Legge di Parkinson vs. Linda (armata di timer)

La settimana scorsa ero in ferie.

Da settimane stavo raccogliendo in una to-do-list tutte le cose che dovevo fare, ma che non avevo mai tempo di fare.

Pensavo di approfittarne nei giorni in cui sarei rimasta a casa dal lavoro, tuttavia, sono riuscita a portare a termine soltanto la metà delle cose che mi ero programmata.

Perché??? Io credo di essere cascata in pieno in quanto predetto da Cyril Northcote Parkinson:

Il lavoro si espande fino a occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo.

In altre parole: se abbiamo un lavoro da fare e un’ora di tempo per farlo, ci impieghiamo un’ora. Se invece abbiamo lo stesso lavoro, ma 2 ore di tempo, ci impieghiamo 2 ore!!

Com’è possibile? Se sappiamo di avere più tempo, partiamo più rilassate, ci facciamo qualche pausa in più, diventiamo più perfezioniste e sprechiamo tanto tempo dietro ai dettagli secondari.

Questo è quello che è successo anche a me. Uff….

A metà settimana me ne sono accorta e ho rimediato usando un semplicissimo timer.

In pratica, ho utilizzato la tecnica del pomodoro: 25 minuti di lavoro senza distrazioni + 5 minuti di pausa. Avanti così finché non avevo terminato.

Il timer ci rende più consapevoli dello scorrere del tempo, ci mette un po’ di pepe e ci fa rimanere concentrati sul compito che dobbiamo portare avanti.

Sono una persona fondamentalmente pigra e se non ho una scadenza imminente non mi muovo. Sapere che entro pochi minuti suonerà il bip-bip-bip del timer è quello che ci vuole per me! ^_^

Ma come faccio a fare tutto?

Mi sono sempre chiesta come riuscire a fare tutto in casa, perché la lista dei lavori è potenzialmente infinita: pulire, spolverare, riordinare, fare il bucato…

Ma questa domanda era più grande di me e mi bloccava. Scoraggiata dall’idea di non riuscire a fare tutto, alla fine non facevo proprio nulla.

Ho impiegato un po’ di anni, ma ora ho trovato la risposta alla mia domanda: “è impossibile fare tutto, ma si può fare abbastanza”, perché comunque fare poco è sempre meglio che non fare nulla, soprattutto se questo “poco” è ben mirato. ^_^

Ci sono alcuni mestieri in casa che danno subito la parvenza di ordine e pulizia: sistemare la cucina la sera, passare i sanitari in bagno, rifare i letti, raccogliere il disordine, spazzare i pavimenti e stare dietro il bucato.

Queste sono le mie priorità: un elenco non troppo lungo di mansioni da svolgere. Mentalmente è più facile da affrontare. So che se riesco a stare dietro a queste cose, il più è fatto. Sento che sono alla mia portata di comune essere mortale.

Poi, nei momenti in cui magari ho un po’ più di tempo, ci aggiungo anche il resto.

Lavoro, ho 2 bimbi piccoli e una casa grande. Non posso pretendere di avere una casa perfetta. Così, ho imparato a convivere – anzi, ad apprezzare – una casa che sia “a posto”.