La bella addormentata nel bosco

la bella addormentata nel bosco

 

Mi piace leggere fiabe e storie ai miei figli, anche perché penso siano sempre fonte di apprendimento.

Leggo volentieri anche favolette più leggere, che non contengono morali, ma che ci permettono di trascorrere un po’ di tempo insieme divertendoci.

Tuttavia, se c’è una storia che proprio non sopporto è quella della bella addormentata nel bosco. Ogni volta che la leggo mi sembra di star insegnando ai miei figli che:

  • sono le fatine che ti regalano virtù quali bellezza, intelligenza, abilità nel canto o nel suonare uno strumento musicale;
  • se vedi un pericolo nel tuo futuro (come gli arcolai su cui potrebbe pungersi la protagonista) basterà dargli fuoco e non pensarci più;
  • quando il guaio è fatto, non occorre far nulla per tentare di uscirne fuori, tanto arriva il Principe Azzurro;
  • e vissero per sempre felici e contenti.

Per me invece funziona così:

  • ogni bambino ha la possibilità di diventare bello e bravo, basta solo mettersi d’impegno;
  • se un genitore vede un possibile pericolo futuro per i proprio figli, è giusto che se ne parli insieme e si trovi una soluzione (cioè – dico io – non era più semplice dire a Rosaspina “questo è un arcolaio. Studialo, giocaci, guarda come è fatto finché vuoi. Basta solo che non lo tocchi il giorno del tuo 16° compleanno”?);
  • è bello sapere di poter contare sull’aiuto di una persona speciale in caso di bisogno, ma è anche una grande soddisfazione sapere di avere la forza e la capacità di dare il proprio contributo;
  • non basta che lei sia bella e intelligente e lui bello e coraggioso per vivere felici giorno dopo giorno. Anche i rapporti sostenuti da Amore profondo vanno curati con dedizione.

Insomma, io non vorrei crescere figli che attendono “addormentati” che la vita si risolva da sola ^_^

 

Trovare il tempo per le cose importanti

Su una cosa siamo tutti d’accordo: il tempo a nostra disposizione non è sufficiente per fare tutto ciò che vorremmo.

Detto ciò, possiamo comunque farci bastare il nostro tempo per quelle che sono le cose più importanti.

Ecco come:

  • per prima cosa, bisogna capire cosa vogliamo ottenere dalla vita: relazioni familiari ricche di calore? una carriera brillante? una casa accogliente? un fisico sano? (ne possiamo scegliere anche più di una…). Quali sono i valori più importanti per noi? Quali sono le cose che ci fanno stare meglio?
  • una volta chiari i nostri obiettivi di vita, dobbiamo decidere qual è la via più rapida per arrivarci. Quindi: quali sono quelle attività che ci portano più velocemente al nostro traguardo? Quali sono maggiormente in grado di cambiare la nostra vita in meglio? Bisogna trovare quelle 2-3 attività che svolte regolarmente trasformeranno i nostri sogni in realtà;
  • a questo punto – chiarite quali sono le attività determinanti per noi – è necessario passare in secondo piano tutto il resto. Ogni altra attività è fonte di distrazione e di perdita di tempo. Stare un pomeriggio in un centro benessere perché abbiamo deciso di curare il nostro benessere va bene. Stare un’ora su Facebook soltanto perché non abbiamo voglia di fare qualcosa di più impegnativo non va bene;
  • rimaniamo concentrati: ogni volta che svolgiamo attività importanti eliminiamo ogni tentazione, pensiamo solo al lavoro che stiamo facendo e andiamo avanti finché non abbiamo terminato;
  • portate a termine le attività per noi fondamentali, possiamo premiarci con qualcosa di gratificante, anche un frivolo dolce far nulla.

Sono convinta che se da questa vita vogliamo ottenere qualcosa in più rispetto a una semplice somma di giorni e poi di anni, non rimane altro da fare che rimboccarsi le maniche e lavorare sodo! ^_^

 

La vita è in salita? Oppure è solo una nostra impressione?

Il percorso che ho scelto per andare a correre la mattina è tutto un sali-e-scendi.

Essendo un percorso circolare e arrivando nello stesso esatto punto in cui parto, posso logicamente dedurre che le salite fatte – alla fine del mio giro – siano esattamente uguali alle discese.

Eppure, mentre corro ho la sensazione che quasi tutto  il percorso sia in salita.

Mi domando se sia così anche la vita. Probabilmente sì: do più peso alle difficoltà che ai piaceri, rischiando di vedere le giornate più nere di quello che sono in realtà.

Posso immaginare che sia naturale focalizzarsi maggiormente sulle avversità, per 2 motivi:

  • consumano molta più energia rispetto alle gioie della vita;
  • siamo geneticamente predisposti: per i nostri antenati, dare maggiore importanza ai leoni che volevano sbranarli rispetto alla bellezza del paesaggio era l’unico modo per salvarsi la pelle.

Ora, io penso che sia giusto – nel momento in cui abbiamo un problema – fermarsi a riflettere su come poter rimediare.

Però devo ricordarmi di fermarmi a apprezzare anche i momenti belli e piacevoli, le discese in cui si possono “mollare” le gambe e riprendere il fiato, altrimenti rischio che mi sfuggano via senza nemmeno accorgermene.

Non servono avvenimenti eclatanti per rendere un momento felice. Spesso la bellezza sta proprio nelle piccole cose che purtroppo diamo per scontate: basta solo saperle osservare.

 

 

Eliminare il superfluo: ma fino a che punto?

Sto eliminando (lentamente) oggetti inutili dalla mia casa da ormai anni.

Sembra un compito infinito, anche perché – seppure più lentamente rispetto a prima e indipendentemente dalla mia volontà – ne continuano anche a entrare di nuovi.

Qualcuno mi ha chiesto “ma come fai a capire quando avrai finito?

Io credo che mi sentirò soddisfatta soltanto quando:

  • in casa ci saranno solo oggetti belli e/o utili;
  • ogni oggetto avrà il proprio posto;
  • ogni spazio avrà un proprio scopo;
  • il risultato finale sarà piacevole alla vista, comodo all’uso e rilassante per lo spirito.

Non so quanto tempo impiegherò, io intanto proseguo con il mio lavoro! ^_^

 

La verità è che mi piacciono le mie giornate

Lo sento spesso nelle chiacchiere tra donne, soprattutto mamme.

Ecco, in realtà a volte lo faccio pure io: ci lamentiamo delle giornate troppo piene, così come si chiacchiera del tempo.

Mi sono fermata a rifletterci e ho capito che le giornate piene non sono tutte uguali.

La verità è che da quando ho imparato a organizzarmi, le mie giornate piene mi piacciono proprio e  questi ne sono i motivi:

  • mi concentro su una cosa alla volta: ciò mi permette di portare a termine le cose e di non arrivare alla sera con quella sensazione di “aver corso tutto il giorno come una trottola senza aver combinato nulla”;
  • ogni giorno, alterno alle cose che devo fare per dovere, attività che io reputo piacevoli e importanti per me e per il mio benessere (come stare con i miei bambini, leggere, scrivere o andare a correre);
  • cerco sempre di cogliere l’aspetto positivo in ogni momento della giornata, in quanto la nostra mente ha il potere di influenzare il nostro umore;
  • sono grata alla mia vita, alle possibilità che mi sta dando, perché grazie a tutte questi impegni non smetto mai di scoprire, di imparare e di emozionarmi. Ma immaginate che noi se le giornate fossero mezze vuote??

 

E le vostre giornate come sono? Vi piacciono? ^_^