Fine settimana senza mestieri di casa

Durante i fine settimana siamo spesso in giro con il nostro van.

Naturalmente, non mi piace partire sapendo di avere la casa in cattive condizioni.  Non sarei serena.

Avendo una casa piuttosto grande, non avendo un aiuto esterno per le pulizie di casa ed avendo un lavoro a tempo pieno e 2 bambini che chiedono la mia attenzione, non mi resta che fare i mestieri la sera durante la settimana.

Non è facile, perché arrivo davvero stanchissima. Ma la prospettiva di avere il fine settimana libero mi è di grande stimolo.

Mi aiuta anche il fatto di avere una tabella di marcia fissa da seguire:

  • il lunedì stiro e cambio le lenzuola
  • il martedì faccio la polvere e i vetri
  • il mercoledì mi dedico ad aspirapolvere e pavimenti
  • il giovedì ordine e decluttering
  • il venerdì pulisco a fondo i bagni.

Naturalmente ci sono anche quelle cose che vanno fatte tutti i giorni: rifare i letti, sistemare la cucina, fare lavatrici, stendere,…

Per fare la spesa approfitto in pausa pranzo del supermercato vicino a dove lavoro e lascio infine tutti i mestieri di fino per i fine settimana in cui decidiamo di restare a casa 😉

 

 

 

Tenere il ritmo

Abbiamo il ritmo nel sangue, letteralmente. Ma anche nel respiro.

Insomma, il nostro corpo porta avanti in maniera ritmica tutto ciò che è involontario, ossia tutto ciò che facciamo (respirare, far circolare il sangue) senza nemmeno bisogno di pensarci.

Il ritmo permette di mettere il cervello in stand-by e procedere con il pilota automatico.

Ci piace tutto ciò che è costante e prevedibile, che va avanti da sé.

È così che io vedo certe abitudini, ripetute tutti i giorni, magari sempre alla stessa ora: parte il pilota automatico e non ci si pensa più.

Imparare a essere costanti nel rifare i letti tutti i giorni, nel sistemare la cucina tutte le sere, nel passare regolarmente i bagni ecc. può essere difficile all’inizio, ma una volta preso il ritmo, non lo si molla più!

 

 

Sfide e mestieri di casa

Ecco un’altra cosa che mi motiva molto quando si tratta di fare i mestieri di casa: trovare l’elemento di sfida.

Alcuni esempi:

  • pulire il bagno entro tot minuti
  • far venire il bucato profumato
  • inventare un modo diverso per rifare il letto
  • ecc.

In questo modo non dobbiamo più aspettare che la motivazioni cali dall’alto come una benedizione divina. Sarà il desiderio di superare la sfida a darci quella spintarella in più. Quando poi si supera la sfida, ci sentiamo capaci, competenti e motivati per il lavoro successivo.

Più ci si sente bravi e più si ha voglia di fare. Più si fa e più si diventa bravi. Insomma, è il modo migliore per innescare un proficuo circolo virtuoso 😉

 

 

Uomini, donne e mestieri di casa

Credo che per gestire al meglio una casa sia necessaria una chiara divisione dei compiti tra moglie e marito (e figli).

Se ogni membro della famiglia sa ciò che deve fare se ne assume la responsabilità. Quando tutti fanno tutto, troppo spesso va a finire che nessuno fa nulla (tanto lo farà qualcun altro).

Senza averlo deciso a tavolino, ma solo per abitudini che si sono consolidate nel tempo, anche a casa nostra c’è una suddivisione dei mestieri.

Ciò che mi lascia perplessa è che a mio marito toccano perlopiù i mestieri “da uomini” (orto, cantina, giardino, legna, manutenzione degli impianti, ecc.), mentre a me quelli “da donna” (bucato, pulire, ecc.).

Questa suddivisione fa funzionare gli ingranaggi della famiglia, ma mi domando quanto sia educativa per i nostri figli (un maschio e una femmina), a cui vorrei insegnare che chiunque può imparare a fare qualsiasi cosa.

Non credo sia necessario stravolgere le nostre abitudini quotidiane, tuttavia sto attenta a questi piccoli accorgimenti:

  • non dico mai “lo fa il papà perché è un compito da uomini” (ad esempio spaccare preparare la legna per l’inverno), piuttosto spiego loro “lo fa il papà perché ci vuole tanta forza e io impiegherei il doppio”. Allo stesso modo non dico loro “lo faccio io perché è un compito da donne (ad esempio pulire i pavimenti), piuttosto “lo faccio io perché il papà lavora e io sono di più a casa”;
  • anche se i compiti sono divisi, la separazione non deve essere assoluta. Se il papà è impegnato in altro, posso andare io a prendere la legna per accendere il fuoco. E d’estate che il papà è più tempo a casa, li può rifare lui i letti insieme ai bambini;
  • faccio insieme a entrambi i miei figli tutti i mestieri di casa (non solo con la mia bimba) e sono contenta se entrambi seguano il papà nei lavori che solitamente svolge lui.

 

Pressione che fa bene (e elogio alla casalinga)

Avendo imparato a gestirla senza diventarne succube, per me fa bene essere sotto pressione.

Quando le mie giornate sono piene, tutto fila via che è una meraviglia, rendo tantissimo e riesco a prendermi anche i miei momenti di meritata pausa.

Quando invece ho svariate ore a disposizione, come quando sono in ferie e i bambini sono a scuola, è un disastro. Combino poco o nulla. Penso “tanto ho tempo”, “posso fare con calma” e mi perdo in cose inutili.

Quindi ho capito una cosa: le (poche) occasioni in cui non sono sotto pressione, devo crearmi uno stimolo per essere attiva. Ecco come:

  • imposto il timer e mi “impongo” di svolgere ciò che ho da fare prima dello scadere del tempo. Poi, tutto quello che rimane è tempo libero che mi posso godere senza sensi di colpa;
  • mi scrivo la lista delle cose da fare in agenda: avere la soddisfazione di depennarle è uno stimolo in più per portarle a termine;
  • cerco di mettere tra le cose da fare anche impegni fuori casa (anche solo prendere il pane) perché respirare un po’ di aria fresca mi dà più energia.

Ho sempre invidiato le casalinghe per la quantità di tempo libero che hanno, ma solo da poco mi sono resa conto che ciò può essere un’arma a doppio taglio, perché alcune persone – come me – senza la giusta pressione, non combinano assolutamente nulla. 😅

Quindi, ora non invidio più le casalinghe, ma le stimo profondamente. Mi domando dove trovino lo stimolo per seguire le faccende di casa, svolgendo un compito che tutti danno per scontato e per dovuto, ma non troppo spesso riconosciuto. ❤️‍