Siamo davvero liberi?

Ho trovato questo trafiletto in un’enciclopedia del 1963.

Parla di come maschi e femmine vivano diversamente l’adolescenza.

E mi sono chiesta: è ancora vero? Quali di queste differenze erano dettate dalla cultura di allora e quali invece sono davvero insite nella natura umana?

Quali sono le cose a cui ci dobbiamo rassegnare perché “siamo fatti così” e quali invece possiamo cambiare?

Niente, io la risposta non l’ho trovata.

 

nuoveabitudini.com

 

A cosa diamo valore?

È facile diventare accumulatori di oggetti quando si dà troppa importanza ai beni materiali.

Ma perché il materialismo ci attrae così tanto?

  • un po’ perché così fan tutti ed è facile seguire il gregge;
  • un po’ perché i beni materiali sono misurabili e confrontabili. Ci danno quindi una gratificazione immediata (possiamo pensare “il mio è più bello del tuo”).

Dare valore ai beni immateriali è invece molto più complesso: inseguire una priorità personale è molto più faticoso. E non è nemmeno facile avere chiari i propri obiettivi.

 

“Ama le persone.

Usa le cose.

Il contrario non funziona.”

 

 

 

 

Shopping: necessità o pigrizia?

Ci sono tanti motivi per cui si fanno acquisti inutili. Uno di questi è la pigrizia.

Non ce ne rendiamo nemmeno conto: è la società di oggi che ci aiuta a comportarci così.

Apriamo il frigo, vediamo che ci sono dentro solo 3 cose  e allora decidiamo di uscire a fare la spesa.

Tanto, anche se è domenica il supermercato è aperto.

Tanto, abbiamo la macchina che ci permette di muoverci con comodità.

Così compriamo altre cose, che è più facile fare da mangiare se il frigo è pieno.

Fino a qualche decennio fa non era così: i negozi non erano disponibili 10 ore al giorno, 7 giorni su 7. Una volta ci si arrangiava con quel che si aveva. Ci si prendeva il tempo di inventarsi una nuova ricetta. Si pensava a una soluzione alternativa.

Il frigo non era sempre pieno e il cibo non veniva buttato perché andato a male.

E purtroppo è così in ogni ambito di vita. Quante volte ci si è rotta una borsetta, siamo andati a comprarne una nuova (che è più facile e soddisfacente che aggiustare quella vecchia) e poi abbiamo comunque tenuto quella rotta perché “non si sa mai”?

Poco alla volta le nostre case si riempiono sempre di più e noi – per pigrizia – stiamo permettendo che ciò accada.

 

 

Pianificare, ma non troppo

Pianifico sempre le mie giornate, faccio to-do-list, organizzo le mie settimane, programmo il mio lavoro.

Bisogna stare attenti però a non cadere nell’eccesso, perché troppa organizzazione ingessa.

Nell’arco della giornata, molte cose che non dipendono da noi fanno saltare i nostri piani.

Se si ha tutto programmato nei minimi dettagli e càpita l’imprevisto, si rischia la crisi di nervi.

Ecco che allora è necessario:

 

Le nostre giornate sono come gimcane di cui non conosciamo il percorso, quindi ci occorre

  • perfetta consapevolezza di quale è il nostro traguardo (quali sono i nostri obiettivi? cosa voglio ottenere alla fine della giornata?)
  • prontezza nello schivare e superare ogni ostacolo che ci dividerà dal nostro traguardo.

 

 

Perché ho 2 liste della spesa

Io uso 2 liste della spesa:

  • la prima, è la classica lista della spesa, dove segno tutto ciò che manca in casa. Faccio la spesa, acquisto tutto ciò che è elencato e poi la butto per ricominciarla daccapo per la volta successiva;
  • sulla seconda lista, invece, mi segno tutto ciò che in casa sta andando “sotto-scorta”; ad esempio, se mi rimane solo un pacco di farina o una confezione di caffè, lo annoto su questa seconda lista (di solito si tratta di alimenti a lunga conservazione, oppure di detersivi).

 

Al supermercato, acquisto le cose della seconda lista solamente se sono in offerta: se così non è, so di averne in casa abbastanza per arrivare alla prossima spesa. (Da questa lista dunque non depenno tutto ogni volta e quindi la tengo e la aggiorno per la spesa successiva.)

Inoltre, è vero anche il contrario: se vedo cose in offerta, ma non sono né sulla mia prima lista, né sulla seconda, non cado nella tentazione di fare acquisti inutili 😉