Pressione che fa bene (e elogio alla casalinga)

Avendo imparato a gestirla senza diventarne succube, per me fa bene essere sotto pressione.

Quando le mie giornate sono piene, tutto fila via che è una meraviglia, rendo tantissimo e riesco a prendermi anche i miei momenti di meritata pausa.

Quando invece ho svariate ore a disposizione, come quando sono in ferie e i bambini sono a scuola, è un disastro. Combino poco o nulla. Penso “tanto ho tempo”, “posso fare con calma” e mi perdo in cose inutili.

Quindi ho capito una cosa: le (poche) occasioni in cui non sono sotto pressione, devo crearmi uno stimolo per essere attiva. Ecco come:

  • imposto il timer e mi “impongo” di svolgere ciò che ho da fare prima dello scadere del tempo. Poi, tutto quello che rimane è tempo libero che mi posso godere senza sensi di colpa;
  • mi scrivo la lista delle cose da fare in agenda: avere la soddisfazione di depennarle è uno stimolo in più per portarle a termine;
  • cerco di mettere tra le cose da fare anche impegni fuori casa (anche solo prendere il pane) perché respirare un po’ di aria fresca mi dà più energia.

Ho sempre invidiato le casalinghe per la quantità di tempo libero che hanno, ma solo da poco mi sono resa conto che ciò può essere un’arma a doppio taglio, perché alcune persone – come me – senza la giusta pressione, non combinano assolutamente nulla. 😅

Quindi, ora non invidio più le casalinghe, ma le stimo profondamente. Mi domando dove trovino lo stimolo per seguire le faccende di casa, svolgendo un compito che tutti danno per scontato e per dovuto, ma non troppo spesso riconosciuto. ❤️‍

 

Effetto Zeigarnik

Secondo gli studi della psicologa lituana Bluma Zeigarnik, la nostra mente tende a tornare e ritornare sulle cose non fatte o che abbiamo lasciato a metà.

Come quando dovremmo telefonare al dentista per fissare un appuntamento e invece continuiamo a rimandare, perché è una di quelle cose noiose e non urgenti.

Oppure dobbiamo terminare una relazione per il nostro capo, ma ci siamo arenate a metà e ci manca lo stimolo per ripartire.

Allora ci mettiamo a fare altro, ma intanto il nostro pensiero continua a tornare a quella telefonata non fatta, o alla relazione lasciata a metà. Tutto ciò a scapito della nostra serenità.

Come fare per combattere l'”effetto Zeigarnik”?

  • il primo modo è il più ovvio: bisogna cercare di non lasciare nulla in sospeso, soprattutto quando si tratta di piccole banalità come una telefonata. Si può seguire in questi casi la regola dei 2 minuti di David Allen: “tutto ciò che può essere svolto in meno di 2 minuti va fatto subito”;
  • facciamo il primo passo per girare l’effetto Zeigarnik a nostro favore: una volta cominciato un compito, la nostra mente sentirà il bisogno di portarlo a termine;
  • altrimenti – se abbiamo davanti un compito lungo e impegnativo che sicuramente non riusciamo a terminare in giornata – si può alleggerire la mente mettendo per iscritto quanto ci rimane da fare, magari segnandoci in agenda il prossimo compito da svolgere.

Una curiosità: avete presente quando un telefilm si interrompe sul più bello? Ecco, l’effetto Zeigarnik è quello che ci “costringe” ad attendere con impazienza per una settimana la puntata successiva 😉😉

 

Non nascondere la voglia di cambiare

Ogni tanto ripenso a quello che ho passato qualche anno fa, quando ho deciso che ero stanca di caos e disordine in casa e che ero pronta per una nuova vita.

Ero pronta, ma ero anche titubante. Non si trattava proprio di paura, piuttosto di vergogna. Strano, vero?

Ero bravissima a sgomberare, liberare, riorganizzare, ma appena qualcuno mi faceva notare “che ordine in casa, ma cosa è successo?” o frasi del genere, spesso con un mezzo sorrisetto sulle labbra, per me era l’imbarazzo totale.

Non ne capivo il motivo. Ora invece sì.

Ero una persona insicura e in quel periodo così delicato di cambiamento, mi faceva paura il giudizio degli altri e il fatto stesso di essere esposta a questo giudizio.

Il paradosso era che tutti i miei sforzi per far apparire la mia casa come “normale” e “nella media” (e non più disordinata come prima) stavano attirando l’attenzione sulla mia casa!

Il mio voler cambiare aveva attirato la curiosità di tutti e così ogni mia decisione e ogni mio progresso era sottoposto al giudizio degli altri, che valutavano e commentavano (a volte anche solo con l’espressione del viso…)

Per cui, dopo esserci passata, mi rivolgo a chi sta compiendo ora il mio stesso percorso. Non vergognatevi di ciò che state facendo. Cambiare significa crescere!

E se chi vi sta vicino, trova il modo di ridicolizzarvi il problema è suo, non vostro. Cercate di capire che in quel momento è in difficoltà, perché vi vede cambiare e non ne capisce il perché. Vedere una persona cara che tenta di rivoluzionare la propria vita fa paura, perché le persone temono i cambiamenti. Chi vi sminuisce sta solo cercando di difendersi utilizzando l’ironia.

A volte invece – fortunatamente – i commenti arrivano da persone più mature e sono dei veri e propri complimenti. Non interpretateli male solo perché li state guardando attraverso le lenti della vostra insicurezza: prendeteli per quello che sono e godeteveli.

Questo discorso vale per qualsiasi tipo di cambiamento vogliate mettere in atto: per chi ha una casa da sistemare, per chi ha qualche chilo di troppo e vuole rimettersi in forma, per chi ha un aspetto trasandato e desidera iniziare a avere cura di sé, ecc.

Andate avanti e non demordete. Farete ordine nelle vostre case, nelle vostre vite…e anche tra le vostre amicizie, perché chi vi capirà vi rimarrà vicino. Gli altri non se lo meritano. ❤️‍

Piccole certezze quotidiane

Ci sono piccole abitudini che ci danno sicurezza, come una coccola quotidiana che ci fa stare bene.

Non servono grandi cose, ma dopo una giornata stancante è confortante lasciarsi andare in un letto rifatto. Dopo una nottata in bianco coi bambini ammalati, è un sollievo trovare la cucina pulita e la moka pronta per il primo caffè del mattino.

Mi piace fare nuove scoperte e lanciarmi in un nuove esperienze, ma al tempo stesso ho bisogno delle mie piccole routine, come un porto sicuro in cui tornare dopo una giornata trascorsa a navigare in un mare burrascoso.

Non sono una maniaca né dell’ordine, né della pulizia, ma credo sia fondamentale avere delle solide abitudini quotidiane (come rifare i letti, sistemare la cucina, dare una passata ai bagni, ecc) che rendano la nostra casa un nido sicuro contro lo stress del mondo esterno. ❤️‍❤️‍

Alla fine – come spesso accade – sono le piccole cose a renderci felici.

“La vera felicità costa poco; se è cara, non è di buona qualità.”

François-René De Chateau Briand

 

Decluttering per scegliere il presente

Lo so, non è facile eliminare il superfluo dalla propria casa (e dalla propria vita).

Tra i tantissimi motivi che ci frenano ci sono:

  • l’eccessivo attaccamento al passato, quando si conservano oggetti per ricordarci di come eravamo;
  • l’eccessivo attaccamento al futuro, quando non si vuole eliminare qualcosa che potrebbe servirci in futuro.

Si tratta di 2 nobili cause, che tuttavia hanno una ripercussione nel presente. Ovvero – dato che avere troppi oggetti in casa è spesso fonte di stress – ci impediscono di vivere in maniera più serena la nostra quotidianità.

Non esiste un giusto e uno sbagliato. Ognuno di noi ha il diritto di dare maggiore peso a ciò che preferisce. L’importante però è che si tratti di una scelta consapevole e ben ponderata.

Io ho preso la mia decisione. E voi a chi volete più bene?

  • al vostro “io” del passato, conservando oggetti come ricordi;
  • al vostro “io” del futuro, mettendo da parte per lui cose che un domani potrebbero tornare utili (ma senza averne la certezza);
  • al vostro “io” del presente, che possiede pochi oggetti a cui dover dedicare tempo, energia e spazio e si gode la vita portando i ricordi del passato e la speranza per un futuro sereno dentro al proprio cuore.