Il piacere dei mestieri di casa 2

Vi avevo già raccontato di come mi faccio piacere i lavori di casa attraverso la pratica della mindfulness.

Purtroppo ciò che li rende noiosi è la loro ripetitività e il fatto che non ci diano uno stimolo.

Chi fa sport è motivato dai traguardi che raggiunge.

Chi pratica il fai-da-te è gratificato dal risultato finale.

Ma che stimolo ci può essere per qualcuno che deve fare ogni giorno gli stessi lavori ripetitivi?

Ho quindi capito che la motivazione bisogna inventarsela. Come?

  • facendo caso ai piccoli miglioramenti: magari ci sono mestieri che fino a qualche mese fa impiegavo ore a fare e invece adesso sono molto più veloce;
  • trovando modi alternativi: cercando nuove profumazioni per i detersivi utilizzati, sperimentando tecniche che facciano risparmiare tempo o denaro, ecc….
  • pensando a quanto ciò che stiamo facendo possa essere cosa gradita alle persone con cui viviamo e a cui vogliamo bene;
  • regalandoci delle piccole gratificazioni conseguenti al lavoro fatto: in una cucina ordinata posso preparare più volentieri una torta, in un soggiorno pulito posso invitare le mie amiche, in un bagno profumato mi posso rilassare nella vasca, ecc.

Insomma, questi sono i miei trucchetti! E i vostri quali sono?

Ne avete altri da suggerirmi? ^_^

 

Lotta alle distrazioni

telefono cellulare

 

Uso moltissimo il telefono cellulare: per WhatsApp, per leggere la posta, come agenda, per navigare sui Social…

Purtroppo ciò lo rende una grande tentazione continua. Tutte quelle belle icone invitanti sul monitor, le notifiche ammiccanti in alto a sinistra,…: come si fa a resistere?

E allora chi è che comanda? Io o il telefono? Ho deciso che voglio essere io la padrona del mio tempo.

Continuerò a usarlo spesso, di sicuro, ma solo nei momenti in cui decido io e non quando è lui a chiamarmi.

Io ci sto provando così (e per ora ho visto che funziona):

  • ho tolto l’immagine di sfondo e ho lasciato un azzurrino tinta unita: ora sembra più un PC aziendale e ciò lo rende meno attraente;
  • ho spostato tutte le icone e i widget nella seconda schermata, così da non averle sotto gli occhi continuamente;
  • ho tolto le notifiche alle varie applicazioni, perché erano la principale fonte di distrazione.

In questo modo, vado a controllare se ci sono novità nei momenti in cui ho il tempo e modo di farlo, senza rubare l’attenzione a qualcosa di più importante!! ^_^

 

Legge di Parkinson vs. Linda (armata di timer)

La settimana scorsa ero in ferie.

Da settimane stavo raccogliendo in una to-do-list tutte le cose che dovevo fare, ma che non avevo mai tempo di fare.

Pensavo di approfittarne nei giorni in cui sarei rimasta a casa dal lavoro, tuttavia, sono riuscita a portare a termine soltanto la metà delle cose che mi ero programmata.

Perché??? Io credo di essere cascata in pieno in quanto predetto da Cyril Northcote Parkinson:

Il lavoro si espande fino a occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo.

In altre parole: se abbiamo un lavoro da fare e un’ora di tempo per farlo, ci impieghiamo un’ora. Se invece abbiamo lo stesso lavoro, ma 2 ore di tempo, ci impieghiamo 2 ore!!

Com’è possibile? Se sappiamo di avere più tempo, partiamo più rilassate, ci facciamo qualche pausa in più, diventiamo più perfezioniste e sprechiamo tanto tempo dietro ai dettagli secondari.

Questo è quello che è successo anche a me. Uff….

A metà settimana me ne sono accorta e ho rimediato usando un semplicissimo timer.

In pratica, ho utilizzato la tecnica del pomodoro: 25 minuti di lavoro senza distrazioni + 5 minuti di pausa. Avanti così finché non avevo terminato.

Il timer ci rende più consapevoli dello scorrere del tempo, ci mette un po’ di pepe e ci fa rimanere concentrati sul compito che dobbiamo portare avanti.

Sono una persona fondamentalmente pigra e se non ho una scadenza imminente non mi muovo. Sapere che entro pochi minuti suonerà il bip-bip-bip del timer è quello che ci vuole per me! ^_^

Shopping: la via più breve per il cambiamento?

Credo che lo shopping sia sopravvalutato.

Ho capito che certi acquisti non necessari sono dettati dalla speranza (magari inconscia) di un cambiamento.

Non è capitato anche a voi? Compriamo un paio di scarpe da ginnastica nuove e già ci immaginiamo mentre corriamo o facciamo palestra, perfettamente in forma, senza fatica, senza sudore che cola dalla fronte, con trucco e capelli da stella del cinema.

Oppure acquistiamo quel set da 36 piatti e ci vediamo già a preparare e servire una cena a 8 portate per 12 persone, degna di un ristorante pluri-stellato e dove la serata fila senza intoppi.

Quando arriviamo al casa con i nostri tesori abbiamo il nostro momento di gloria, la quasi certezza che da domani la nostra vita cambierà in meglio, ma è solo un’illusione che dura poche ore.

Dal giorno seguente, le scarpe da ginnastica saranno solo un paio di scarpe in più a cui trovare un posto e il set da 36 piatti prenderà polvere e porterà via spazio in qualche angolo della cantina.

Cambiare qualcosa che non ci piace di noi è faticoso, ma se davvero vogliamo che avvengano dobbiamo scegliere la via più tortuosa: alziamoci presto e andiamo a correre (le scarpe che già abbiamo andranno benissimo per il periodo iniziale). Invitiamo gli amici per cena, adattando quello che abbiamo in casa.

C’è sempre tempo per comprare.

Ora, prima di ogni acquisto me lo chiedo sempre: cosa sto comprando? Mi serve davvero? O sto solo cercando una scorciatoia per qualcosa che voglio cambiare nella mia vita?

Un dono ai nuovi nati

Future mamme, non fatevi ingannare dalle pubblicità viste in TV, dalle liste di nascita ritagliate dalle riviste o dai consigli dell’amica della zia della vostra vicina di casa (che non ha figli).

Ad un bimbo che sta per arrivare servono davvero poche  cose. Tutto il resto è noia.

Ricordatevi che tutto ciò che acquisterete poi vi rimarrà il casa, vi occuperà spazio, dovrete prendervene cura, dovrete trovare il modo per disfarmene una volta che il vostro bimbo sarà più grande (e crescono davvero in fretta).

Probabilmente non serve la vaschetta per il bagnetto se avete già una bacinella grande per il bucato. Forse non occorre prendere un fasciatoio, ma basta un cuscino sopra una cassettiera. Non acquistate giocattoli a vagonate, tanto non li guarderanno: preferiranno svuotarvi il cassetto delle pentole o quello dei calzini.

Finché siete in tempo, avvisate anche nonne e parenti: mettete in chiaro che non avete bisogno di 4 carillons o di 12 bavaglini in pizzo che si rovinano solo a guardarli.

Create una lista di nascita in cui chiedete solo cose veramente indispensabili, beni consumabili (pannolini, bagnoschiuma, olio per i massaggi…) oppure tempo (un’ora di baby-sitteraggio, un pasto per la vostra famiglia già pronto,…).

So che volete offrire il meglio ai vostri cuccioli che stanno per arrivare: preparate dunque per loro tempo per scoprire, spazio da esplorare e tanto Amore con cui sentirsi protetti. Nient’altro.