Se vogliamo sconfiggere i nostri nemici, dobbiamo prima conoscerli.
Quindi, se facciamo fatica a liberarci degli oggetti inutili – che rendono stressante e inutilmente faticosa la nostra vita – dobbiamo prima capirne i motivi.
Le cause possono essere molteplici (e non necessariamente una esclude l’altra):
- eccessivo attaccamento al passato: succede quando non riusciamo a tagliare i legami affettivi che ci legano alle cose. Abbiamo paura di perdere un ricordo, buttando via un oggetto che ce lo riporta alla memoria;
- ansia verso il futuro: ormai non siamo più in grado di cacciarci il cibo da soli o di costruirci gli utensili necessari alla nostra sopravvivenza. Noi magari non ci pensiamo, ma il nostro subconscio percepisce questa paura. Presi dall’ansia della scarsità preferiamo fare scorte di tutto ciò che potrebbe servirci;
- tendenza alla procrastinazione; quando gli oggetti accumulati in casa sono tanti, quella che ci appare è una vera e propria montagna insormontabile. Il lavoro di smaltimento ci pare immenso e ci sembra molto più facile girarci dall’altra parte e far finta di non vedere il disordine;
- difficoltà di concentrazione: decidere cosa tenere e come sistemare gli oggetti richiede abilità organizzative, costanza e attenzione. Se non si ha fiducia in queste capacità, il rischio è quello di rinunciare alla possibilità di fare spazio, lasciando che cumuli di cose inutili crescano dentro casa;
- una mente brillante, che vede mille futuri sviluppi e mille possibilità di riutilizzo per ogni oggetto che si trova in casa, senza però fare i conti che poi diventa materialmente impossibile portare a termine ogni progetto di riuso a cui si è pensato;
- la mania di perfezionismo, che ci “obbliga” a curarci della nostra casa in maniera talmente pignola ed accurata che ci sembra di non venircene a capo. Nonostante il tempo e l’energia utilizzati, il risultato non è mai soddisfacente. Tanto vale, risparmiarsi la fatica e lasciare le cose così come stanno;
- paura di sprecare: molte persone non buttano oggetti rotti o comunque inutilizzabili perché “è un peccato” o per paura di inquinare, come se invece accatastandoli dentro casa si rendesse un favore all’ambiente o all’oggetto stesso;
- scarsa fiducia nel proprio valore: chi non crede nel proprio valore come persona, cerca di provarlo attraverso l’acquisto compulsivo di beni materiali che danno un’illusione di sicurezza, come abiti firmati, scarpe, accessori, oggetti di design, ecc.;
- paura ad affrontare il mondo esterno: alcuni accumulatori utilizzano le pile di oggetti all’interno delle proprio case come dei veri e propri bozzoli in cui rifugiarsi, convinti che le persone possano ferirci profondamente, mentre gli oggetti no;
- bisogno di amore ed affetto; questo vale soprattutto per quelle persone che “accumulano” animali, su cui riversano tutta la loro attenzione. In cambio delle loro cure, ricevono amore incondizionato e devozione, più difficile da ottenere attraverso il rapporto con altre persone.
Conoscere le cause che ci impediscono di liberarci delle cianfrusaglie che girano per casa è sicuramente un passo importante verso la risoluzione del problema
Se ripenso alla me stessa di qualche anno fa, posso sicuramente affermare che le cause che bloccavano la mia strada verso una vita più leggera erano la 3 e la 6. Fortunatamente, con impegno e buona volontà posso dire di essere riuscita a superarle.
Voi, invece, da cosa vi sentite (o vi sentivate) maggiormente frenate?




