Prima il dovere o prima il piacere?

 

Prima il dovere, poi il piacere. Non riesco a rilassarmi completamente e a godermi un’attività di svago, se so che sto tralasciando qualcosa che devo fare.

Quando io torno a casa dal lavoro e i miei bimbi dalla scuola materna, a me verrebbe naturale sbrigare le faccende di casa (almeno le più urgenti) per poi poter giocare insieme a loro con la mente libera.

Ho capito però che per loro – ancora piccoli – è troppo difficile comprendere questo concetto. Loro sanno solo di essere rimasti tante ore lontani dalla mamma e quindi vogliono la mia attenzione.

Ho quindi deciso di forzare la mia natura e adeguarmi alle loro esigenze. Una volta dedicato loro un po’ di tempo, poi sono più tranquilli e mi lasciano sbrigare qualche mestiere di casa.

Ora però il mio grande ha quasi 6 anni e credo sia giunto il tempo di cambiare un po’ le cose.

Sicuramente, non potrà mai mancare il momento-coccola dopo la giornata fuori casa, ma voglio cominciare a fargli capire quanto sia rilassante dedicarsi alle cose piacevoli solo dopo aver portato a termine i propri doveri.

Non solo, sto puntando molto anche sul fargli notare che se ci aiutiamo a vicenda nel fare questi lavoretti, si finisce prima e così c’è più tempo libero per tutti. ^_^

Credo che raramente la saggezza popolare sbagli, quindi meglio imparare a seguirla fin da piccoli!

 

Sopravvivere alle giornate di fuoco

Ci sono periodo di dell’anno in cui l’universo cosmico sembra cospirare contro di noi e ci ritroviamo a affrontare giornate di fuoco.

Gli impegni si accavallano uno dietro l’altro, apparentemente senza via di scampo.

Da un lato fa piacere, perché ciò è indice di una vita ricca di esperienze interessanti.

Dall’altro lato però, dobbiamo riuscire a sopravvivere.

L’unico modo per farlo, è seguire queste 3 regole:

  • programmare la nostra giornata già la sera precedente, in modo da incastrare le varie attività. Mettiamo tutto per iscritto in una bella lista, per non scordarci nulla, ma stiamo pronte a eventuali cambi di programma dell’ultimo momento;
  • facciamo una cosa alla volta. Concentriamoci sull’impegno presente per affrontarlo al meglio. Pensare a tutto ciò che ci rimane ancora da fare ci metterà solo ansia;
  • chiudere un occhio su aspetti che diventano secondari in giornate come queste. La casa non sarà perfettamente pulita e in ordine. Non potremo servire alla famiglia un pasto di 5 portate cucinato in casa. Sappiamo che sarà solo per qualche giorno, poi tutto tornerà alla normalità.

 

Teniamo duro quando si presentano giornate in cui corriamo da una parte all’altra come trottole per 14 ore. Sopravviveremo. E saremo orgogliose di noi stesse per l’ottimo lavoro fatto! ^_^

 

 

Legge di Parkinson vs. Linda (armata di timer)

La settimana scorsa ero in ferie.

Da settimane stavo raccogliendo in una to-do-list tutte le cose che dovevo fare, ma che non avevo mai tempo di fare.

Pensavo di approfittarne nei giorni in cui sarei rimasta a casa dal lavoro, tuttavia, sono riuscita a portare a termine soltanto la metà delle cose che mi ero programmata.

Perché??? Io credo di essere cascata in pieno in quanto predetto da Cyril Northcote Parkinson:

Il lavoro si espande fino a occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo.

In altre parole: se abbiamo un lavoro da fare e un’ora di tempo per farlo, ci impieghiamo un’ora. Se invece abbiamo lo stesso lavoro, ma 2 ore di tempo, ci impieghiamo 2 ore!!

Com’è possibile? Se sappiamo di avere più tempo, partiamo più rilassate, ci facciamo qualche pausa in più, diventiamo più perfezioniste e sprechiamo tanto tempo dietro ai dettagli secondari.

Questo è quello che è successo anche a me. Uff….

A metà settimana me ne sono accorta e ho rimediato usando un semplicissimo timer.

In pratica, ho utilizzato la tecnica del pomodoro: 25 minuti di lavoro senza distrazioni + 5 minuti di pausa. Avanti così finché non avevo terminato.

Il timer ci rende più consapevoli dello scorrere del tempo, ci mette un po’ di pepe e ci fa rimanere concentrati sul compito che dobbiamo portare avanti.

Sono una persona fondamentalmente pigra e se non ho una scadenza imminente non mi muovo. Sapere che entro pochi minuti suonerà il bip-bip-bip del timer è quello che ci vuole per me! ^_^

Scatole e cestini…che passione!!

Quando ho deciso di riordinare casa, ricordo che una delle prime cose che ho fatto è stata andare in giro per negozi alla ricerca di scatole, cestini, divisori, ganci, ecc.

Beh, se siete ancora in tempo, non fatelo!! È stato un terribile errore.

Pensavo di rendere la mia casa più comoda e accogliente “ficcando” tutto in qualche sorta di contenitore, ma non ha funzionato.

Quello che non avevo capito era che ciò che avevo in casa non aveva bisogno di essere organizzato…aveva bisogno principalmente di essere ridotto!

Quando finalmente me ne sono resa conto, avevo non solo le mie vecchie cose, ma anche quelle nuove che avevo appena acquistato.

Quindi, mi raccomando, voi procedete così:

  • iniziate eliminando tutto l’eliminabile, ossia tutto ciò che non vi piace e che non usate;
  • sistemate e dividete ciò che avete deciso di tenere utilizzando quello che avete in casa (scatole delle scarpe, cartoncini, ecc.);
  • solo quando sarete sicure che quella adottata è una sistemazione definitiva e che avete la giusta quantità di cose, buttate le vecchie scatole e comprate contenitori esteticamente più piacevoli.

Non aggiungete finché non avete finito di togliere!! ^_^

Tempo per cambiare abitudini

Càpita di accorgersi di dover cambiare qualcosa nelle proprie abitudini.

Difficile è provare a farlo.

Ancora più difficile è provare a farlo se non viviamo da soli.

Gli altri non comprendono subito i nostri cambiamenti, oppure non capiscono l’importanza che hanno per noi.

Ricordo quando ho deciso di essere stufa di trovare ogni mattina la cucina sotto-sopra e che era arrivato il momento di abituarsi a sistemarla dopo cena.

Il primo periodo è stato estenuante: la sera ero stanca, non ne avevo voglia e i bambini – che erano piccoli e a quell’ora erano sempre irrequieti – mi si attaccavano ai pantaloni per cercare la mia attenzione.

Mi sembrava di remare controcorrente ogni sera. Tuttavia, ho deciso di insistere ed è stata la scelta vincente.

Poco alla volta i miei bimbi hanno capito che quello era un momento in cui la mamma aveva da fare e che se portavano un po’ di pazienza io sarei tornata da loro dopo poco tempo.

Nel frattempo anche il marito l’ha capito. [Soprattutto ha notato quanto sia più piacevole la mattina trovare una cucina pulita e a posto.] Così, quando la sera per qualche motivo non riesco a farlo io, senza che gli si dica nulla, la sistema lui.

Quindi, se volete cambiare qualcosa nella vostra vita, ma avete l’impressione che il resto della famiglia non vi segua, non demordete: il tempo e il vostro buon esempio saranno le armi vincenti! ^_^