Produttività, mindfulness e intenzionalità con il Bullet Journal

Vi ho raccontato i 10 motivi per tenere un Bullet Journal secondo il suo ideatore Ryder Carroll.

Tutti questi risultati si raggiungono grazie al fatto che il Bullet Journal permette di lavorare su 3 aspetti fondamentali per la qualità della nostra vita:

  1. produttività: siamo tartassati da un flusso continuo di informazioni (spesso anche distorte). Prendendoci cura del nostro BuJo mettiamo in pausa questa continua ondata e iniziamo a fare chiarezza. In questo modo individuiamo le nostre priorità e ci concentriamo su di esse per poterle raggiungere;
  2. mindfulness: ciò che conta non è l’obiettivo a cui vogliamo arrivare, ma il viaggio che facciamo per cercare di raggiungerlo. Grazie al BuJo capiamo a che punto siamo rispetto al nostro viaggio e in che direzione stiamo andando. Scrivere a mano su carta riporta la nostra mente al qui e ora: solo così ci rendiamo conto di cosa sta succedendo dentro di noi e attorno a noi;
  3. intenzionalità: vi è mai successo di avere delle convinzioni (“devo tenere la casa sempre in ordine” ad esempio), ma poi comportarvi in tutt’altro modo? Questo è perché abbiamo la tendenza a seguire la strada meno faticosa (quindi a sdraiarci sul divano anziché riordinare casa) anche se ci allontana da ciò a cui teniamo. Il BuJo invece ci aiuta a riallineare le nostre convinzioni con le nostre azioni.

 

Io non vedo l’ora di ottenere tutti questi risultati. E non avendo ancora ben capito da che parte partire, comincio segnandomi le frasi di Carroll che più mi piacciono 😊

 

metodo bullet journal(1)

 

 

 

 

 

10 motivi per usare il Bullet Journal

Come vi avevo anticipato a inizio gennaio, voglio imparare a usare il Bullet Journal.

Babbo Natale mi ha portato il libro “Il metodo Bullet Journal” scritto dall’ideatore del metodo – Ryder Carroll – e quindi il mio studio non poteva che partire da lì.

il metodo bullet journal

Solitamente, io preferisco farmi regalare gli e-book, ma in questo caso ho voluto la versione cartacea per poter sottolineare e prendere appunti.

Ho letto attentamente e mi sono segnata le cose più importanti sullo stesso taccuino che poi sarebbe diventato il mio primo bujo.

Il taccuino in realtà è durato pochissimo, meno di 2 mesi, visto che poi me l’hanno rubato.

Comunque non mi sono persa d’animo. Ho preso un altro taccuino (sono un’accumulatrice compulsiva e in casa mia non mancano mai) e ho ricominciato.

metodo bullet journal

 

Ecco quindi a cosa serve il metodo secondo Carroll:

  1. ad avere – in unico supporto – agenda, diario, lista delle cose da fare e blocco da disegno;
  2. a sgomberare e organizzare la mente, diventando così meno distratti e meno sopraffatti;
  3. a dare chiarezza, concentrazione e direzione alle nostre giornate;
  4. a individuare ciò che conta davvero e a concentrarsi su di esso;
  5. a coltivare un’idea più precisa della nostra identità, prestando attenzione a ciò che ci colpisce e risveglia il nostro interesse;
  6. a non farci distrarre dal flusso ininterrotto dei mass media, che ci forniscono dei modelli distorti a cui aspirare;
  7. a agire in linea con i propri principi;
  8. a diventare più innovativi, creativi e presenti a noi stessi;
  9. a lavorare di più e in maniera più intelligente;
  10. a imparare dalle esperienze passate.

 

Per la mia esperienza passata, molti di questi risultati si ottengono anche con la tradizionale agenda, ma visto che il Bullet Journal ha tutto questo successo, voglio approfondire ulteriormente la tecnica e provare a metterla in pratica.

Nel prossimo articolo, vi racconto in meglio cosa di ottiene con il BuJo in termini di produttività, mindfulness e intenzionalità!

 

La forza della disciplina

Molti vedono la disciplina come una prigionia.

Invece, la disciplina è nostra amica e ci regala libertà e benessere.

Glenn Livingstone nel libricino “Never binge again” di cui vi ho parlato qui fa l’esempio della patente. Ottenere (e mantenere) la patente richiede disciplina (bisogna studiare i cartelli stradali, rispettare il codice della strada, assicurare la macchina,…), ma ciò ci regala in cambio la possibilità di andare dove si vuole.

Allo stesso modo, la disciplina nella nostra vita quotidiana –  a fronte di un po’ di fatica – ci porta grandi vantaggi.

Vi faccio solo alcuni esempi:

  • se quotidianamente ci prendiamo cura della nostra casa, anche se con poco ogni giorno, il fine settimana saremo più libere;
  • se ci dedichiamo regolarmente all’attività fisica, potremo dedicarci qualche sgarro senza sensi di colpa e senza danni per la nostra salute;
  • se segniamo sempre i nostri appuntamenti in agenda, avremo la mente più libera e non dimenticheremo nulla;
  • se in casa ogni membro della famiglia fa la sua parte, le giornate saranno più piacevoli per tutti e il clima domestico sarà più sereno.

 

“Taluni considerano la disciplina un peso. Per me, è una sorta di ordine che mi dà la libertà di volare”
Julie Andrews

Mi hanno rubato la borsetta: 10 cose che ho imparato

Venerdì sera mi hanno rubato la borsetta con il portafogli 😱😱

All’interno c’erano pochissimi soldi, le carte di pagamento, il bullet journal che avevo cominciato da poco e i documenti miei e dei bambini.

Non vi dico il fastidio e il nervoso… 😩

Tuttavia, alla fine è stata un’esperienza molto istruttiva che mi ha insegnato:

  1. a non fidarmi più di nulla: io mi considero una persona molto onesta, rispettosa delle regole e delle cose altrui. Purtroppo sono anche molto ingenua e penso che tutti siano così. Purtroppo non è così;
  2. che è meglio essere sempre organizzati: per fortuna sapevo come recuperare al volo i numeri per bloccare le carte di pagamento e la stazione home-banking;
  3. che a tutto c’è rimedio: con un po’ di sbattimento, i documenti si rifanno e tutti gli impegni che mi ero segnato sul bujo si recuperano. La cosa importante è che nessuno si sia fatto male;
  4. che anche i tesori si possono lasciare andare: in borsa avevo un paio di cose a cui ero legate affettivamente (anche lo stesso bullet journal a cui avevo dedicato tante ore e tanto impegno per poterlo compilare). Pazienza, ci sono tante altre belle cose nella mia vita;
  5. che posso usare una sola agenda: in questo periodo stavo usando il bullet journal per i miei impegni personali e lavorativi, più l’agenda di Brand Clearing (che era fortunatamente a casa accanto al PC) per i piani editoriali del blog. Visto che l’agenda si è salvata, ho cominciato a usare quest’ultima per entrambe le cose e al momento sta funzionando benissimo. Anzi, sono più comoda a avere tutto in un unico posto;agenda brand clearing
  6. a non procrastinare: era da giorni che mi dicevo “devo fare le foto al bullet journal” per potervelo mostrare nei prossimi post e non le ho mai fatte. Ora non ho più nulla da mostrarvi 😓
  7. a essere felice per ciò che mi è rimasto. Se penso alla rabbia del bullet journal perso, sono invece felice per il mio diario dei 5 anni che era a casa. Quello sarebbe stato veramente insostituibile con più di un anno di ricordi ❤️‍ Inoltre, per fortuna in borsa non c’erano le chiavi di casa e il telefono;
  8. che ci sono cose che nessuno mi può portare via: se mi hanno portato via il bullet journal, comunque non possono portarmi via tutto ciò che ho imparato in queste settimane grazie alla sua realizzazione;
  9. che sulla mia famiglia posso sempre contare: tutti mi hanno aiutato e si sono mostrati solidali e di conforto;
  10. che l’autore del furto è solo un poveretto e che con una vita fatta di bassezze non può farmi che compassione.

 

Insomma, è stata un’esperienza senza dubbio negativa. Non posso nemmeno immaginare cosa debba passare chi subisce furti più gravi (oppure incendi, terremoti, guerre,…) ma come dice qualcuno:

“Alcune cose ci rendono felici,

altre ci fanno crescere.”

 

 

E se ci ricasco?

Stiamo combattendo il nostro maiale per raggiungere i nostri obiettivi.

Abbiamo stabilito delle regole per riconoscerlo e abbiamo capito come devono essere queste regole.

Ma cosa succede se ci ricaschiamo?

Faccio un paio di esempi: abbiamo deciso di  non mangiare cioccolata la sera dopo cena e invece ci ricaschiamo e ne ingurgitiamo un’intera tavoletta, sdraiate sul divano a guardare la TV.

Oppure, cambiando ambito, abbiamo stabilito di riordinare la cucina ogni sera, ma non ne abbiamo voglia e lasciamo lì tutto per il giorno dopo.

Il rischio è quello di abbatterci e di demotivarci. Pensiamo di essere delle incapaci e di non essere in grado di seguire le regole che abbiamo stabilito per raggiungere i nostri obiettivi.

Invece, quando perdiamo la retta via perché diamo ascolto al nostro maiale non dobbiamo sentirci in colpa e non dobbiamo considerarlo come un errore.

Anzi, consideriamo il nostro sgarro come un’opportunità per capire cosa è successo!

Dove abbiamo sbagliato? Abbiamo semplicemente ceduto alle richieste ammalianti del nostro maiale? Oppure abbiamo scelto delle regole che per noi non vanno bene (ad esempio perché sono troppo severe)? Oppure le regole che abbiamo stabilito mirano in realtà a un obiettivo di cui non ci importa poi veramente molto?

Quindi, se sgarriamo, fermiamoci un attimo a riflettere, poi diamoci una bella pacca sulle spalle, un bell’abbraccio e domani ripartiamo ❤️‍❤️‍