Come i miei figli mi hanno insegnato a non giudicare

Come recita il titolo di un libro (e di un blog), “ero una brava mamma prima di avere figli“.

Quando ero giovane (tanti anni fa), guardavo le mamme all’opera e fra me e me avevo sempre da criticare il loro operato. Pensavo “quando avrò figli io farò così e così”.

In particolare, una cosa su cui credevo di essere irremovibile era la questione nanna: ognuno dormirà nel proprio letto.

Poi sono arrivati i miei figli. E dopo anni di notti in bianco e coi nervi a fil di pelle, ho cambiato idea: purché mi lasciassero dormire, qualsiasi cosa andava bene. Potevano stare nel letto con noi, sul tappeto per terra, nella vasca da bagno o lungo le scale. Ma io avevo bisogno di dormire.

Morale della favola: a una certa ora imprecisata della notte (io non me ne accorgo nemmeno) la mia piccola arriva nel nostro letto e ci rimane fino al mattino seguente.

Ora, non voglio entrare nel merito della questione lettone-non lettone. Non è questo il punto.

Il punto è che finché non ci si ritrova dentro le situazioni non si ha il diritto, né gli strumenti per giudicare.

Ripenso a quelle mamme viste anni or sono, magari nel momento in cui trattavano in maniera un po’ sgarbata i propri figli. Ora capisco che poteva essere un momento di stanchezza o di stress e che io non lo potevo capire perché non ci ero ancora passata.

Ora cerco sempre di astenermi dal giudicare gli altri e questa è un’altra delle cose che mi hanno insegnato i miei figli. ^_^

Il cambio di stagione dell’armadio

cambio di stagione armadio vestiti

 

Nei siti di organizzazione domestica trovo spesso consigli per riordinare gli armadi, perché – come tutti sappiamo – ciò ci agevola notevolmente la vita, soprattutto la mattina (o la sera) quando dobbiamo decidere cosa indossare.

Molte esperte dell’organizzazione però, puntano anche a un secondo obiettivo: evitare il cambio di stagione.

Io no.

A me piace fare il cambio di stagione. Lo vivo come una ventata d’aria fresca nella nostra quotidianità domestica e un modo per salutare la nuova stagione che sta arrivando.

Abbiamo il riscaldamento in inverno, l’aria condizionata in estate e viviamo sempre più un anno che sembra tutto uguale. Diventa quasi sempre più difficile percepire lo scorrere del tempo e il passaggio da una stagione all’altra e a me dispiace perdermi questa occasione, che io vivo quasi come un rito sacro.

Certo, ho organizzato l’armadio in modo da rendere il cambio di stagione veloce e funzionale, ma non potrei mai rinunciarvi del tutto ^_^

 

 

Osservo, rifletto e imparo

Ho capito come essere una persona migliore (o almeno provarci).

Osservo gli altri e il loro comportamento. Senza giudicare, né criticare, solo per imparare.

Vedo cose che mi piacciono – come un collega che lavora sodo senza tralasciare le incombenze più noiose – e penso che dovrei essere anch’io così.

Poi osservo anche comportamenti che non approvo, come una mamma – stanca – che al parco giochi perde la pazienza con il proprio bimbo. In questi casi, ciò che mi spaventa è che si tratta quasi sempre di atteggiamenti che riconosco anche a me stessa.

Ci sono aspetti negativi del mio carattere che non sono stata in grado di vedere fintanto che non li ho notati nelle persone accanto a me.

Sto imparando quali sono i miei punti di forza e quali quelli di debolezza, in che modo reagisco alle situazioni esterne e come le mie emozioni influenzano i miei pensieri.

Conoscermi meglio mi sta aiutando sia ad avere relazioni migliori con chi mi sta vicino, che a capire come superare quelli che sono i miei limiti. ^_^

Tutto si può fare: basta organizzarsi!

Spesso ci lamentiamo di non riuscire a fare tutto e di non trovare del tempo per noi.

Io credo sia vero solo in parte. Certo, le cose da fare sono sempre tante e molte di queste inevitabilmente hanno la priorità.

Tuttavia, penso che ci sia il modo per ritagliarsi il tempo per le nostre passioni. Gli ingredienti necessari sono 2:

  • buona volontà
  • organizzazione.

Ad esempio, io non sapevo più dove infilare la corsa nella mia routine giornaliera: la mattina sono al lavoro, il pomeriggio è occupato tra corsi di formazione, straordinari, mestieri di casa, commissioni e bambini, la sera c’è il blog e il marito. Posso andare a correre una volta durante il week-end, quando i tempi sono più elastici, ma durante la settimana? Ci rinuncio? Giammai!

Semplicemente ho rivisto le mie priorità e ho deciso di rinunciare 2 volte a settimana alla lettura del mattino e di andare a correre. Per riuscirci devo:

  • preparare tutto l’occorrente per correre, per lavarmi e per cambiarmi già la sera precedente;
  • andare a dormire con addosso già le cose per correre (vi assicuro che alle 6 di mattina si apprezza ogni secondo ed ogni briciola di energia risparmiati);
  • rotolare giù dal letto alle 6 e bere un caffè;
  • prendere la macchina e spostarmi dove abitano i miei genitori (correre dove abito io è impossibile perché le strade hanno una pendenza media del 45%…);
  • farmi 40 minuti di corsa;
  • scroccare una doccia e una colazione a casa dei miei;
  • prepararmi ed essere al lavoro per le 8.

Anche se un po’ macchinosa, questa è la soluzione migliore per me. Di sicuro è faticoso, ma ho deciso che preferisco darmi da fare, muovere le gambe e sudare, piuttosto che passare le giornate a lamentarmi che non ho tempo per me!! ^_^

 

Le cose che mi fanno arrabbiare

Ricordate? A fine marzo vi avevo raccontato che avrei provato a non arrabbiarmi e a non innervosirmi per tutto il mese di aprile.

Non sempre ce l’ho fatta. Non è stato semplice. Molte cose hanno messo a dura prova la mia pazienza.

Tuttavia, anche se non è stato un successo al 100%, sono comunque felice di questo esperimento, perché mi è servito a capire quali sono le cose che più mi irritano. Infatti, ho notato che perdo la pazienza tutte le volte che le cose non vanno come io vorrei:

  • voglio arrivare presto al lavoro la mattina e il vecchietto con il cappello davanti a me guida ai 35 km/h…
  • organizzo le mille cose che devo fare il giorno dopo e solo all’ultimo scopro di dover andare ad un corso di formazione che mi occupa tutto il pomeriggio…
  • allora rimando tutto alla sera, anche se sono più stanca, ma i bambini non ne vogliono sapere di andare a dormire e impiegano un’eternità per preparasi per la nanna…

…e avanti così.

In queste situazioni mi viene istintivamente da dare la colpa agli altri: al vecchietto, al lavoro, ai bambini…ma loro in realtà non hanno colpa. Che ne sanno dei miei programmi dettagliatamente stilati? Non stanno cercando intenzionalmente di mettermi i bastoni tra le ruote, questo lo devo ammettere.

Ho imparato quindi che quando mi trovo in una di queste situazioni devo fare un respiro profondo, contare fino a 10 e poi dire a me stessa che non sta succedendo niente di grave: le cose stanno andando così e quindi si tratta solo di cambiare programma e adattarsi alla nuova realtà.

Anzi, di più: quello che sto cercando di fare è di accogliere la sfida e di provare a trovare il lato positivo nel cambio di scenario che mi si prospetta.

Insomma, comincio un po’ a sentirmi Pollyanna…. ^_^