Decluttering: perché non riusciamo a lasciar andare

Se vogliamo sconfiggere i nostri nemici, dobbiamo prima conoscerli.

Quindi, se facciamo fatica a liberarci degli oggetti inutili – che rendono stressante e inutilmente faticosa la nostra vita – dobbiamo prima capirne i motivi.

Le cause possono essere molteplici (e non necessariamente una esclude l’altra):

  1. eccessivo attaccamento al passato: succede quando non riusciamo a tagliare i legami affettivi che ci legano alle cose. Abbiamo paura di perdere un ricordo, buttando via un oggetto che ce lo riporta alla memoria;
  2. ansia verso il futuro: ormai non siamo più in grado di cacciarci il cibo da soli o di costruirci gli utensili necessari alla nostra sopravvivenza. Noi magari non ci pensiamo, ma il nostro subconscio percepisce questa paura. Presi dall’ansia della scarsità preferiamo fare scorte di tutto ciò che potrebbe servirci;
  3. tendenza alla procrastinazione; quando gli oggetti accumulati in casa sono tanti, quella che ci appare è una vera e propria montagna insormontabile. Il lavoro di smaltimento ci pare immenso e ci sembra molto più facile girarci dall’altra parte e far finta di non vedere il disordine;
  4. difficoltà di concentrazione: decidere cosa tenere e come sistemare gli oggetti richiede abilità organizzative, costanza e attenzione. Se non si ha fiducia in queste capacità, il rischio è quello di rinunciare alla possibilità di fare spazio, lasciando che cumuli di cose inutili crescano dentro casa;
  5. una mente brillante, che vede mille futuri sviluppi e mille possibilità di riutilizzo per ogni oggetto che si trova in casa, senza però fare i conti che poi diventa materialmente impossibile portare a termine ogni progetto di riuso a cui si è pensato;
  6. la mania di perfezionismo, che ci “obbliga” a curarci della nostra casa in maniera talmente pignola ed accurata che ci sembra di non venircene a capo. Nonostante il tempo e l’energia utilizzati, il risultato non è mai soddisfacente. Tanto vale, risparmiarsi la fatica e lasciare le cose così come stanno;
  7. paura di sprecare: molte persone non buttano oggetti rotti o comunque inutilizzabili perché “è un peccato” o per paura di inquinare, come se invece accatastandoli dentro casa si rendesse un favore all’ambiente o all’oggetto stesso;
  8. scarsa fiducia nel proprio valore: chi non crede nel proprio valore come persona, cerca di provarlo attraverso l’acquisto compulsivo di beni materiali che danno un’illusione di sicurezza, come abiti firmati, scarpe, accessori, oggetti di design, ecc.;
  9. paura ad affrontare il mondo esterno: alcuni accumulatori utilizzano le pile di oggetti all’interno delle proprio case come dei veri e propri bozzoli in cui rifugiarsi, convinti che le persone possano ferirci profondamente, mentre gli oggetti no;
  10. bisogno di amore ed affetto; questo vale soprattutto per quelle persone che “accumulano” animali, su cui riversano tutta la loro attenzione. In cambio delle loro cure, ricevono amore incondizionato e devozione, più difficile da ottenere attraverso il rapporto con altre persone.

Conoscere le cause che ci impediscono di liberarci delle cianfrusaglie che girano per casa è sicuramente un passo importante verso la risoluzione del problema

Se ripenso alla me stessa di qualche anno fa, posso sicuramente affermare che le cause che bloccavano la mia strada verso una vita più leggera erano la 3 e la 6. Fortunatamente, con impegno e buona volontà posso dire di essere riuscita a superarle.

Voi, invece, da cosa vi sentite (o vi sentivate) maggiormente frenate?

5 modi per insegnare ai nostri figli ad essere più ordinati

Essere più o meno ordinati è una predisposizione naturale. Me lo dimostrano ogni giorno i miei figli, uno preciso ed ordinato, l’altro decisamente meno.

Tuttavia – qualsiasi sia la situazione di partenza – possiamo sempre aiutare i nostri bambini a migliorare.

Il concetto principale da trasmettere ai nostri bimbi è questo: “riordinare non è un compito noioso o pesante e serve per poi stare meglio”. Come fare per far passare questo messaggio?

  • Innanzitutto studiamo soluzioni per la sistemazione dei giocattoli che siano comode per i bambini, come scatole e bauli facilmente raggiungibili;
  • poi, insegniamo loro a  tirare fuori un gioco alla volta: prima di tirare fuori un giocattolo, quello che si stava usando va rimesso al proprio posto, altrimenti la situazione diventa ingestibile;
  • usiamo la fantasia: le macchinine vanno rimesse nel garage, le bambole a nanna, i supereroi a “ricaricare le energie” nel loro baule,ecc;
  • se i bimbi non riescono a rispettare il secondo punto ed alla sera si ritrovano con la cameretta disseminata di giocattoli, non pretendiamo che mettano tutto a posto da soli. Aiutiamoli noi. Per loro è un impegno troppo gravoso e – se li lasciassimo soli in questa impresa – l’unica cosa che otterremmo sarebbe quella di far loro odiare il momento del riordino;
  • facciamo loro notare quanti siano i vantaggi nell’essere ordinati: ad esempio sanno sempre dove si trova ogni giocattolo o ogni piccolo accessorio, i puzzle riposti nelle loro scatole non perdono pezzi, i giochi non si rompono come quando li lasciavano sul pavimento e qualcuno per sbaglio ci pestava sopra, i peluche non si sporcano, ecc.

Con un po’ di pazienza da parte nostra e di impegno da parte loro si possono ottenere grandi cambiamenti!

E i vostri figli come sono? Naturalmente ordinati o hanno bisogno di un piccolo aiuto? ^_^

 

 

 

Un posto per ogni cosa e ogni cosa al proprio posto

Questo post è un grande mea culpa.

Me lo sono sentita ripetere fin da piccola: “Un posto per ogni cosa ed ogni cosa al proprio posto“, eppure ho sempre sottovalutato questo detto.

O meglio, ho sempre pensato che la parte importante fosse la seconda: “ogni cosa al proprio posto”.

Invece ciò che conta è la prima parte: “un posto per ogni cosa”. Infatti, come fare ordine se non sappiamo dove mettere le cose?

Per forza il caricabatterie del telefono continua a vagare per la casa, visto che non ha un suo posto fisso. E lo stesso vale per le chiavi della macchina, per la borsetta, per la macchina fotografica, per molti dei giochi dei bambini….

Mi rendo conto di quanto io mi sia sbagliata a sottovalutare questo aspetto e sto cercando di migliorare. Poco alla volta, cerco una sistemazione definitiva per ogni oggetto; una sistemazione che sia logica e comoda, in modo che ogni cosa sia facile da ritrovare e pratica da riporre dopo l’uso.

Con una casa grande, 4 persone in famiglia, lavori di ristrutturazione in corso e mobili da finire di acquistare non è certo facile, ma l’importante è averlo finalmente capito e – a piccoli passi – avvicinarsi ogni giorno sempre di più alla meta. ^_^

E voi siete riuscite ad avere un posto per ogni cosa? O anche nelle vostre case ci sono oggetti che vagano senza pace dal tavolo in cucina al mobiletto in soggiorno, passando per i cuscini sotto il divano?

La nostra casa viene sempre con noi

La nostra casa è sempre con noi: non la portiamo sulla schiena come le chioccioline, ma se ne sta ben riparata in un angolino della nostra mente in ogni momento della giornata.

Quando usciamo per andare al lavoro o per svolgere le nostre commissioni, anche se non ce ne rendiamo conto, il pensiero della nostra casa ci fa compagnia.

Se abbiamo lasciato una casa disordinata e sporca, sarà un pensiero sottile e fastidioso; la sensazione di non essere “a posto” ci accompagnerà nei nostri giri come un tarlo dispettoso.

Una casa pulita ed in ordine – non necessariamente perfetta – ci regalerà invece uno stato di benessere anche quando siamo fuori dalle sue mura.

Ne guadagneremo in disinvoltura, eleganza e fiducia in noi stesse. E come sappiamo noi donne, la fiducia in noi stesse è sinonimo di bellezza.

Quando esco di casa, io avverto sempre a fil di pelle in quale stato ho lasciato la mia casa e per questo cerco di fare in modo che sia sempre presentabile.

Se amiamo la nostra casa, lei ci donerà amore e conforto a sua volta. La consapevolezza che lei ci attende al nostro ritorno con il suo caldo abbraccio renderà la nostra giornata più piacevole. ^_^

La sottile linea rossa (del disordine)

Oggi ho scoperto un nuovo trucchetto sul libretto “Simplify your life – vivere in modo più semplice e felice” di Marion e Werner Küstenmacher. Il trucco è quello del filo rosso.

I coniugi Küstenmacher suggeriscono: quando tiriamo fuori un oggetto per utilizzarlo, immaginiamo che sia legato mediante un lungo filo rosso al luogo in cui l’oggetto deve essere riposto.

Più oggetti ci sono in disordine, più la nostra casa sarà attraversata da lunghi e fastidiosi fili rossi. Quindi, dopo averle usate, prendiamo le nostre cose e – riavvolgendo la matassa rossa – riportiamole al loro posto.

Ho adorato fin da subito il consiglio dei due coniugi tedeschi perché rappresenta bene la realtà: anche se non vediamo realmente i fili rossi che attraversano le nostre stanze, la nostra mente percepisce comunque come fastidioso e stressante il disordine che ci circonda.

Da quando ho letto questo consiglio io sto cercando di mantenere al minimo i fili rossi nella mia casa. Volete provarci anche voi insieme a me? ^_^