad aspirapolvere e pavimenti
  • il giovedì ordine e decluttering
  • il venerdì pulisco a fondo i bagni.

Naturalmente ci sono anche quelle cose che vanno fatte tutti i giorni: rifare i letti, sistemare la cucina, fare lavatrici, stendere,…

Per fare la spesa approfitto in pausa pranzo del supermercato vicino a dove lavoro e lascio infine tutti i mestieri di fino per i fine settimana in cui decidiamo di restare a casa 😉

 

 

 

Come organizzo i miei tesori

Non sono molto gli oggetti che conservo per il loro valore affettivo: per lo più sono i disegni dei bambini, qualche loro vestitino fatto dalle nonne appena erano nati, fotografie e qualche vecchio diario.

Quando si ha a che fare con questi tesori di famiglia, per me esistono 2 modi – completamente opposti, ma ugualmente validi – per organizzarli:

  • in bella vista, esposti sulle pareti o sui ripiani: ad esempio si possono appendere fotografie e disegni dei figli;
  • in una scatola riposta in fondo ad un armadio, per riscoprire periodicamente meraviglie ormai dimenticate.

Che si scelga un metodo oppure l’altro, in entrambi i casi, almeno una volta all’anno è necessario fare una bella pulizia, per togliere la polvere ed eliminare eventuali pezzi che non hanno più valore per noi. In questo modo, ci sarà spazio per nuovi ricordi e rimarrà con noi soltanto ciò a cui teniamo veramente.

 

 

Fuori dalle proprie abitudini

Le abitudini sono fondamentali in casa: ci servono per portare avanti – giorno dopo giorno – tutti quei compiti ripetitivi e noiosi.

Quando si crea un’abitudine, si innesca il pilota automatico e si rifanno i latti, si pulisce la cucina, si spazza il pavimento, ecc.

Ma la vita vera è fuori dalle abitudini.

Tutto ciò che è nuovo e diverso cattura i nostri sensi e risveglia le nostre emozioni.

È come quando una persona amata cambia marca di profumo. O come quando un fastidioso rumore di sottofondo all’improvviso si zittisce.

Possono essere sensazioni belle oppure brutte, ma qualsiasi cosa è meglio di una vita vissuta come se fossimo automi.

 

 

5 cose che ho imparato vivendo in furgone

C’è chi li chiama furgoni camperizzati, chi furgonati, chi van…insomma, sto parlando di quei furgoni allestiti in maniera da poterci cucinare e dormire.

Da pochi mesi ne abbiamo uno e lo stiamo usando per staccare la spina durante i fine settimana (almeno quando possiamo).

Queste esperienze in van mi stanno dando più di quanto mi aspettassi. Non solo mi permettono di viaggiare in libertà, ma mi insegnano anche:

  1. a scegliere l’indispensabile prima di partire: lo spazio a bordo è davvero limitato e bisogna dare priorità all’indispensabile. Anche i bambini hanno “diritto” ad una sola borsina di giochi da portare con sé: la scelta per loro è difficile, perché porterebbero tutto, ma un po’ alla volta stanno imparando;
  2. ad adattarmi a ogni situazione: per essere più liberi, partiamo sempre senza prenotare, ma ciò significa poi adattarsi a quello che si trova. Ma finché non andiamo incontro a situazioni che possano mettere a rischio la nostra incolumità, si può trovare il lato divertente e avventuroso di tutto;
  3. ad apprezzare ciò che do per scontato: ma volete mettere, dopo tot giorni per strada, tornare a casa e poter usare il proprio bagno?
  4. a stare tutti insieme: durante la settimana lavorativo ognuno è preso dalle proprie cose, dalla scuola, dal lavoro, dalle attività extra. Una volta sul furgone, si sta insieme 24 ore al giorno in pochi metri quadrati, condividendo la stessa avventura;
  5. che l’importante non è la meta, bensì il viaggio. E la strada è meglio se la si percorre lentamente ❤️‍

 

So che qualcuno di voi già mi segue sul mio profilo Instagram.

All’arrivo del furgone nelle nostre vite, ne ho creato un altro, per condividere alcuni momenti dei nostri viaggi. Se volete venire a curiosare, mi trovate su NuoveAbitudini in Van.

 

nuove abitudini in van