Siamo tutti cacciatori

Quando si tratta di acquisti, è difficile distinguere ciò di cui abbiamo bisogno da ciò che desideriamo.

Davanti alle vetrine siamo spinte dal nostro spirito primordiale di cacciatrici: vogliamo “quella cosa lì” perché è la novità del momento, perché è un’offerta imperdibile, perché pensiamo che senza non possiamo più vivere (quando fino a ieri non sapevamo nemmeno che esistesse). Magari, più è difficile da procurarsi, più la desideriamo.

Quando finalmente riusciamo a metterci le mani sopra la soddisfazione è alle stelle e ci sembra di aver dato una svolta alla nostra vita.

Tuttavia, una volta terminata la scarica di adrenalina, l’oggetto dei nostri desideri entra a far parte della normalità e del piacere della conquista ci rimane ben poco.

Quello che ci rimane, invece, è una nuova fonte di distrazione in casa, un nuovo oggetto da pulire, di cui prenderci cura, che occupa spazio.

Ne vale la pena per un’oretta di piacere?

Solo in questi ultimi anni ho capito quanto sia importante soppesare ogni nuovo acquisto, per avere la certezza di spendere il mio tempo ed il mio denaro in oggetti che possano regalarmi una felicità duratura, anziché un piacere effimero. ^_^

 

 

La tredicesima matita: il marrone chiaro

Oggi vi voglio raccontare di mio figlio e della discussione che abbiamo avuto.

La maestra ha chiesto ai bambini che frequentano l’ultimo anno della scuola dell’infanzia (scuola materna) di portare un astuccio con 12 matite colorate, perché comincino ad abituarsi ad alcuni concetti tipici della scuola elementare.

Sembrava un compito facile, ma per noi non lo è stato.

Dopo aver scelto 12 colori tra quelli che avevamo in casa, il mio bimbo voleva aggiungerne un tredicesimo: il marrone chiaro.

Probabilmente, se gliela avessi lasciato mettere nell’astuccio, la maestra non avrebbe detto nulla, ma ho deciso di essere irremovibile sul numero di matite da portare: 12 e non più di 12.

S.: “Mamma, ma a me il marrone chiaro serve”

Io: “Va bene, allora scegli un colore da lasciare a casa e porta il marrone chiaro”

S.: “Ma mamma, mi servono anche gli altri colori”

Io: “Pensi davvero di non poter fare un disegno se non hai il marrone chiaro? Non puoi trovare un modo per fare senza?

S.: “Beh, potrei usare il marrone scuro e calcare un po’ meno”

Io: “Mi sembra un’ottima idea. Ne hai altre?”

S.: “Forse potrei mescolare dei colori fino ad avere il marrone chiaro, oppure potrei chiedere a qualche mio compagno se me lo presta!”

Io: “Meraviglioso! Così puoi avere tutti i colori che vuoi!!

Credo sia importante che anche i nostri bambini capiscano che nella vita non sempre è possibile – ma non è nemmeno necessario – avere tutto.

Si trova sempre una soluzione, o un’alternativa, o un amico che ci dà una mano.

Auguro ai miei figli di andare sereni incontro al futuro facendo affidamento sulle loro capacità di cavarsela in ogni situazione, piuttosto che sulla quantità di oggetti che si portano nello zaino. ^_^

Decluttering: perché non riusciamo a lasciar andare

Se vogliamo sconfiggere i nostri nemici, dobbiamo prima conoscerli.

Quindi, se facciamo fatica a liberarci degli oggetti inutili – che rendono stressante e inutilmente faticosa la nostra vita – dobbiamo prima capirne i motivi.

Le cause possono essere molteplici (e non necessariamente una esclude l’altra):

  1. eccessivo attaccamento al passato: succede quando non riusciamo a tagliare i legami affettivi che ci legano alle cose. Abbiamo paura di perdere un ricordo, buttando via un oggetto che ce lo riporta alla memoria;
  2. ansia verso il futuro: ormai non siamo più in grado di cacciarci il cibo da soli o di costruirci gli utensili necessari alla nostra sopravvivenza. Noi magari non ci pensiamo, ma il nostro subconscio percepisce questa paura. Presi dall’ansia della scarsità preferiamo fare scorte di tutto ciò che potrebbe servirci;
  3. tendenza alla procrastinazione; quando gli oggetti accumulati in casa sono tanti, quella che ci appare è una vera e propria montagna insormontabile. Il lavoro di smaltimento ci pare immenso e ci sembra molto più facile girarci dall’altra parte e far finta di non vedere il disordine;
  4. difficoltà di concentrazione: decidere cosa tenere e come sistemare gli oggetti richiede abilità organizzative, costanza e attenzione. Se non si ha fiducia in queste capacità, il rischio è quello di rinunciare alla possibilità di fare spazio, lasciando che cumuli di cose inutili crescano dentro casa;
  5. una mente brillante, che vede mille futuri sviluppi e mille possibilità di riutilizzo per ogni oggetto che si trova in casa, senza però fare i conti che poi diventa materialmente impossibile portare a termine ogni progetto di riuso a cui si è pensato;
  6. la mania di perfezionismo, che ci “obbliga” a curarci della nostra casa in maniera talmente pignola ed accurata che ci sembra di non venircene a capo. Nonostante il tempo e l’energia utilizzati, il risultato non è mai soddisfacente. Tanto vale, risparmiarsi la fatica e lasciare le cose così come stanno;
  7. paura di sprecare: molte persone non buttano oggetti rotti o comunque inutilizzabili perché “è un peccato” o per paura di inquinare, come se invece accatastandoli dentro casa si rendesse un favore all’ambiente o all’oggetto stesso;
  8. scarsa fiducia nel proprio valore: chi non crede nel proprio valore come persona, cerca di provarlo attraverso l’acquisto compulsivo di beni materiali che danno un’illusione di sicurezza, come abiti firmati, scarpe, accessori, oggetti di design, ecc.;
  9. paura ad affrontare il mondo esterno: alcuni accumulatori utilizzano le pile di oggetti all’interno delle proprio case come dei veri e propri bozzoli in cui rifugiarsi, convinti che le persone possano ferirci profondamente, mentre gli oggetti no;
  10. bisogno di amore ed affetto; questo vale soprattutto per quelle persone che “accumulano” animali, su cui riversano tutta la loro attenzione. In cambio delle loro cure, ricevono amore incondizionato e devozione, più difficile da ottenere attraverso il rapporto con altre persone.

Conoscere le cause che ci impediscono di liberarci delle cianfrusaglie che girano per casa è sicuramente un passo importante verso la risoluzione del problema

Se ripenso alla me stessa di qualche anno fa, posso sicuramente affermare che le cause che bloccavano la mia strada verso una vita più leggera erano la 3 e la 6. Fortunatamente, con impegno e buona volontà posso dire di essere riuscita a superarle.

Voi, invece, da cosa vi sentite (o vi sentivate) maggiormente frenate?

Cambiare prospettiva

Quella dello “space clearing” è una filosofia di vita: buttare via qualche oggetto – trovato per casa qua e là – non significa “fare space clearing”.

Piuttosto, vuol dire imparare a circondarsi soltanto di ciò che ci fa stare bene, che si tratti di oggetti, persone, cibo, abitudini…

Quando sgomberiamo i nostri armadi e mettiamo sotto esame le nostre cose, abituiamoci a domandarci “cosa voglio tenere?”, “per quali oggetti sono disposta a spendere il mio spazio e la mia energia?” e non “cosa elimino?”. La differenza sembra sottile, ma in realtà cambia tutto!

Viviamo freneticamente le nostre vite in attesa di andare in vacanza 2 settimane all’anno per circondarci di cose belle e rilassanti, quando invece possiamo ricreare questa sensazione di piacere a casa nostra!

Scegliamo di tenere solo il meglio per noi, perché siamo programmati geneticamente per riuscire ad amare (ed a curarci di) soltanto poche cose alla volta.

Alleggerire i nostri armadi sarà una vera palestra di vita, che ci aiuterà a capire quali sono le cose realmente importanti per noi.

E voi? Siete disposte a tenervi accanto soltanto ciò che vi fa stare bene? ^_^

 

Decluttering vs. minimalismo

 

Mi capita spesso di chiacchierare con altre persone a proposito di “decluttering” e mi rendo conto che ogni tanto viene erroneamente considerato come un sinonimo di “minimalismo”.

Ad esempio, qualcuno mi chiede “ma non hai paura di avere una casa vuota e fredda a forza di buttare, sgomberare e regalare?”.

No, il pericolo non c’è. Perché fare decluttering non significa necessariamente adottare uno stile di vita minimalista. Piuttosto, vuol dire liberarsi di ciò che non ci piace per potersi circondare soltanto di quegli oggetti che ci fanno stare bene.

Detto in altre parole: se ad esempio siamo amanti delle scarpe nulla ci vieta di tenerne in casa 25 paia! L’importante è che siano di nostro gusto e sistemate in maniera ordinata (non stipate in scatole irraggiungibili in soffitta).
Sta a ciascuno di noi trovare il giusto equilibrio per il numero di cose da possedere.

È facile come riempire un bicchiere d’acqua: se lo riempiamo troppo straborda, se lo lasciamo vuoto non ci disseta. Quindi ascoltiamo la nostra sete e valutiamo bene la quantità di acqua di cui abbiamo bisogno per stare bene! ^_^

Tra la casa “troppo piena” e la casa “troppo vuota” esiste una serie infinita di sfumature: sta ad ognuna di noi trovare il proprio equilibrio. Io ancora non ci sono riuscita – e quindi perseguito a ridurre – e voi?