Uscire dal bozzolo per volare come farfalle (+ video)

zona di confort

 

Abbiamo tutti una zona di confort, ossia un insieme di luoghi/azioni/situazioni in cui ci muoviamo quotidianamente e in cui sentiamo ormai a nostro agio.

Frequentiamo sempre le stesse persone, facciamo sempre lo stesso tipo di vacanze, leggiamo sempre lo stesso genere di libri, ecc….

Tutto così è più semplice e meno faticoso. Le nuove esperienze invece ci fanno paura, ci mettono in imbarazzo, non sappiamo cosa aspettarci.

La vera vita però è lì, in quello che non abbiamo mai fatto finora.

Ogni volta che facciamo qualcosa di nuovo ci emozioniamo, ci sorprendiamo, il battito cardiaco accelera e ci sentiamo vivi!

Io ho deciso di provare – ogni volta in cui ne ho l’occasione – a mettere il naso fuori dalla mia zona di confort.

E questo è uno dei motivi per cui ho deciso di “buttarmi” e di partecipare all’evento organizzato da APOI – Impara ad organizzarti…divertendoti! – mettendoci pure la faccia in un video di presentazione (qui insieme alle mie colleghe Emanuela Tirabassi e Francesca Pansadoro)!

Un paio di anni fa non ne avrei avuto il coraggio….invece ora l’ho fatto e (anche se non vincerò il premio Oscar per la mia interpretazione) mi sono divertita e ho fatto una nuova esperienza.

Se vi va, ci vediamo a Roma l’8 ottobre (io sarò nel corner “Casa organizzata”)…intanto vi lascio un anticipo della mia faccia qui!! ^_^

Vivere nel presente

Fino a qualche mese fa non mi piaceva l’espressione “vivi nel presente”: mi dava l’idea di uno stile di vita sconsiderato, che comporta scelte irresponsabili per il proprio futuro.

Soltanto leggendo i libri di autori orientali ne ho capito il vero senso e apprezzato il potenziale.

“Vivi nel presente” significa agire ogni momento, in ogni situazione:

  • senza rimpianti per il passato (piuttosto sfruttando le lezioni di vita imparate)
  • senza desiderare di essere in un altro luogo se ciò non è fattibile
  • impegnandosi a fare il meglio possibile per preparare il proprio futuro.

Se non si fanno continuamente paragoni mentali con ciò che era o che avrebbe potuto essere, allora qualsiasi cosa può diventare piacevole.

Ad esempio: laviamo i pavimenti rimanendo concentrate sul profumo che percepiamo e sulla piacevole sensazione di pulito che avvertiamo, senza pensare al divano che ci aspetta.

Anche questo è un momento che non tornerà più e possiamo coglierne il lato romantico (ci stiamo prendendo cura della nostra casa e della nostra famiglia).

Non è facile, ci vuole molto allenamento, ma cerchiamo di vivere ogni attimo intensamente, senza “se” e senza “ma” e tutto diventa più facile e leggero. ^_^

 

Fare le giuste pause

fare una pausa

Questo agosto mi siete mancate, ma avevo bisogno di fare una pausa.

A volte può essere difficile decidere di fermarsi. Nessuno ti applaude, nessuno ti spinge a farlo, perché nessun altro ne trae vantaggio.

Una pausa serve solo a se stessi e c’è il rischio di viverla con i sensi di colpa. Ma perché?

Soprattutto noi donne, facciamo mille cose al giorno senza mai fermarci, fino al punto in cui crolliamo. Soltanto quando sbattiamo con la faccia sul pavimento ci accorgiamo che è arrivato il momento di riposare.

Ragazze, ci meritiamo tutte un momento di pausa, non deve essere un privilegio. In un modo o nell’altro, intanto il mondo andrà avanti anche senza di noi.

Può essere qualche minuto al giorno o qualche ora a settimana: le pause sono un diritto, non un privilegio.

Soprattutto, non dobbiamo viverle come “tempo perso”. Sono momenti che utilizziamo per ricaricare le energie, per metabolizzare esperienze passate, per fare nuove riflessioni, per fare esperienze diverse.

Fatte con la giusta frequenza, le pause sono solo un mezzo passo indietro per caricare un grande salto in avanti.

Se il tempo non c’è, si trova.

E voi? Riuscite a prendervi del tempo per voi stesse ogni tanto? Che cosa vi piace fare? ^_^

Le buone abitudini

Brian Tracy nel suo libricino “The Power of Habit” (scaricabile gratuitamente qui, ma solo in inglese) sostiene che secondo alcuni studi psicologici svolti negli Stati Uniti

il 95% di ciò che pensiamo, sentiamo, facciamo e otteniamo è il risultato di abitudini.

In altre parole, abbiamo sviluppato una serie di risposte condizionate che ci portano a reagire in maniera automatica e inconscia in quasi tutte le situazioni.

Io penso che ciò abbia un significato importantissimo: se non siamo soddisfatti della nostra vita e vogliamo cambiarla, non servono azioni eclatanti. Piuttosto, basterà cambiare le proprie abitudini.

Purtroppo, quando si hanno cattive abitudini, è difficile e faticoso trasformarle in buone, ma con il tempo ne varrà la pena perché garantiscono risultati duraturi.

Se desideriamo una casa pulita e in ordine, ha senso lucidarla a specchio una volta al mese? Non è meglio abituarsi a pulirla un po’ tutti i giorni?

E le diete drastiche dell’ultimo minuto per dimagrire? Sappiamo tutti benissimo che il loro effetto dura per poche settimane, poi si riprendono i chili persi….Molto meglio abituarsi a mangiare in quantità normali cibi sani.

Per tornare alle parole di Brian Tracy:

Le buone abitudini sono difficili da costruire, ma poi è facile conviverci.

Le cattive abitudini sono facili da costruire, ma poi è difficile conviverci.

Facendo pochi passi tutti i giorni, si percorrono sentieri lunghi chilometri!

 

 

 

 

 

La bella addormentata nel bosco

la bella addormentata nel bosco

 

Mi piace leggere fiabe e storie ai miei figli, anche perché penso siano sempre fonte di apprendimento.

Leggo volentieri anche favolette più leggere, che non contengono morali, ma che ci permettono di trascorrere un po’ di tempo insieme divertendoci.

Tuttavia, se c’è una storia che proprio non sopporto è quella della bella addormentata nel bosco. Ogni volta che la leggo mi sembra di star insegnando ai miei figli che:

  • sono le fatine che ti regalano virtù quali bellezza, intelligenza, abilità nel canto o nel suonare uno strumento musicale;
  • se vedi un pericolo nel tuo futuro (come gli arcolai su cui potrebbe pungersi la protagonista) basterà dargli fuoco e non pensarci più;
  • quando il guaio è fatto, non occorre far nulla per tentare di uscirne fuori, tanto arriva il Principe Azzurro;
  • e vissero per sempre felici e contenti.

Per me invece funziona così:

  • ogni bambino ha la possibilità di diventare bello e bravo, basta solo mettersi d’impegno;
  • se un genitore vede un possibile pericolo futuro per i proprio figli, è giusto che se ne parli insieme e si trovi una soluzione (cioè – dico io – non era più semplice dire a Rosaspina “questo è un arcolaio. Studialo, giocaci, guarda come è fatto finché vuoi. Basta solo che non lo tocchi il giorno del tuo 16° compleanno”?);
  • è bello sapere di poter contare sull’aiuto di una persona speciale in caso di bisogno, ma è anche una grande soddisfazione sapere di avere la forza e la capacità di dare il proprio contributo;
  • non basta che lei sia bella e intelligente e lui bello e coraggioso per vivere felici giorno dopo giorno. Anche i rapporti sostenuti da Amore profondo vanno curati con dedizione.

Insomma, io non vorrei crescere figli che attendono “addormentati” che la vita si risolva da sola ^_^