Shopping: necessità o pigrizia?

Ci sono tanti motivi per cui si fanno acquisti inutili. Uno di questi è la pigrizia.

Non ce ne rendiamo nemmeno conto: è la società di oggi che ci aiuta a comportarci così.

Apriamo il frigo, vediamo che ci sono dentro solo 3 cose  e allora decidiamo di uscire a fare la spesa.

Tanto, anche se è domenica il supermercato è aperto.

Tanto, abbiamo la macchina che ci permette di muoverci con comodità.

Così compriamo altre cose, che è più facile fare da mangiare se il frigo è pieno.

Fino a qualche decennio fa non era così: i negozi non erano disponibili 10 ore al giorno, 7 giorni su 7. Una volta ci si arrangiava con quel che si aveva. Ci si prendeva il tempo di inventarsi una nuova ricetta. Si pensava a una soluzione alternativa.

Il frigo non era sempre pieno e il cibo non veniva buttato perché andato a male.

E purtroppo è così in ogni ambito di vita. Quante volte ci si è rotta una borsetta, siamo andati a comprarne una nuova (che è più facile e soddisfacente che aggiustare quella vecchia) e poi abbiamo comunque tenuto quella rotta perché “non si sa mai”?

Poco alla volta le nostre case si riempiono sempre di più e noi – per pigrizia – stiamo permettendo che ciò accada.

 

 

12 trucchi usati dai negozi per farci comprare di più (soprattutto durante le Festività)

Viviamo circondati da pubblicità e da strategie di marketing così ben camuffate che nemmeno ce ne rendiamo conto.

Soprattutto durante le Feste, siamo spinti a acquistare sempre di più, anche quando non ne avremmo bisogno.

Conoscere le strategie che i negozi adottano per farci tirare fuori il portafogli è il primo passo per non lasciarci trarre in inganno.

Queste sono alcuni piccoli stratagemmi a cui spesso non facciamo caso:

  • i prodotti periodicamente vengono cambiati di posto all’interno del supermercato: invece di poter andare a colpo sicuro, ciò ci “obbliga” a girare tra le corsie alla ricerca della farina o della pasta e girando tra gli scaffali potremmo essere indotti all’acquisto impulsivo di prodotti che non avevamo segnato sulla nostra lista;
  • i prodotti sotto-costo fanno da specchietto per le allodole: andiamo al supermercato a acquistare i prodotti in super-offerta e già che ci siamo non riusciamo a resistere alla tentazione di acquistare anche altro;
  • i commessi al banco degli affettati, sempre ben disposte a regalare un pezzo di prosciutto o di pane ai bimbi dei carrelli, così loro stanno buoni e le mamme possono rimanere più tempo dentro al supermercato;
  • carrelli sempre più grandi, i quali ti danno l’impressione che – in fondo in fondo – non hai comprato poi così tante cose;
  • utilizzo di spot in TV o sulle riviste in cui i protagonisti sono persone di successo: ci inducono a pensare che acquistando i loro prodotti anche noi diventeremo come loro;
  • se entri a mani vuote, commessi pronti a metterti in mano un cestino per la spesa, con il quale potrai sicuramente portare a casa una quantità maggiore di prodotti. Inoltre, una volta messo un prodotto nel cestino è quasi come se ce ne dimenticassimo e perdiamo un po’ il senso della quantità;
  • utilizzo di prezzi che finiscono per 99 centesimi: il nostro cervello è sempre di corsa e per risparmiare tempo tende a dare importanza solo alla cifra che sta davanti alla virgola. In questo modo, accade spesso che il detersivo a 2,99 € ci sembri un vero affare rispetto al prezzo di 3,00 €;
  • un’atmosfera rilassante, con belle musiche di sottofondo e luci e addobbi natalizi che compaiono magicamente già a novembre, per farci fare la spesa con calma;
  • gli sconti “a catena”, ossia quelli del tipo “se spendi almeno 50 € ti regaliamo un buono di 10 € per la tua prossima spesa”: in questo modo, nella prima spesa acquistiamo di più per arrivare ai 50 € e nella seconda spesa acquistiamo di più perché tanto 10 € sono gratis;
  • le carte fedeltà, che ci inducono a comprare cose che non ci servono per riuscire a ottenere con i punti altre cose che non ci servono;
  • i dolcetti e altri piccoli prodotti vicini alle casse, che ci colgono in un momento in cui siamo stanchi, le nostre difese sono basse e ci vuole un attimo a buttarli nel carrello;
  • la presenza di hostess che offrono campioni omaggio o degustazioni gratuite: fanno rallentare la nostra corsa coi paraocchi tra gli scaffali e – ancora una volta – il nostro sguardo potrebbe cadere su prodotti che non avevamo previsto di acquistare;
  • offerte in cui i pezzi che si possono acquistare sono limitati (ad esempio “solo 5 pezzi per persona”) ciò ci induce a pensare che se il negozio ha messo questa clausola è perché è un vero affare e teme che i clienti acquistino il prodotto in quantità industriali. Quindi noi, che magari ne avremmo comprati solo 2 o 3, li acquistiamo tutti e 5.

E voi? Riuscite a fare acquisti senza cadere in questi trucchetti?

Ne conoscete altri?

 

Acquisti in stand-by

Come sapete, sto cercando di alleggerire la nostra casa non solo eliminando il superfluo, ma anche evitando acquisti inutili.

Negli ultimi anni ho notato che mi pentivo soprattutto di ciò che compravo sotto la spinta dell’impulso: oggetti in saldo, ninnoli dall’aspetto accattivante, gadgets che promettevano di cambiarti la vita in meglio.

Siccome vedo la completa astinenza da shopping come un po’ triste e dura da mantenere, ho deciso di autoimpormi almeno una piccola regoletta: quando in un negozio vedo qualcosa che mi piacerebbe acquistare non la prendo subito, ma mi riprometto di ritornare dopo 4-5 giorni.

La cosa buffa è che in questo lasso di tempo tutto l’interesse per l’oggetto in questione – nella maggior parte dei casi – sparisce. E così mi rendo conto di aver evitato un acquisto inutile. ^_^

Fino a qualche tempo fa non ce l’avrei fatta a applicare questa regoletta. Avrei avuto timore che tornando nel negozio dopo 5 giorni o più (dato che io non ho tempo di andare negozi ogni volta che voglio) non avrei più trovato l’oggetto del mio desiderio.

Ora invece, ho la consapevolezza che anche se decido che sì, quella cosa mi serve veramente, e anche se però nel frattempo è andata esaurita, io sopravvivo lo stesso felicemente.

Magari è destino che io trovi più avanti qualcosa di ancora più bello o ancora più utile, però intanto sto bene anche così! ^_^

 

 

Shopping: la via più breve per il cambiamento?

Credo che lo shopping sia sopravvalutato.

Ho capito che certi acquisti non necessari sono dettati dalla speranza (magari inconscia) di un cambiamento.

Non è capitato anche a voi? Compriamo un paio di scarpe da ginnastica nuove e già ci immaginiamo mentre corriamo o facciamo palestra, perfettamente in forma, senza fatica, senza sudore che cola dalla fronte, con trucco e capelli da stella del cinema.

Oppure acquistiamo quel set da 36 piatti e ci vediamo già a preparare e servire una cena a 8 portate per 12 persone, degna di un ristorante pluri-stellato e dove la serata fila senza intoppi.

Quando arriviamo al casa con i nostri tesori abbiamo il nostro momento di gloria, la quasi certezza che da domani la nostra vita cambierà in meglio, ma è solo un’illusione che dura poche ore.

Dal giorno seguente, le scarpe da ginnastica saranno solo un paio di scarpe in più a cui trovare un posto e il set da 36 piatti prenderà polvere e porterà via spazio in qualche angolo della cantina.

Cambiare qualcosa che non ci piace di noi è faticoso, ma se davvero vogliamo che avvengano dobbiamo scegliere la via più tortuosa: alziamoci presto e andiamo a correre (le scarpe che già abbiamo andranno benissimo per il periodo iniziale). Invitiamo gli amici per cena, adattando quello che abbiamo in casa.

C’è sempre tempo per comprare.

Ora, prima di ogni acquisto me lo chiedo sempre: cosa sto comprando? Mi serve davvero? O sto solo cercando una scorciatoia per qualcosa che voglio cambiare nella mia vita?

Ciao, mi chiamo Linda e da 2 anni e 6 mesi non acquisto penne

Lo so, il titolo sembra l’ammissione di una ex-alcolista, ma anche lo shopping può creare dipendenza come l’alcol.

Fortunatamente, non ha gli stessi effetti collaterali sulla salute, ma anche gli acquisti compulsivi possono diventare un problema che incide sulla qualità della nostra vita.

Io ho sempre esagerato negli acquisti, soprattutto quando si trattava di cancelleria e di prodotti per l’igiene della persona e della casa.

La cosa triste è che non me ne rendevo conto. Per me avere in casa 12 confezioni di shampoo era normale. Vabbeh, direte voi, 12 non sono nemmeno poi tante. Certo, ma provate a sommarle a 10 di bagnoschiuma, 8 di crema, 15 di dentifricio, ecc.!!

Il problema era che non resistevo alla tentazione delle offerte. Vedevo il detersivo scontato e ne compravo 10 confezioni come se i supermercati di tutto il mondo non avrebbero fatto mai più promozioni simili. Assurdo, no?

Mi sobbarcavo fino a casa una spesa che pesava un quintale, non sapevo dove sistemare i flaconi acquistati e se la settimana successiva trovavo in offerta un altro detersivo con una profumazione migliore, mi mangiavo le dita fino ai gomiti.

Idem per la cancelleria: penne e quaderni erano i miei preziosi tesori. E la cosa più assurda – col senno di poi – è che acquistavo penne bellissime che poi non usavo perché mi dispiaceva “sprecarle”. Quante penne meravigliose, mai usate, ho dovuto buttare perché si erano seccate!

Per fortuna, ora posso considerarmi “guarita” e non ci casco più. Mi sono resa conto che la mia casa non è un deposito, che è meglio che siano i negozi a fare da magazzino. Loro si tengano pure le loro cose che io mi tengo i miei soldi, che con i soldi posso comprare quello che mi serve quando mi serve.

Essermi tolta questo peso, mi ha dato un tale sollievo che nessuna penna o detersivo mi potrà mai regalare! ^_^