Come trovare il giusto equilibrio?

Con la mia attività di Professional Organizer, mi capita spesso di incontrare donne che mi chiedono aiuto perché si sentono pigre, non hanno voglia di fare nulla e tendono a procrastinare.

Tuttavia, oggi ho fatto 2 chiacchiere con un’altra mamma incontrata casualmente, che mi ha fatto molto riflettere sul fatto che può esistere anche il problema contrario.

Aveva la febbre già dal mattino, mal di gola e mal di testa. Ciononostante è andata al lavoro, ha fatto la spesa, ha recuperato i bambini a scuola e poi andava a casa a preparare la cena.

Insomma, se da un lato c’è chi se ne starebbe sempre sul divano, dall’altro c’è chi non ci sta nemmeno da malato.

Perché molte persone (soprattutto donne) si comportano così? Credo che la cause siano più di una:

  1. hanno allenato talmente bene la loro forza di volontà che ne sono sorrette anche durante i giorni di malattia;
  2. soffrono di sensi di colpa, ad esempio nei confronti dei colleghi che senza di loro dovranno lavorare il doppio;
  3. tendono a ritenersi “indispensabili” e a riporre poca fiducia negli altri, negando così loro la possibilità di fare nuove esperienze;
  4. sono “guidate” dalle loro abitudini. Hanno dentro di loro dei meccanismi che ripetono giorno dopo giorno e che non cedono nemmeno davanti alla febbre. Ad esempio, se ci sono i figli da portare a scuola, è più stancante mentalmente trovare una soluzione alternativa che metterli in macchina e portarceli.

Inutile dire che entrambi gli estremi non ci fanno bene. Ma come si fa a trovare il giusto equilibrio? Quando avere un’abitudine consolidata (andare al lavoro, pulire la casa) non ci sostiene più, ma ci rema contro privandoci del rispetto per noi stesse?

Io la risposta non ce l’ho, anche perché pure io tendo a andare avanti finché crollo.

Voi da che parte state? Siete riuscite a trovare il giusto equilibrio? ❤️‍

Effetto Zeigarnik

Secondo gli studi della psicologa lituana Bluma Zeigarnik, la nostra mente tende a tornare e ritornare sulle cose non fatte o che abbiamo lasciato a metà.

Come quando dovremmo telefonare al dentista per fissare un appuntamento e invece continuiamo a rimandare, perché è una di quelle cose noiose e non urgenti.

Oppure dobbiamo terminare una relazione per il nostro capo, ma ci siamo arenate a metà e ci manca lo stimolo per ripartire.

Allora ci mettiamo a fare altro, ma intanto il nostro pensiero continua a tornare a quella telefonata non fatta, o alla relazione lasciata a metà. Tutto ciò a scapito della nostra serenità.

Come fare per combattere l'”effetto Zeigarnik”?

  • il primo modo è il più ovvio: bisogna cercare di non lasciare nulla in sospeso, soprattutto quando si tratta di piccole banalità come una telefonata. Si può seguire in questi casi la regola dei 2 minuti di David Allen: “tutto ciò che può essere svolto in meno di 2 minuti va fatto subito”;
  • facciamo il primo passo per girare l’effetto Zeigarnik a nostro favore: una volta cominciato un compito, la nostra mente sentirà il bisogno di portarlo a termine;
  • altrimenti – se abbiamo davanti un compito lungo e impegnativo che sicuramente non riusciamo a terminare in giornata – si può alleggerire la mente mettendo per iscritto quanto ci rimane da fare, magari segnandoci in agenda il prossimo compito da svolgere.

Una curiosità: avete presente quando un telefilm si interrompe sul più bello? Ecco, l’effetto Zeigarnik è quello che ci “costringe” ad attendere con impazienza per una settimana la puntata successiva 😉😉

 

Conoscere le proprie priorità per programmare al meglio la settimana

Una settimana non ha abbastanza ore per riuscire a fare tutto.

Tra tutti i nostri doveri e piaceri è dunque necessario fare una cernita. Ma come?

Per me, è necessario avere ben chiare le proprie priorità, che in questo modo mi guideranno come un faro nella notte.

Ad esempio, io metterei

  1. al primo posto famiglia e casa (per casa intendo lo stretto necessario per renderla pulita e vivibile);
  2. al secondo lavoro e studio, perché non si finisce mai di imparare e mi piace potermi sempre migliorare;
  3. al terzo attività fisica, che per me è una valvola di sfogo, il mio momento di relax e l’occasione di pensare solo a me stessa.

Avendo chiare in mente queste priorità la programmazione della mia settimana diventa molto più semplice, perché so che devo dedicare

  • un po’ di tempo alla prima categoria tutti i giorni;
  • un po’ di tempo alla seconda categoria quasi tutti i giorni (cioè riposo il sabato e/o la domenica);
  • un po’ di tempo alla terza categoria almeno 2/3 volte a settimana.

Se poi avanzo ancora tempo posso fare anche altro.

Se invece non mi rimane più spazio per fare null’altro non dirò più “non ho tempo”, bensì “non è una mia priorità”. ^_^

In questo modo so di aver dedicato del tempo alle cose davvero importanti e di aver messo da parte quelle secondarie.

E voi come vi programmate? Quali sono le vostre priorità?

Pianificare per iscritto

Per me, pianificare le mie giornate è essenziale.

Tuttavia, non mi basta soltanto pensarci, ho bisogno anche di mettere tutto per iscritto.

Mettere la mia giornata nero su bianco mi dà modo di:

  • essere sicura di non scordarmi nulla;
  • avere una visione d’insieme della giornata, per potermi regolare con le tempistiche;
  • sottolineare le attività più importanti, che non possono essere derogate;
  • condividere più facilmente i miei impegni con mio marito, in modo tale da coordinare tutta la famiglia;
  • impegnarmi più a fondo nel cercare di portare a termine i miei compiti che – essendo sotto i miei occhi – non posso ignorare;
  • mantenere l’elasticità della programmazione: basta scrivere a matita e avere sempre una gomma a portata di mano;
  • trarre la massima soddisfazione nel depennare un lavoro eseguito.

E voi programmate le vostre giornate? Lo fate per iscritto o solo mentalmente? ^_^

Trasformare i sogni in realtà

Spesso ci blocchiamo davanti ai nostri sogni perché li vediamo come montagne insormontabili.

Tuttavia, una buona organizzazione ci può aiutare anche a tenere fede ai nostri buoni propositi, in pochi semplici passi:

  1. stabiliamo quali sono i nostri obiettivi, non più di 3, altrimenti diventa troppo impegnativo (ad esempio: imparare l’inglese);
  2. pensiamo a quali sono le prime 3 cose da fare per avvicinarci al nostro sogno. Scegliamo davvero piccoli passi, così piccoli che non possono farci paura (ad esempio: cercare online le scuole di inglese della nostra città, telefonare per avere informazioni, confrontare orari e prezzi);
  3. per ciascun passo stabilito, fissiamo una data entro quando farlo;
  4. portati a termine i primi 3 step, ne fissiamo altri 3!

Avvicinarsi alla montagna poco alla volta la rende meno spaventosa e procedendo passo dopo passo si giunge alla vetta più velocemente di quanto ci si possa immaginare.

Per riuscire a realizzare i nostri sogni ancora più facilmente, non dimentichiamoci però di:

  • cambiare modo di pensare: non diciamo “è impossibile”, piuttosto “è difficile, ma poco alla volta ce la farò”;
  • condividere i nostri obiettivi con amici e parenti: una volta che ci siamo esposte pubblicamente saremo meno tentate di lasciar perdere;
  • premiarci per ogni piccolo traguardo intermedio raggiunto.

Il mio sogno per il 2017 è quello di riuscire a occuparmi di organizzazione anche nella banca dove lavoro. E il vostro? ^_^

E se volete mettere i vostri piani per iscritto, vi lascio la tabellina da scaricare, stampare e compilare:

trasformare i sogni in realtà