La felicità al tocco di campana (tibetana)

La nostra insoddisfazione nasce sempre dal pensiero di ciò che potremmo avere e non abbiamo. O da ciò che potremmo essere e non siamo.

Vorremmo più soldi e speriamo che in futuro il lavoro vada meglio.

Siamo ammalati e rimpiangiamo i tempi in cui eravamo in salute.

Siamo in ufficio e vorremmo essere in spiaggia.

Vediamo una persona che ha successo nel nostro settore e vorremmo essere al suo posto.

Naturalmente non è sbagliato, anzi, è giusto avere desideri e ambizioni. Tuttavia, questi pensieri ci portano spesso a vivere in una condizione di infelicità.

Cosa succederebbe invece, se per un solo attimo, vivessimo il presente per quello che è, senza rimpianti per quello che è stato, senza desideri per il futuro, senza invidia per l’erba del vicino, senza il desiderio di essere da qualche altre parte?

Il risultato – per 1 o 2 secondi, ossia prima che tutti i pensieri tornino a vorticare nella nostra mente – è che siamo perfettamente felici e soddisfatti.

In quel prezioso istante, cogliamo la bellezza e la perfezione di ciò che ci sta attorno, esattamente per come è.

Io ho imparato a farlo più volte al giorno, grazie a un trucco copiato da Sabrina Toscani (la titolare di Organizzare Italia). Ora, anch’io come lei ho installato un’applicazione sul telefono che ogni ora – circa – crea il rintocco di una campana tibetana.

Si tratta di un suono molto rilassante e – qualsiasi cosa io stia facendo – mi fa fermare per un secondo: chiudo gli occhi e “scatto” una fotografia mentale del momento presente: cosa sento? cosa provo? ho freddo? sono stanca? sono arrabbiata?

Qualsiasi sia la risposta, il mio attimo è perfetto.

 

Chi è il Kokopelli?

 

Non pubblico molte mie foto sui social…

Però ultimamente ne ho postate 2 (una in cui ho dei petali rossi in testa e una con una mia mano che spruzza dell’appretto) in cui si intravede il tatuaggio che ho sul polso: un Kokopelli.

Siccome alcune di voi mi hanno chiesto cosa rappresenti, lo spiego qui.

Il  Kokopelli è una divinità preistorica della tribù pellerossa dei Navajo.

Rappresenta uno spirito guida e un elargitore di felicità, che vaga di villaggio in villaggio suonando il suo piffero magico.

Al suo passaggio – alla fine dell’inverno – la neve si soglie, il sole torna a splendere e la natura si risveglia dopo il lungo letargo.

Secondo alcune versioni della leggenda, il Kokopelli trasporta i bambini non ancora nati da portare alle donne in attesa di un figlio.

Ricordo di aver discusso con la ragazza che mi ha fatto il tatuaggio: lei me lo voleva fare in modo che fosse dritto per chi mi sta di fronte. Io invece l’ho voluto “storto” ossia giusto per me.

Sono ormai 3 anni che questo piccolo folletto accompagna le miei giornate con il suo flauto magico e con questo post vorrei regalarvi un po’ della sua musica, che ha il dono di far nascere e crescere ciò che più si desidera per la propria felicità. ^_^

 

 

Prima il dovere o prima il piacere?

 

Prima il dovere, poi il piacere. Non riesco a rilassarmi completamente e a godermi un’attività di svago, se so che sto tralasciando qualcosa che devo fare.

Quando io torno a casa dal lavoro e i miei bimbi dalla scuola materna, a me verrebbe naturale sbrigare le faccende di casa (almeno le più urgenti) per poi poter giocare insieme a loro con la mente libera.

Ho capito però che per loro – ancora piccoli – è troppo difficile comprendere questo concetto. Loro sanno solo di essere rimasti tante ore lontani dalla mamma e quindi vogliono la mia attenzione.

Ho quindi deciso di forzare la mia natura e adeguarmi alle loro esigenze. Una volta dedicato loro un po’ di tempo, poi sono più tranquilli e mi lasciano sbrigare qualche mestiere di casa.

Ora però il mio grande ha quasi 6 anni e credo sia giunto il tempo di cambiare un po’ le cose.

Sicuramente, non potrà mai mancare il momento-coccola dopo la giornata fuori casa, ma voglio cominciare a fargli capire quanto sia rilassante dedicarsi alle cose piacevoli solo dopo aver portato a termine i propri doveri.

Non solo, sto puntando molto anche sul fargli notare che se ci aiutiamo a vicenda nel fare questi lavoretti, si finisce prima e così c’è più tempo libero per tutti. ^_^

Credo che raramente la saggezza popolare sbagli, quindi meglio imparare a seguirla fin da piccoli!

 

Scatole e cestini…che passione!!

Quando ho deciso di riordinare casa, ricordo che una delle prime cose che ho fatto è stata andare in giro per negozi alla ricerca di scatole, cestini, divisori, ganci, ecc.

Beh, se siete ancora in tempo, non fatelo!! È stato un terribile errore.

Pensavo di rendere la mia casa più comoda e accogliente “ficcando” tutto in qualche sorta di contenitore, ma non ha funzionato.

Quello che non avevo capito era che ciò che avevo in casa non aveva bisogno di essere organizzato…aveva bisogno principalmente di essere ridotto!

Quando finalmente me ne sono resa conto, avevo non solo le mie vecchie cose, ma anche quelle nuove che avevo appena acquistato.

Quindi, mi raccomando, voi procedete così:

  • iniziate eliminando tutto l’eliminabile, ossia tutto ciò che non vi piace e che non usate;
  • sistemate e dividete ciò che avete deciso di tenere utilizzando quello che avete in casa (scatole delle scarpe, cartoncini, ecc.);
  • solo quando sarete sicure che quella adottata è una sistemazione definitiva e che avete la giusta quantità di cose, buttate le vecchie scatole e comprate contenitori esteticamente più piacevoli.

Non aggiungete finché non avete finito di togliere!! ^_^