Avete presente quando siete in mezzo alla confusione e non sopportate più il rumore?
Fastidioso vero?
E quanto si sta bene quando finalmente cala il silenzio?
Il disordine dentro casa crea lo stesso effetto di “rumore”.
Ogni oggetto fuori dal suo posto è come se ci chiamasse: “ehi sono qui!”
Quante cose abbiamo in casa che ti fissano e ti domandano “quando mi metterai a posto?”, “lo sai, vero?, che mi hai comprato inutilmente?”, “quando ti decidi a buttarmi?”…
Non è fastidiosissimo? Non viene voglia di mettere a posto?
Fare ordine può essere faticoso e continuiamo quindi a procrastinare, ma anche vivere con tutto questo rumore inutile di sottofondo non ci fa stare di certo bene.
L’autrice dedica un capitolo a come fare la spesa in maniera intelligente, perché questo è il primo passo per mangiare bene e in maniera sana. In particolare suggerisce:
dare alla qualità la precedenza rispetto a tutto il resto: è vero che i prodotti di qualità hanno un prezzo più alto, ma meglio acquistare pochi prodotti sani e nutrienti, piuttosto di tanti altri alimenti che hanno un prezzo così basso da farci insospettire riguardo al contenuto;
scegliere i prodotti in base alla stagionalità: sono meno cari, di qualità migliore e rispettano meglio le necessità del nostro organismo (ad esempio rinfrescano d’estate o scaldano d’inverno);
rifornire la dispensa di prodotti di base (farina, pasta, ecc.) e di condimenti (sale, olio, pepe, ecc.) e limitarsi a una o due spese di prodotti freschi alla settimana, magari passando più frequentemente dal fornaio per il pane;
essere rigorosi e acquistare solo lo stretto necessario: una dispensa troppo piena rende più impegnativo cucinare (bisogna tirare fuori, spostare, cercare, riordinare, ecc.) e si finisce per scaldare al volo nel forno a microonde un piatto pronto;
leggere le etichette prima di comprare un prodotto: più l’elenco degli ingredienti è lungo e meno questi sono naturali;
per variare il menù, usare “la regola del 3”: in casa bisogna avere 3 tipi di cereali (ad esempio riso, pasta e farro), 3 tipi di proteine (ad esempio pesce, uova e tofu) e ortaggi di 3 colori diversi. Si può invece tranquillamente abbondare con la frutta!
E a proposito di spesa…ricordate il film d’animazione Ratatouille? 😊
“Chiunque può cucinare, ma solo gli intrepidi possono diventare dei grandi.”
Ho preferito un Lemome rispetto ai più famosi Moleskine semplicemente perché costano di meno a parità di qualità 😜
Poi ho organizzato l’interno con caratteristiche che non ho trovato in nessun’altra agenda in commercio:
ogni pagina corrisponde a un giorno, tranne il sabato e la domenica che sono insieme;
ogni giornata va dalle 5 di mattina alle 22 di sera, ossia l’arco di tempo in cui io sono operativa;
ogni giorno è diviso in 2 colonne: in quella di sinistra metterò appuntamenti, cose da fare, ecc. Quella di destra invece la userò per il piano editoriale di Nuove Abitudini, di Organizzatips e di Nuove Abitudini in Van;
in fondo, mi rimane uno spazio per note e pensieri vari.
Questo è l’effetto finale:
Naturalmente, ogni mese inizia con 2 facciate di riepilogo:
Per fare velocemente tutto il lavoro di compilazione, ho usato i timbri in silicone.
In particolare, ho scelto questi per “scrivere” i giorni
(sì lo so, sono in francese, ma mi piacevano troppo):
Questi timbri di silicone sono semplicissimi da usare: basta staccarli dal foglio di plastica trasparente e attaccarli (senza colla, nè altro) a un supporto di plastica trasparente come questi:
Il vantaggio della plastica trasparente sta nel fatto che si vede perfettamente dove si sta facendo il timbro!
Una volta finito il lavoro, è sufficiente lavare con acqua il timbro e riattaccarlo al suo foglio di plastica 😊
Occupando tutte le pagine, sono riuscita a fare soltanto metà anno. Comunque meglio così: magari trovo qualche miglioramento da fare e potrò costruire la seconda parte del 2019 in maniera ancora più adatta alle mie esigenze!
Solitamente faccio i miei acquisti di cancelleria di Amazon, perché non ho tempo di girare per le cartolerie (😭): se cliccate sulle didascalie sotto le foto raggiungete le pagine dei prodotti da me acquistati.
Oggi vi traduco (non proprio alla lettera) alcuni paragrafi del libro “The Art of Home-Making” di Alison May, di cui vi ho parlato spesso.
” Chiediamo molto alle nostre case.
Chiediamo loro di essere l’abbraccio di cui abbiamo bisogno a fine giornata, il bacio affettuoso che ci sveglia al mattino, la mano che placa il nostro cuore quando siamo addolorati.
E tanto altro: chiediamo alle nostre case di essere ristoranti, fast food, cinema, chiese, centri benessere e uffici dotati della tecnologia più avanzata.
Chiediamo al cuore pulsante della nostra casa di proteggerci, guidarci, scaldarci e di insegnare ai nostri figli a essere adulti intelligenti e preparati.
Domandiamo tutto questo alle nostre case, ma non siamo in grado di dare loro in cambio ciò di cui hanno bisogno.
Bisognerebbe dare priorità alla funzionalità, all’igiene e alla pulizia, invece che alla frivolezza, facendola diventare la nostra missione personale.
Mettiamo in moto abitudini e rituali che rendano automatiche le cose essenziali, così che la nostra mente sia libera di occuparsi di questioni più elevate.”