Il circolo virtuoso della fiducia in se stessi

Quando si continua a procrastinare, il motivo spesso è più di uno.

Vi ho già raccontato che io tendevo a rimandare ciò che avrei dovuto fare perché avevo la pretesa di essere perfetta e perché avevo una percezione errata del tempo.

In realtà, di motivo ce n’è un altro: rimandavo le cose da fare anche perché pensavo di non essere brava a farle e dunque mi pesavano.

Diventava un circolo vizioso. Ad esempio – scusate, so che sembrerà sciocco – ma io ho sempre detestato telefonare per prendere appuntamenti vari, che siano dal medico, dall’assicuratore o in qualche ufficio pubblico. So che mi impappino, che non mi so spiegare bene, ho il timore che mi facciano domande strane a cui non so rispondere.

A furia di doverlo fare per forza (se si tratta di me, posso anche rimandare a vita una visita dal medico, ma se c’è in gioco la salute dei miei bambini non ci penso 2 volte…) ho notato che mi sono sciolta e che alla fine non sono poi così imbranata come credevo. Insomma, ho acquisito fiducia in me stessa.

E ora, anche questo ostacolo posso considerarlo superato: ho trasformato un circolo vizioso in uno virtuoso. Se ho una telefonata da fare, la faccio subito, la depenno dalla mia to-do-list e mi sento ancora più preparata per la prossima occasione.

Questo pensiero mi dà coraggio ogni volta che avrei voglia di rimandare un compito in cui non mi sento forte: penso che se non lo farò, non imparerò mai a farlo in scioltezza. Penso che la volta successiva sarà più semplice e quella dopo più semplice ancora.

In questo modo sto allargando la mia confort-zone e mi rendo conto che ogni giorno, sono sempre di più gli ambiti di vita che non sono più un problema per me. ^_^

Lo so, è faticoso all’inizio, ma regala un senso di (quasi)onnipotenza che non ha prezzo!!

La lentezza dei bambini

“Dai, veloci, sbrigatevi!!”: ma quante volte l’avrò detto ai miei bambini??

Siamo in ritardo per andare a scuola, di corsa per andare dal medico, di fretta perché c’è la cena da preparare.

Fortunatamente ci sono anche le giornate in cui possiamo fare le cose più tranquillamente: mi sono resa conto però che io non ne sono più capace. Corro per abitudine, perché ho sempre per la testa le mille cose che potrei fare e di conseguenza metto fretta anche ai miei bimbi.

In questo modo, non do loro la possibilità di imparare a fare le cose, perché per fare più velocemente faccio io al loro posto.

Ma non solo: li privo dell’opportunità di godere dei bei momenti, dato che li porto sempre con il pensiero a ciò che c’è da fare dopo…“Fate veloci a fare questo, perché poi dobbiamo fare quell’altro”…

Piuttosto, sono io che dovrei imparare da loro ad apprezzare il presente, dimenticare le ansie per le cose da fare dopo, allontanare i pensieri per quanto accaduto prima. E allora – almeno nei giorni in cui ci è possibile – durante il ritorno da  scuola, fermiamoci per un quarto d’ora ad osservare affascinati la vita laboriosa di una formica, facciamo a gara a chi trova il fiore dallo stelo più lungo e scegliamo la via più lunga solo per esplorare nuovi sentieri.

Sono adulta, ho le mie responsabilità e naturalmente non potrei vivere tutte le mie giornate così. Tuttavia, ho capito che le ore lente e senza pensieri trascorse con i miei bimbi possono diventare le nostre oasi di pace nella vita frenetica di tutti i giorni. ^_^

 

Ma come faccio a fare tutto?

Mi sono sempre chiesta come riuscire a fare tutto in casa, perché la lista dei lavori è potenzialmente infinita: pulire, spolverare, riordinare, fare il bucato…

Ma questa domanda era più grande di me e mi bloccava. Scoraggiata dall’idea di non riuscire a fare tutto, alla fine non facevo proprio nulla.

Ho impiegato un po’ di anni, ma ora ho trovato la risposta alla mia domanda: “è impossibile fare tutto, ma si può fare abbastanza”, perché comunque fare poco è sempre meglio che non fare nulla, soprattutto se questo “poco” è ben mirato. ^_^

Ci sono alcuni mestieri in casa che danno subito la parvenza di ordine e pulizia: sistemare la cucina la sera, passare i sanitari in bagno, rifare i letti, raccogliere il disordine, spazzare i pavimenti e stare dietro il bucato.

Queste sono le mie priorità: un elenco non troppo lungo di mansioni da svolgere. Mentalmente è più facile da affrontare. So che se riesco a stare dietro a queste cose, il più è fatto. Sento che sono alla mia portata di comune essere mortale.

Poi, nei momenti in cui magari ho un po’ più di tempo, ci aggiungo anche il resto.

Lavoro, ho 2 bimbi piccoli e una casa grande. Non posso pretendere di avere una casa perfetta. Così, ho imparato a convivere – anzi, ad apprezzare – una casa che sia “a posto”.

Cambiare abitudini: perché è così difficile?

È facile dire “da domani cambio abitudini”.

Da domani ci piacerebbe fare attività fisica, trovare più tempo per leggere, tenere la casa sempre pulita e in ordine, prenderci più cura di noi stesse,…

Sono tanti buoni propositi che durano inevitabilmente da un minimo di pochi giorni ad un massimo di pochi mesi.

Perché? Perché è così difficile far diventare nostra una nuova abitudine?

I motivi sono tanti. Uno di questi è che cadiamo in qualche trappola mentale, che ci fa pensare che sia più semplice di ciò che in realtà è.

Guardiamo la nostra vicina di casa che tutte le mattine si alza alle 6 per andare a correre. La vediamo tornare soddisfatta e ripartire poi carica per andare al lavoro. Invidiamo il suo fisico atletico, nonostante non si tiri mai indietro quando è ora di sedersi a tavola. Vorremmo essere come lei quando porta le borse della spesa su per 4 rampe di scale senza avere il fiatone.

A questo punto pensiamo “Se è tutto così bello, da domani lo faccio anch’io!”. Ed è soltanto quando lo viviamo sulla nostra pelle che scopriamo che alzarsi prima dell’alba è faticoso, che ci sono giorni in cui piove, che le salite tagliano il fiato e le discese segano le ginocchia.

Acquisire una nuova abitudine non è una passeggiata. Dobbiamo partire già consapevoli dell’idea che sarà un percorso tortuoso, in cui dovremo affrontare alti e bassi. La carica motivazionale iniziale ad un certo punto calerà e gli ostacoli lungo il cammino saranno sempre più duri da affrontare.

Credo che la chiave per riuscirci stia nel capire che se vogliamo raggiungere un traguardo nella nostra vita non dobbiamo accontentarci della gratificazione immediata (ad esempio starcene a letto fino a tardi a oziare), ma puntare ad un piacere ed un benessere che sono sì più lontani, ma mille volte più appaganti (una vita sana ed un fisico in salute).

Non è facile, me ne rendo conto, ma averlo capito, per me, è già un grande passo avanti. ^_^

Al lavoro senza stress

Vi parlo spesso di come sto cercando di riordinare la mia casa e le mie abitudini.

Tuttavia, per avere una vita più semplice e leggera, è necessario essere organizzati anche in ufficio.

Io lavoro in banca, allo sportello. Vi assicuro che si tratta di un lavoro ad alto carico di stress, per tutti questi motivi:

  • è un lavoro a contatto con il pubblico ed il cliente – come è giusto che sia – ha sempre ragione;
  • non è un tipo di lavoro programmabile: io eseguo ciò che mi viene chiesto dai clienti di volta in volta;
  • ricevo richieste dai clienti davanti a me, da quelli che chiamano per telefono e da quelli che scrivono via mail (spesso contemporaneamente);
  • molti dei miei clienti sono ben organizzati, ma altri non lo sono e così arrivano in banca all’ultimo con richieste che vanno eseguite prima di subito;
  • per lavorare ho bisogno di molti “strumenti del mestiere” (computer, timbri, penne, calcolatrice, stampante, contabanconote, cassaforte, telefono…) che creano parecchia confusione attorno a me;
  • gestire denaro è una grande responsabilità: non mi posso distrarre un solo secondo. Se al momento della chiusura giornaliera mancano soldi ce li rimetto io;
  • lavoro in un ambito disciplinato da normative di vario livello e quindi devo sempre essere attenta che ogni mia operazione sia trasparente e consentita.

Ricordo che i primi mesi di lavoro tornavo a casa sfinita dalla tensione.

Ora, fortunatamente, ho imparato a gestirmi meglio e vorrei condividere con voi i miei “segreti”:

  • dovendo lavorare con molti oggetti, tengo accanto a me solo lo stretto indispensabile in modo da potermi muovere con più facilità. A fine giornata, ogni cosa poi torna al proprio posto, per poter ripartire più serenamente il giorno successivo;
  • ho rinunciato a fare affidamento sulla mia memoria. Per ogni richiesta che mi arriva dai clienti ho 3 alternative:
  1. se è urgente e se ne ho la possibilità, la eseguo subito;
  2. se devo eseguirla in giornata, mi scrivo cosa devo fare su un biglietto che tengo accanto alla tastiera del PC finché non la porto a termine;
  3. se devo eseguirla entro una scadenza futura, prendo un appunto e lo metto alla data corrispondente nell’apposito scadenzario che tengo sulla scrivania.
  • sapendo di avere scritto tutto ciò che devo ricordare, la mia mente è libera di concentrarsi solo sull’operazione che sto svolgendo in quel momento, riducendo in questo modo la possibilità di fare errori;
  • cerco la collaborazione dei miei colleghi. Purtroppo non è così semplice e scontato. Negli ultimi anni ho lavorato in diverse filiali dove ho trovato colleghi più o meno disponibili. In questo periodo, ho la fortuna di essere in una filiale in cui ci sono persone meravigliose sempre pronte ad aiutare;
  • sfrutto i momenti tranquilli per portarmi avanti – magari stampando dei moduli che so che mi serviranno nei giorni successivi – oppure per archiviare e fare ordine accanto a me.

Ogni mestiere ha le proprie caratteristiche e le proprie necessità organizzative. Queste sono le mie; quali sono le vostre? ^_^