#unoraperme : ecco come sta andando

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Sono trascorse 3 settimane da quando vi ho raccontato che avrei anticipato di un’ora la sveglia mattutina per avere più tempo per leggere e studiare.

Ora vi vorrei raccontare come sta andando. Le prime mattine è stata una po’ dura e mi alzavo dal letto solo con grande forza di volontà. Tuttavia, col passare dei giorni ho acquisito i nuovo ritmi ed ora per me è diventata la normalità.

Per compensare le ore di sonno perse ho anticipato di mezz’ora l’orario in cui vado a dormire la sera, ma tanto per me quello dopo le 22.00 è comunque un orario improduttivo visto quanto sono stanca.

Ho anche deciso di non mettere la sveglia il sabato e la domenica: senza lavoro i ritmi sono decisamente più tranquilli e riesco a ritagliarmi un po’ di tempo per la lettura durante la giornata.

Insomma, direi che sono proprio soddisfatta di questa mia decisione: i miei studi vanno avanti più velocemente e la mattina posso approfittare della casa silenziosa e di una mente fresca e riposata che memorizza le cose più facilmente.

E voi? Anche voi avete deciso di prendervi del tempo da dedicare a voi stesse?

Se vi va, possiamo confrontarci insieme, sostenerci a vicenda o semplicemente darci il buongiorno usando l’hashtag #unoraperme sul gruppo Facebook “L’arte del Saper Vivere” di Barbara, che molto gentilmente si è offerta di ospitarci! ^_^

Vi aspetto lì!!

 

 

 

Io merito di lavarmi in una doccia pulita

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L’ho detto spesso: mi sono sempre sentita sola e sopraffatta nella gestione della mia casa e di tutti gli impegni conseguenti.

La mia fortuna è stata quella di decidere di avventurarmi nella rete e condividere i miei crucci con voi. Voi siete sempre la mia salvezza, non solo per il sostegno morale, ma anche per i consigli pratici che mi date.

Ricordo che tempo fa mi lamentai della mia doccia. Essendo l’ultima di casa che si lavava mi toccava poi pulirla (strano, vero?, che toccasse proprio a me….), ma io non ne avevo assoultamente mai voglia.

La doccia per me segna la fine della giornata, entro finalmente in modalità relax e una volta finita chi me lo fa fare di riprendere in mano pezze e detergente?

L’illuminazione – tanto semplice quanto geniale – mi è arrivata da Chiara (se siete curiose andate a sbirciare le meraviglie che crea sul suo blog Craft Time), che non finirò mai di ringraziare! La doccia va pulita prima di lavarsi!! Davvero pochi minuti di lavoro e poi posso finalmente rilassarmi in una doccia accogliente e profumata!

Insomma, ogni volta sempre di più mi rendo conto di quanto basti cambiare una piccola abitudine per ottenere grandi risultati: ora pulisco la doccia senza mai saltare un giorno e poi mi godo questo piccolo tesoro tutto per me!! ^_^

Anche voi andate d’amore e d’accordo con la vostra doccia? Avete piccoli stratagemmi che – nel loro piccolo – vi hanno cambiato la vita?

 

Essere organizzati è un mezzo per arrivare dove vogliamo

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Chi mi segue sulla pagina Facebook, sa che 10 giorni fa, ho avuto la fortuna di partecipare all’evento APOI “Impara ad organizzarti…divertendoti!“.

Il pomeriggio è stato ricco di stimoli interessanti, tra i quali la possibilità di assistere alla presentazione del libro “Facciamo ordine” di Sabrina Toscani.

 

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Sabrina Toscani ed il suo “Facciamo ordine”

Una dei motivi per i quali ho molto apprezzato questo testo, è che l’organizzazione non è vista come fine a se stessa, ma come un mezzo per arrivare dove vogliamo.

Essere organizzate è la via per riprendere il controllo di una realtà moderna complessa e stressante.

Una buon organizzazione ci apre la strada ad una vita più semplice, più equilibrata, più significativa ed appagante.

Lo so, riprendere in mano le redini può sembrare difficile e faticoso, perché implicata cambiamenti e nuove abitudini.

Ma noi non abbiamo fretta, non abbiamo nessuno con il cronometro che ci corre dietro.

Facciamo insieme un piccolo passo ogni giorno: muoviamoci lente, ma costanti. Introduciamo delle routine per mattina e sera, pianifichiamo i pasti, segnamo le scadenze su un calendario, riorganizziamo gli spazi in casa e facciamo uscire dalla nostra casa tutto ciò che è inutile (decluttering!).

Allora, non vi ho fatto venire voglia di cominciare?? ^_^

 

 

Tra il dire ed il fare, c’è di mezzo il cominciare

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L’abbiamo già detto, i sogni non sono fatti per rimanere nel cassetto.

Se crediamo davvero in qualcosa, è giunto il momento di combattere per ottenerla.

In questi ultimi anni, ho già dedicato molto tempo alla mia passione, ma sento di non aver fatto ancora abbastanza.

In particolare, ho bisogno di più formazione: leggere e studiare.

Da lunedì mattina allora, punterò la sveglia alle 6 e dedicherò un’ora alla lettura prima di prepararmi per andare al lavoro.

Approfitterò della mente fresca e riposata e della casa ancora silenziosa.

Comincerò la giornata con un’attività che mi piace e gratifica.

Ogni giorno saprò di aver fatto un passo che mi avvicina al mio obiettivo.

Tutto rose e fiori? Non credo. Arriverà il momento in cui mi sentirò stanca e sarò tentata di mollare. Avrò bisogno di voi. C’è qualcuna con un sogno da realizzare che mi vuole seguire?

Ci sosteniamo a vicenda?

Lasciatemi un segno qui sotto nei commenti oppure sulla pagina Facebook di Nuove Abitudini.

Raccontatemi: qual è il vostro sogno? Qual è il vostro obiettivo da realizzare? Siete pronte a cambiare le vostre abitudini per portare avanti ciò in cui credete?

La sera, quando siamo stanche e la voglia di fare è sotto i piedi, non è il momento ideale da dedicare ai nostri progetti. Da domani vi aspetto alle 6: tutte insieme appassionatamente! ^_^

Apprezziamo il silenzio

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La parola “taciturno” deriva dalla radice tak-, il cui significato è “essere quieto, acquietato, contento”. In sanscrito, tucyati significa “soddisfare”. Stando all’etimologia quindi, il taciturno, al contrario di quello che comunemente si pensa, si trova in una condizione di pacificazione ed è contento perché le sue necessità sono state appagate: chi tace sta bene.

(Tratto da “La felicità del meno” di Maria Chiara Giorda e Sara Hejazi)

Siamo abituati a pensare a silenzio (e solitudine) come ad elementi negativi nella nostra vita: viviamo il silenzio come un vuoto, come qualcosa da riempire.

Quanti di noi accendono la televisione quando soli a casa perché ci faccia compagnia?

Cominciamo invece a guardare al silenzio come ad un prezioso alleato.

Il silenzio ci consente di far riposare la mente e di osservare ciò che ci sta attorno.

Concediamoci ogni giorno almeno 5 minuti di totale silenzio, godendo di questa sensazione di appagamento in cui non abbiamo bisogno di creare rumore per esprimere un bisogno o una mancanza.