6 modi per sopravvivere al lunedì mattina

A chiunque fa piacere poter dormire di più e rallentare il ritmo durante il fine settimana.

Peccato che poi arrivi il lunedì e si fa fatica a tornare alle abitudini della settimana lavorativa.

Tuttavia, come sempre a tutto c’è rimedio e con qualche piccolo stratagemma si può partire alla grande ogni lunedì mattina:

  1. durante il week-end non stravolgiamo troppo le nostre abitudini, mangiando sano, facendo un po’ di attività fisica e tenendo orari di sonno-veglia regolari;
  2. la domenica sera prepariamo già abiti da indossare la mattina seguente e la tavola apparecchiata per la colazione. Non solo ci farà risparmiare tempo, ma ci farà sentire un pochino coccolati come in albergo;
  3. puntiamo la sveglia qualche minuto prima, in modo da non trovarci a fare tutto con affanno;
  4. predisponiamo in anticipo una scaletta con le cose da fare ogni mattina (fare colazione, lavarsi i denti, truccarsi, ecc.): così non sarà nemmeno necessario “pensare” e poterle depennare dopo averle eseguite sarà di grande soddisfazione;
  5. se la tendenza è quella di fare un po’ tutto a rilento, usiamo un timer, ad esempio impostando 2 minuti per vestirsi, 15 minuti per fare colazione, ecc.
  6. siamo positivi!! Pensiamo che stiamo per affrontare una nuova settimana ricca di potenzialità e opportunità: si tratta solo di andare a prendersele 😊😊

Come trovare il giusto equilibrio?

Con la mia attività di Professional Organizer, mi capita spesso di incontrare donne che mi chiedono aiuto perché si sentono pigre, non hanno voglia di fare nulla e tendono a procrastinare.

Tuttavia, oggi ho fatto 2 chiacchiere con un’altra mamma incontrata casualmente, che mi ha fatto molto riflettere sul fatto che può esistere anche il problema contrario.

Aveva la febbre già dal mattino, mal di gola e mal di testa. Ciononostante è andata al lavoro, ha fatto la spesa, ha recuperato i bambini a scuola e poi andava a casa a preparare la cena.

Insomma, se da un lato c’è chi se ne starebbe sempre sul divano, dall’altro c’è chi non ci sta nemmeno da malato.

Perché molte persone (soprattutto donne) si comportano così? Credo che la cause siano più di una:

  1. hanno allenato talmente bene la loro forza di volontà che ne sono sorrette anche durante i giorni di malattia;
  2. soffrono di sensi di colpa, ad esempio nei confronti dei colleghi che senza di loro dovranno lavorare il doppio;
  3. tendono a ritenersi “indispensabili” e a riporre poca fiducia negli altri, negando così loro la possibilità di fare nuove esperienze;
  4. sono “guidate” dalle loro abitudini. Hanno dentro di loro dei meccanismi che ripetono giorno dopo giorno e che non cedono nemmeno davanti alla febbre. Ad esempio, se ci sono i figli da portare a scuola, è più stancante mentalmente trovare una soluzione alternativa che metterli in macchina e portarceli.

Inutile dire che entrambi gli estremi non ci fanno bene. Ma come si fa a trovare il giusto equilibrio? Quando avere un’abitudine consolidata (andare al lavoro, pulire la casa) non ci sostiene più, ma ci rema contro privandoci del rispetto per noi stesse?

Io la risposta non ce l’ho, anche perché pure io tendo a andare avanti finché crollo.

Voi da che parte state? Siete riuscite a trovare il giusto equilibrio? ❤️‍

Pressione che fa bene (e elogio alla casalinga)

Avendo imparato a gestirla senza diventarne succube, per me fa bene essere sotto pressione.

Quando le mie giornate sono piene, tutto fila via che è una meraviglia, rendo tantissimo e riesco a prendermi anche i miei momenti di meritata pausa.

Quando invece ho svariate ore a disposizione, come quando sono in ferie e i bambini sono a scuola, è un disastro. Combino poco o nulla. Penso “tanto ho tempo”, “posso fare con calma” e mi perdo in cose inutili.

Quindi ho capito una cosa: le (poche) occasioni in cui non sono sotto pressione, devo crearmi uno stimolo per essere attiva. Ecco come:

  • imposto il timer e mi “impongo” di svolgere ciò che ho da fare prima dello scadere del tempo. Poi, tutto quello che rimane è tempo libero che mi posso godere senza sensi di colpa;
  • mi scrivo la lista delle cose da fare in agenda: avere la soddisfazione di depennarle è uno stimolo in più per portarle a termine;
  • cerco di mettere tra le cose da fare anche impegni fuori casa (anche solo prendere il pane) perché respirare un po’ di aria fresca mi dà più energia.

Ho sempre invidiato le casalinghe per la quantità di tempo libero che hanno, ma solo da poco mi sono resa conto che ciò può essere un’arma a doppio taglio, perché alcune persone – come me – senza la giusta pressione, non combinano assolutamente nulla. 😅

Quindi, ora non invidio più le casalinghe, ma le stimo profondamente. Mi domando dove trovino lo stimolo per seguire le faccende di casa, svolgendo un compito che tutti danno per scontato e per dovuto, ma non troppo spesso riconosciuto. ❤️‍

 

Effetto Zeigarnik

Secondo gli studi della psicologa lituana Bluma Zeigarnik, la nostra mente tende a tornare e ritornare sulle cose non fatte o che abbiamo lasciato a metà.

Come quando dovremmo telefonare al dentista per fissare un appuntamento e invece continuiamo a rimandare, perché è una di quelle cose noiose e non urgenti.

Oppure dobbiamo terminare una relazione per il nostro capo, ma ci siamo arenate a metà e ci manca lo stimolo per ripartire.

Allora ci mettiamo a fare altro, ma intanto il nostro pensiero continua a tornare a quella telefonata non fatta, o alla relazione lasciata a metà. Tutto ciò a scapito della nostra serenità.

Come fare per combattere l'”effetto Zeigarnik”?

  • il primo modo è il più ovvio: bisogna cercare di non lasciare nulla in sospeso, soprattutto quando si tratta di piccole banalità come una telefonata. Si può seguire in questi casi la regola dei 2 minuti di David Allen: “tutto ciò che può essere svolto in meno di 2 minuti va fatto subito”;
  • facciamo il primo passo per girare l’effetto Zeigarnik a nostro favore: una volta cominciato un compito, la nostra mente sentirà il bisogno di portarlo a termine;
  • altrimenti – se abbiamo davanti un compito lungo e impegnativo che sicuramente non riusciamo a terminare in giornata – si può alleggerire la mente mettendo per iscritto quanto ci rimane da fare, magari segnandoci in agenda il prossimo compito da svolgere.

Una curiosità: avete presente quando un telefilm si interrompe sul più bello? Ecco, l’effetto Zeigarnik è quello che ci “costringe” ad attendere con impazienza per una settimana la puntata successiva 😉😉

 

Conoscere le proprie priorità per programmare al meglio la settimana

Una settimana non ha abbastanza ore per riuscire a fare tutto.

Tra tutti i nostri doveri e piaceri è dunque necessario fare una cernita. Ma come?

Per me, è necessario avere ben chiare le proprie priorità, che in questo modo mi guideranno come un faro nella notte.

Ad esempio, io metterei

  1. al primo posto famiglia e casa (per casa intendo lo stretto necessario per renderla pulita e vivibile);
  2. al secondo lavoro e studio, perché non si finisce mai di imparare e mi piace potermi sempre migliorare;
  3. al terzo attività fisica, che per me è una valvola di sfogo, il mio momento di relax e l’occasione di pensare solo a me stessa.

Avendo chiare in mente queste priorità la programmazione della mia settimana diventa molto più semplice, perché so che devo dedicare

  • un po’ di tempo alla prima categoria tutti i giorni;
  • un po’ di tempo alla seconda categoria quasi tutti i giorni (cioè riposo il sabato e/o la domenica);
  • un po’ di tempo alla terza categoria almeno 2/3 volte a settimana.

Se poi avanzo ancora tempo posso fare anche altro.

Se invece non mi rimane più spazio per fare null’altro non dirò più “non ho tempo”, bensì “non è una mia priorità”. ^_^

In questo modo so di aver dedicato del tempo alle cose davvero importanti e di aver messo da parte quelle secondarie.

E voi come vi programmate? Quali sono le vostre priorità?