Essere nel flusso

Vi capita mai di svolgere un lavoro e di essere talmente presi da ciò che state facendo da dimenticarvi completamente di voi stessi? In quei minuti siete perfettamente concentrati su ciò che state facendo.

Non ci sono rimpianti per il passato, né aspettative per il futuro, non pensate “vorrei essere da un’altra parte” e nemmeno “che vita stressante”.

È un momento “perfetto” in cui ci si sente bene e gratificati.

Di solito accade mentre si disegna, mentre si ricama o mentre si fa un puzzle, ma anche i mestieri di casa si prestano bene per “entrare nel flusso”: sono semplici da svolgere, non ci dobbiamo preoccupare di avere l’approvazione degli altri e ci sono molto aspetti su cui potersi concentrare (i profumi, il tatto, la luce, ecc.).

Mentre si fanno le pulizie di casa in questo modo, perfettamente concentrati su ciò che si sta facendo e focalizzati sul presente, tutto scorre via liscio: non si pensa “ma perché tocca sempre a me?”, “quanto vorrei fare qualcos’altro in questo momento”.

L’energia scorre come acqua in un torrente, che senza dare peso a ciò che succede attorno, si preoccupa soltanto di andare avanti, adattandosi alla situazione presente e scavalcando ogni ostacolo che incontra lungo il suo cammino.

Come si fa a “entrare nel flusso” durante i mestieri di casa?

  • facendo una cosa alla volta
  • rimanendo perfettamente concentrati su ciò che stiamo facendo (magari sull’aspetto che in quel momento ci piace di più: il profumo? La visione di uno specchio che luccica?)
  • non dando nulla per scontato (quante persone ammalate o inferme sarebbero felici di essere al nostro posto?)
  • ricordando sempre che la felicità sta nelle piccole cose. ❤️‍❤️‍

Piccole certezze quotidiane

Ci sono piccole abitudini che ci danno sicurezza, come una coccola quotidiana che ci fa stare bene.

Non servono grandi cose, ma dopo una giornata stancante è confortante lasciarsi andare in un letto rifatto. Dopo una nottata in bianco coi bambini ammalati, è un sollievo trovare la cucina pulita e la moka pronta per il primo caffè del mattino.

Mi piace fare nuove scoperte e lanciarmi in un nuove esperienze, ma al tempo stesso ho bisogno delle mie piccole routine, come un porto sicuro in cui tornare dopo una giornata trascorsa a navigare in un mare burrascoso.

Non sono una maniaca né dell’ordine, né della pulizia, ma credo sia fondamentale avere delle solide abitudini quotidiane (come rifare i letti, sistemare la cucina, dare una passata ai bagni, ecc) che rendano la nostra casa un nido sicuro contro lo stress del mondo esterno. ❤️‍❤️‍

Alla fine – come spesso accade – sono le piccole cose a renderci felici.

“La vera felicità costa poco; se è cara, non è di buona qualità.”

François-René De Chateau Briand

 

Decluttering per scegliere il presente

Lo so, non è facile eliminare il superfluo dalla propria casa (e dalla propria vita).

Tra i tantissimi motivi che ci frenano ci sono:

  • l’eccessivo attaccamento al passato, quando si conservano oggetti per ricordarci di come eravamo;
  • l’eccessivo attaccamento al futuro, quando non si vuole eliminare qualcosa che potrebbe servirci in futuro.

Si tratta di 2 nobili cause, che tuttavia hanno una ripercussione nel presente. Ovvero – dato che avere troppi oggetti in casa è spesso fonte di stress – ci impediscono di vivere in maniera più serena la nostra quotidianità.

Non esiste un giusto e uno sbagliato. Ognuno di noi ha il diritto di dare maggiore peso a ciò che preferisce. L’importante però è che si tratti di una scelta consapevole e ben ponderata.

Io ho preso la mia decisione. E voi a chi volete più bene?

  • al vostro “io” del passato, conservando oggetti come ricordi;
  • al vostro “io” del futuro, mettendo da parte per lui cose che un domani potrebbero tornare utili (ma senza averne la certezza);
  • al vostro “io” del presente, che possiede pochi oggetti a cui dover dedicare tempo, energia e spazio e si gode la vita portando i ricordi del passato e la speranza per un futuro sereno dentro al proprio cuore.

 

Non solo space-clearing

Si sente spesso parlare di “space-clearing”, ossia di liberazione e pulizia dello spazio, attraverso la rimozione di tutto ciò che ingombra senza motivo le nostre case.

Ma perché limitarsi allo spazio? Quello è solo un punto di partenza, forse il più facile da cui iniziare perché chiunque può toccarlo con mano.

Tuttavia, ci sono numerosi ambiti in cui possiamo dare una bella ripulita, per avere una vita più serena e felice:

  • tempo: basta alle distrazioni, alle ore inutili trascorse sui social network o richiamati da decine di notifiche di gruppi Whatsapp. Il tempo è poco e va utilizzato in maniera intelligente;
  • energia: bisogna imparare a dire di “no” ai troppi impegni, soprattutto a quelli che sappiamo non ci porteranno da alcuna parte;
  • persone: non dobbiamo per forza essere amici di tutti. Scegliamo di tenerci vicino soltanto le persone che ci fanno stare davvero bene e cominciamo ad allontanare le altre;
  • pensieri: abbandoniamo quelli negativi (rabbia, invidia, gelosia,…) e trasformiamo ogni problema in un’opportunità. Ogni ostacolo che si trova in mezzo al nostro cammino può diventare un perfetto trampolino di lancio. Apprezziamo la nostra vita per quello che è, perché nulla è dovuto o scontato;
  • suoni: siamo troppo spesso in mezzo ai rumori e ce ne sono tanti che possiamo eliminare (come la televisione accesa in sottofondo mentre siamo in casa e stiamo facendo altro). Il silenzio non va percepito come un'”assenza di qualcosa”, piuttosto come un prezioso compagno;
  • alimentazione: molti cibi – seppur buoni – intossicano il nostro organismo, ci succhiamo energie e ci rallentano. Stiamo attenti a quello che mangiamo;
  • abitudini: alcune sono solo dannose. Scegliamone poche, ma sane 😊😊

 

Smettere di paragonarsi agli altri

Mentre sto cercando di riorganizzare la mia casa, mi rendo sempre più conto dell’inutilità di paragonarsi agli altri.

Ci sono troppi aspetti della vita altrui che ignoriamo per poterci reputare superiori o inferiori a qualcun altro.

Eppure cerchiamo continuamente il confronto. E lo inseguiamo proprio per quegli aspetti su cui non abbiamo molta fiducia in noi stessi.

È come cercare un sostegno morale. Come a voler dire “Lo sto facendo meglio di quella mamma lì, quindi lo sto facendo bene”.

Il problema è che da qui nasce l’arroganza. Oppure – quando al contrario ci sentiamo inferiori – nasce l’invidia.

Entrambe le cose non portano da nessuna parte.

Per questo motivo ho deciso che i paragoni li farò soltanto con la “me stessa di ieri”:

  • ogni volta che mi renderò conto di essere migliorata in qualcosa ne guadagnerò in autostima;
  • ogni volta che mi renderò conto di essere invece peggiorata in qualcosa, lo prenderò come un punto di partenza per rimboccarmi le maniche e darmi da fare.

L’effetto finale – che non mi aspettavo – è che da quando ho smesso di giudicare gli altri, mi sento al tempo stesso meno giudicata. Vado avanti così, per la mia strada, cercando di fare tutto ciò che è nelle mie possibilità e rispettando chi mi sta attorno.