Un dono ai nuovi nati

Future mamme, non fatevi ingannare dalle pubblicità viste in TV, dalle liste di nascita ritagliate dalle riviste o dai consigli dell’amica della zia della vostra vicina di casa (che non ha figli).

Ad un bimbo che sta per arrivare servono davvero poche  cose. Tutto il resto è noia.

Ricordatevi che tutto ciò che acquisterete poi vi rimarrà il casa, vi occuperà spazio, dovrete prendervene cura, dovrete trovare il modo per disfarmene una volta che il vostro bimbo sarà più grande (e crescono davvero in fretta).

Probabilmente non serve la vaschetta per il bagnetto se avete già una bacinella grande per il bucato. Forse non occorre prendere un fasciatoio, ma basta un cuscino sopra una cassettiera. Non acquistate giocattoli a vagonate, tanto non li guarderanno: preferiranno svuotarvi il cassetto delle pentole o quello dei calzini.

Finché siete in tempo, avvisate anche nonne e parenti: mettete in chiaro che non avete bisogno di 4 carillons o di 12 bavaglini in pizzo che si rovinano solo a guardarli.

Create una lista di nascita in cui chiedete solo cose veramente indispensabili, beni consumabili (pannolini, bagnoschiuma, olio per i massaggi…) oppure tempo (un’ora di baby-sitteraggio, un pasto per la vostra famiglia già pronto,…).

So che volete offrire il meglio ai vostri cuccioli che stanno per arrivare: preparate dunque per loro tempo per scoprire, spazio da esplorare e tanto Amore con cui sentirsi protetti. Nient’altro.

Come i miei figli mi hanno insegnato a non giudicare

Come recita il titolo di un libro (e di un blog), “ero una brava mamma prima di avere figli“.

Quando ero giovane (tanti anni fa), guardavo le mamme all’opera e fra me e me avevo sempre da criticare il loro operato. Pensavo “quando avrò figli io farò così e così”.

In particolare, una cosa su cui credevo di essere irremovibile era la questione nanna: ognuno dormirà nel proprio letto.

Poi sono arrivati i miei figli. E dopo anni di notti in bianco e coi nervi a fil di pelle, ho cambiato idea: purché mi lasciassero dormire, qualsiasi cosa andava bene. Potevano stare nel letto con noi, sul tappeto per terra, nella vasca da bagno o lungo le scale. Ma io avevo bisogno di dormire.

Morale della favola: a una certa ora imprecisata della notte (io non me ne accorgo nemmeno) la mia piccola arriva nel nostro letto e ci rimane fino al mattino seguente.

Ora, non voglio entrare nel merito della questione lettone-non lettone. Non è questo il punto.

Il punto è che finché non ci si ritrova dentro le situazioni non si ha il diritto, né gli strumenti per giudicare.

Ripenso a quelle mamme viste anni or sono, magari nel momento in cui trattavano in maniera un po’ sgarbata i propri figli. Ora capisco che poteva essere un momento di stanchezza o di stress e che io non lo potevo capire perché non ci ero ancora passata.

Ora cerco sempre di astenermi dal giudicare gli altri e questa è un’altra delle cose che mi hanno insegnato i miei figli. ^_^

Il cambio di stagione dell’armadio

cambio di stagione armadio vestiti

 

Nei siti di organizzazione domestica trovo spesso consigli per riordinare gli armadi, perché – come tutti sappiamo – ciò ci agevola notevolmente la vita, soprattutto la mattina (o la sera) quando dobbiamo decidere cosa indossare.

Molte esperte dell’organizzazione però, puntano anche a un secondo obiettivo: evitare il cambio di stagione.

Io no.

A me piace fare il cambio di stagione. Lo vivo come una ventata d’aria fresca nella nostra quotidianità domestica e un modo per salutare la nuova stagione che sta arrivando.

Abbiamo il riscaldamento in inverno, l’aria condizionata in estate e viviamo sempre più un anno che sembra tutto uguale. Diventa quasi sempre più difficile percepire lo scorrere del tempo e il passaggio da una stagione all’altra e a me dispiace perdermi questa occasione, che io vivo quasi come un rito sacro.

Certo, ho organizzato l’armadio in modo da rendere il cambio di stagione veloce e funzionale, ma non potrei mai rinunciarvi del tutto ^_^

 

 

Osservo, rifletto e imparo

Ho capito come essere una persona migliore (o almeno provarci).

Osservo gli altri e il loro comportamento. Senza giudicare, né criticare, solo per imparare.

Vedo cose che mi piacciono – come un collega che lavora sodo senza tralasciare le incombenze più noiose – e penso che dovrei essere anch’io così.

Poi osservo anche comportamenti che non approvo, come una mamma – stanca – che al parco giochi perde la pazienza con il proprio bimbo. In questi casi, ciò che mi spaventa è che si tratta quasi sempre di atteggiamenti che riconosco anche a me stessa.

Ci sono aspetti negativi del mio carattere che non sono stata in grado di vedere fintanto che non li ho notati nelle persone accanto a me.

Sto imparando quali sono i miei punti di forza e quali quelli di debolezza, in che modo reagisco alle situazioni esterne e come le mie emozioni influenzano i miei pensieri.

Conoscermi meglio mi sta aiutando sia ad avere relazioni migliori con chi mi sta vicino, che a capire come superare quelli che sono i miei limiti. ^_^

Le mie bolle di tempo

Quando organizzo le mie giornate o le mie settimane, mi tengo sempre delle bolle di tempo.

Le mie bolle di tempo sono alcuni minuti nell’arco della giornata o alcune ore nell’arco della settimana, lasciate completamente libere.

Sono una specie di air-bag, in cui posso approfittare per riprendere il fiato, fermandomi un momento e fare il punto della giornata.

Spesso, mi servono invece per gestire le emergenze, per portare a termine quell’impegno imprevisto che è saltato fuori all’ultimo momento.

Insomma, in qualsiasi modo io alla fine occupi le mie bolle, mi sono assolutamente necessarie! ^_^