Dal controllo al dominio delle nostre vite

Gli strumenti organizzativi che utilizziamo (calendari, timer, agende, to-do-list,…) creano un grande equivoco: l’illusione di poter controllare la propria vita.

Bene, rassegnatevi: nessuno può controllare la propria vita. È impossibile, perché troppe cose dipendono da persone e fatti esterni a noi.

E allora va a finire che ci arrabbiamo, ci innervosiamo e ci sentiamo stressate. Come quando programmiamo una serie di appuntamenti uno dietro l’altro – tutto incastrato alla perfezione – ma poi rimaniamo bloccati in tangenziale a causa di un brutto incidente poco più avanti.

La nostra vita non può essere controllata.

Tuttavia, la nostra vita può essere dominata.

Nel suo libro Organizza al meglio la tua vita Tony Crabbe usa la figura del surfista per spiegare questo concetto. Se fai surf non puoi controllare l’onda che arriva: non ne puoi scegliere altezza, velocità e forza. Ti fermi per un secondo, prendi atto di ciò che hai davanti, ti fai coraggio e parti, decidendo ogni istante come muoverti a seconda di come si muove l’acqua sotto il tuo surf.

Ma cosa significa fuori di metafora? Un altro libro –Il segreto delle persone felicidi Yvon Delvoye – lo spiega bene. Significa fare 2 cose:

  1. accettare ciò che ci sta accadendo, anche se si tratta di qualcosa che ci dà fastidio o ci mette paura
  2. agire di conseguenza, ma senza reagire. Cioè pensare a qual è la cosa migliore da fare in quel momento – data quella situazione – senza farsi trasportare dalla rabbia e dalla paura.

Insomma, calma e sangue freddo.

Proseguendo nell’esempio di prima, una volta intrappolate nel traffico, anziché farci prendere dal nervoso e dalla rabbia, possiamo prendere atto che il nostro prossimo appuntamento è saltato e trovare il modo migliore per rimediare e riprogrammarlo. Diventa quasi una sfida divertente con noi stesse.

Certo, ogni tanto cadremo e berremo un po’ di acqua. Ma con il tempo e l’esperienza diventeremo sempre più brave. Non pensate anche voi che la vita possa essere bellissima e entusiasmante, se vissuta sulla cresta dell’onda con il vento tra i capelli, con la certezza che qualsiasi cosa accada, noi saremo in grado di affrontarla?

I 10 Rituali della Vita Radiosa

Oggi vi vorrei riportare i 10 Rituali della Vita Radiosa che Robin S.Sharma elenca nel suo libro “Il monaco che vendette la sua Ferrari: Una favola spirituale“.

Il protagonista della storia è Julian, un avvocato di successo – ma stressato – che dopo un attacco di cuore cambia completamente vita grazie a un viaggio sull’Himalaya.

Finalmente in pace con se stesso, ci svela tutto ciò che ha imparato durante questo cammino, tra cui appunto anche i 10 Rituali:

  1. Rituale del Silenzio: ogni giorno ritagliati almeno 15 minuti di tranquillità, lasciandoti avvolgere da solitudine e silenzio;
  2. Rituale del Movimento: fai almeno 5 ore a settimana di attività fisica. Se rinvigorisci il corpo rinvigorisci anche la mente;
  3. Rituale dell’Alimentazione Vitale: scegli un’alimentazione sana, che ti faccia stare bene e che non comporti inutili sprechi di energia;
  4. Rituale della Ricca Conoscenza: continua a leggere e studiare per tutta la durata della tua vita;
  5. Rituale della Riflessione Introspettiva: fermati a riflettere sulle cose che hai fatto e sui pensieri che ti hanno attraversato la mente nel corso di una giornata;
  6. Rituale del Risveglio Mattutino: svegliati e inizia la giornata nel migliore dei modi. Quello che fai nei primi 10 minuti condiziona notevolmente il resto della tua giornata;
  7. Rituale della Musica: dedica un po’ di tempo alla musica, perché fa ridere, cantare e danzare;
  8. Rituale della Parola: recita dei mantra tutti i giorni (ad esempio “io sono forte, abile e tranquillo” o qualunque altra cosa). Le parole esercitano un enorme potere sulla mente, influenzandola e condizionandola;
  9. Rituale della Coerenza del Carattere: ogni giorno devi cercare di compiere azioni che rafforzino il tuo carattere. Le azioni positive ripetute formano le buoni abitudini e le buoni abitudini ti guidano verso il tuo destino;
  10. Rituale della Semplicità: vivi una vita semplice riducendo le tue necessità e gli eccessi.

Ecco, forse alla fine si tratta solo di tanto buon senso, ma in questo elenco ci sono cose di cui troppo spesso ci dimentichiamo e quindi un ripasso non può che farci del bene 😊.

Passato e presente

Oggi vi vorrei parlare di un altro libro che ho appena terminato di leggere: Breve storia del mondo di Ernst H.Gombrich.

Sentivo la voglia e la necessità di scegliere un testo che parlasse di storia (dalla preistoria agli anni ’90), perché mi ritengo profondamente ignorante in materia (naturalmente l’ho studiata a scuola, ma non ne ricordo quasi nulla).

Vi svelo però un segreto: ho barato e ho scelto la via più facile. Infatti, in realtà si tratta di un libro per bambini/ragazzi che racconta la storia dell’umanità proprio come se fosse un romanzo appassionante e non il solito libro di testo farcito di nozioni e date.

È anche piuttosto breve e sicuramente non regala molti approfondimenti, ma per me è stato il libro ideale per un bel ripasso.

Leggendo questo libro ho capito che conoscere la storia è davvero fondamentale per interpretare tanti fenomeni del presente.

Tuttavia – per quanto si possa capire il presente – è difficile giudicarlo. È solo con il senno di poi che si può determinare se un evento sia stata una cosa “buona” o “cattiva” per l’umanità.

E questo non vale solo per la storia dell’umanità, ma anche per la nostra storia personale.

Un imprevisto che sembra rovinarci la giornata, può rivelarsi una piacevole sorpresa!

Quindi, prendiamo quello che la vita ci riserva senza giudicarlo come “buono” o “cattivo”. Viviamo il momento facendo sempre del nostro meglio e cogliendo l’attimo. Altrimenti il rischio è quello di passare tutta una vita rimpiangendo i bei tempi di una volta, senza averli mai vissuti veramente.

Il momento giusto per ogni mestiere di casa

“Manuale di pulizie di un monaco buddhista” di Keisuke Matsumoto, è uno di quei libri che ti mette voglia di pulire casa.

Un concetto che mi è molto piaciuto è quello di associare ogni momento della giornata a un tipo diverso di mestiere di casa.

Nello specifico, Matsumoto consiglia di:

  1. cominciare la giornata arieggiando casa. Aprire le finestre e cambiare l’aria dentro casa significa predisporsi alla giornata appena iniziata entrando in contatto con la natura (anche se ciò significa afa in estate e gelo d’inverno);
  2. fare le pulizie di mattina, quando tutto è ancora avvolto dalla calma e dal silenzio. I lavori di pulizia ci doneranno un senso di freschezza e lucidità per affrontare al meglio il resto della giornata;
  3. riordinare la sera, prima di andare a dormire. In questo modo, la mattina seguente ci si sveglierà trovando tutto a posto e quindi ben disposti a iniziare il nuovo giorno.

Per me la mattina è un po’ difficile trovare il tempo per fare le pulizie e quindi le sposto al pomeriggio, però mi piace la logica e cerco di seguire i consigli di Matsumoto almeno il sabato e la domenica 😉.

Il meno è più (lo dice anche la scienza)

Sto leggendo un libro, un po’ impegnativo, ma ricco di spunti di riflessione: “Pensieri lenti e veloci” di Daniel Kahneman.

Lui è uno psicologo che ha approfondito in particolare un argomento: come funziona la nostra mente quando operiamo una scelta.

Nel suo libro racconta l’esperimento fatto da un altro psicologo, che aveva messo in vendita (all’asta) 2 serie di figurine:

  1. la prima serie era composta da 10 figurine di grande valore
  2. la seconda serie era composta da 10 figurine di grande valore + 3 figurine di valore medio.

Vedendo le 2 opzioni una vicina all’altra, e potendo dunque fare una scelta razionale, a noi sembra ovvio che la seconda serie – anche se di poco – vale di più, giusto?

Invece, gli acquirenti dell’esperimento potevano vedere solo una serie o l’altra, senza poter fare un paragone.

Il risultato fu che i partecipanti alla ricerca erano disposti a pagare molto di più per la prima serie di figurine!!!

È un risultato paradossale.

Perché succede? Secondo gli psicologi è perché – davanti a un insieme che contiene più cose – la nostra mente fa la media e non la somma!! Quindi, le 3 figurine della seconda serie – avendo un valore mediocre – abbassano il valore dell’intera serie, nonostante siano in più.

Anche la psicologia conferma che il meno è più, quando quel “meno” è di qualità!

Vale anche per la nostra quotidianità: un armadio con 10 abiti che ci piacciono ci fa stare meglio di un armadio con gli stessi 10 abiti più tanti altri che per noi hanno poco valore.

E ora che abbiamo le prove scientifiche, non abbiamo più scuse 😉 .