Osservo, rifletto e imparo

Ho capito come essere una persona migliore (o almeno provarci).

Osservo gli altri e il loro comportamento. Senza giudicare, né criticare, solo per imparare.

Vedo cose che mi piacciono – come un collega che lavora sodo senza tralasciare le incombenze più noiose – e penso che dovrei essere anch’io così.

Poi osservo anche comportamenti che non approvo, come una mamma – stanca – che al parco giochi perde la pazienza con il proprio bimbo. In questi casi, ciò che mi spaventa è che si tratta quasi sempre di atteggiamenti che riconosco anche a me stessa.

Ci sono aspetti negativi del mio carattere che non sono stata in grado di vedere fintanto che non li ho notati nelle persone accanto a me.

Sto imparando quali sono i miei punti di forza e quali quelli di debolezza, in che modo reagisco alle situazioni esterne e come le mie emozioni influenzano i miei pensieri.

Conoscermi meglio mi sta aiutando sia ad avere relazioni migliori con chi mi sta vicino, che a capire come superare quelli che sono i miei limiti. ^_^

Le mie bolle di tempo

Quando organizzo le mie giornate o le mie settimane, mi tengo sempre delle bolle di tempo.

Le mie bolle di tempo sono alcuni minuti nell’arco della giornata o alcune ore nell’arco della settimana, lasciate completamente libere.

Sono una specie di air-bag, in cui posso approfittare per riprendere il fiato, fermandomi un momento e fare il punto della giornata.

Spesso, mi servono invece per gestire le emergenze, per portare a termine quell’impegno imprevisto che è saltato fuori all’ultimo momento.

Insomma, in qualsiasi modo io alla fine occupi le mie bolle, mi sono assolutamente necessarie! ^_^

Tutto si può fare: basta organizzarsi!

Spesso ci lamentiamo di non riuscire a fare tutto e di non trovare del tempo per noi.

Io credo sia vero solo in parte. Certo, le cose da fare sono sempre tante e molte di queste inevitabilmente hanno la priorità.

Tuttavia, penso che ci sia il modo per ritagliarsi il tempo per le nostre passioni. Gli ingredienti necessari sono 2:

  • buona volontà
  • organizzazione.

Ad esempio, io non sapevo più dove infilare la corsa nella mia routine giornaliera: la mattina sono al lavoro, il pomeriggio è occupato tra corsi di formazione, straordinari, mestieri di casa, commissioni e bambini, la sera c’è il blog e il marito. Posso andare a correre una volta durante il week-end, quando i tempi sono più elastici, ma durante la settimana? Ci rinuncio? Giammai!

Semplicemente ho rivisto le mie priorità e ho deciso di rinunciare 2 volte a settimana alla lettura del mattino e di andare a correre. Per riuscirci devo:

  • preparare tutto l’occorrente per correre, per lavarmi e per cambiarmi già la sera precedente;
  • andare a dormire con addosso già le cose per correre (vi assicuro che alle 6 di mattina si apprezza ogni secondo ed ogni briciola di energia risparmiati);
  • rotolare giù dal letto alle 6 e bere un caffè;
  • prendere la macchina e spostarmi dove abitano i miei genitori (correre dove abito io è impossibile perché le strade hanno una pendenza media del 45%…);
  • farmi 40 minuti di corsa;
  • scroccare una doccia e una colazione a casa dei miei;
  • prepararmi ed essere al lavoro per le 8.

Anche se un po’ macchinosa, questa è la soluzione migliore per me. Di sicuro è faticoso, ma ho deciso che preferisco darmi da fare, muovere le gambe e sudare, piuttosto che passare le giornate a lamentarmi che non ho tempo per me!! ^_^

 

Le cose che mi fanno arrabbiare

Ricordate? A fine marzo vi avevo raccontato che avrei provato a non arrabbiarmi e a non innervosirmi per tutto il mese di aprile.

Non sempre ce l’ho fatta. Non è stato semplice. Molte cose hanno messo a dura prova la mia pazienza.

Tuttavia, anche se non è stato un successo al 100%, sono comunque felice di questo esperimento, perché mi è servito a capire quali sono le cose che più mi irritano. Infatti, ho notato che perdo la pazienza tutte le volte che le cose non vanno come io vorrei:

  • voglio arrivare presto al lavoro la mattina e il vecchietto con il cappello davanti a me guida ai 35 km/h…
  • organizzo le mille cose che devo fare il giorno dopo e solo all’ultimo scopro di dover andare ad un corso di formazione che mi occupa tutto il pomeriggio…
  • allora rimando tutto alla sera, anche se sono più stanca, ma i bambini non ne vogliono sapere di andare a dormire e impiegano un’eternità per preparasi per la nanna…

…e avanti così.

In queste situazioni mi viene istintivamente da dare la colpa agli altri: al vecchietto, al lavoro, ai bambini…ma loro in realtà non hanno colpa. Che ne sanno dei miei programmi dettagliatamente stilati? Non stanno cercando intenzionalmente di mettermi i bastoni tra le ruote, questo lo devo ammettere.

Ho imparato quindi che quando mi trovo in una di queste situazioni devo fare un respiro profondo, contare fino a 10 e poi dire a me stessa che non sta succedendo niente di grave: le cose stanno andando così e quindi si tratta solo di cambiare programma e adattarsi alla nuova realtà.

Anzi, di più: quello che sto cercando di fare è di accogliere la sfida e di provare a trovare il lato positivo nel cambio di scenario che mi si prospetta.

Insomma, comincio un po’ a sentirmi Pollyanna…. ^_^

Il circolo virtuoso della fiducia in se stessi

Quando si continua a procrastinare, il motivo spesso è più di uno.

Vi ho già raccontato che io tendevo a rimandare ciò che avrei dovuto fare perché avevo la pretesa di essere perfetta e perché avevo una percezione errata del tempo.

In realtà, di motivo ce n’è un altro: rimandavo le cose da fare anche perché pensavo di non essere brava a farle e dunque mi pesavano.

Diventava un circolo vizioso. Ad esempio – scusate, so che sembrerà sciocco – ma io ho sempre detestato telefonare per prendere appuntamenti vari, che siano dal medico, dall’assicuratore o in qualche ufficio pubblico. So che mi impappino, che non mi so spiegare bene, ho il timore che mi facciano domande strane a cui non so rispondere.

A furia di doverlo fare per forza (se si tratta di me, posso anche rimandare a vita una visita dal medico, ma se c’è in gioco la salute dei miei bambini non ci penso 2 volte…) ho notato che mi sono sciolta e che alla fine non sono poi così imbranata come credevo. Insomma, ho acquisito fiducia in me stessa.

E ora, anche questo ostacolo posso considerarlo superato: ho trasformato un circolo vizioso in uno virtuoso. Se ho una telefonata da fare, la faccio subito, la depenno dalla mia to-do-list e mi sento ancora più preparata per la prossima occasione.

Questo pensiero mi dà coraggio ogni volta che avrei voglia di rimandare un compito in cui non mi sento forte: penso che se non lo farò, non imparerò mai a farlo in scioltezza. Penso che la volta successiva sarà più semplice e quella dopo più semplice ancora.

In questo modo sto allargando la mia confort-zone e mi rendo conto che ogni giorno, sono sempre di più gli ambiti di vita che non sono più un problema per me. ^_^

Lo so, è faticoso all’inizio, ma regala un senso di (quasi)onnipotenza che non ha prezzo!!