Paghetta settimanale, sì o no?

paghetta lavori casa

 

Da qualche settimana abbiamo deciso di dare una paghetta ai nostri bimbi.

Ogni volta la cifra cambia, perché sono loro a doversela guadagnare.

Insieme, abbiamo assegnato a ogni lavoretto di casa un controvalore (nulla di eclatante, eh) e ora sono liberi di decidere quanti e quali fare ogni giorno.

Poi, lascerò loro la possibilità di scegliere come spendere questi soldini.

Mi piacerebbe che ciò insegnasse loro a apprezzare il valore del denaro e la gioia di una conquista ottenuta con il sudore della propria fronte.

Allo stesso tempo, vorrei però che imparassero a aiutare in casa non solo perché “pagati”.

Per questo, dopo ogni loro lavoretto faccio sempre notare quanto sia bello e importante quanto hanno fatto: in una camera ordinata ritrovano le loro cose, in un soggiorno con il pavimento sgombero possono giocare più liberamente, se mi aiutano a sparecchiare io finisco prima e ho più tempo per stare con loro, ecc.

Credevo che dopo pochi giorni avrebbero perso l’entusiasmo; invece, sembrano non voler cedere, soprattutto mio figlio maggiore, che fa ordine pensando con occhi sognanti alla nuova confezione di Lego che desidera con tutto il cuore.

 

Passione per la danza

passione danza

 

Non conoscevo il mondo della danza.

L’ho scoperto quest’anno grazie alla mia bimba, che fin da quando ha imparato a parlare ha sempre sostenuto “voglio fare la ballerina”.

Abbiamo assecondato questa sua passione e le abbiamo fatto provare la danza classica.

Ora, lei è ancora piccola (quasi 4 anni) e ha tutto il tempo che desidera per provare anche altre attività sportive, ma sarei felice se continuasse su questo cammino.

Anch’io ho sempre fatto sport fin da piccola e conosco bene la passione e il sacrificio che richiede, ma la danza ha qualcosa in più.

Vedere le bambine e le ragazze impegnate per il saggio di fine anno mi ha fatto capire quanto conti la disciplina, l’allenamento e la cura del proprio aspetto.

Chi danza si sente libro, anche se i piedi sono doloranti e i capelli tirati nello chignon danno il mal di testa.

Chi danza dimentica i problemi fino a quando la musica non termina.

Chi danza ha bisogno solo di qualche nota e di un paio di scarpette per essere veramente felice.

Vedere queste bimbe a fine spettacolo con il sorriso raggiante e gli occhi luccicanti, nonostante la fatica e la tensione, mi ha fatto desiderare che anche tutta la mia vita possa essere così: passione per qualcosa che amo, libertà nel farlo, cura per i dettagli, sacrifici ripagati col tempo e soddisfazione per i traguardi raggiunti. ^_^

 

 

La felicità al tocco di campana (tibetana)

La nostra insoddisfazione nasce sempre dal pensiero di ciò che potremmo avere e non abbiamo. O da ciò che potremmo essere e non siamo.

Vorremmo più soldi e speriamo che in futuro il lavoro vada meglio.

Siamo ammalati e rimpiangiamo i tempi in cui eravamo in salute.

Siamo in ufficio e vorremmo essere in spiaggia.

Vediamo una persona che ha successo nel nostro settore e vorremmo essere al suo posto.

Naturalmente non è sbagliato, anzi, è giusto avere desideri e ambizioni. Tuttavia, questi pensieri ci portano spesso a vivere in una condizione di infelicità.

Cosa succederebbe invece, se per un solo attimo, vivessimo il presente per quello che è, senza rimpianti per quello che è stato, senza desideri per il futuro, senza invidia per l’erba del vicino, senza il desiderio di essere da qualche altre parte?

Il risultato – per 1 o 2 secondi, ossia prima che tutti i pensieri tornino a vorticare nella nostra mente – è che siamo perfettamente felici e soddisfatti.

In quel prezioso istante, cogliamo la bellezza e la perfezione di ciò che ci sta attorno, esattamente per come è.

Io ho imparato a farlo più volte al giorno, grazie a un trucco copiato da Sabrina Toscani (la titolare di Organizzare Italia). Ora, anch’io come lei ho installato un’applicazione sul telefono che ogni ora – circa – crea il rintocco di una campana tibetana.

Si tratta di un suono molto rilassante e – qualsiasi cosa io stia facendo – mi fa fermare per un secondo: chiudo gli occhi e “scatto” una fotografia mentale del momento presente: cosa sento? cosa provo? ho freddo? sono stanca? sono arrabbiata?

Qualsiasi sia la risposta, il mio attimo è perfetto.

 

Chi è il Kokopelli?

 

Non pubblico molte mie foto sui social…

Però ultimamente ne ho postate 2 (una in cui ho dei petali rossi in testa e una con una mia mano che spruzza dell’appretto) in cui si intravede il tatuaggio che ho sul polso: un Kokopelli.

Siccome alcune di voi mi hanno chiesto cosa rappresenti, lo spiego qui.

Il  Kokopelli è una divinità preistorica della tribù pellerossa dei Navajo.

Rappresenta uno spirito guida e un elargitore di felicità, che vaga di villaggio in villaggio suonando il suo piffero magico.

Al suo passaggio – alla fine dell’inverno – la neve si soglie, il sole torna a splendere e la natura si risveglia dopo il lungo letargo.

Secondo alcune versioni della leggenda, il Kokopelli trasporta i bambini non ancora nati da portare alle donne in attesa di un figlio.

Ricordo di aver discusso con la ragazza che mi ha fatto il tatuaggio: lei me lo voleva fare in modo che fosse dritto per chi mi sta di fronte. Io invece l’ho voluto “storto” ossia giusto per me.

Sono ormai 3 anni che questo piccolo folletto accompagna le miei giornate con il suo flauto magico e con questo post vorrei regalarvi un po’ della sua musica, che ha il dono di far nascere e crescere ciò che più si desidera per la propria felicità. ^_^

 

 

I 15 suggerimenti per essere produttivi, di Kevin Kruse

Kevin Kruse, autore del libro “15 Secrets Successful People Know About Time Management: The Productivity Habits of 7 Billionaires, 13 Olympic Athletes, 29 Straight-A Students, and 239 Entrepreneurs (English Edition)“, svela i 15 segreti che accomunano le persone di successo.

Cosa ne pensate? Quali secondo voi possono essere suggerimenti utili per la nostra vita quotidiana?

Le persone di successo:

  1. programmano la giornata minuto per minuto, perché il tempo è denaro;
  2. si focalizzano sempre su un compito alla volta, senza interruzioni;
  3. non usano le liste delle cose da fare, bensì mettono tutto a calendario, in modo che ogni compito abbia una scadenza da rispettare;
  4. una volta che decidono qual è la cosa giusta da fare, la mettono subito in pratica;
  5. tornano sempre a casa per cena, perché nella vita il lavoro non è la sola cosa che conta;
  6. portano sempre con loro un blocco per appuntarsi idee e ispirazioni;
  7. controllano la posta elettronica solo poche volte al giorno;
  8. cercano di evitare le riunioni aziendali, perché le considerano una perdita di tempo;
  9. sanno dire “no”;
  10. si focalizzano solo sulle attività che danno il miglior risultato, lasciando perdere le altre;
  11. delegano il più possibile;
  12. dedicano ogni giorno della settimana a un diverso “tema”: un giorno per la famiglia, un giorno per le telefonate, un giorno per la contabilità….
  13. seguono la regola “toccalo solo una volta”: qualsiasi cosa capiti loro per le mani che richieda meno di 10 minuti di tempo (rispondere a una mail, sistemare una questione, ecc.) la risolvono immediatamente, senza doverla riprendere in mano successivamente;
  14. hanno una routine mattutina per prendersi cura del proprio corpo e della propria mente;
  15. hanno a cuore la propria salute per avere l’energia necessaria a affrontare la giornata: quindi non saltano pasti, non perdono ore di sonno, fanno delle pause, ecc.

Io credo che la soluzione 1 e 12 non facciano per me, ma trovo che gli altri 13 punti siano consigli assolutamente da seguire! ^_^